ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Immigrazionismo

Pubblicato da ikzus su Martedì 10 Novembre 09

Riporto integralmente una relazione di Massimo Introvigne, che presenta una bella analisi delle pulsioni irrazionali della nostra società.

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Immigrazione, xenofobia, immigrazionismo

Nella magna carta della dottrina sociale della Chiesa per il XXI secolo, l’enciclica Caritas in veritate, Benedetto XVI fissa tre principi fondamentali relativi alla questione dell’immigrazione, che – sottolinea – è «di gestione complessa», comporta «sfide drammatiche» (n. 62) e non tollera soluzioni sbrigative.

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Global warming o global cooling?

Pubblicato da ikzus su Martedì 27 Ottobre 09

riprendo da un blog e ripubblico integralmente:

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Global warming o global cooling?

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RU486: una battaglia per la vita?

Pubblicato da ikzus su Giovedì 22 Ottobre 09

Ricevo, pubblico e sottoscrivo

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Eugenia Roccella ha così commentato il via libera definitiva dell’AIFA all’utilizzo della pillola RU486:

”Sono pienamente soddisfatta della delibera dell’Aifa che conferma i pareri del Consiglio Superiore di Sanita’, e quindi la necessita’ del ricovero in ospedale fino a quando l’aborto non sia stato completato. La delibera sottolinea i maggiori rischi del metodo farmacologico rispetto a quelli tradizionali e la necessita’ di particolari cautele. Un chiaro ”no” quindi a protocolli che prevedono il day hospital e introducono in Italia l’aborto a domicilio. E’ su questo che la sinistra, e in particolare l’on. Turco, dovrebbero esprimersi con chiarezza se davvero vogliono difendere la legge 194: sono contrari o favorevoli all’aborto a domicilio? Il governo da parte sua, sulla base della delibera dell’Aifa, vigilera’ sul rispetto della legge attuando un preciso monitoraggio in questo senso, perche’ la 194, tanto apprezzata a parole, non sia smontata nei fatti fino a diventare carta straccia”

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Forse “la sinistra” dovrebbe rispondere alle domande dell’on. Roccella … ma gli elettori dell’on. Roccella dovrebbero rispondere ad altre domande:

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Elvis e noi

Pubblicato da ikzus su Martedì 20 Ottobre 09

Massimo Gramellini – I miserabili

A Napoli un bambino è morto a sei anni di povertà. Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per terra, in una stamberga di venti metri quadri, i polmoni intasati dalle esalazioni di un piccolo braciere. Da quando l’Enel aveva staccato la corrente che alimentava la stufetta elettrica, quel fuoco improvvisato e velenoso era diventato l’unica fonte di riscaldamento di tutta la famiglia. Non c’era altro calore, non c’era più cibo. Ed Elvis se n’è andato così, addosso alla madre agonizzante, la testa appoggiata al ventre da cui era uscito sei anni prima per la sua breve e infelice partecipazione alle vicende del pianeta Terra.

Mi sento totalmente inutile, come giornalista e come essere umano, perché mi tocca ancora raccontare storie del genere, nel mio evoluto Paese. Ci riempiamo la bocca, io per primo, di parole superflue. Ci appassioniamo ai problemi di minoranze potenti e arroganti. E accanto a noi, in un silenzio distratto, si consumano le disfatte degli umili e dei mansueti. Persone come la mamma di Elvis, che fino all’ultimo ha provato a raggranellare onestamente qualche soldo per la stufetta, andando in giro a fare le pulizie. Il Bene ieri ha perso di brutto. L’importante è rendersene conto, non distrarsi, non rassegnarsi, organizzare la riscossa. Anche per Elvis, che tornerà a trovarci ogni giorno, sulla faccia di tanti bambini uguali a lui.

Will we simply turn our heads and look the other way?

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L’invenzione dell’omofobia

Pubblicato da ikzus su Lunedì 19 Ottobre 09

Ricevo e pubblico questa analisi lucidissima e assai penetrante (ooops: si può ancora dire?)

