ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posts Tagged ‘Eluana’

Posted by ikzus su 19 novembre 2010


Lettera aperta a Fazio e Saviano

Pubblicato da Massimo Pandolfi Mar, 16/11/2010 – 12:53

Caro Fabio Fazio,

caro Roberto Saviano,

la trasmissione che avete mandato in onda lunedì sera non ha rappresentato una ‘pagina di libertà’, come i vostri fans e forse voi stessi orgogliosamente sostenete.Magari non ve ne siete neppure resi conto, o magari sì, ma parlando di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welby avete offeso e umiliato centinaia di migliaia di italiani.Caro Saviano, su Welby (il malato di distrofia muscolare che anni fa chiese e ottenne che gli venisse staccato il respiratore artificiale) lei ha detto che ‘quella non era più vita’.E allora le faccio un invito: ripeta queste cose lunedì prossimo a tutti quegli italiani che resistono e soprattutto esistono, attaccati a un respiratore. Se vuole, gliene porterò una bella rappresentanza in studio a ‘Vieni via con me’. Dica loro: ‘La vostra non è vita’. Ma non si limiti a guardare la telecamera mentre scandirà quelle parole. Guardi in faccia loro _ i malati o i disabili _ se ne ha la forza. E le loro mogli, i mariti, i figli, i parenti, gli amici. Vedrà, caro Saviano, scoprirà un altro mondo.Perchè questa è gente che vive, si arrabbia, di dispera, esulta, gioisce, si ridispera di nuovo: come me, come lei. E chi sta loro a fianco li cura, nella totale gratuità. Curare non significa accanirsi; vuol dire prendersi cura di…Vi riporto, cari Fazio e Saviano, un pensiero via facebook che mi è arrivato da Angelo Carboni, un malato di Sla della Sardegna che è messo più o meno nelle condizioni in cui era Welby: ‘Ho ascoltato il breve monologo del signor Englaro, a quello della signora Mina Welby stavo prendendo sonno. Non mi aspettavo altro da chi ha della vita e dell’amore una concezione così limitata e improntata sul più ottuso relativismo che pretendono di spacciare per laicità. Io, da diversi anni collegato a un respiratore, mi sento poco toccato da questi moderni guitti della “buona morte”, ma li inviterei a dare voce anche al nostro amore per la vita e desiderio di viverla, con intensità, fino in fondo. Giovedì a Pattada presento un mio libro: invito Fazio e Saviano in Sardegna, da me, ad ascoltare chi la pensa diversamente’ Sarebbe bellissimo se Fazio e Saviano andassero. Se facessero esperienza, senza ideologie. E la questione, a proposito di ideologie, non sta tanto nel dire: se uno vuole vivere ok, aiutamelo, ma se non ce la fa più lasciamolo andare. No, è tremenda questa mentalità! La vita non è la stessa cosa della morte! Proprio perchè ci sono tante persone che ce la fanno (e non sono eroi, ma uomini semplici, come ognuno di noi: forse voi, Fazio e Saviano, non siete più uomini o semplici) il compito di una società civile è quello di cercare tutte le strade per dare un senso a un’esistenza. E un senso esiste, sempre, anche se sei immobile, muto, attaccato a un respiratore. Va solo cercato. Non lo dico io, lo urlano silenziosamente chi lo fa. Penso a Gian Piero, Sebastiano, Luca, Angelo, Patrizia, Cesare e tanti tanti altri amici che ho incontrato in questi anni. Caro Fazio, caro Saviano, chiamateli. Conosceteli.

