ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posts Tagged ‘Chiesa’

Posted by ikzus su 30 ottobre 2015


Kasper contro Ratzinger, la disputa che non finisce mai

Francesco l’ha rinfocolata e il sinodo non l’ha risolta.
Nei paragrafi sui divorziati risposati la parola “comunione” non c’è. Ma il papa potrebbe introdurla lui, d’autorità

di Sandro Magister

ROMA, 30 ottobre 2015 – Era palpabile l’insoddisfazione di papa Francesco per come il sinodo è andato a finire. Nel discorso e nell’omelia di chiusura se l’è presa ancora una volta con l'”ermeneutica cospirativa”, con l’arida “fede da tabella”, con chi vuole “sedersi sulla cattedra di Mosè per giudicare con superiorità i casi difficili e le famiglie ferite”:

> Discorso del 24 ottobre

> Omelia del 25 ottobre

Eppure il documento finale, approvato sabato 24 ottobre, è tutto un’inno alla misericordia, dalla prima all’ultima riga:

> Relazione finale del sinodo dei vescovi

Solo che non c’è nemmeno una parola, in questo documento, che schiodi la dottrina e la disciplina della Chiesa cattolica da quel “no” alla comunione per i divorziati risposati che era il vero muro da abbattere nel disegno dei novatori, il varco che avrebbe portato dritto all’ammissione del divorzio e delle seconde nozze.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in famiglia, religione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 5 febbraio 2015


MATTARELLA (CON BERGOGLIO). SUI COLLI DI ROMA IL TRIONFO POSTUMO DEL CARD. MARTINI SU GIOVANNI PAOLO II E SU BENEDETTO XVI

Il bacio della morte al Nazareno (inteso come patto) l’ha dato Giuliano Ferrara che aveva appena sfornato un pamphlet apologetico di Matteo Renzi e del suo “inciucio” col Cavaliere.

Renzi, in un batter d’occhio, l’ha sconfessato asfaltando al tempo stesso Berlusconi e i post-comunisti.

Ferrara, che è sia berlusconiano che postcomunista, è rimasto sotto le macerie di destra e di sinistra.

E oggi tutti coloro che non volevano “morire democristiani” devono rassegnarsi alla riesumazione della Balena bianca, tornata saldamente in sella ai vertici dello Stato, in barba a tutti i becchini.

E – quel che è più divertente – con i nemici di sempre della Dc (dai comunisti a Scalfari) che battono le mani entusiasticamente come per una propria vittoria.

Ma davvero è tornata Moby Dick – come farebbe pensare il “soccorso bianco” arrivato a Mattarella da tutti i democristiani di cielo di terra e di mare sparsi nei diversi schieramenti – o invece è un tonno, o uno squaletto, cioè un monocolore della sinistra democristiana, l’area ideologica da cui provengono sia Renzi che Mattarella, che è una democristianeria atipica?

QUESTIONE CATTOLICA

Di fatto i cattolici son tornati al centro del dibattito. Giulio Sapelli ieri ha scritto di ritenere da tempo che “la questione italiana è niente di più e niente di meno che la questione cattolica”.

Poi ha aggiunto: “Mattarella è il paradossale frutto di questa endiadi, ossia mentre il cattolicesimo, come fede, viene quasi sconfitto dalla secolarizzazione, il cattolicesimo come religione trionfa sotto le spoglie dell’eredità culturale della democrazia cristiana in Italia”.

E ancora: “l’unità politica dei cattolici è finalmente finita, ma chi occupa oggi i centri nevralgici del potere visibile e invisibile in Italia (salvo quelli massonici: in ritirata) son proprio i religiosi cattolici eredi di quell’unità”.

Spunti di riflessione intelligenti, ma forse non tutti centrati. Cosa sta veramente accadendo? E cosa dicono i cattolici?

Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, politica, religione | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Grazie Santo Padre

Posted by alagna su 2 marzo 2013


Siate anche voi simili alle lampade! Fate brillare la vostra luce nella nostra società, nella politica, nel mondo dell’economia, nel mondo della cultura e della ricerca. Anche se è solo un piccolo lume in mezzo a tanti fuochi fatui, esso tuttavia riceve la sua forza e il suo splendore dalla Grande Stella del mattino, il Cristo Risorto, la cui luce brilla, vuole brillare attraverso noi, e non tramonterà mai.
                                                                                                 — Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)

Posted in religione | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Operosa corresponsabilità

Posted by alagna su 26 agosto 2012


http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Pretielaiciinsiemedandosifiducia.aspx

Preti e laici insieme dandosi fiducia | Commenti | http://www.avvenire.it

​Quanti passi avanti per i fedeli laici nella Chiesa negli ultimi 50 anni. Ma anche quanta retorica, pomposa e malinconica. E, purtroppo, non poca paralisi… Ieri papa Ratzinger, in un messaggio inviato a un incontro internazionale dei laici dell’Azione cattolica, è sembrato pensare: da mezzo secolo rilucidiamo il Concilio, per ritrovarlo subito impolverato; no, stavolta gli daremo una mano nuova di vernice. Le sue parole segnano uno scarto: i laici non sono semplici collaboratori del clero nella missione universale della Chiesa; collaboratori formati, educati, vigilati, certificati e a quel punto degni di fiducia. La loro è «un’operosa corresponsabilità». La parola «responsabilità», relativa ai laici, nel Concilio c’è, all’inizio e al termine del passaggio della Lumen gentium (37) più moderno e – oggi possiamo dirlo – disarmante. Perché lo leggi e pensi che non ci sarebbe da aggiungere nient’altro: «I pastori riconoscano e promuovano la dignità e la responsabilità dei laici nella Chiesa; si servano volentieri del loro prudente consiglio, con fiducia affidino loro degli uffici in servizio della Chiesa e lascino loro libertà e margine di azione». Ai fondatori e presidenti delle grandi aggregazioni laicali è certo capitato di essere cercati per «un consiglio» richiesto «volentieri». Ma a chi vive nelle parrocchie? E possiede competenze e sensibilità che un parroco non sempre può avere? È accaduto e accade davvero? «Anzi – prosegue la costituzione conciliare – li incoraggino perché intraprendano delle opere anche di propria iniziativa (…). In questo modo si afferma nei laici il senso della propria responsabilità». L’evidenza resa palese dal Concilio è che i laici «sono soprattutto chiamati a rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze, in cui essa non può diventare sale della terra se non per loro mezzo» (Lg 33). A maggior ragione si comprende perché «i pastori, aiutati dall’esperienza dei laici, possono giudicare con più chiarezza e opportunità sia di cose spirituali che temporali».

