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La verità vi farà liberi

Posts Tagged ‘Cota’

Posted by ikzus su 21 luglio 2010


Il Piemonte di Cota è in bilico, ma sotto sotto anche il Pd tifa per lui

di Cristina Giudici

Roberto Cota, che ha conquistato la regione Piemonte per un pugno di voti, meno di diecimila, potrebbe perderla per un pugno di schede (quindicimila) da ricontare. Da quando il Tar ha accolto alcuni ricorsi della governatrice uscente, Mercedes Bresso, su alcune irregolarità avvenute durante le votazioni, militanti e dirigenti del Pd si sono divisi in due schieramenti. I fan (pochi) della Bresso si dedicano al toto scommesse sul riconteggio delle schede elettorali, mentre i detrattori temono il suo rientro sulla scena politica. “E’ altamente probabile che il risultato delle elezioni venga capovolto a favore della Bresso”, spiega Roberto Placido, dirigente del Pd, vicepresidente di minoranza del Consiglio regionale, che nella scorsa legislatura ha provato a mettersi di traverso per osteggiare la dittatura democratica della zarina.

Placido è un po’ perplesso davanti all’eventualità di una vittoria giudiziaria del Pd perché farebbe svanire ogni sogno di rinnovamento, soprattutto generazionale, di quella parte del partito che, di fronte alla vittoria della Lega, aveva segretamente tirato un sospiro di sollievo. “Se Mercedes Bresso, che non ha mai accettato la sconfitta, ora rientra in gioco da vincente, sarà un disastro politico per il Partito democratico”, osservano quelli che invece speravano in una decisione diversa del Tar. Ossia: elezioni annullate, una nuova partita elettorale con Sergio Chiamparino come candidato governatore, e un nuovo Piemonte, dinamico e riformista. Per non parlare delle ricadute sulle elezioni comunali del prossimo anno, dove gli schieramenti dei candidati (per ora la rosa dei nomi è affollatissima) verranno sicuramente rimescolati . “Peggio di così non poteva andarci”, dicono con sarcasmo i più talebani. “Mercedes Bresso di nuovo alla guida del Piemonte? Praticamente una sequenza di ‘Pulp fiction’”, affermano in tanti nel Partito democratico.

Nella casa piemontese del Carroccio sono nervosi. Ovviamente perché potrebbero perdere la guida della regione (del resto non si aspettavano di vincere, checché ne dicano) e questa sconfitta giudiziaria, che la Padania ha già ribattezzato “golpe”, obbligherebbe la Lega a dover affrontare un ennesimo grattacapo all’interno del complicato puzzle di governo. Sulla giunta Cota pesa già l’ombra di un rimpasto, fatto tre mesi dopo il suo insediamento. Il vicepresidente della regione, Roberto Rosso (Pdl), si è dimesso la settimana scorsa. Dopo essere stato sfiorato in modo collaterale da alcuni guai giudiziari di un imprenditore piemontese, accusato di frode, che lo aveva sostenuto durante la campagna elettorale. Al suo posto è stato messo un altro esponente del Pdl, Ugo Cavallera, che invece è molto apprezzato anche dall’opposizione.

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“Una Regione a misura di famiglia”

Posted by ikzus su 26 marzo 2010


Dal FORUM delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI, un Manifesto per “Una Regione a misura di famiglia” (qui il PdF da scaricare): hanno aderito 400 candidati consiglieri e 20 aspiranti governatori – qui i nominativi (.doc da scaricare).

logo elezioni

Una Regione
a misura di famiglia

400 candidati consiglieri e 20 aspiranti governatori impegnati
nelle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo
hanno sottoscritto il Manifesto del Forum delle associazioni familiari
in cui si chiede ai candidati di prendere posizione
sui temi familiari che incrociano le competenze regionali
e di impegnarsi, se eletti, a tradurre le priorità indicate
in normative concrete.
Tra un anno, il 25 marzo 2011, appuntamento per verificare
quali intenzioni sono divenute realtà

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Le adesioni

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vai alle pagine di approfondimento

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Posted by ikzus su 25 marzo 2010


