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Posts Tagged ‘Bonino’

Dossier elezioni regionali

Posted by ikzus su 25 marzo 2010


Raccolta dei post pubblicati su ALEZEIA relativi alle elezioni regionali, in ordine cronologico (più recenti in fondo)

Vedi anche: DOSSIER BRESSO (elezioni regionali piemontesi)

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Bonino e i cattolici (adulti?) – Papa e antipapa. Lo strano caso delle elezioni amministrative a Roma e regione

La vera storia di Emma Bonino, l’abortista fai da te che vuole prendersi il Lazio

Il paradosso degli schizocattolici

Il Piemonte degli sprechi, fioccano consulenze d’oro, Spesi 200 milioni di euro

Le vane acrobazie di Casini per convincerci che Bresso è come Angela Merkel

La pillola abortiva in day hospital. Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te

Incompatibilità cattolica

Piemonte: Piano Bresso per l’immigrazione, un disastro annunciato

Emma Bonino: fuoriclasse… di che?

Attenti a votare UDC, con la Bresso c’è pure il fan di Fidel Castro

Le elezioni regionali secondo i vescovi emiliani

Le elezioni regionali secondo il vicariato di Roma

PATTO PER LA VITA: perchè bisogna votare Cota

CI FIDIAMO DI COTA, NON CI FIDIAMO DELL’UDC

Gli invotabili

Come va la campagna elettorale in Piemonte

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Perchè l’aborto non è “una questione come le altre”

Posted by ikzus su 24 marzo 2010


Aborto? No, grazie

Il cardinal Bagnasco rilancia in politica la questione delle questioni

Giustamente Emma Bonino, il diavolo laicista in corsa per la presidenza del Lazio, che per errore era finito a pagina 11 nel giornale della Cei, dice che la prolusione del capo dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco, è stata un “evergreen”, insomma nessuna novità emergerebbe dalle cose dette ieri nella riunione della Conferenza episcopale. La Bonino a Roma, e la Mercedes Bresso candidata a Torino, aspirano infatti, con l’ingordigia tipica dei fenomeni preternaturali, a incassare il voto cattolico solidarista, ostile (e si capisce anche perché) alla destra di governo e alle sue posizioni liberali o, se volete, di egoismo territoriale e sociale. Solo che è impossibile, a questo scopo, neutralizzare le parole serie, impegnative e solenni di Bagnasco.

Gli elettori faranno come sempre quel che credono, ci mancherebbe. Le suore americane, o una loro componente cospicua, hanno praticato un lobbying aperto, appassionato, sistematico, in favore della riforma sanitaria di Barack Obama, qualunque cosa ne pensassero i vescovi e i fedeli cattolici socialmente conservatori, per l’evidente motivo che essa favorisce assistenza e solidarietà mentre tende a svalutare criteri tipicamente conservative come la responsabilità individuale e la libertà di scelta privata a fronte del governo federale. Non è da dubitare che parte dell’elettorato cattolico-democratico italiano, e dello stesso clero, a partire dalle famose suorine venete che determinarono nel 1996 la prima vittoria di Romano Prodi contro Epulone Berlusconi, resterà sulle proprie posizioni. Ma Bagnasco ha formalizzato un monito di obbedienza, razionalmente motivato, che non lascia scampo.

E per ragioni che i lettori di questo giornale e i pochissimi amati elettori della lista pazza (Aborto? No, grazie) conoscono assai bene. Bagnasco ha ripetuto con vigore che la frontiera della vita è decisiva nel giudizio “politico”, che l’offesa dell’aborto all’umanità sta nel suo essere divenuto sordo moralmente, un’attività di routine nel controllo e nella pianificazione delle nascite, ma nondimeno un’ecatombe, un delitto efferato di natura culturale, una guerra segreta agli invisibili e ai deboli che grida vendetta al cospetto della ragione umana e della ragione divina. E questi, prima di ogni giaculatoria sociale, sono i principi non negoziabili della chiesa di Benedetto XVI. Chi vuole può ovviamente votare contro questa cultura di radice personalista e cristiana, e premiare le grandi antagoniste, la Bresso e la Bonino, ma da oggi sa quel che fa.

Giuliano Ferrara, Il Foglio del 23 marzo 2010

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Gli invotabili

Posted by ikzus su 23 marzo 2010


Siamo lì, al pelo, si perde o si vince per una manciata di voti, e ogni starnuto può degenerare in polmonite: per questo i giornali di sinistra hanno reagito malissimo alla prolusione del Cardinal Bagnasco che ieri ha praticamente messo fuori gioco l’asse anticattolico di cui avevo parlato all’inizio della campagna elettorale. Alla luce di quanto dichiarato dal portavoce dei vescovi italiani, Vendola Bonino e Bresso risultano invotabili!