«Operosa corresponsabilità»: bellissimo! Non ci sono più io vescovo, io parroco e voi laici: ci siamo noi. Non c’entrano la diversità di ministero, che qui nessuno – e ovviamente non il Concilio – mette in discussione, né il grandissimo rispetto che ogni laico deve a chi, nella comunità, rende presente sacramentalmente il Signore. Con tutto ciò non c’è una «mia comunità» alla quale posso invitarvi a collaborare facendovi un poco di spazio, ma la «nostra comunità» della quale tutti siamo insieme responsabili. L’operosa corresponsabilità taglia netto con ogni tentazione di pensare e agire in termini di potere. C’è stato – e forse c’è – un clero che pensa ai laici come coloro a cui è necessario concedere degli «spazi di potere», di gestione e decisione, se non altro perché il clero scarseggia, non ci sono più abbastanza preti: i laici panchinari, buoni per il secondo tempo o per subentrare agli infortunati. E c’è stato – e forse c’è – un laicato che pensa in modo analogo, sia pure con due esiti opposti. Di qua ci sono i laici convinti che, per ottenere spazio, occorre clericalizzarsi. Pensa, parla, scrivi, comportati come un presbitero, e il clero ti riconoscerà come «uno di loro», si rasserenerà e ti accoglierà. I laici clericalizzati sono in contraddizione con la lettera e lo spirito del Concilio che, al contrario, invita i laici a valorizzare ciò che è loro proprio, un proprio stile, una propria sensibilità; ma possono fare fortuna. Di là, troviamo i laici che cercano non di associarsi e affiancarsi, con operosa responsabilità, ma semplicemente di sottrarre spazi e competenze e ruoli al clero: potere per potere. Costoro fanno fortuna assai più difficilmente, perché il clero si difende; molto più facile è che si trovino banalmente fuori, out, dalla comunità. Delusi e incattiviti tanto quanto i laici del primo tipo sono docili e, magari solo all’apparenza, morbidi.

Benedetto XVI, con due semplici parole, invita a scrollarci definitivamente di dosso entrambe le tendenze, che non fanno crescere la comunità ecclesiale ma la paralizzano, né fanno progredire l’annuncio del Vangelo, ma lo congelano alle esortazioni, agli auspici, a una formazione infinita priva di sbocchi. Non si può credere nell’operosa corresponsabilità e formare i bambini, formare i ragazzi, formare gli adolescenti, formare i giovani, formare i fidanzati, formare le coppie di sposi, formare gli adulti… e magari, verso i 65 anni, allargare le braccia e dire al laico impegnato: adesso sei pronto per assumerti qualche responsabilità, certo se tu fossi un poco più giovane… Un’ipotesi: non è che noi, clero e laici, non abbiamo sufficiente fiducia negli altri, rinunciando all’operosa responsabilità, perché non abbiamo sufficiente fiducia in noi stessi?

Da L’Avvenire del 24 Agosto 2012

Posted in religione, vita | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

«Libertà sotto attacco. Nel nome della libertà…»

Posted by alagna su 24 marzo 2012


L’Unione Europea è pronta a legiferare contro le discriminazioni, ma nei fatti poi si va contro la libertà dei cristiani. È una delle contraddizioni europee sottolineate da Martin Kugler, uno dei responsabili dall’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione religiosa in Europa, con sede a Vienna.
Il Rapporto prende in considerazione l’Europa occidentale e non l’Est. Perché?
Siamo più preoccupati della situazione che esiste nei Paesi dell’area occidentale europea. Soprattutto verifichiamo una tendenza a forzare chi non è d’accordo, a mettere quasi sotto accusa chi professa i valori cristiani. Nel nome della libertà si limita la libertà dei credenti a professare i loro valori ed il loro credo. Abbiamo accertato problemi relativi all’esercizio del proprio credo, come cristiani, nel lavoro professionale: l’obiezione di coscienza dei medici viene impedita; ai farmacisti in Francia non è permesso obiettare nella vendita dei medicinali contraccettivi. In Spagna il precedente governo aveva limitato la libertà dei docenti nel presentare temi religiosi. L’intolleranza nei media, la propaganda attraverso la televisione, sono tutti eventi reali e accertati. Avanza un’interpretazione restrittiva della libertà di coscienza che, guarda caso, colpisce i valori cristiani. Il Rapporto lo certifica con accuratezza. Solo con un approccio diverso l’Europa potrà ritrovare quella nozione di libertà che è alla base della sua fondazione.
Per quale motivo?
Molti politici giovani e anche numerosi giornalisti conoscono assai poco il cristianesimo, la fede, i valori cristiani. Così è possibile ed è anche facile venire manipolati. Verifichiamo, quando accade, che dietro non si cela una vera e propria premeditazione piuttosto, semplicemente, l’ignoranza: ignoranza utilizzata e sfruttata dai gruppi di pressione. Questi attivano le molte lobbies che oramai agiscono a livello sociale e mediatico. Ad esempio sono molto attive le organizzazioni omosessuali e i gruppi lesbici. I loro valori si pongono su una linea diversa da quella cristiana e agiscono per fare in modo che la religione venga relegata ai margini; promuovono il sesso libero, il diritto all’aborto, il femminismo radicale, e chi non è d’accordo viene di fatto discriminato. Si tratta di un fenomeno crescente. Forse in Italia è diverso perché la tradizione religiosa e i valori restano ancora radicati nella società e nella cultura, ma in molti Paesi dell’Europa occidentale nasce una nuova intolleranza verso i cristiani basata su pregiudizi intellettuali, che riempie l’atmosfera sociale e culturale.
Cosa occorre fare?
Intendiamo aiutare le persone a capire che il fanatismo va contrastato. Per questo è importante la diffusione del nostro Rapporto, tra i politici e anche tra i giornalisti come primi destinatari dell’analisi della situazione.
E per la Chiesa cattolica?
I cristiani laici devono prendere sul serio la loro responsabilità nella società: non solo i vescovi devono intervenire pubblicamente ma anche i laici. C’è un secolarismo che dilaga, a Bruxelles e altrove, mette paura, impedisce di parlare delle proprie convinzioni religiose ed etiche, a volte anche i politici che si professano cristiani stentano a difendere i valori cristiani. Dunque c’è un dovere dei laici cattolici, e dei giovani in modo particolare, a impegnarsi di più, nei media e a livello sociale, e a valutare i politici per quello che dicono e che fanno. Solo così si potrà modificare la rotta di queste società. <+nero>(F.Mas.)
Fabrizio Mastrofini