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La proposta di legge sulla cosiddetta omofobia era prevista nel programma elettorale di PD + IdV e non era prevista nel programma di PdL + Lega. PdL e Lega però non l’hanno voluta fermare in sede di Commissione, e così il 12 ottobre la proposta di legge (relatrice la PD Anna Paola Concia) è andata in discussione in Parlamento. Stoppata grazie alla pregiudiziale di incostituzionalità proposta dall’UdC e approvata a maggioranza, la proposta di legge tornerà, stavolta con un disegno di legge presentato dal Governo.
Tutto questo “volerla approvare a tutti i costi” è già una prima vittoria per la lobby gay, che ha inventato l’omofobia per zittire il dissenso.

Mia moglie e io nel 1980 formammo una famiglia, società naturale fondata sul matrimonio, i cui diritti sono riconosciuti dalla Costituzione. Desideravamo dei figli, e questo veniva incontro alle necessità della società, che ha bisogno di 2,1 figli per donna per sussistere. I figli nacquero attraverso rapporti sessuali matrimoniali. Vedete qualcosa di anormale in questo percorso? Niente di anormale, è un percorso normale.

Eppure la lobby gay ci ribattezzò “eterosessuali”, e nessuno ha reagito. Io rifiuto la neolingua gay e riaffermo che il mio percorso non è “eterosessuale”, è semplicemente un percorso “normale”, non avendo in sé niente di anormale.
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Amnesty International critica il Nicaragua per aver vietato l’aborto

Pubblicato da alenu su Domenica 18 Ottobre 09

E’ una notizia del 20 agosto, ma l’ho tradotta solo ora,

alex

Amnesty International critica il Nicaragua per aver vietato l’aborto

di Samantha Singson  <http://www.c-fam.org/about_us/id.1/author_detail.asp>

(NEW YORK ˆ © C-FAM)  Amnesty International ha condannato un altro paese latino americano per le sue leggi pro-vita. In un recente rapporto <http://www.amnesty.org/en/library/asset/AMR43/001/2009/en/ea2f24b4-648c-4389-91e0-fc584839a527/amr430012009en.pdf> , l’organizzazione ha definito il divieto totale di aborto in Nicaragua “una vergogna crudele e disumana” e ha accusato la nuova legge di portare a un aumento delle morti materne. Come nei casi del Messico, della Repubblica dominicana e del Perù, l’ultimo rapporto di Amnesty sul Nicaragua sostiene incorrettamente che la legge internazionale impone a tutti i paesi di permettere l’aborto e, secondo i suoi critici, distorce i fatti che in realtà dimostrano una diminuzione nel tasso di morti materne.

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A flash in the night

Pubblicato da ikzus su Giovedì 15 Ottobre 09

Sempre a proposito di legge sull’omofobia, ieri ricevo questa mail da uno degli iscritti:

“senti un po’
cristo non aveva niente contro i gay
mentre aveva molto da dire contro gente come te
puoi pensarla come vuoi sui gay
e su qualunque altro argomento
ma non puoi scrivermi sul lavoro e rompermi le scatole
e sopratuttto non puoi pretendere che le tue opinioni su ciò che possono o non possono fare i gay
diventino regole su ciò che effettivamente possono o non possono fare i gay “tra le cose che sono consentite a tutte le altre persone” (naturalmente)
quindi scusati e non farti più sentire!!

cordialità”

Che splendida lezione di tolleranza ! Abbiamo davvero molto da imparare …

15-10-09

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Telefonata tra amici ieri, quando si pensava che la legge sull’omofobia sarebbe passata:

“Caro Pietro, ce l’abbiamo nel c..o”

“Ce l’avevamo già nel c..o, d’ora in poi dovremo anche dire che è piacevole”

14-10-09

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Ragazzi, qualcuno di GR Parlamento legge Alezeia! Difatti, da alcuni giorni la loro rassegna stampa si ampliata notevolmente: non solo hanno prontamente inserito l’Altro, come avevo profetizzato, ma hanno subito aggiunto anche Il Fatto (che si dichiara apertamente antiberlusconiano) e cominciato a citare Rinascita, autodefinitasi “Quotidiano di Sinistra Nazionale”.