P.S. E lei, caro Fabio Fazio, faccia pure l’ultrà radicale con la faccia del bravo ragazzo. Ma almeno racconti la verità, per piacere. La verità non è un’opinione. E su Eluana Englaro lei  ha detto davanti a milioni di italiani una bugia grande come una casa: ha detto che era in coma da 17 anni. No, signor Fazio. Prenda un vocabolario e impari cosa vuol dire la parola coma. Non è un dettaglio, è la deriva. E lei è il capitano buonista di una barca che va alla deriva.

www.massimopandolfi.it

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Dossier elezioni regionali

Posted by ikzus su 25 marzo 2010


Raccolta dei post pubblicati su ALEZEIA relativi alle elezioni regionali, in ordine cronologico (più recenti in fondo)

Vedi anche: DOSSIER BRESSO (elezioni regionali piemontesi)

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Bonino e i cattolici (adulti?) – Papa e antipapa. Lo strano caso delle elezioni amministrative a Roma e regione

La vera storia di Emma Bonino, l’abortista fai da te che vuole prendersi il Lazio

Il paradosso degli schizocattolici

Il Piemonte degli sprechi, fioccano consulenze d’oro, Spesi 200 milioni di euro

Le vane acrobazie di Casini per convincerci che Bresso è come Angela Merkel

La pillola abortiva in day hospital. Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te

Incompatibilità cattolica

Piemonte: Piano Bresso per l’immigrazione, un disastro annunciato

Emma Bonino: fuoriclasse… di che?

Attenti a votare UDC, con la Bresso c’è pure il fan di Fidel Castro

Le elezioni regionali secondo i vescovi emiliani

Le elezioni regionali secondo il vicariato di Roma

PATTO PER LA VITA: perchè bisogna votare Cota

CI FIDIAMO DI COTA, NON CI FIDIAMO DELL’UDC

Gli invotabili

Come va la campagna elettorale in Piemonte

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Posted by ikzus su 22 marzo 2010


Rafforzati da un contatto quotidiano con i candidati e con i piemontesi che hanno seguito con passione la campagna “Alleanza per Cota” di Alleanza Cattolica, ribadiamo con ancora maggiore convinzione l’invito ai cattolici a votare Roberto Cota

– perché sui valori non negoziabili della vita, della famiglia, della scuola il suo programma è in sintonia con quanto ci sta a cuore come cattolici, mentre la Bresso è per la banalizzazione dell’aborto, per il matrimonio omosessuale, per tagliare i sostegni alle scuole non statali;

–  perché il programma di Cota sull’immigrazione è moderato e ragionevole, mentre il Piano Bresso sugli immigrati non protegge dai clandestini, non tutela i piemontesi e prende dalle tasche dei contribuenti quattro milioni di euro all’anno per ambigui carrozzoni regionali;

– perché Cota ha costantemente dimostrato il suo sostegno ai valori non negoziabili in Regione, in Parlamento e in campagna elettorale, mentre la Bresso ancora nelle ultime settimane ha firmato per la vendita in farmacia della pillola del giorno dopo senza ricetta e si è dichiarata “assolutamente d’accordo” con il matrimonio fra due lesbiche “celebrato” a Torino dal sindaco Chiamparino.

Alcuni ci chiedono che cosa pensiamo della posizione dell’UDC. Per quanto nell’UDC ci siano certamente brave persone, pensiamo come cattolici di non potere in alcun modo sostenere l’UDC:

– perché chi fa la croce sull’UDC vota automaticamente il listino della Bresso, che comprende personaggi come Vincenzo Chieppa, segretario dei Comunisti Italiani che inneggia a Cuba e alla Corea del Nord, offre assistenza a chi stacca i crocefissi dalle aule scolastiche e sul suo sito offende il Papa e la Chiesa;

– perché chi fa la croce sull’UDC vota automaticamente la Bresso, le cui posizioni in materia di aborto, eutanasia, unioni omosessuali sono inaccettabili e sono al centro del suo programma;

– perché chi fa la croce sull’UDC sostiene una dirigenza dell’UDC che in Piemonte diffama il cattolico Cota accusandolo in modo assurdo di essere un adepto di “riti celtici del dio Po” e presentando in modo distorto le posizioni di Cota sull’immigrazione, che sono invece rispettose sia dei veri diritti degli immigrati regolari sia dell’identità cristiana delle nostre terre. Questa dirigenza afferma che la Bresso ha sottoscritto con l’UDC un impegno a difendere “la vita e la salute”, ma non spiega che per la Bresso quella dell’embrione o dei disabili come Eluana Englaro non è vita, e che la salute per lei comprende l’aborto. Racconta pure che grazie all’UDC la Bresso ha escluso dalla sua coalizione Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, che invece gli elettori troveranno regolarmente sulla scheda tra le liste coalizzate con la Bresso con tanto di falce e martello, in strana compagnia con lo scudo crociato dell’UDC, e del resto insieme anche alla lista Bonino-Pannella.