Posted in religione | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 24 gennaio 2011


La satira tv che ferisce

Sono un prete stufo di fango

Sono un prete. Un prete della Chiesa cattolica. Uno dei tanti preti italiani. Seguo con interesse e ansia le vicende del mio Paese. Non avendo la bacchetta ma­gica per risolvere i problemi che affliggo­no l’Italia, faccio il mio dovere perché ci sia in giro qualche lacrima in meno e qualche sorriso in più.

Sono un uomo che come tanti lotta, sof­fre, spera. Che si sforza ogni giorno di es­sere più uomo e meno bestia. Sono un uo­mo che rispetta tutti e chiede di essere ri­spettato. Che non offende e gradirebbe di non essere offeso, infangato. Da nessuno. Inutilmente. Pubblicamente. Vigliacca­mente.

Sono un prete che lavora e riesce a dare gioia, pane, speranza a tanta gente bi­strattata, ignorata, tenuta ai margini. Un prete che ama la sua Chiesa e il Papa. Un prete che non vuole privilegi e non pre­tende di far cristiano chi non lo desidera, che mai si è tirato indietro per dare una mano a chi non crede.

Un prete che, prima della Messa della se­ra, brucia incenso in chiesa per elimina­re il fetore sprigionato dalle tonnellate di immondizie accumulate negli anni ai margini della parrocchia in un cosiddet­to cdr e che vanno aumentando in questi giorni.

Sono un prete che si arrabbia per le inef­ficienze dello Stato ai danni dei più debo­li e indifesi. Che organizza doposcuola per bambini che la scuola non riesce ad inte­ressare e paga le bollette di luce e gas per­ché le case dei poveri non si trasformino in tuguri.Sono un prete, non sono un pedofilo.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, politica, religione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Santi e indulgenze

Posted by ikzus su 29 ottobre 2010


Ci avviciniamo alla festa di Tutti i Santi, ed alla commemorazione dei Defunti; ricordo che è possibile  ‘regalare il paradiso’ ai nostri cari, tramite l’indulgenza plenaria che si può ottenere in questi giorni ed applicare ai defunti. Peraltro, il tesoro delle indulgenze della Chiesa è veramente straordinario, come dimostra questa bella paginetta che riporto pari pari da un altro sito; altre info le trovate qui, qui e qui.

In passato avevo già parlato di queste celebrazioni:

Festa di tutti i santi – commemorazione dei defunti

Mi pare bello riproporre anche un’altra mia riflessione: Silenzio

•   —   •   —   •

Leggi il seguito di questo post »

Posted in religione | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Posted by ikzus su 21 settembre 2010


Newman ha parlato questa sera a Hyde Park

L’insegnamento del grande convertito nella meditazione del papa alla vigilia della sua beatificazione.

“La passione per la verità ha un grande prezzo: spesso implica essere esclusi, ridicolizzati o fatti segno di parodia”

di Benedetto XVI

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

questa è una serata di gioia, di immensa gioia spirituale per tutti noi. Siamo qui riuniti in questa veglia di preghiera per prepararci alla messa di domani, durante la quale un grande figlio di questa nazione, il cardinale John Henry Newman, sarà dichiarato beato. Quante persone, in Inghilterra e in tutto il mondo, hanno atteso questo momento! Anche per me personalmente è una grande gioia condividere questa esperienza con voi. Come sapete, Newman ha avuto da tanto tempo un influsso importante nella mia vita e nel mio pensiero, come lo è stato per moltissime persone al di là di queste isole.

Il dramma della vita di Newman ci invita ad esaminare le nostre vite, a vederle nel contesto del vasto orizzonte del piano di Dio, e a crescere in comunione con la Chiesa di ogni tempo e di ogni luogo: la Chiesa degli apostoli, la Chiesa dei martiri, la Chiesa dei santi, la Chiesa che Newman amò ed alla cui missione consacrò la propria intera esistenza. […] Questa sera, nel contesto della preghiera comune, desidero riflettere con voi su alcuni aspetti della vita di Newman, che considero importanti per le nostre vite di credenti e per la vita della Chiesa oggi.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, religione, verità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 21 settembre 2010


Perché il Papa ha beatificato l’anti-orgoglio di Newman

di Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto

Che cosa ha da dire alle donne e agli uomini della nostra inquieta post-modernità John Henry Newman, il pensatore inglese che Papa Benedetto XVI ha dichiarato beato oggi a Birmingham? Vorrei evidenziare la forza del suo messaggio attraverso due sottolineature.
La prima è espressa da un testo scritto da Newman poco più che trentenne, quando era ancora soltanto un giovane cercatore della verità, che fosse capace di illuminare il cuore e la vita.

