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Roma, un quoziente per nuove tariffe a misura di famiglia

Posted by alagna su 5 agosto 2012


Politica
4 agosto 2012

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FISCO
Roma, un quoziente per nuove
tariffe a misura di famiglia
Il Comune di Roma viene incontro alle necessità delle famiglie con figli, introducendo un nuovo “quoziente” per il calcolo delle tariffe. La novità principale riguarda la Tia, la Tariffa igiene ambientale (la cosiddetta tassa rifiuti), che, grazie all’introduzione di questo nuovo sistema di calcolo, approvato dal Consiglio comunale, sarà completamente azzerata per circa 90mila nuclei familiari della capitale.

Il “quoziente Roma” prevede un investimento di 27 milioni di euro e una serie di correzioni al metodo di calcolo dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente. In particolare, è tenuta in considerazione la numerosità del nucleo familiare e l’età dei figli (fino a 25 anni). La differenza è che, mentre la scala di equivalenza dell’Isee assegna un “peso” decrescente all’aumentare del numero dei figli, il “quoziente Roma” fa esattamente il contrario, aumentando il valore all’incremento dei componenti il nucleo familiare.

Un secondo fattore tenuto in considerazione è relativo alle condizioni di temporanea difficoltà economica della famiglia, per la presenza di membri disoccupati o inoccupati. Infine, per il calcolo delle tariffe sono considerati anche gli oneri sostenuti per la cura e l’assistenza di persone disabili, o con una invalidità superiore al 66%.

Per poter ottenere l’esenzione totale della Tia, la famiglia dovrà presentare un indicatore equivalente inferiore ai 6.500 euro. L’esempio potrebbe essere quello di un nucleo composto da padre lavoratore, madre casalinga e due figli minori di 25 anni. Questa famiglia ha un reddito di 19.942 euro e la proprietà di un trilocale di 100 metri in zona semiperiferica, con una rendita catastale di 895,76 euro e un mutuo residuo di 100mila euro. Con l’indicatore Isee tradizionale non sarebbe esentata dalla Tia perché avrebbe un reddito equivalente di 8.106,50 euro. Invece, con l’applicazione del “quoziente Roma”, che assegna un “valore” maggiore ai figli, il reddito equivalente è di 6.080 euro e, quindi, scatta l’esenzione.

Inoltre, il Comune di Roma ha confermato le tariffe degli asili nido e delle scuole dell’infanzia. In media le famiglie spendono 146 euro, che è la cifra più bassa tra le grandi città (Milano 232 euro, Torino 394 euro, Firenze 353 euro). Inoltre, le famiglie con tre o più figli minorenni sono esenti dal pagamento della quota del nido a prescindere dal reddito.

Tariffe contenute anche per il servizio di ristorazione scolastica, con l’esenzione totale per i redditi Isee fino a 5.165 euro. In media, la tariffa varia da un minimo di 30 a un massimo di 80 euro mensili (Milano 61 euro, Napoli 68 euro, Firenze 98 euro, Genova 130 euro e Torino 124 euro). Inoltre, per l’85,6% degli utenti, con un reddito Isee fino a 30mila euro, l’incremento del costo del servizio è stato contenuto in 13,76 euro al mese, mentre sono previsti sconti, in base al numero di figli, per i nuclei con reddito Isee inferiore ai 25mila euro.

«Finalmente una scelta amministrativa concreta a favore delle famiglie, e soprattutto di quelle numerose, in concreta applicazione dell’articolo 31 della Costituzione, troppo dimenticato in questi anni – ha commentato il presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, Francesco Belletti –. Forse è tempo che il livello nazionale accetti di apprendere dalle buone pratiche da quei Comuni che, in assenza di politiche familiari nazionali degne di questo nome, investono sulle famiglie e sulle nuove generazioni, impegnando risorse concrete nel bilancio comunale, costruendo così il futuro non solo della propria città, ma dell’intero Paese».

