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La verità vi farà liberi

Posts Tagged ‘Bresso’

Posted by ikzus su 21 luglio 2010


Il Piemonte di Cota è in bilico, ma sotto sotto anche il Pd tifa per lui

di Cristina Giudici

Roberto Cota, che ha conquistato la regione Piemonte per un pugno di voti, meno di diecimila, potrebbe perderla per un pugno di schede (quindicimila) da ricontare. Da quando il Tar ha accolto alcuni ricorsi della governatrice uscente, Mercedes Bresso, su alcune irregolarità avvenute durante le votazioni, militanti e dirigenti del Pd si sono divisi in due schieramenti. I fan (pochi) della Bresso si dedicano al toto scommesse sul riconteggio delle schede elettorali, mentre i detrattori temono il suo rientro sulla scena politica. “E’ altamente probabile che il risultato delle elezioni venga capovolto a favore della Bresso”, spiega Roberto Placido, dirigente del Pd, vicepresidente di minoranza del Consiglio regionale, che nella scorsa legislatura ha provato a mettersi di traverso per osteggiare la dittatura democratica della zarina.

Placido è un po’ perplesso davanti all’eventualità di una vittoria giudiziaria del Pd perché farebbe svanire ogni sogno di rinnovamento, soprattutto generazionale, di quella parte del partito che, di fronte alla vittoria della Lega, aveva segretamente tirato un sospiro di sollievo. “Se Mercedes Bresso, che non ha mai accettato la sconfitta, ora rientra in gioco da vincente, sarà un disastro politico per il Partito democratico”, osservano quelli che invece speravano in una decisione diversa del Tar. Ossia: elezioni annullate, una nuova partita elettorale con Sergio Chiamparino come candidato governatore, e un nuovo Piemonte, dinamico e riformista. Per non parlare delle ricadute sulle elezioni comunali del prossimo anno, dove gli schieramenti dei candidati (per ora la rosa dei nomi è affollatissima) verranno sicuramente rimescolati . “Peggio di così non poteva andarci”, dicono con sarcasmo i più talebani. “Mercedes Bresso di nuovo alla guida del Piemonte? Praticamente una sequenza di ‘Pulp fiction’”, affermano in tanti nel Partito democratico.

Nella casa piemontese del Carroccio sono nervosi. Ovviamente perché potrebbero perdere la guida della regione (del resto non si aspettavano di vincere, checché ne dicano) e questa sconfitta giudiziaria, che la Padania ha già ribattezzato “golpe”, obbligherebbe la Lega a dover affrontare un ennesimo grattacapo all’interno del complicato puzzle di governo. Sulla giunta Cota pesa già l’ombra di un rimpasto, fatto tre mesi dopo il suo insediamento. Il vicepresidente della regione, Roberto Rosso (Pdl), si è dimesso la settimana scorsa. Dopo essere stato sfiorato in modo collaterale da alcuni guai giudiziari di un imprenditore piemontese, accusato di frode, che lo aveva sostenuto durante la campagna elettorale. Al suo posto è stato messo un altro esponente del Pdl, Ugo Cavallera, che invece è molto apprezzato anche dall’opposizione.

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“Una Regione a misura di famiglia”

Posted by ikzus su 26 marzo 2010


Dal FORUM delle ASSOCIAZIONI FAMILIARI, un Manifesto per “Una Regione a misura di famiglia” (qui il PdF da scaricare): hanno aderito 400 candidati consiglieri e 20 aspiranti governatori – qui i nominativi (.doc da scaricare).

logo elezioni

Una Regione
a misura di famiglia

400 candidati consiglieri e 20 aspiranti governatori impegnati
nelle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo
hanno sottoscritto il Manifesto del Forum delle associazioni familiari
in cui si chiede ai candidati di prendere posizione
sui temi familiari che incrociano le competenze regionali
e di impegnarsi, se eletti, a tradurre le priorità indicate
in normative concrete.
Tra un anno, il 25 marzo 2011, appuntamento per verificare
quali intenzioni sono divenute realtà

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Le adesioni

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vai alle pagine di approfondimento

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Posted by ikzus su 25 marzo 2010


“La Bresso ha sempre maltrattato la chiesa. Ha definito il cardinale Poletto un ayatollah, ha detto in modo sprezzante che i cattolici sono incapaci di avere una cultura politica. Inoltre le sue intransigenti posizioni sulla bioetica sono note a tutti: in teoria i credenti non dovrebbero votarla”