L’invito dunque non cambia: resistendo alle sirene dell’astensione, del voto alle “brave persone” che ignora i principi e i programmi, e ai falsi “patti” con la Bresso che hanno il solo scopo di creare confusione, per la vita, per la famiglia, per la libertà di educazione, per una politica realistica dell’immigrazione votiamo Roberto Cota.

Torino, 18 marzo 2010                          Alleanza Cattolica

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Nuove Onde, rapporto su i valori non negoziabili

Posted by ikzus su 21 marzo 2010


Dall’ottimo sito NUOVE ONDE, un’analisi accurata ed impietosa del comportamenteo delle varie forze politiche nei confronti dei valori non negoziabili; non c’è bisogno di commenti, direi.

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Sabato 13 marzo è stata pubblicato – sul quotidiano Libero – un commento al nostro lavoro di osservazione della politica a firma del giornalista Andrea Morigi. Qui di seguito ve ne proponiamo il testo, ricordandovi che il nostro documento di analisi è disponibile cliccando qui.

Bocciato senza appello il centrosinistra – con la sola eccezione di Giuseppe Bortolussi in Veneto -, insieme a Udc e radicali. Promosso con un recupero in extremis per Renata Polverini il centrodestra, con la Lega Nord. È la sentenza del monitoraggio su famiglia, vita umana, bioetica ed educazione dell’Osservatorio politico di Nuove Onde.

Tornano a galla i princìpi non negoziabili, sui quali la Chiesa chiede di valutare la condotta della classe politica. Con molte Regioni in bilico, il voto cattolico rischia così di rivelarsi determinante nei testa a testa fra aspiranti governatori.

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PATTO PER LA VITA: perché bisogna votare Cota

Posted by ikzus su 20 marzo 2010


È la prima volta che chi si candida a governatore di una Regione italiana sottoscrive impegni così precisi e dettagliati in materia di principi non negoziabili e lo fa non con una dichiarazione di buona volontà ma con un patto bilaterale controfirmato da quattro garanti, che a loro volta s’impegnano a vigilare sul rispetto degli impegni assunti

“Patto per la vita e per la famiglia”


Testo del patto sottoscritto da Roberto Cota, candidato alla presidenza della Regione Piemonte, il 24 febbraio 2010 a Torino, con quattro garanti – Massimo Introvigne (vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica), Marisa Orecchia (presidente di Federvita Piemonte), Mauro Ronco (docente di diritto penale, già componente del CSM) e Maria Paola Tripoli (fondatrice del Servizio Emergenza Anziani) – i quali daranno vita a un tavolo di lavoro sulle politiche della nuova amministrazione regionale in tema di vita e famiglia

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NoBresso2

Posted by ikzus su 18 febbraio 2010


La pillola abortiva in day hospital.
Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te