È il 1833 e sulla nave che lo porta dalla Sicilia a Napoli nel suo primo viaggio in Italia la nebbia che scorge gli appare una sorta di metafora della condizione umana, figura di tutti noi che nella scarsa visibilità dell’orizzonte cerchiamo un senso alla vita: «Lead Kindly Light… Guidami, luce gentile, tra la nebbia che mi circonda, guidami tu! Buia è la notte, lontana la casa… Guida i miei passi; non voglio vedere l’orizzonte lontano; un passo alla volta è sufficiente per me».
Newman aveva fatto l’esperienza dell’autonomia presuntuosa della ragione, in questo non diverso da tanti di noi e dalle grandi avventure della coscienza moderna. È lui stesso a confessarlo: «Non sempre invocai così la tua guida. Amavo scegliere la mia strada… Amavo il giorno luminoso, l’orgoglio mi guidava… ma ora, guidami tu!».

Per questa sua vicinanza a tutti gli inquieti cercatori del vero Benedetto XVI ha potuto dire di lui, parlando ai giornalisti sull’aereo che lo portava a Edimburgo: «Newman è soprattutto un uomo moderno che ha vissuto tutto il problema della modernità, che ha vissuto anche l’agnosticismo, il problema dell’impossibilità di conoscere Dio, di credere. Un uomo che è stato tutta la sua vita in cammino, per lasciarsi trasformare dalla verità in una ricerca di grande sincerità e di grande disponibilità di conoscere e di trovare e di accettare la strada che dà la vera vita».
Cercatore di Dio, Newman è approdato alla fede e successivamente al “porto” della Chiesa cattolica attraverso un esemplare esercizio di onestà intellettuale.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, religione, verità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 15 agosto 2010


Perché il post-Concilio è ancora così difficile?


di padre Piero Gheddo*


ROMA, venerdì, 30 luglio 2010 (ZENIT.org) – Gli ultimi 50-60 anni della Chiesa cattolica sono di difficile lettura. Per capire questa affermazione, bisogna ricordare lo spartiacque del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965), cioè com’era la Chiesa prima e dopo il grande discrimine. Essendo nato nel 1929 e sacerdote nel 1953, ho vissuto abbastanza per dire che la Chiesa prima del Concilio era molto diversa da quella che viviamo oggi. Certamente più unita e più sicura della Verità che annunziava (lo studio delle teologia a noi giovani seminaristi e preti dava certezze, oggi semina interrogativi, ipotesi e dubbi), ma anche ingessata in formalismi, schematismi, clericalismi, giuridismi, autoritarismi, trionfalismi….

Pio XII, parlando ai giornalisti nell’Anno Santo 1950, aveva esortato a formare una “opinione pubblica” nella Chiesa (il suo discorso era spesso citato alla scuola di giornalismo), cioè la libertà, per formare una coscienza matura, di discutere e anche di dissentire riguardo alla linea tenuta dalle autorità ecclesiali, un dibattito e una condivisione, in modo da non soffocare sul nascere le idee nuove che potevano sorgere anche nei fedeli e nel clero. Ma questa esortazione del Papa era intesa nel quadro della fede e dell’obbedienza sostanziale, per mantenere l’unità e la carità tra i membri del gregge di Cristo.

Poi è venuto l’inaspettato e straordinario Giovanni XXIII (il Papa di Sotto il Monte) e il suo Concilio Vaticano II (1962-1965), una meravigliosa e provvidenziale svolta nella storia della Chiesa dei nostri tempi. In quegli anni lo Spirito soffiava veramente forte e spingeva la Chiesa ad un “aggiornamento”, come diceva Giovanni XXIII. I temi più sentiti alla base e tra i padri conciliari erano la sincerità, la trasparenza, la collegialità, la povertà, la condanna del trionfalismo e del clericalismo, l’apertura al “dialogo” ecumenico e con le religioni non cristiane (la prima enciclica di Paolo VI del 1963 era sul dialogo); insomma, tutti sentivamo l’urgenza per la Chiesa di svecchiarsi e rinnovarsi per essere efficace nel testimoniare e trasmettere il messaggio di Cristo agli uomini del nostro tempo.

Ho seguito a Roma il Concilio come direttore di “Mondo e Missione” (allora era “Le Missioni Cattoliche”) e giornalista dell’Osservatore Romano; inoltre ero “perito”, nominato da Giovanni XXIII, per il decreto “ad Gentes”. Ricordo bene che durante e subito dopo il Concilio  noi giovani preti eravamo entusiasti della Chiesa e della missione, avevamo una forte carica di evangelizzazione che ci era venuta proprio dal Concilio. Erano gli anni in cui lo Spirito suscitava numerose vocazioni alla vita consacrata e al sacerdozio.

Ma poco dopo la fine di quel tempo affascinante, nasce nella Chiesa uno spirito di critica, di contestazione, di polemica, che era il frutto dell’atmosfera creata dal “Sessantotto”, un movimento culturale di denunzia, di rivolta contro la società esistente e ogni tipo di “potere” e di “autorità”,  che ha creato, assieme a cose positive, anche danni irreparabili alla famiglia (il sesso libero), alla scuola (il voto politico uguale per tutti), alla società (lo spirito di denunzia e di protesta) e alla Chiesa (la contestazione permanente e militante del Papa). Sono solo esemplificazioni sommarie per dire il risultato spesso anarchico del Sessantotto.

Nella Chiesa, soprattutto fra i teologi e la stampa cattolica, si sono formate due correnti di pensiero che, semplificando molto, avevano queste caratteristiche:

Leggi il seguito di questo post »

Posted in religione | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 8 luglio 2010


Quelli di Communio

di Paolo Rodari

Le recenti nomine in Vaticano (Ouellet ai Vescovi, Koch all’Ecumenismo e Fisichella alla Nuova Evangelizzazione) hanno scatenato i commentatori di cose vaticane.

Io ho scritto il mio commento qui: “Arriva a Roma Marc Ouellet, l’uomo che farà i vescovi (e non solo quello)“.