“La Bresso ha sempre maltrattato la chiesa. Ha definito il cardinale Poletto un ayatollah, ha detto in modo sprezzante che i cattolici sono incapaci di avere una cultura politica. Inoltre le sue intransigenti posizioni sulla bioetica sono note a tutti: in teoria i credenti non dovrebbero votarla”

Come va la campagna elettorale in Piemonte

Lega Santa e diavolo Bresso

Pd in vantaggio ma disilluso, Cota piace agli operai. Cattolici divisi dall’aborto

A Torino l’atmosfera è concitata. La posta in gioco è la conquista del trono di Mercedes Bresso, la zarina, e tutti sanno che la presidentessa del Piemonte è avversata anche da molti suoi stessi correligionari: la considerano una governatrice molto temuta, ma poco amata. Molto simile, per usare un’allegoria fiabesca, alla regina di cuori di “Alice nel paese delle meraviglie”. Sempre pronta a tagliare la testa a chiunque la contrasti, senza esitazione, e per di più chiusa in una roccaforte che non le permette di sintonizzarsi sulle frequenze radio dei suoi cittadini.  Una sfida politica, e non solo amministrativa, quella al trono del Piemonte, diventata ancora più importante dopo l’appello del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, per un voto contro l’aborto e in difesa della vita, in cui è palese il riferimento alle posizioni di Emma Bonino nel Lazio e, appunto, di Mercedes Bresso.

E infatti ieri Silvio Berlusconi è tornato
nel capoluogo piemontese, mentre Umberto Bossi e Pier Luigi Bersani concluderanno a Torino la campagna elettorale venerdì prossimo. Bersani lo farà all’alba, di fronte ai cancelli della Fiat di Mirafiori, dove da mesi però i leghisti lo hanno preceduto con una presenza vigile e costante. L’aria che si respira a Torino, negli ultimi giorni di campagna elettorale, è anche molto incerta e nessuno qui osa fare previsioni. Tutti sono consapevoli che, in caso di vittoria della Lega in Piemonte, cambieranno gli equilibri politici nazionali all’interno del centrodestra, e il movimento di Bossi si trasformerà nel primo, insindacabile, protagonista del nord d’Italia. E nel Pd ci sarà un ulteriore resa dei conti. Se è vero – come dicono alcuni esponenti del Pd che ci hanno elencato tutte le fragilità del mandato Bresso – che la gara nel quartiere popolare della Barriera di Milano è già stata vinta dalla Lega.

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Posted by ikzus su 22 marzo 2010


Rafforzati da un contatto quotidiano con i candidati e con i piemontesi che hanno seguito con passione la campagna “Alleanza per Cota” di Alleanza Cattolica, ribadiamo con ancora maggiore convinzione l’invito ai cattolici a votare Roberto Cota

– perché sui valori non negoziabili della vita, della famiglia, della scuola il suo programma è in sintonia con quanto ci sta a cuore come cattolici, mentre la Bresso è per la banalizzazione dell’aborto, per il matrimonio omosessuale, per tagliare i sostegni alle scuole non statali;

–  perché il programma di Cota sull’immigrazione è moderato e ragionevole, mentre il Piano Bresso sugli immigrati non protegge dai clandestini, non tutela i piemontesi e prende dalle tasche dei contribuenti quattro milioni di euro all’anno per ambigui carrozzoni regionali;

– perché Cota ha costantemente dimostrato il suo sostegno ai valori non negoziabili in Regione, in Parlamento e in campagna elettorale, mentre la Bresso ancora nelle ultime settimane ha firmato per la vendita in farmacia della pillola del giorno dopo senza ricetta e si è dichiarata “assolutamente d’accordo” con il matrimonio fra due lesbiche “celebrato” a Torino dal sindaco Chiamparino.