Come va la campagna elettorale in Piemonte

Lega Santa e diavolo Bresso

Pd in vantaggio ma disilluso, Cota piace agli operai. Cattolici divisi dall’aborto

A Torino l’atmosfera è concitata. La posta in gioco è la conquista del trono di Mercedes Bresso, la zarina, e tutti sanno che la presidentessa del Piemonte è avversata anche da molti suoi stessi correligionari: la considerano una governatrice molto temuta, ma poco amata. Molto simile, per usare un’allegoria fiabesca, alla regina di cuori di “Alice nel paese delle meraviglie”. Sempre pronta a tagliare la testa a chiunque la contrasti, senza esitazione, e per di più chiusa in una roccaforte che non le permette di sintonizzarsi sulle frequenze radio dei suoi cittadini.  Una sfida politica, e non solo amministrativa, quella al trono del Piemonte, diventata ancora più importante dopo l’appello del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, per un voto contro l’aborto e in difesa della vita, in cui è palese il riferimento alle posizioni di Emma Bonino nel Lazio e, appunto, di Mercedes Bresso.

E infatti ieri Silvio Berlusconi è tornato
nel capoluogo piemontese, mentre Umberto Bossi e Pier Luigi Bersani concluderanno a Torino la campagna elettorale venerdì prossimo. Bersani lo farà all’alba, di fronte ai cancelli della Fiat di Mirafiori, dove da mesi però i leghisti lo hanno preceduto con una presenza vigile e costante. L’aria che si respira a Torino, negli ultimi giorni di campagna elettorale, è anche molto incerta e nessuno qui osa fare previsioni. Tutti sono consapevoli che, in caso di vittoria della Lega in Piemonte, cambieranno gli equilibri politici nazionali all’interno del centrodestra, e il movimento di Bossi si trasformerà nel primo, insindacabile, protagonista del nord d’Italia. E nel Pd ci sarà un ulteriore resa dei conti. Se è vero – come dicono alcuni esponenti del Pd che ci hanno elencato tutte le fragilità del mandato Bresso – che la gara nel quartiere popolare della Barriera di Milano è già stata vinta dalla Lega.

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Dossier elezioni regionali

Posted by ikzus su 25 marzo 2010


Raccolta dei post pubblicati su ALEZEIA relativi alle elezioni regionali, in ordine cronologico (più recenti in fondo)

Vedi anche: DOSSIER BRESSO (elezioni regionali piemontesi)

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Bonino e i cattolici (adulti?) – Papa e antipapa. Lo strano caso delle elezioni amministrative a Roma e regione

La vera storia di Emma Bonino, l’abortista fai da te che vuole prendersi il Lazio

Il paradosso degli schizocattolici

Il Piemonte degli sprechi, fioccano consulenze d’oro, Spesi 200 milioni di euro

Le vane acrobazie di Casini per convincerci che Bresso è come Angela Merkel

La pillola abortiva in day hospital. Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te

Incompatibilità cattolica

Piemonte: Piano Bresso per l’immigrazione, un disastro annunciato

Emma Bonino: fuoriclasse… di che?

Attenti a votare UDC, con la Bresso c’è pure il fan di Fidel Castro

Le elezioni regionali secondo i vescovi emiliani

Le elezioni regionali secondo il vicariato di Roma

PATTO PER LA VITA: perchè bisogna votare Cota

CI FIDIAMO DI COTA, NON CI FIDIAMO DELL’UDC

Gli invotabili

Come va la campagna elettorale in Piemonte

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Dossier BRESSO

Posted by ikzus su 25 marzo 2010


Raccolta dei post pubblicati su ALEZEIA relativi alle elezioni regionali in Piemonte, in ordine cronologico (più recenti in fondo)

Vedi anche: DOSSIER ELEZIONI REGIONALI

Il Dossier Bresso si può anche scaricare (in formato DOC e PDF) da qui.