Uno degli articoli più lucidi è questo uscito oggi sul Secolo d’Italia, firmato Paolo d’Andrea:

«Trionfo dei teologi sui diplomatici in Vaticano». Così il sempre arguto vaticanista Usa John Allen ha interpretato la recente tornata di nomine che hanno sensibilmente modificato l’organigramma della cittadella d’Oltretevere. L’originale chiave di lettura dell’ultimo turn over curiale non può certo pretendere di essere esaustiva: a sfatare l’idea suggestiva dei «teologi al potere» basta da solo il segretario di Stato Tarcisio Bertone, confermato di recente dal Papa stesso nel suo status di plenipotenziario della Curia romana, che per formazione non è né teologo né diplomatico, bensì canonista. Nondimeno, la pista della Theologia triumphans coglie almeno in parte nel segno, se si tien conto del filo rosso che lega i nuovi arrivati nei Sacri Palazzi non tanto alla teologia tout court, quanto a una precisa linea teologica: quella identificata dalla rete sorta dal post-Concilio a oggi intorno alla rivista internazionale Communio, la rivista fondata nel 1972 dal grande teologo svizzero Hans Urs von Balthasar.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in religione | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 8 luglio 2010


La Chiesa vuol salvare l’Occidente dal naufragio

di Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto

Benedetto XVI conosce in profondità la cultura occidentale. Se si è deciso a istituire un nuovo organismo vaticano per evangelizzarla, non gli mancano certo ragioni. Non si tratta di serrare le fila di fronte alla dispersione e alla caduta. Molto più, si tratta di capire la crisi e di offrire ragioni di vita e di speranza a chi sembra non averne più. Al di là delle forme e dei modi in cui agirà il nuovo strumento di cui si dota la Chiesa, le domande a cui vorrebbe rispondere mi sembra meritino considerazione da parte di tutti, credenti e no.

Dove si trova oggi la coscienza occidentale agli inizi del terzo millennio, dopo che la parabola delle utopie ideologiche della modernità è approdata alla condizione di disincanto e di crisi del cosiddetto “post-moderno”? Una metafora tratta dalla tradizione ebraica rende bene la condizione in cui ci troviamo: «L’esilio vero d’Israele in Egitto fu che gli Ebrei avevano imparato a sopportarlo» (da I racconti dei Chassidim, a cura di M. Buber). L’esilio non comincia quando lasci la tua casa, ma quando non hai più nel cuore la nostalgia della patria.

L’indifferenza, la mancanza di passione per la verità e il senso che essa può dare alla vita costituiscono la vera debolezza della coscienza occidentale nell’epoca cosiddetta “post-moderna”: se la ragione adulta e illuminata della modernità pretendeva di spiegare tutto, la post-modernità, inaugurata dalla crisi dei modelli ideologici conseguente alla violenza da essi stessi prodotta, si offre anzitutto come tempo che sta al di là della totalità luminosa dell’ideologia, tempo post-ideologico o del lungo addio, stagione di rinuncia e di declino rispetto alle presunzioni totalizzanti dell’idea.

Dove per la ragione adulta tutto aveva senso, per il pensiero debole della condizione post-moderna nulla sembra avere più senso. È tempo di naufragio e di caduta.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, religione, verità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 4 luglio 2010


Ridotti allo stato laicale

La lingua difficile di Benedetto e i “false friends” della riforma

di Maurizio Crippa

La lingua magisteriale e pontificale di Benedetto XVI è sottile, fin da quell’iniziale “operaio nella vigna del Signore” ama velare ciò che importa nella citazione evangelica e nell’auctoritas, affida a Bonaventura o a Emanuele Paleologo il condensato di lunghi pensieri. E come ogni lingua raffinata e allusiva, è piena di “false friends”. Certe sue parole recenti, ben scandite e ripetute, la penitenza e la trasparenza, la necessità di sottomettersi “alle esigenze della giustizia”, persino davanti a pregiudiziali e maldisposti giudici terreni, e persino l’ammissione degli “sbagli” amministrativi di Propaganda Fide, hanno attirato come mosche sul miele una schiera di strani nuovi amici, ex nemici di antica data, da Giancarlo Zizola in giù, improvvisamente entusiasti di aver trovato in Benedetto XVI l’insperato alleato, il Papa che non pensavi pronto a farsi artefice quella grande riforma sempre agognata e mai realizzata, che sempre cambia  nome – lo spirito del Concilio, il Vaticano III, la collegialità – ma mai sostanza in quello che è il suo vero radicamento, come insegna il professor Prosperi, nella Riforma luterana, il primato della coscienza e l’abbattimento dell’istituzione.

Sono cascati nella trappola dei “false friends” con poco stile,
spesso con malcelato rancore, senza ritegno nel farsi traghettare oltre le linee del vecchio avversario, la chiesa-istituzione, dalle teste di ponte dell’odio montante del mondo, dalle campagne di sventramento diffamatorio, quelle vorrebbero veder condannata una volta per sempre la chiesa in quanto tale, inchiodando alla nuova shoah pedofila “gli assassini che mangiano di magro”. Hanno probabilmente contato anche su un altro insperato aiuto, quello di un’autorevole testa di moro ratzingeriana, il cardinale di Vienna. Pas des ennemies à droite.