Non che Bagnasco abbia detto nulla di nuovo, in realtà; la civitas dei sarebbe un posto dove tutti i valori evangelici vengono realizzati pienamente e concordemente; purtroppo però la città santa non è di questo mondo – o perlomeno, non si trova in Italia. Quindi, dovendo scegliere tra molti valori tutti buoni, è necessario stabilire una gerarchia: alcuni sono più importanti di altri, e questi andranno privilegiati nella scelta del voto. E’ il ragionamento che fa praticamente ogni cittadino: difficilmente il programma di un partito o di un candidato rispecchia al 100% la visione di ciascuno. Se però a fare lo stesso ragionamento è la Chiesa – e dunque i cattolici -, allora apriti cielo!

E’ da notare che la reazione che ci si aspetterebbe da persone di buon senso sarebbe la seguente: vogliamo il voto cattolico? Adeguiamoci ai loro valori non negoziabili; sul resto ce la vediamo con i nostri avversari, perché da lì in giù si entra nell’opinabile, nel regno delle valutazioni e preferenze soggettive, nelle alternative differenti ma tutte accettabili. Invece la sinistra vive questa riaffermazione dei cardini del pensiero politico cattolico come un’insulto, uno schiaffo, di più: un colpo basso, a pochi giorni dalle elezioni! E se la sparata del Manifesto è scontata – verrebbe quasi da dire banale, nel suo livore -, fa impressione invece l’editoriale della direttrice dell’Unità, che dovrebbe rappresentare il partito dei cattolici riformisti: è soprattutto dal suo intervento che si capisce qual’è il problema fondamentale. L’anticristianesimo è esattamente il substrato fondante della nuova sinistra – che per la verità non fa che tornare alle origni, vedi alla voce Don Camillo e Peppone. Vendola, Bonino e Bresso non sono incidenti di percorso, ma l’esito naturale di un processo di progressiva radicalizzazione dell’identità profonda di una sinistra ferocemente laicista.

Torna la solita domanda: fratelli cattosinistri, che ci state a fare con gente del genere?

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La Cei boccia la Bonino. E ora chi voteranno i cattolici progressisti?

“La difesa della vita umana, prima di tutto dal «delitto incommensurabile» dell’aborto in tutte le sue forme, è uno dei valori «non negoziabili» in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali”. Le indicazioni del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, che proprio ieri ha aperto i lavori del Consiglio episcopale permanente, il «parlamentino» dei vescovi italiani sono state chiare. Niente voto agli abortisti d’annata. Il monito sembrava lanciato soprattutto nei confronti di un candidato: Emma Bonino. E di certo deve aver almeno scosso la coscienza di tutti quei cattolici di fede progressista che non hanno problemi a dare le spalle al Pdl o all’Udc, preferendo rivolgersi, magari con discrezione, dall’altra parte.

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Incompatibilità cattolica

Posted by ikzus su 19 febbraio 2010


Fin da quando è stata presentata la candidatura di Emma Bonino alle regionali del Lazio, Ferrara ha messo in luce il paradosso del quotidiano della CEI che ‘stentava’ a dire chiaramente ciò che tutti sanno: non si può chiedere ai cattolici di appoggiare certe candidature, e votare certi personaggi!

Bene, pare che la realtà si stia riavvicinando alla ragione: Avvenire ha finalmente preso posizione. Ora aspettiamo che batta un colpo anche sulla Bresso!

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Il ritorno di don Camillo e la chiesa che preferisce (ancora) non essere irrilevante

Il nome e la storia di Emma Bonino ‘sono’ un programma incompatibile con altri, e in ogni caso certamente affinato con aperta e spesso aspra ostilità verso la visione cristiana della vita e dei rapporti sociali. Decidere di fare di un simile contributo un ‘mattone’ del muro della casa comune del Pd significa fare una scelta precisa e pesante”. E “le sottovalutazioni si pagano”.

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Il paradosso degli schizocattolici

Posted by ikzus su 31 gennaio 2010


Ve l’immaginate la Bonino che protesta fieramente in difesa della Chiesa? O Vendola che esalta il matrimonio? O Pannella che digiuna per combattere l’aborto? Sarebbe pensabile un pacifista che vota per Bush, o un no global che parteggia per Mac Donald? Non che manchino persone con queste idee: ciò che farebbe specie, nello specifico, sarebbe la palese incoerenza tra la posizione politica sostenuta e il paradigma ideale di appartenenza. Questo ragionamento, tanto banale quanto universale, a quanto pare si applica a chiunque meno che ai cattolici.

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