Nota di Massimo Introvigne: Pubblico un importante contributo della dottoressa Chiara Mantovani, di Alleanza Cattolica, membro della Direzione Nazionale di Scienza & Vita, per capire perché è importante la questione se l’itinerario che inizia con la somministrazione della “pillola che uccide”, la sinistra pillola abortiva RU486, debba svolgersi interamente in ospedale – come secondo il governo nazionale vuole la legge – ovvero la pillola possa essere somministrata in “day hospital”, consentendo poi alla donna di abortire a casa sua. Dopo la “rossa” Emilia Romagna ora anche la presidente Bresso della Regione Piemonte ha scelto di offrire la possibilità del “day hospital”, sostenendo che così facendo applica la legge, mentre il governo nazionale italiano sostiene il contrario (“Repubblica”, 5.2.2009). Premesso che (a) siamo contrari all’aborto, che è sempre come afferma Benedetto XVI nella “Caritas in veritate” una “ingiustizia inaudita”; e (b) siamo ancora più contrari alla RU486, che banalizza ulteriormente l’aborto; è però anche vero che (c) stabilire che chi vuole usare la RU486 deve farlo in ospedale, fino al completamento della procedura abortiva, costituisce almeno una piccola remora e una piccola limitazione, e quindi i politici che sostengono la possibilità del “day hospital” vanno segnalati per lo speciale contributo che danno a quella che il Papa chiama la “cultura della morte”.
La Bresso in Piemonte è sostenuta dall’UDC e ha sottoscritto con l’UDC un accordo che cita i valori della “vita”. Ma siccome non li precisa è evidente che ognuno firma dando alla parola “vita” un significato diverso. Per la Bresso quella dei bambini non nati uccisi con l’aborto non è veramente “vita” come – lo ha detto lei – era solo “vita artificiale” (“L’Unità”, 23.1.2009) quella di Eluana Englaro. D’altro canto insieme all’accordo con l’UDC la Bresso ne ha sottoscritto un altro con la Lista Bonino-Pannella, definendo quella della Bonino nel Lazio “la migliore candidatura possibile” in un incontro in cui si è inneggiato alle “battaglie civili” dei radicali (video: http://www.radioradicale.it/scheda/295971). Quale sia l'”impegno per la vita” della Bresso è ora definitivamente chiarito dalla scelta di offrire la RU486 in “day hospital”.

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Pazienti in stato vegetativo rispondono agli stimoli

Posted by ikzus su 5 febbraio 2010


Hanno dato voce a una pianta. Lo chiamano così, stato vegetativo, per descrivere un essere umano fuori dal coma, ma chiuso nel silenzio dell’incoscienza totale e quindi dell’assoluta incomunicabilità. Gli hanno permesso di “parlare” scandagliando il cervello con la forma più avanzata di risonanza magnetica funzionale, hanno esplorato il mistero della mente fino a ottenere un “sì” e un “no”. A pronunciarlo è stato un uomo di 22 anni, da cinque anni imprigionato nella condizione di vegetale, inconsapevole, apparentemente, del fluire dell’esistenza. Una vita spenta che i ricercatori di Cambridge, in Inghilterra, hanno illuminato scoprendo aree del cervello attive.
«Un successo completo, al di là di ogni aspettativa»: Adrian Owen, coautore dello studio dai banchi del Centro di Neuroscienze dell’Università di Cambridge, tradisce una forte emozione. «È un paziente che cinque anni fa, a Liegi, ha avuto un incidente stradale e che si credeva fosse in stato vegetativo. Lo abbiamo sottoposto in collaborazione con i colleghi belgi agli stessi test a cui abbiamo sottoposto altre persone in salute e abbiamo ottenuto risultati analoghi». La scoperta è finita sul New England Journal of Medicine.
Stracciare il velo sul lungo sonno, fino a comunicare con i pensieri di un uomo che si credeva incosciente, è opera dell’incredibile intreccio fra scienza medica e tecnologia. La risonanza magnetica funzionale consente, infatti, di individuare in presa diretta le aree del cervello che si attivano. I ricercatori hanno quindi messo a punto un test che suggerisce al paziente di immaginare di giocare a tennis oppure, in alternativa, di concentrarsi sulla sua casa. Due attività che coinvolgono differenti aree della corteccia cerebrale e che gli scienziati hanno fatto coincidere, comunicandolo al paziente, con “sì” e “no”. Così alla domanda: “Tuo padre si chiama Alexander?”, l’uomo ha immaginato il tennis, rispondendo dunque in modo affermativo. Gli sono stati posti sei interrogativi e a cinque ha risposto con precisione assoluta, al sesto non ha reagito. Altri quattro pazienti sottoposti a test analoghi hanno confermato di avere attività cerebrale, ma nessuno ha ottenuto il risultato del numero 23, come il lessico burocratico della ricerca anglo-belga ha battezzato il giovane di Liegi. «Il fatto straordinario – precisa Owen – è che abbia interagito. La più ovvia domanda che gli potrà essere fatta è se sente dolore, permettendoci di somministrargli dei sedativi».
Un’altra altrettanta ovvia domanda è se voglia continuare a vivere o meno, spalancando un baratro di interrogativi etici. Owen ha dei dubbi. «Gli ostacoli morali e legali sono enormi. Bisognerebbe prima di tutto stabilire se ha la capacità intellettuale di elaborare un interrogativo del genere».
Per il momento il sistema messo a punto a Cambridge consentirà di ridurre ulteriormente il numero di diagnosi errate che nel caso di pazienti considerati in stato vegetativo può essere elevatissimo. Secondo Helen Gill del Royal hospital for neurodisability di Londra fino al 43% dei casi. Poi si tratterà di rendere routine un test oggi costoso e poco accessibile per arrivare come immagina Owen a una situazione per la quale «i pazienti in queste condizioni possano comunicare non in casi eccezionali ma in modo regolare». Ma prima di tutto l’incredibile caso del giovane belga dovrà essere ripetuto su altri pazienti. A Cambridge e a Liegi il lavoro continua.