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Il paradosso degli schizocattolici

Il Piemonte degli sprechi, fioccano consulenze d’oro. Spesi 200 milioni di euro

Le vane acrobazie di Casini per convincerci che Bresso è come Angela Merkel

La pillola abortiva in day hospital. Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te

Piemonte: Piano Bresso per l’immigrazione, un disastro annunciato

Attenti a votare UDC, con la Bresso c’è pure il fan di Fidel Castro

PATTO PER LA VITA: perchè bisogna votare Cota

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Gli invotabili

Come va la campagna elettorale in Piemonte

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Perchè l’aborto non è “una questione come le altre”

Posted by ikzus su 24 marzo 2010


Aborto? No, grazie

Il cardinal Bagnasco rilancia in politica la questione delle questioni

Giustamente Emma Bonino, il diavolo laicista in corsa per la presidenza del Lazio, che per errore era finito a pagina 11 nel giornale della Cei, dice che la prolusione del capo dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco, è stata un “evergreen”, insomma nessuna novità emergerebbe dalle cose dette ieri nella riunione della Conferenza episcopale. La Bonino a Roma, e la Mercedes Bresso candidata a Torino, aspirano infatti, con l’ingordigia tipica dei fenomeni preternaturali, a incassare il voto cattolico solidarista, ostile (e si capisce anche perché) alla destra di governo e alle sue posizioni liberali o, se volete, di egoismo territoriale e sociale. Solo che è impossibile, a questo scopo, neutralizzare le parole serie, impegnative e solenni di Bagnasco.

Gli elettori faranno come sempre quel che credono, ci mancherebbe. Le suore americane, o una loro componente cospicua, hanno praticato un lobbying aperto, appassionato, sistematico, in favore della riforma sanitaria di Barack Obama, qualunque cosa ne pensassero i vescovi e i fedeli cattolici socialmente conservatori, per l’evidente motivo che essa favorisce assistenza e solidarietà mentre tende a svalutare criteri tipicamente conservative come la responsabilità individuale e la libertà di scelta privata a fronte del governo federale. Non è da dubitare che parte dell’elettorato cattolico-democratico italiano, e dello stesso clero, a partire dalle famose suorine venete che determinarono nel 1996 la prima vittoria di Romano Prodi contro Epulone Berlusconi, resterà sulle proprie posizioni. Ma Bagnasco ha formalizzato un monito di obbedienza, razionalmente motivato, che non lascia scampo.

E per ragioni che i lettori di questo giornale e i pochissimi amati elettori della lista pazza (Aborto? No, grazie) conoscono assai bene. Bagnasco ha ripetuto con vigore che la frontiera della vita è decisiva nel giudizio “politico”, che l’offesa dell’aborto all’umanità sta nel suo essere divenuto sordo moralmente, un’attività di routine nel controllo e nella pianificazione delle nascite, ma nondimeno un’ecatombe, un delitto efferato di natura culturale, una guerra segreta agli invisibili e ai deboli che grida vendetta al cospetto della ragione umana e della ragione divina. E questi, prima di ogni giaculatoria sociale, sono i principi non negoziabili della chiesa di Benedetto XVI. Chi vuole può ovviamente votare contro questa cultura di radice personalista e cristiana, e premiare le grandi antagoniste, la Bresso e la Bonino, ma da oggi sa quel che fa.

Giuliano Ferrara, Il Foglio del 23 marzo 2010

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Gli invotabili

Posted by ikzus su 23 marzo 2010


Siamo lì, al pelo, si perde o si vince per una manciata di voti, e ogni starnuto può degenerare in polmonite: per questo i giornali di sinistra hanno reagito malissimo alla prolusione del Cardinal Bagnasco che ieri ha praticamente messo fuori gioco l’asse anticattolico di cui avevo parlato all’inizio della campagna elettorale. Alla luce di quanto dichiarato dal portavoce dei vescovi italiani, Vendola Bonino e Bresso risultano invotabili!

Non che Bagnasco abbia detto nulla di nuovo, in realtà; la civitas dei sarebbe un posto dove tutti i valori evangelici vengono realizzati pienamente e concordemente; purtroppo però la città santa non è di questo mondo – o perlomeno, non si trova in Italia. Quindi, dovendo scegliere tra molti valori tutti buoni, è necessario stabilire una gerarchia: alcuni sono più importanti di altri, e questi andranno privilegiati nella scelta del voto. E’ il ragionamento che fa praticamente ogni cittadino: difficilmente il programma di un partito o di un candidato rispecchia al 100% la visione di ciascuno. Se però a fare lo stesso ragionamento è la Chiesa – e dunque i cattolici -, allora apriti cielo!