Poi accade che Benedetto XVI sceglie la data della festa del primato petrino, la festa dei santi Pietro e Paolo, per chiamare a Roma Christoph Schönborn e, al di là delle interpretazioni più o meno sottili che si possano dare, all’ingrosso ha ribadito il suo primato nel governo della chiesa, la sua stima ai cardinali che nuove e antiche polemiche “interne” (si usa molto, di recente, l’aggettivo “interno” per i guai della chiesa) avevano colpito. La penitenza non è una chiamata di correo, la collegialità non è anarchia. E nessuna lotta intestina dentro il Sacro collegio può essere tollerata come lecita divergenza di opinioni. Basta e avanza, per riscatenare l’odio dei momentanei “false friends”, quelli che forse non avevano capito il senso delle parole, o forse solo ci hanno provato. E di cui Vito Mancuso è una sorta di portavoce preterintenzionale e sopravvalutato, ma letto e ascoltato dal pubblico dei giornali e delle conferenze, e accipicchia quanto ben accreditato nella piccola consorteria dell’accademia teologica, della chiesa progressista e pure di quella borderline che bazzica tra le pagine di Repubblica e le aule di don Verzé. Quelli insomma che più che la riforma della chiesa ne vorrebbero semplicemente la sua riduzione allo stato laicale, o al “silentium claustri”.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in religione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 15 giugno 2010


Il papa “ripensa” il celibato del clero. Per rafforzarlo

È il segno, dice, che Dio c’è e ci si lascia prendere dalla passione per lui. Per questo è un grande scandalo e lo si vuol fare sparire. La trascrizione integrale dell’ultimo intervento di Benedetto XVI sul tema. E di una sua sorprendente anteprima del 2006

di Sandro Magister

ROMA, 15 giugno 2010 – A chi si aspettava un “ripensamento” della regola del celibato del clero latino, Benedetto XVI è andato incontro. Ma a modo suo.

La sera di giovedì 10 giugno, in piazza San Pietro, nella veglia di chiusura dell’Anno Sacerdotale, rispondendo a cinque domande di altrettanti preti dei cinque continenti, papa Joseph Ratzinger ha dedicato una risposta proprio a illustrare il significato della castità dei sacerdoti. E l’ha fatto in forma originale, distaccandosi dalla letteratura storica, teologica e spirituale corrente.

La trascrizione integrale e autenticata della risposta del papa, diffusa dal Vaticano due giorni dopo e riprodotta più sotto, consente di capire in profondità il suo ragionamento.

Il celibato – ha detto il papa – è un’anticipazione “del mondo della risurrezione”. È il segno “che Dio c’è, che Dio c’entra nella mia vita, che posso fondare la mia vita su Cristo, sulla vita futura”.

Per questo – ha detto ancora – il celibato “è un grande scandalo”. Non solo per il mondo di oggi “in cui Dio non c’entra”. Ma per la stessa cristianità, nella quale “non si pensa più al futuro di Dio e sembra sufficiente solo il presente di questo mondo”.

*

Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, religione | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 12 giugno 2010


Le bugie anticattoliche, ecco la bufala della foto di Ratzinger “nazista”

Quell’immagine un po’ inquietante viene esibita sul Web come la prova regina: Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, non è stato soltanto iscritto a forza nella Hitlerjugend, come lui stesso ha raccontato nella sua autobiografia, ma era così convinto dall’ideologia hitleriana da fare il saluto nazista persino mentre indossava i paramenti sacerdotali. La foto, ripresa da molti siti Internet e inserita in brevi filmati su Youtube, ritrae un Ratzinger giovanissimo, magro, con i capelli neri, con lo sguardo serio e compunto, mentre veste la stola sacerdotale e ciononostante alza convinto il braccio destro con la mano tesa. Una delle tante bufale antiratzingeriane, come se ne trovano a bizzeffe navigando in rete, ma che da qualche giorno ha ricevuto la sua consacrazione scritta nientemeno che in un «saggio documentatissimo e sconvolgente» – come si legge nella quarta di copertina – un libro-inchiesta scritto da Eric Frattini, «professore universitario, giornalista e scrittore eclettico, appassionato di storia e di politica», autore di una ventina di volumi, alcuni dei quali schierati contro il Vaticano. La sua ultima creatura è I papi e il sesso (ed. Ponte alle grazie).

Non è questo il luogo per citare le innumerevoli perle presenti nel testo, che denotano la scarsa conoscenza che l’autore ha della materia trattata, e ci riferiamo – ovviamente – alla storia della Chiesa, non a quella del sesso. Ad attirare l’attenzione, a pagina 377, è la citazione dell’esistenza di una foto «in cui si vede il futuro Papa vestito da sacerdote mentre fa il saluto nazista». Quale attinenza abbia l’argomento nazista con il tema portante del libro – il sesso – non è dato di saperlo, anche se appare piuttosto evidente che Frattini, non riuscendo a trovare nulla che possa accostare l’attuale Pontefice a qualcuno dei suoi lontani predecessori dai costumi non irreprensibili, abbia voluto presentarlo almeno come un nazista.

Frattini, essendo «professore universitario» nonché «appassionato di storia», come si legge nell’autobiografia all’inizio del volume, alla foto di Ratzinger che sembra fare «Heil Hitler!» ha voluto dedicare anche una nota in calce (numero 28, pag. 426) che recita: «L’autore non è riuscito a risalire alla persona che scattò questa seconda foto, in cui Ratzinger è ritratto vestito da sacerdote mentre fa il saluto nazista, né a verificare se si tratta di un fotomontaggio. La fotografia potrebbe essere stata realizzata tra il 1944 e il 1945, quando il futuro Papa aveva diciassette o diciotto anni».

In effetti, invece di cercare negli archivi l’autore della foto, sarebbe bastato navigare qualche minuto sul Web, per accorgersi della bufala, anzi del taglio tattico. Sarebbe bastata una Garzantina, il sito Internet della Santa Sede oppure Wikipedia per scoprire che l’attuale Pontefice è stato ordinato prete a Frisinga il 29 giugno 1951, dunque sei anni dopo la fine del Terzo Reich e della guerra. Qualche «clic» in più con il mouse, senza dover consultare polverosi archivi (basta digitare su un motore di ricerca le chiavi «Ratzinger» e «1951»), gli avrebbe permesso di scoprire che quella foto è stata scattata nei giorni immediatamente successivi all’ordinazione sacerdotale, quando Joseph Ratzinger, insieme al fratello maggiore Georg, anch’egli ordinato prete lo stesso giorno, e a un altro sacerdote novello originario del paese, Rupert Berger, celebrarono la loro prima messa a Traunstein, nella parrocchia di Sant’Osvaldo. La presunta foto nazista è in realtà un tarocco: nell’originale – reperibile facilmente sul Web – si vede benissimo Ratzinger, accanto al fratello, che impone entrambe le mani per benedire i fedeli. Dunque non faceva alcun saluto romano o nazista, peraltro fuori tempo massimo, ma semplicemente benediceva. Ovviamente rivestito della stola sacerdotale. Non c’è che da sottoscrivere almeno in parte la presentazione forse un tantino trionfale che l’editore ha posto in quarta di copertina: il volume di Frattini non è «documentatissimo» ma nemmeno documentato. Rimane, invece, inequivocabilmente «sconvolgente». Sì, che si continui a dar credito a certe bufale anticattoliche.