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L’agonia di Eluana

Posted by ikzus su 31 gennaio 2010


E’ stata pubblicata la ‘Re­lazione di consulenza tecnica medico-legale’, relativa alla morte di Eluana Englaro: sembra un film dell’orrore. Ma peggio ancora è la falsità e l’indifferenza che l’ha circondata. E come fa rilevare giustamente l’Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI), ciò che stiamo rischiando di perdere non è solo il senso morale, ma addirittura il ben dell’intelletto.

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La morte di Eluana e l’assuefazione all’“evidenza negata”

di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 27 gennaio 2010 (ZENIT.org).

Ha destato scalpore la lettura della ‘Re­lazione di consulenza tecnica medico-legale’, relativa alla morte di Eluana Englaro, fatta dal gip di Udine in occasione della seduta in cui ha de­finitivamente stabilito che il tut­to è avvenuto “regolarmente”.

Nella relazione vengono riportate le note dell’équipe del dottor Amato De Monte che sede­va accanto a Eluana e registrava di ora in ora gli “elementi indicativi di sofferenza”.

Come ha riportato Lucia Bellaspiga sulla pagine di Avvenire (14 gennaio 2010) si tratta di un rapporto “meticoloso”, in cui è descritta l’agonia di Eluana.

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

Posted by ikzus su 19 gennaio 2010


Massimo Introvigne ci spiega, con la sua solita chiarezza, perché i cattolici NON POSSONO votare per la pessima ex governatrice del Piemonte.

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

di Massimo Introvigne

Nota: Una versione lievemente diversa di questo articolo appare su “Libero” del l’8 gennaio. Raccomando la lettura anche per chi non è piemontese: l’attuale presidentessa della Regione Piemonte, candidata alla riconferma, offre il raro esempio di una vita tutta consacrata al servizio di quel processo di negazione teorica e pratica delle verità naturali e cristiane che la scuola cattolica contro-rivoluzionaria chiama Rivoluzione. Da questo punto di vista, l’esempio è da manuale e il rilievo del personaggio è nazionale.

“Non sono interessata a partecipare a questa corsa per accreditarsi verso il mondo cattolico. Non sono credente e non ho cambiato idea. Se mai decidessi di convertirmi, ma lo escludo, non abbraccerei certo la religione cattolica. Diventerei valdese, Perché i Valdesi hanno il senso della differenza tra fede e morale religiosa e il ruolo dello Stato. Fede e morale religiosa sono un fatto privato”. Sono affermazioni di Mercedes Bresso, candidata alla riconferma alla presidenza della Regione Piemonte, in una famosa intervista a La Stampa del 30 settembre 2005. “Ero seria, non era una provocazione”, ha confermato la Bresso – con riferimento alla battuta sui Valdesi – confessandosi al Corriere della Sera del 24 febbraio 2009.