Alcuni ci chiedono che cosa pensiamo della posizione dell’UDC. Per quanto nell’UDC ci siano certamente brave persone, pensiamo come cattolici di non potere in alcun modo sostenere l’UDC:

– perché chi fa la croce sull’UDC vota automaticamente il listino della Bresso, che comprende personaggi come Vincenzo Chieppa, segretario dei Comunisti Italiani che inneggia a Cuba e alla Corea del Nord, offre assistenza a chi stacca i crocefissi dalle aule scolastiche e sul suo sito offende il Papa e la Chiesa;

– perché chi fa la croce sull’UDC vota automaticamente la Bresso, le cui posizioni in materia di aborto, eutanasia, unioni omosessuali sono inaccettabili e sono al centro del suo programma;

– perché chi fa la croce sull’UDC sostiene una dirigenza dell’UDC che in Piemonte diffama il cattolico Cota accusandolo in modo assurdo di essere un adepto di “riti celtici del dio Po” e presentando in modo distorto le posizioni di Cota sull’immigrazione, che sono invece rispettose sia dei veri diritti degli immigrati regolari sia dell’identità cristiana delle nostre terre. Questa dirigenza afferma che la Bresso ha sottoscritto con l’UDC un impegno a difendere “la vita e la salute”, ma non spiega che per la Bresso quella dell’embrione o dei disabili come Eluana Englaro non è vita, e che la salute per lei comprende l’aborto. Racconta pure che grazie all’UDC la Bresso ha escluso dalla sua coalizione Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, che invece gli elettori troveranno regolarmente sulla scheda tra le liste coalizzate con la Bresso con tanto di falce e martello, in strana compagnia con lo scudo crociato dell’UDC, e del resto insieme anche alla lista Bonino-Pannella.

L’invito dunque non cambia: resistendo alle sirene dell’astensione, del voto alle “brave persone” che ignora i principi e i programmi, e ai falsi “patti” con la Bresso che hanno il solo scopo di creare confusione, per la vita, per la famiglia, per la libertà di educazione, per una politica realistica dell’immigrazione votiamo Roberto Cota.

Torino, 18 marzo 2010                          Alleanza Cattolica

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Nuove Onde, rapporto su i valori non negoziabili

Posted by ikzus su 21 marzo 2010


Dall’ottimo sito NUOVE ONDE, un’analisi accurata ed impietosa del comportamenteo delle varie forze politiche nei confronti dei valori non negoziabili; non c’è bisogno di commenti, direi.

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Sabato 13 marzo è stata pubblicato – sul quotidiano Libero – un commento al nostro lavoro di osservazione della politica a firma del giornalista Andrea Morigi. Qui di seguito ve ne proponiamo il testo, ricordandovi che il nostro documento di analisi è disponibile cliccando qui.

Bocciato senza appello il centrosinistra – con la sola eccezione di Giuseppe Bortolussi in Veneto -, insieme a Udc e radicali. Promosso con un recupero in extremis per Renata Polverini il centrodestra, con la Lega Nord. È la sentenza del monitoraggio su famiglia, vita umana, bioetica ed educazione dell’Osservatorio politico di Nuove Onde.

Tornano a galla i princìpi non negoziabili, sui quali la Chiesa chiede di valutare la condotta della classe politica. Con molte Regioni in bilico, il voto cattolico rischia così di rivelarsi determinante nei testa a testa fra aspiranti governatori.

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PATTO PER LA VITA: perché bisogna votare Cota

Posted by ikzus su 20 marzo 2010


È la prima volta che chi si candida a governatore di una Regione italiana sottoscrive impegni così precisi e dettagliati in materia di principi non negoziabili e lo fa non con una dichiarazione di buona volontà ma con un patto bilaterale controfirmato da quattro garanti, che a loro volta s’impegnano a vigilare sul rispetto degli impegni assunti

“Patto per la vita e per la famiglia”


Testo del patto sottoscritto da Roberto Cota, candidato alla presidenza della Regione Piemonte, il 24 febbraio 2010 a Torino, con quattro garanti – Massimo Introvigne (vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica), Marisa Orecchia (presidente di Federvita Piemonte), Mauro Ronco (docente di diritto penale, già componente del CSM) e Maria Paola Tripoli (fondatrice del Servizio Emergenza Anziani) – i quali daranno vita a un tavolo di lavoro sulle politiche della nuova amministrazione regionale in tema di vita e famiglia

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