E’ da notare che la reazione che ci si aspetterebbe da persone di buon senso sarebbe la seguente: vogliamo il voto cattolico? Adeguiamoci ai loro valori non negoziabili; sul resto ce la vediamo con i nostri avversari, perché da lì in giù si entra nell’opinabile, nel regno delle valutazioni e preferenze soggettive, nelle alternative differenti ma tutte accettabili. Invece la sinistra vive questa riaffermazione dei cardini del pensiero politico cattolico come un’insulto, uno schiaffo, di più: un colpo basso, a pochi giorni dalle elezioni! E se la sparata del Manifesto è scontata – verrebbe quasi da dire banale, nel suo livore -, fa impressione invece l’editoriale della direttrice dell’Unità, che dovrebbe rappresentare il partito dei cattolici riformisti: è soprattutto dal suo intervento che si capisce qual’è il problema fondamentale. L’anticristianesimo è esattamente il substrato fondante della nuova sinistra – che per la verità non fa che tornare alle origni, vedi alla voce Don Camillo e Peppone. Vendola, Bonino e Bresso non sono incidenti di percorso, ma l’esito naturale di un processo di progressiva radicalizzazione dell’identità profonda di una sinistra ferocemente laicista.

Torna la solita domanda: fratelli cattosinistri, che ci state a fare con gente del genere?

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La Cei boccia la Bonino. E ora chi voteranno i cattolici progressisti?

“La difesa della vita umana, prima di tutto dal «delitto incommensurabile» dell’aborto in tutte le sue forme, è uno dei valori «non negoziabili» in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali”. Le indicazioni del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, che proprio ieri ha aperto i lavori del Consiglio episcopale permanente, il «parlamentino» dei vescovi italiani sono state chiare. Niente voto agli abortisti d’annata. Il monito sembrava lanciato soprattutto nei confronti di un candidato: Emma Bonino. E di certo deve aver almeno scosso la coscienza di tutti quei cattolici di fede progressista che non hanno problemi a dare le spalle al Pdl o all’Udc, preferendo rivolgersi, magari con discrezione, dall’altra parte.

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Posted by ikzus su 22 marzo 2010


Rafforzati da un contatto quotidiano con i candidati e con i piemontesi che hanno seguito con passione la campagna “Alleanza per Cota” di Alleanza Cattolica, ribadiamo con ancora maggiore convinzione l’invito ai cattolici a votare Roberto Cota

– perché sui valori non negoziabili della vita, della famiglia, della scuola il suo programma è in sintonia con quanto ci sta a cuore come cattolici, mentre la Bresso è per la banalizzazione dell’aborto, per il matrimonio omosessuale, per tagliare i sostegni alle scuole non statali;

–  perché il programma di Cota sull’immigrazione è moderato e ragionevole, mentre il Piano Bresso sugli immigrati non protegge dai clandestini, non tutela i piemontesi e prende dalle tasche dei contribuenti quattro milioni di euro all’anno per ambigui carrozzoni regionali;

– perché Cota ha costantemente dimostrato il suo sostegno ai valori non negoziabili in Regione, in Parlamento e in campagna elettorale, mentre la Bresso ancora nelle ultime settimane ha firmato per la vendita in farmacia della pillola del giorno dopo senza ricetta e si è dichiarata “assolutamente d’accordo” con il matrimonio fra due lesbiche “celebrato” a Torino dal sindaco Chiamparino.

Alcuni ci chiedono che cosa pensiamo della posizione dell’UDC. Per quanto nell’UDC ci siano certamente brave persone, pensiamo come cattolici di non potere in alcun modo sostenere l’UDC:

– perché chi fa la croce sull’UDC vota automaticamente il listino della Bresso, che comprende personaggi come Vincenzo Chieppa, segretario dei Comunisti Italiani che inneggia a Cuba e alla Corea del Nord, offre assistenza a chi stacca i crocefissi dalle aule scolastiche e sul suo sito offende il Papa e la Chiesa;

– perché chi fa la croce sull’UDC vota automaticamente la Bresso, le cui posizioni in materia di aborto, eutanasia, unioni omosessuali sono inaccettabili e sono al centro del suo programma;

– perché chi fa la croce sull’UDC sostiene una dirigenza dell’UDC che in Piemonte diffama il cattolico Cota accusandolo in modo assurdo di essere un adepto di “riti celtici del dio Po” e presentando in modo distorto le posizioni di Cota sull’immigrazione, che sono invece rispettose sia dei veri diritti degli immigrati regolari sia dell’identità cristiana delle nostre terre. Questa dirigenza afferma che la Bresso ha sottoscritto con l’UDC un impegno a difendere “la vita e la salute”, ma non spiega che per la Bresso quella dell’embrione o dei disabili come Eluana Englaro non è vita, e che la salute per lei comprende l’aborto. Racconta pure che grazie all’UDC la Bresso ha escluso dalla sua coalizione Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, che invece gli elettori troveranno regolarmente sulla scheda tra le liste coalizzate con la Bresso con tanto di falce e martello, in strana compagnia con lo scudo crociato dell’UDC, e del resto insieme anche alla lista Bonino-Pannella.

L’invito dunque non cambia: resistendo alle sirene dell’astensione, del voto alle “brave persone” che ignora i principi e i programmi, e ai falsi “patti” con la Bresso che hanno il solo scopo di creare confusione, per la vita, per la famiglia, per la libertà di educazione, per una politica realistica dell’immigrazione votiamo Roberto Cota.

Torino, 18 marzo 2010                          Alleanza Cattolica

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Nuove Onde, rapporto su i valori non negoziabili

Posted by ikzus su 21 marzo 2010


Dall’ottimo sito NUOVE ONDE, un’analisi accurata ed impietosa del comportamenteo delle varie forze politiche nei confronti dei valori non negoziabili; non c’è bisogno di commenti, direi.

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Sabato 13 marzo è stata pubblicato – sul quotidiano Libero – un commento al nostro lavoro di osservazione della politica a firma del giornalista Andrea Morigi. Qui di seguito ve ne proponiamo il testo, ricordandovi che il nostro documento di analisi è disponibile cliccando qui.

Bocciato senza appello il centrosinistra – con la sola eccezione di Giuseppe Bortolussi in Veneto -, insieme a Udc e radicali. Promosso con un recupero in extremis per Renata Polverini il centrodestra, con la Lega Nord. È la sentenza del monitoraggio su famiglia, vita umana, bioetica ed educazione dell’Osservatorio politico di Nuove Onde.

Tornano a galla i princìpi non negoziabili, sui quali la Chiesa chiede di valutare la condotta della classe politica. Con molte Regioni in bilico, il voto cattolico rischia così di rivelarsi determinante nei testa a testa fra aspiranti governatori.

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PATTO PER LA VITA: perché bisogna votare Cota

Posted by ikzus su 20 marzo 2010


È la prima volta che chi si candida a governatore di una Regione italiana sottoscrive impegni così precisi e dettagliati in materia di principi non negoziabili e lo fa non con una dichiarazione di buona volontà ma con un patto bilaterale controfirmato da quattro garanti, che a loro volta s’impegnano a vigilare sul rispetto degli impegni assunti

“Patto per la vita e per la famiglia”


Testo del patto sottoscritto da Roberto Cota, candidato alla presidenza della Regione Piemonte, il 24 febbraio 2010 a Torino, con quattro garanti – Massimo Introvigne (vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica), Marisa Orecchia (presidente di Federvita Piemonte), Mauro Ronco (docente di diritto penale, già componente del CSM) e Maria Paola Tripoli (fondatrice del Servizio Emergenza Anziani) – i quali daranno vita a un tavolo di lavoro sulle politiche della nuova amministrazione regionale in tema di vita e famiglia

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Le elezioni regionali secondo il vicariato di Roma

Posted by ikzus su 15 marzo 2010


Non si possono concedere «deleghe di rappresentanza politica» a chi persegue un progetto politico «che ci è estraneo e che non condividiamo». Non si possono «equiparare qualunquisticamente» i vari progetti, perché «non tutti incarnano i valori in cui crediamo». Non solo, «deploriamo ogni forma di propaganda elettorale, spacciata come sostenitrice della visione cattolica, ma che tale non è». Firmato, la diocesi di Roma.