L’anticlericalismo della “zarina”, come la chiamano a Torino per il piglio autoritario, viene da lontano. Da un’antica militanza radicale e dalla collaborazione con Emma Bonino quando quest’ultima – racconta la Bresso – “era vicepresidente del CISA, l’associazione che assicurava alle donne diritto all’aborto”: “con Franca Rame facemmo una dichiarazione di aborto. Fummo incriminate per autocalunnia” (intervista a Gay TV, 5.6.2009). Scelte confermate da una vita privata francamente rivelata nelle interviste: “Mi sono sposata due volte. Entrambe con rito civile” (ibid.). “Non ho figli perché non ne ho voluti. Sensi di colpa? Pas du tout” (Corriere della Sera, 16.4.2008).

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‘Vegetale’ a chi?

Posted by ikzus su 24 novembre 2009


VITE SOSPESE – I MIRACOLI DELLA MENTE

“Urlavo dal silenzio del coma”

Lo credevano incosciente da ventitrè anni, un test svela che sente e capisce

Quando finalmente ha potuto comunicare, battendo un dito su una speciale tastiera collegata a un personal computer, Rom Houben ha ammesso che negli infiniti giorni passati nella prigione di un incoscienza apparente «aveva cercato di evadere sognando».

Per i medici era in coma, paralizzato da un incidente automobilistico nel 1983. Stato vegetativo persistente, è la diagnosi che ha accompagnato la sua scheda personale, almeno sino a che i ricercatori hanno trovato una via per capire che il cervello era ancora in attività. Gli hanno insegnato a esprimersi e lui l’ha fatto. «Urlavo senza che nessuno potesse sentire – è riuscito a dire -. Sono stato il testimone della mia sofferenza mentre i dottori cercavano di parlarmi, sino al giorno in cui ci hanno rinunciato».

 

C’era ancora Ronald Reagan alla Casa Bianca e il Muro di Berlino era in piedi, quando Houben è stato dato per spacciato. Il suo dramma s’è consumato nove anni prima di quello che ha colpito Eluana Englaro, la donna di Lecco ridotta a un vegetale nel 1992 e morta lo scorso febbraio in seguito alla sospensione della nutrizione artificiale. In medicina è difficile mettere a confronto singoli casi per trarre delle conclusioni esatte, però è chiaro che l’avventura di Rom, che oggi ha 46 anni, è potenzialmente in grado di riaprire il dibattito sul trattamento dei pazienti in stato di incoscienza permanente.

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Peppino, Erode e il destino del PD

Posted by ikzus su 16 agosto 2009


A chi non avesse ancora scelto il libro da leggere sotto l’ombrellone, consiglio vivamente “Mondo Piccolo” di Guareschi. È un tuffo nel passato, quando i comunisti erano comunisti e sarebbero inorriditi a chiamarsi “democratici”, e i cattolici invece che ‘adulti’ si accontentavano di essere devoti (perlopiù alla Madonna). Allora gli onorevoli si chiamavano Peppone, oggi ci dobbiamo accontentare dei Peppino: come quell’Englaro di cui ho già scritto cosa penso, e del quale speravo di non dover più parlare per il resto dei miei giorni; ma lui ha deciso di candidarsi alla guida del PD lombardo, e questo qualcosa vuol dire, no?

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Amorali moralisti matrimoniali

Posted by ikzus su 2 giugno 2009


“Italiani, non dovete votare Berlusconi, perché non è un buon marito e padre di famiglia”: questo, in sintesi, il messaggio portante della campagna elettorale della sinistra per le prossime elezioni amministrative ed europee. Che tristezza!