La Padania? Beh, non si può avere tutto nella vita …

2-10-09

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In Italia l’informazione è manipolata dalla politica? Non c’è dubbio!

Spesso alla mattina seguo per radio la rassegna stampa di GR Parlamento, che quotidianamente dà conto delle sparate di Repubblica, delle opinioni politically correct del Corriere e della Stampa, e del parere del PD tramite i suoi due quotidiani l’Unità e Europa. Oggi si è prontamente aggiunta la segnalazione dell’ultimo giornale di ultrasinistra, l’Altro, che con Manifesto e Liberazione garantiscono il diritto di tribuna di quel 3-5% di elettori che ancora vede rosso. Avvenire si legge solo quando critica il governo o il PdL.

La Padania, organo ufficiale del terzo partito italiano che ha ormai superato il 10%, non si è mai vista …

16-9-09

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Decreto ‘omofobia’ bocciato dalla Camera

Pubblicato da alenu su Mercoledì 14 Ottobre 09

Roma, 13 ottobre 2009 – Affossata dall’aula della Camera la legge contro l’omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l’assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità sollevata dall’Udc.

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Omofobia: Parole profetiche del Cardinale Ratzinger

Pubblicato da ikzus su Martedì 13 Ottobre 09

Parole profetiche del Cardinale Ratzinger
su un’ideologia ostile alla libertà religiosa


di Antonio Gaspari

ROMA, domenica, 11 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Un’eventuale legge italiana contro l’omofobia, in recepimento di una risoluzione del Parlamento Europeo, potrebbe limitare fortemente la libertà delle persone e la libertà religiosa.

E’ in discussione alla Camera dei Deputati la proposta di legge C-1658 contro l’omofobia, presentata dal Partito Democratico, a prima firma di Paola Concia. La proposta prevede l’inserimento nel Codice Penale di “reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

L’iniziativa recepisce una risoluzione del Parlamento Europeo del 18 gennaio 2006 in cui l’omofobia è definita “una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio”.

Come “pregiudizio” si intende ogni giudizio morale contrario all’omosessualità e alle deviazioni in campo sessuale. Quando esso si esprime in scritti o discorsi pubblici che non pongano su un piano di assoluta eguaglianza ogni tendenza e orientamento sessuale, può essere considerato come contrario al rispetto dei diritti dell’uomo ed essere oggetto di sanzioni penali. Lo stesso principio è enunciato dall’art. 21 della Carta fondamentale dei Diritti del cittadino di Nizza, resa giuridicamente vincolante dal Trattato europeo di Lisbona.

Nel commentare l’iniziativa, il professor Roberto De Mattei ha spiegato in un dettagliato articolo pubblicato su Radici Cristiane” (n. 48 – Ottobre 2009) che “se questa legge passasse e fosse applicata in modo coerente, sarebbe impossibile, o quanto meno rischioso, criticare l’omosessualità e presentare la famiglia naturale come ’superiore’ alle unioni omosessuali. Un’istituzione ecclesiastica non potrebbe rifiutarsi di designare come suo rappresentante una persona che non faccia mistero delle sue tendenze omosessuali. Nessuno Stato, ma anche nessuna Chiesa, potrebbe rifiutare di celebrare un matrimonio di coppie dello stesso sesso. Catechismi e libri sacri che condannano l’omosessualità come peccato ‘contro-natura’ potrebbero essere ritirati dal commercio”.

In merito alla possibilità di una legge europea che avrebbe impedito il rifiuto della pratica omosessuale, il 1° aprile 2005 l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, in occasione della consegna del “Premio San Benedetto per la promozione della vita e della famiglia in Europa”, conferitogli dalla Fondazione Sublacense Vita e Famiglia, ebbe a dire: “Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa. Ben presto non si potrà più affermare che l’omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell’esistenza umana”.

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La discriminazione al contrario

Pubblicato da ikzus su Martedì 13 Ottobre 09

Avete notato che da alcuni giorni i media continuano a sparare a raffica ‘notizie’ riguardanti gli omosessuali? Il massimo l’ha raggiunto ieri il GR1 delle ore 8, che come notizia fondamentale dall’estero dava (più o meno):”Le associazioni gay pretendono che Obama rispetti le sue promesse elettorali”; il che è veramente rassicurante, perché ciò vuol dire che il mondo finalmente non ha altri problemi più gravi ed urgenti del diritto dei gay americani ad entrare nelle forze armate (di questo, alla fine, si trattava). Al di là degli aspetti ridicoli, siccome niente succede per caso, come mai in questi giorni si ‘spinge’ la tematica omosessuale?

Ecco qua: alcuni parlamentari stanno cercando di introdurre una norma che promuove l’omosessualità, e discrimina gli eterosessauli a favore dei variosessuali (neologismo da me coniato sul momento, tanto per non perdere tempo in elenchi): è l’anticamera del folle “reato di omofobia”, cioè la limitazione della libertà di pensiero e di espressione quando ci sia in gioco la morale sessuale.

Ma anche restando alla lettera della proposta di legge, c’è da restare basiti: perché un reato dovrebbe essere più grave se commesso contro una certa categoria di persone, e meno se commesso contro altri? Questa non si chiama discriminazione? Perché i variosessuali dovrebbero essere privilegiati? La sicurezza non va garantita a chiunque? E’ la solita storia della sinistra, per cui la violenza è da condannare solo se colpisce gli amici; per cui (come diceva Orwel nel suo famosissimo libro) tutti gli animali suono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri!

A questo proposito, da famigliadomani.it ricevo e ripubblico un’analisi assai puntuale della proposta di legge in discussione al parlamento.

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Cari amici,
questa mattina, 12 ottobre, la Commissione Giustizia della Camera ha approvato il seguente testo modificato.

Disposizioni in materia di reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere
C. 1658 Concia e C. 1882 Di Pietro.

TESTO UNIFICATO APPROVATO DALLA COMMISSIONE
INTRODUZIONE NEL CODICE PENALE DELLA CIRCOSTANZA AGGRAVANTE INERENTE ALL’ORIENTAMENTO O ALLA DISCRIMINAZIONE SESSUALE
ART. 1.
1. All’articolo 61, comma 1, del codice penale, dopo il numero 11-ter), è aggiunto il seguente:
« 11-quater) l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».

Riportiamo qui di seguito un primo commento dell’on. Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del “Popolo della Libertà”.
“L’eventuale introduzione nel codice penale italiano dell’aggravante inerente l’orientamento sessuale oltre ad essere chiaramente incostituzionale rischia di provocare seri problemi e gravi discriminazioni. Incostituzionale perché questa invenzione, frutto del pensiero relativista imperante nel nostro Paese, produrrebbe una sostanziale diversità di trattamento per gli omosessuali e i transessuali di fronte alla legge. Infatti un atto di violenza verso una persona sarebbe giudicato più grave se il soggetto che lo subisce non fosse eterosessuale, per esempio nel caso di violenza sessuale. E ciò è incomprensibile, visto che la violenza deve essere sempre condannata e perseguita indipendentemente da chi la subisce. Se tale proposta diventasse legge sarebbe palesemente violato l’articolo 3 della Costituzione che recita:  “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

E’ evidente, poi, che una volta introdotto nel nostro ordinamento il concetto di “orientamento sessuale” non sarebbe più possibile esercitare il diritto di manifestare la propria opinione, anche critica, in materia, perche subito scatterebbe la sanzione. Sarebbe quindi fortemente limitata la libertà di espressione. Infine tale norma verrebbe utilizzata come porta di ingresso per rivoluzionare i concetti di matrimonio, famiglia, adozioni e per scardinare, quindi, i valori fondamentali che sono alla base della nostra società”.

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Diffondiamo un parere dell’avvocato Claudio Vitelli, consulente giuridico dell’Associazione Famiglia Domani, sulle gravissime conseguenze dell’introduzione nell’articolo 61 del nostro Codice penale dell’”aggravante inerente all’orientamento e alla discriminazione sessuale”, approvata il 12 ottobre dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

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