Paolo Ferrario
Da L’Avvenire del 4 agosto 2012

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Quoziente familiare: Milano apre al “modello Parma”

Posted by alagna su 17 febbraio 2011


Il ‘modello Parma’ ap­proda a Milano: ieri il Consiglio comunale ha approvato (opposizione e maggioranza d’accordo) l’e­mendamento, presentato dal consigliere del Pd, Andrea Fanzago, che prevede l’ado­zione del ‘quoziente familia­re’, già ampiamente speri­mentato nella città emiliana. Per i prossimi tre anni (il do­cumento approvato contem­pla il triennio 2011–2013) Mi­lano adotterà progressiva­mente il modello che proteg­ge le famiglie numerose e con più figli con la rimodulazione delle tariffe per l’accesso ai servizi comu­nali. 

«Ma chiamar­lo modello Parma è ridut­tivo – ci tiene a precisare l’as­sessore alle politiche so­ciali e alla fa­miglia del Co­mune di Milano, Mariolina Moioli – già dal 2011 mettere­mo in atto studi di fattibilità per poter effettuare la rimo­dulazione delle tariffe anche per le utenze gas, luce e ac­qua e non solo quelle per l’ac­cesso ai servizi sociali». Per questi, infatti, il Comune di Milano prevede già tariffe ‘a misura di famiglia’, con particolare ri­guardo a quelle più nu­merose. Ridu­zioni speciali per quanto ri­guarda, ad e­sempio, le i­scrizioni al ni­do e alla ma­terna, il bo­nus libri e la priorità per due fratellini di poter accedere al­la stessa scuola, la più vicina a casa, sono già in atto nel ca­poluogo lombardo. Il ‘mo­dello Parma’ (così chiamato perché per la prima volta a­dottato nella città Ducale nel 2009) contribuisce inoltre a rafforzare la capacità econo­mica della famiglia, permet­tendo al tempo stesso di svol­gere al meglio le proprie fun­zioni di cura, educazione, so­stegno e accoglienza.

Un mo­dello a cui Milano guardava già da alcuni mesi e per il qua­le erano stati attivati tavoli tecnici e di lavoro congiunti con le associazioni di settore e gli assessorati al bilancio e alle politiche sociali. «Il sistema naturalmente sarà adeguato alla nostra città, con i nostri numeri – prosegue l’assessore milanese Moioli – Oggi abbiamo un sistema mi­sto e stiamo riflettendo e la­vorando insieme al Forum delle associazioni familiari milanesi: un gruppo tecnico–scientifico centrato sul fatto­re famiglia».

Daniela Fassini
Avvenire 16 Febbraio 2011

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Fattore famiglia, il fisco più equo

Posted by alagna su 24 settembre 2010


La riforma fiscale, che dovrebbe essere federalista ma anche a favore delle famiglie, continua a restare solo sullo sfondo del dibattito politico. Ma il Forum delle associazioni familiari vuole giocare d’anticipo. Così, nella speranza di arrivare prima o poi al momento del redde rationem, l’organismo che raggruppa più di 50 enti e organismi sensibili a temi e valori della famiglia, sforna un aggiornamento della sua proposta fiscale: dal quoziente familiare (anche se, a esser precisi, sul piano metodologico il Forum è da sempre per il sistema Bif, ovvero Basic income family) si punta a passare al Fattore familiare; o, per semplificare, al Fattore famiglia.

Non una rivoluzione, ma un aggiustamento che ha un valore tattico. Per superare quelle obiezioni che storicamente sono state mosse al quoziente e che, al dunque, ne hanno sempre condizionato il possibile varo. A partire dalla considerazione che il quoziente finisce per favorire troppo, in proporzione, i nuclei con i redditi più alti. Il principio-cardine alla base del Fattore poggia infatti sul correttivo per cui la quota di reddito esentasse si “sottrae” dal basso, cioè dalla parte bassa del reddito – quella oggi tassata al 23% – anziché dalle fasce più elevate (e, quindi, più tassate). Insomma, per tutti il risparmio fiscale sarebbe uguale e commisurato appunto alla misura del 23%, cancellando quei limiti dovuti alla progressività dell’Irpef che finivano (nel sistema del quoziente) per premiare di più i redditi maggiori. La differenza la farebbe solo il numero dei figli a carico.

Il Forum porterà questo nuovo contributo alla Conferenza nazionale della famiglia, in programma dall’8 al 10 novembre a Milano.

[continua]

L’Avvenire, 24/09/2010

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