Con una Nota del Vicariato in merito alle imminenti elezioni regionali, che appare oggi sulla prima pagina del settimanale diocesano Roma Sette, la comunità cristiana dell’Urbe – pur senza dare, come prassi, esplicite indicazioni di voto – fornisce un chiaro orientamento per esercitare questo diritto in modo responsabile rispetto alla fede professata. La quale a sua volta non è un «sentimento elastico che si modella a piacimento e ad ogni circostanza». I «valori cristiani e civili», parte di un progetto politico che i «cittadini cristiani» considerano «irrinunciabili», – e che sono disposti a «sostenere anche con il proprio voto» – sono: libertà religiosa, difesa della sacralità della vita dal concepimento fino alla morte naturale, libertà fondamentali della persona, famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, aperta alla maternità e paternità responsabile, libertà educativa e di istruzione, lavoro retribuito secondo giustizia, cura della salute, apertura agli immigrati in un sistema di leggi che coniughi insieme accoglienza legalità e sicurezza, casa, salvaguardia del creato, «in una parola il bene comune». E per perseguirlo ci sono confini precisi, «nel rispetto delle regole democratiche e di chi non la pensa come noi». Quelli che riguardano la persona «fatta a immagine di Dio», il suo rispetto e il suo «sviluppo integrale». È quello che spregiativamente viene definito un ‘chiodo fisso’, una fissazione, una mania. Ma il documento fa sua questa espressione nella sua oggettiva consistenza di ancoraggio stabile.
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Le elezioni regionali secondo i vescovi emiliani

Posted by ikzus su 15 marzo 2010


Comunicato dei Vescovi dell’Emilia Romagna in vista delle elezioni regionali

Gli Arcivescovi e Vescovi della regione Emilia-Romagna desiderano indirizzare ai fedeli delle loro comunità questa comunicazione, in vista delle elezioni regionali del prossimo mese di marzo.

1. Come Vescovi, la nostra prima inderogabile missione è di annunciare il Vangelo proponendo ad ogni uomo la via della fede, come via della libertà, come via della responsabilità e della salvezza.
Ma il Vangelo che dobbiamo annunciare contiene anche una precisa concezione dell’uomo e di tutta la sua realtà, personale e sociale, che risponde in modo adeguato alle fondamentali esigenze della sua persona.
È questa concezione il nucleo portante della Dottrina Sociale che la Chiesa ha sempre proclamato e testimoniato, e che l’attuale pontefice Benedetto XVI ha mirabilmente sintetizzato nell’espressione «valori non negoziabili».

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NoBresso 4

Posted by ikzus su 3 marzo 2010


Attenti a votare UDC, con la Bresso c’è pure il fan di Fidel Castro

«Noi siamo nani sulle spalle di giganti e uno di questi giganti è Fidel Castro. Qué viva Fidel! Qué viva Cuba! Hasta la victoria siempre!». Parole e musica del sito Internet della sezione Dolores Ibarruri dei Comunisti Italiani torinesi, partito di cui è segretario Vincenzo Chieppa, che di quel sito è collaboratore. La notizia è ufficiale: Chieppa fa parte del listino della candidata di centro-sinistra Mercedes Bresso. Dunque in Piemonte chi vota – per esempio – Udc vota anche per Fidel Castro. A meno di ricorrere al voto disgiunto, la croce sull’Udc è infatti una croce per la Bresso e per il suo listino. Il pacchetto si può comprare solo tutto insieme, Chieppa compreso.

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Incompatibilità cattolica

Posted by ikzus su 19 febbraio 2010


Fin da quando è stata presentata la candidatura di Emma Bonino alle regionali del Lazio, Ferrara ha messo in luce il paradosso del quotidiano della CEI che ‘stentava’ a dire chiaramente ciò che tutti sanno: non si può chiedere ai cattolici di appoggiare certe candidature, e votare certi personaggi!

Bene, pare che la realtà si stia riavvicinando alla ragione: Avvenire ha finalmente preso posizione. Ora aspettiamo che batta un colpo anche sulla Bresso!

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Il ritorno di don Camillo e la chiesa che preferisce (ancora) non essere irrilevante

Il nome e la storia di Emma Bonino ‘sono’ un programma incompatibile con altri, e in ogni caso certamente affinato con aperta e spesso aspra ostilità verso la visione cristiana della vita e dei rapporti sociali. Decidere di fare di un simile contributo un ‘mattone’ del muro della casa comune del Pd significa fare una scelta precisa e pesante”. E “le sottovalutazioni si pagano”.