Posted in cultura, religione | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 8 giugno 2010


La chiesa dica che quel vescovo non è morto per accidente

Quando il Papa fu aggredito per il discorso di Ratisbona, per quel passaggio di elementare buon senso storico e teologico sul nesso tra fede e conversione forzata nella religione maomettana, e nessuno lo difese come si doveva, e il Vaticano si impegolò in gesti di scusa e di correzione non persuasivi perché insinceri mentre i fanatici islamisti chiamavano a raccolta folle vocianti, una suora veniva assassinata, e altri delitti venivano compiuti in nome dell’intolleranza in ogni parte del mondo, ebbi un brivido di paura e un senso di rivolta.

Altro che gaffe: era stata detta una profonda verità, anzi il fondo della verità era stato toccato nel cuore dell’Europa cristiana, a pochi anni dall’11 settembre, e subito la verità era stata sepolta in nome della diplomazia, mentre la strada islamica e araba gridava alta e forte la sua intollerante menzogna, ingaggiava e vinceva la sua ennesima violenta battaglia. Quando uccisero don Andrea Santoro fui impressionato dalla bambagia diplomatica che avvolse da subito quella morte solitaria e triste a Trebisonda, provocata da un fanatico islamista subito dichiarato pazzo; e poi fu la volta di una umiliante gestione protocollare del viaggio di Benedetto in Turchia. Ora quei sentimenti ritornano, dopo che un vescovo, e che vescovo, Luigi Padovese, capo della chiesa cattolica in Turchia, vicario apostolico nella terra di san Paolo, è stato a sua volta ucciso da un giovane musulmano suo collaboratore alla vigilia del suo viaggio a Cipro per incontrare il Papa, con gli ortodossi e gli islamici che sull’isola convivono in condizioni di tregua belligerante da molti decenni.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in Islam, religione, verità | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 8 giugno 2010


Oggi i funerali di mons. Padovese.
L’assassino: “Ho ammazzato il grande satana!”

di Geries Othman

Il vescovo è stato accoltellato in casa e decapitato all’esterno. Ha gridato aiuto prima di morire. Anche l’assassino ha gridato: “Allah Akbar!”. La presunta insanità di mente dell’omicida è ormai da escludere. Non vi è alcun certificato medico che lo provi. Murat Altun accusa il vescovo ucciso di essere omosessuale. Il ministro turco della giustizia condanna l’omicidio e promette di fare piena luce sull’accaduto.

Iskenderun (AsiaNews) – Oggi alle 16 vi saranno i funerali di mons. Padovese, ucciso dal suo autista, Murat Altun, stranamente “impazzito” lo scorso 3 giugno. Intanto si aggiungono nuovi particolari sulla dinamica e sui moventi dell’uccisione che ha prostrato la Chiesa turca.

Alla cerimonia delle esequie, che si svolge nella chiesa dell’Annunciazione, partecipano il nunzio apostolico, mons. Antonio Lucibello, i vescovi latini di Istanbul e Smirne, il vescovo armeno cattolico di Istanbul, oltre a tutti i sacerdoti della Turchia e rappresentanze delle ambasciate internazionali.

Sarà presente anche un delegato della Conferenza dei vescovi dell’Europa. Non è invece prevista la presenza di vescovi da altre nazioni e in particolare dall’Italia: subito dopo il funerale a Iskenderun, la salma di mons. Padovese sarà portata in Italia a Milano, dove riceverà altre esequie. La data dei funerali in Italia è fissata con ogni probabilità a lunedì 14 giugno. Il ritardo è dovuto al fatto che anche la magistratura italiana ha richiesto di fare un’autopsia sul cadavere martoriato del vescovo.

Mentre i giorni passano, si aggiungono nuovi particolari alla vicenda dell’assassinio e alla presunta “insanità” dell’uccisore.

I medici che hanno effettuato l’autopsia hanno rilevato che mons. Padovese presentava coltellate in tutto il corpo, ma soprattutto dalla parte del cuore (almeno 8).  La testa era quasi completamente staccato dal tronco, attaccata al corpo solo con la pelle della parte posteriore del collo.

Anche la dinamica dell’uccisione è più chiara: il vescovo è stato accoltellato in casa. Egli è riuscito ad avere la forza di andare fuori, sulla soglia della casa, sanguinante e gridando aiuto e là avrebbe trovato la morte. Forse solo quando egli è caduto a terra, qualcuno gli ha tagliato la testa.

Testimoni affermano di aver sentito il vescovo gridare aiuto. Ma ancora più importante, è che essi hanno sentito le urla di Murat subito dopo l’assassinio. Secondo queste fonti, egli è salito sul tetto della casa è ha gridato: “Ho ammazzato il grande satana! Allah Akbar!”.

Questo grido coincide perfettamente con l’idea della decapitazione, facendo intuire che essa è come un sacrificio rituale contro il male. Ciò mette in relazione l’assassinio con i gruppi ultranazionalisti e apparentemente fondamentalisti islamici che vogliono eliminare i cristiani dalla Turchia.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in Islam, religione, verità | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 7 giugno 2010


Un mondo senza croce sarebbe un mondo senza speranza

Benedetto XVI, omelia della sera di sabato 5 giugno 2010 a Nicosia (Cipro)

Cari fratelli e sorelle in Cristo, il Figlio dell’Uomo deve essere innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia la vita eterna (cfr. Giovanni 3, 14-15). In questa messa adoriamo e lodiamo il nostro Signore Gesù Cristo, poiché con la sua santa croce ha redento il mondo. Con la sua morte e risurrezione ha spalancato le porte del cielo e ci ha preparato un posto, affinché a noi, suoi seguaci, venga donato di partecipare alla sua gloria.