Ve li immaginate Stalin, Lenin, MaoTseTung, Pol Pot, Castro, Marx, Egel – insomma, i grandi, quelli del Mondo Nuovo, della Rivoluzione (e dei milioni di morti tranquillamente ammucchiati per raggiungere il purissimo ideale) – ve li immaginate, dicevo, a brandire contro gli odiati avversari l’arma della fedeltà coniugale e dei sacri doveri del pater familias? D’accordo, non ci sono più i sinistri di una volta, e per tutti questo è un gran sollievo; però … Voglio dire: e la crisi economica? La FIAT? I disoccupati? I poveri? Il terzo mondo? La bomba atomica coreana, e quella imminente iraniana? Possibile che l’unico problema che pare appassionare l’opposizione sia “Berlusconi brutto e cattivo”? Tutto ciò, come dicevo prima, è molto triste, oltreché un po’ squallido. Tuttavia, andando al di là della meschinità elettorale, possiamo fare alcune considerazioni di un certo interesse.

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Eluana, Superman e lo tsunami dell’aborto

Posted by ikzus su 11 marzo 2009


La morte è l’esperienza più personale che un uomo possa fare: nessun altro può condividere quel momento; al tempo stesso, è l’esperienza più universale, quella che ci parifica tutti quanti, azzerando ogni distinzione. Secondo Omero, essa è così fondamentale che addirittura ci definisce: nei suoi poemi, gli uomini sono semplicemente “i mortali”. Contro questo destino ineluttabile l’umanità da sempre combatte una guerra senza sosta, ed in fondo il tanto celebrato ‘progresso’ si riduce all’andamento di due o tre statistiche: speranza di vita alla nascita, mortalità infantile, e poco altro. In questo senso, la morte ci fornisce un modo privilegiato di leggere la nostra civiltà: ad esempio, se nelle società cosiddette evolute prevalgono patologie cardiovascolari e tumori, in quelle più povere è ancora la fame e la denutrizione a farla da padrone, insieme a malattie che da noi si curano con qualche pillola o con un buon vaccino. Ed in molte zone del mondo si muore ancora per guerre, conflitti e violenza.

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Crepare come un cane

Posted by ikzus su 9 febbraio 2009


L’anno scorso la rete fu attraversata da un brivido: uno pseudo artista aveva voluto lanciare l’ennesima provocazione, mettendo in mostra un cane legato ad una corda, e lasciandolo morire di fame e di sete nell’indifferenza dei visitatori. L’appello conteneva anche una serie di foto impressionanti:

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Ovviamente, si trattava di una bufala: nessuno farebbe mai una cosa simile.

Non ad un cane.

Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per intendere, intenda!»
Lc. 8,8

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L’antipadre

Posted by ikzus su 7 febbraio 2009


Caro signor Beppino Englaro, mi congratulo con Lei per il successo della Sua pluriennale fatica: Sua figlia, la povera Eluana, è morta.

Intendiamoci, di genitori che uccidono i propri figli ce n’è a bizzeffe: secondo l’OMS, ogni anno circa cinquanta milioni di donne (e quindi altrettanti padri, possiamo presumere quasi sempre d’accordo) ricorrono all’aborto per sbarazzarsi delle proprie creature prima che vedano la luce; da questo punto di vista, la Sua vicenda sembrerebbe di una ordinarietà sconvolgente: in fondo, il male è sempre banale.

Eppure Lei passerà alla storia: i nostri nipotini leggeranno sui loro testi scolastici più o meno questo: “All’inizio del secolo XXI l’eutanasia venne introdotta surrettiziamente anche in Italia, col famoso caso Englaro”. Cosa La differenzia dunque dagli altri milioni di anonimi assassini?

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Quella disperata fame di morte

Posted by ikzus su 14 novembre 2008


Quasi sempre il male si basa sulla menzogna, come se avesse terrore della verità. Così oggi nei primi 3 quotidiani italiani – Corriere, Repubblica e Stampa – troviamo già nel titolo di prima pagina la medesima dolce sfumatura ingannatrice: «Ora Eluana può morire»; no, prego: DEVE morire. Leggi il seguito di questo post »

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