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NoBresso2

Posted by ikzus su 18 febbraio 2010


La pillola abortiva in day hospital.
Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te


Nota di Massimo Introvigne: Pubblico un importante contributo della dottoressa Chiara Mantovani, di Alleanza Cattolica, membro della Direzione Nazionale di Scienza & Vita, per capire perché è importante la questione se l’itinerario che inizia con la somministrazione della “pillola che uccide”, la sinistra pillola abortiva RU486, debba svolgersi interamente in ospedale – come secondo il governo nazionale vuole la legge – ovvero la pillola possa essere somministrata in “day hospital”, consentendo poi alla donna di abortire a casa sua. Dopo la “rossa” Emilia Romagna ora anche la presidente Bresso della Regione Piemonte ha scelto di offrire la possibilità del “day hospital”, sostenendo che così facendo applica la legge, mentre il governo nazionale italiano sostiene il contrario (“Repubblica”, 5.2.2009). Premesso che (a) siamo contrari all’aborto, che è sempre come afferma Benedetto XVI nella “Caritas in veritate” una “ingiustizia inaudita”; e (b) siamo ancora più contrari alla RU486, che banalizza ulteriormente l’aborto; è però anche vero che (c) stabilire che chi vuole usare la RU486 deve farlo in ospedale, fino al completamento della procedura abortiva, costituisce almeno una piccola remora e una piccola limitazione, e quindi i politici che sostengono la possibilità del “day hospital” vanno segnalati per lo speciale contributo che danno a quella che il Papa chiama la “cultura della morte”.
La Bresso in Piemonte è sostenuta dall’UDC e ha sottoscritto con l’UDC un accordo che cita i valori della “vita”. Ma siccome non li precisa è evidente che ognuno firma dando alla parola “vita” un significato diverso. Per la Bresso quella dei bambini non nati uccisi con l’aborto non è veramente “vita” come – lo ha detto lei – era solo “vita artificiale” (“L’Unità”, 23.1.2009) quella di Eluana Englaro. D’altro canto insieme all’accordo con l’UDC la Bresso ne ha sottoscritto un altro con la Lista Bonino-Pannella, definendo quella della Bonino nel Lazio “la migliore candidatura possibile” in un incontro in cui si è inneggiato alle “battaglie civili” dei radicali (video: http://www.radioradicale.it/scheda/295971). Quale sia l'”impegno per la vita” della Bresso è ora definitivamente chiarito dalla scelta di offrire la RU486 in “day hospital”.

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NoBresso1

Posted by ikzus su 17 febbraio 2010


La mosca cocchiera e la sua Mercedes

Le vane acrobazie di Casini per convincerci che Bresso è come Angela Merkel

Per difendere la sua scelta piuttosto controversa di appoggiare in Piemonte la candidatura di Mercedes Bresso, nota anche per le sue posizioni ultra laiciste, Pier Ferdinando Casini l’ha paragonata a Angela Merkel. Quali siano i punti di contatto tra la “zarina” piemontese e la cancelliera tedesca non si capisce proprio. Le rispettive orgini – la seconda è nata nella Germania comunista e formatasi nell’opposizione al regime; la prima ha percorso i vari gradi della carriera interna al Pci, poi Pds e infine Partito democratico – descrivono traiettorie non solo diverse ma, in sostanza, opposte.

Prescindendo dalle radici culturali, la concreta politica delle alleanze praticata dalle due esponenti politiche è assai istruttiva: la governatrice piemontese ha ottenuto il primo mandato con una coalizione comprendente tutte le formazioni dell’estrema sinistra e mantiene eccellenti rapporti con la maggior parte di queste, oltre a un legame di ferro con i radicali, noti a Torino per le loro convinzioni e pratiche abortiste “d’avanguardia”. La cancelliera ha sempre puntato a un’intesa moderata con i liberali, e solo un esito elettorale di sostanziale pareggio l’ha indotta a una alleanza obbligata e conflittuale con una socialdemocrazia (ma separata dalla Linke) la cui sconfitta è sempre stato il suo obiettivo di fondo.

Tutto ciò Casini lo sa benissimo, anche perché il suo partito, all’opposizione in Piemonte nell’ultimo quinquennio, lo ha sottolineato anche con campagne propagandistiche nettamente ostili alla Bresso. Ora, invece, la presenta come una specie di De Gasperi in gonnella. Un atteggiamento di questo genere, da parte di una forza politica minore che pretende di esercitare la guida dall’esterno su quelle più grandi e radicate illudendosi persino di modificarne l’orientamento di fondo e la natura, una volta si chiamava da mosca cocchiera. Mercedes Bresso incassa le lodi, anche infondate, dell’Udc e poi, se confermata, continuerà la sua politica, non certo quella del povero Casini.

Leggi Così Bresso elude la 194 e prepara l’aborto fai da teLeggi I casiniani dalla parte sbagliataLeggi Fede e Regione

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