[…]

Il centro della celebrazione odierna è la croce di Cristo. Molti potrebbero essere tentati di chiedere perché noi cristiani celebriamo uno strumento di tortura, un segno di sofferenza, di sconfitta e di fallimento. È vero che la croce esprime tutti questi significati. E tuttavia a causa di colui che è stato innalzato sulla croce per la nostra salvezza, rappresenta anche il definitivo trionfo dell’amore di Dio su tutti i mali del mondo.

Vi è un’antica tradizione che il legno della croce sia stato preso da un albero piantato da Seth, figlio di Adamo, nel luogo dove Adamo fu sepolto. In quello stesso luogo, conosciuto come il Golgota, il luogo del cranio, Seth piantò un seme dall’albero della conoscenza del bene e del male, l’albero che si trovava al centro del giardino dell’Eden. Attraverso la provvidenza di Dio, l’opera del Maligno sarebbe stata sconfitta ritorcendo le sue stesse armi contro di lui.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in religione | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 20 maggio 2010


Indagine sulla pedofilia nella Chiesa

Intervista a Lorenzo Bertocchi, studioso di storia del cristianesimo

di Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 17 maggio 2010 (ZENIT.org).- Quanti casi di pedofilia si sono registrati all’interno della Chiesa cattolica? E quanti sono quelli verificatisi nella società? Chi promuove una cultura della pedofilia? E come ha fatto questa cultura a contaminare anche parti della Chiesa cattolica?

Per rispondere a queste come ad altre domande su un tema così delicato e spinoso Francesco Agnoli, Massimo Introvigne, Giuliano Guzzo, Luca Volonté e Lorenzo Bertocchi hanno appena pubblicato il saggio “Indagine sulla pedofilia nella Chiesa” (edizioni Fede & Cultura)

Per approfondire il tema in questione, ZENIT ha intervistato uno degli autori, Lorenzo Bertocchi, studioso di storia del cristianesimo, collaborare del blog www.libertaepersona.org/dblog/.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, religione, verità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 2 Comments »

Posted by ikzus su 16 maggio 2010


Reprobi ripugnanti che non lo erano

L’altra faccia delle streghe pedofile

di Francesco Agnoli

Il peccato dei peccati al quale inchiodare la chiesa e i suoi ministri. “Terrificante” anche per il Papa. Troppo spesso, dietro le accuse c’è la calunnia

Don Giorgio Carli, don Luigi Giovannini, don Sandro De Pretis: tre sacerdoti della mia regione finiti recentemente nel tritacarne dell’accusa di pedofilia, l’accusa più infamante e difficile da smentire che vi sia. Il primo, assolto in primo grado “perché il fatto non sussiste” mentre la vittima, unico teste, è giudicata “inattendibile”. Don Giorgio lavora nella chiesa del Corpus Domini di Bolzano, nella “zona più popolata e popolare della città”, in cui “non è mai aleggiato il dubbio. Innocente, sempre e comunque, per la gente che lo conosce. Invece in appello il sacerdote viene condannato per violenza: “La memoria (della giovane vittima, ndr) riaffiorò dopo 14 anni e un lungo trattamento di 350 sedute chiamato ‘distensione meditativa’”, simile all’ipnosi. La ragazza, dopo tanti anni e tante sedute, dunque, racconta un sogno di stupro, in cui don Giorgio non compare neppure direttamente, ma solo grazie all’interpretazione degli “esperti”. “Modalità particolari, uniche nella giurisprudenza italiana”, recita il Corriere del 26/3/2009. Una cosa assurda, mai vista, mi conferma il professor Casonato, docente di Psicologia dinamica dell’Università di Milano, esperto di pedofilia.
Il secondo, don Luigi: ama stare coi ragazzi, lo fa con passione e bontà (era un collega…); viene messo sotto accusa per molestie, il caso finisce sui giornali, come sempre poco delicati, e smette di insegnare. Tutto è nato da una diffamazione, come si scoprirà alla fine delle indagini, da parte di una mitomane che dice di avere le visioni della Madonna: è lei, nientemeno, a rivelarle i peccati del don! L’accusatrice verrà inviata dalla magistratura in un istituto psichiatrico per deboli di mente.

Il terzo, don Sandro: vocazione adulta, dopo aver fatto un’esperienza di volontariato internazionale, finisce missionario a Gibuti, piccola Repubblica del Corno d’Africa. A un certo punto viene imputato per corruzione di minori e pedofilia, poi l’accusa cambia (e cambierà molte volte ancora): detenzione di materiale pornografico. In realtà don Sandro ha le foto di bambini con bubboni sul braccio, che ha archiviato per sottoporle ai medici, da buon missionario. Quello di don Sandro diventa un caso internazionale, tanto che il governo Prodi sospende un finanziamento all’ospedale di Gibuti. Alla fine don Sandro viene liberato: sembra che la sua colpa sia stata quella di essere un testimone scomodo, l’unico occidentale a Gibuti nel 1995, quando venne ucciso il giudice francese Bernard Borrel. “La scia dei delitti porta a Ismail Omar Guelleh, attuale presidente della Repubblica”: la vittima è un prete la cui onestà e la cui presenza fanno paura (Vita Trentina, 5/4/2009). L’accusa è dunque quella usata a suo tempo verso i preti cattolici oppositori al regime dai nazisti e dai comunisti, secondo una logica terribile: screditare l’avversario, è meglio che ucciderlo.

Riprendo l’elenco, raccontando qualcuno dei numerosi casi che si possono trovare con qualche ricerca.
Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, religione, verità | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: