ALEZEIA

La verità vi farà liberi

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Il concorso degli alberi di Natale

Posted by ikzus su 23 dicembre 2015


Lo sapevate che anche a Dio piacciono gli alberi di Natale? Gli piacciono talmente tanto, che ogni anno organizza un suo concorso personale per decidere quale sia il più bello, tra tutti – ma proprio tutti ! – gli alberi di Natale del mondo.

L’anno scorso, pensate un pò, vinse il primo premio una famiglia che vive in un paese qua vicino; non si poteva dire che fossero proprio una famiglia, perché il loro unico figlio se n’era andato tanto tempo prima, dopo averli fatti disperare e soffrire enormemente, e da allora non avevano più avuto sue notizie. Immaginate la sorpresa quando, la vigilia di Natale, ricevettero una lettera propria da lui, che diceva così:

“Papà, mamma, sono io!

Probabilmente non sapete come ho vissuto tutti questi anni, ed è meglio così. Forse avrete pensato che ormai fossi morto: beh, ci sono andato molto vicino! Così mi hanno detto i medici dell’ospedale, quando sono uscito dal coma, qualche mese fa. Hanno detto che è un miracolo che sia sopravvissuto, ma comunque non ne avrò ancora per molto: qualche settimana, qualche mese al massimo; comunque, poco. La prima volta che sono riuscito ad andare in bagno, e mi sono guardato nello specchio, ho capito che avevano ragione. E mi siete tornati in mente.

Ho pensato tanto se tornare a salutarvi, oppure no. Forse avreste preferito non sapere nulla, tanto ero già uscito dalla vostra vita molto tempo fa; forse mi avete dimenticato, cancellato, come ho fatto io con voi per tutti questi anni. Alla fine ho deciso di scrivervi questa lettera.

Tra poco sarà Natale, il mio ultimo Natale; mi piacerebbe passarlo con voi. Ma ho paura.

Facciamo così: quel giorno prenderò il treno, il nostro trenino, quello che passa davanti a casa. Una volta c’era un faggio, proprio a ridosso della palizzata della ferrovia: ci salivo da bambino per salutare i treni che passavano. Se c’è ancora, appendete un fazzoletto: io lo vedrò, scenderò alla stazione, e verrò a casa. Se invece preferite non rivedermi, proseguirò il viaggio, e non vi disturberò mai più.”

Dopo aver letto la lettera, la madre cominciò a piangere sommessamente; il padre dal canto suo teneva la testa china, e non diceva nulla. Rimasero in silenzio anche quando, dopo molti minuti, i loro occhi si incontrarono; erano entrambi infinitamente tristi, ma si sorrisero.

Il mattino seguente, il giorno di Natale, il figlio era sul treno, e ormai si stava avvicinando al suo paesino. Fino all’ultimo era stato indeciso, se salire o no su quel treno: probabilmente i suoi non lo volevano rivedere, forse non avevano nemmeno ricevuto la lettera; magari si erano trasferiti, oppure erano già morti. Quando il treno svoltò, chiuse gli occhi, contò fino a cinque, e poi li riaprì di scatto: giusto in tempo per vedere per un istante il suo vecchio faggio, coperto di stracci, asciugamani e fazzoletti di tutti i colori.

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Posted by alenu su 29 dicembre 2010


Uccidono i cristiani ma è l’Europa ad essere morta

Nel giro di poche ore l’Ue si dimentica delle festività critiane e si rifiuta di equiparare le vittime del comunismo a quelle del nazismo.

E se ne frega se attaccano le chiese in Nigeria e nelle Filippine

di Marcello Veneziani

Per l’Unione europea il Natale non esiste, la Pasqua nemmeno, e se uccidono i cristiani in Nigeria e nelle Filippine, come è accaduto nel giorno di Natale, chi se ne frega, la cosa non ci riguarda. I cristiani saranno una setta del posto. Noi europei ci occupiamo di misurare le banane, mica di religioni, superstizioni, stragi e amenità varie. Noi siamo civili, lavoriamo in banca, mica pensiamo alle festività religiose. E poi in questi giorni la Commissione europea non lavora, è in vacanza natalizia, anche se non si sa ufficialmente la ragione di queste festività, sarà l’anniversario dell’euro o l’onomastico di Babbo Natale…

Non sto vaneggiando per overdose di spumanti e panettoni. È stata diffusa in milioni di copie e in migliaia di scuole, in tutta Europa e forse anche nei Paesi islamici, l’agenda ufficiale dell’Europa, firmata della Commissione europea. Nel diario europeo, che mi è capitato di vedere, c’è traccia delle più estrose festività relative alle più minoritarie religioni, ma non c’è alcun riferimento alle festività antiche, canoniche e ufficiali della cristianità europea. Non si sa perché festeggiamo Natale e le altre festività religiose, nulla è accennato sull’agenda che ricordi la Natività, la Resurrezione e tutto il resto, nulla che segni in rosso una santa festività. Ma quale Natale, Pasqua, Epifania, diceva Totò, a cui evidentemente si ispira l’Unione Europea. L’ha fatto notare, protestando, il ministro degli Esteri Frattini, ma in questi giorni l’Unione europea è chiusa per inventario merci (non esistendo il Santo Natale) e dunque la protesta affonda nel vuoto vacanziero di questa vuota Europa.

A ragion veduta possiamo perciò accusare l’Unione europea di negazionismo. L’Unione europea è un’associazione vigliacca di smemorati banchieri fondata sul negazionismo. Nel giro di poche ore, l’Unione europea ha infatti negato le festività cristiane e dunque la sua tradizione principale ancora viva da cui proviene e nel cui nome ha un calendario e un sistema di festività. Ed ha pure negato ai Paesi dolorosamente usciti dal comunismo il diritto di considerare i loro milioni di vittime sullo stesso piano delle vittime del nazismo. Come sapete, la Commissione europea ha negato che si possano equiparare gli stermini comunisti a quelli nazisti e possa dunque scattare anche per loro il reato di negazionismo. Pur avendo commesso «atti orrendi», i regimi del gulag, secondo la Commissione europea, «non hanno preso di mira minoranze etniche».

E che vuol dire, sterminare i borghesi o i contadini è meglio che sterminare gli appartenenti a una razza? Uccidere chi non la pensa come te è un crimine meno efferato che uccidere chi è di un’altra razza? Tra le fosse di Katyn, le foibe e le camere a gas di Dachau, qual è la differenza etica, giuridica ed umana? Tra chi nega gli stermini di popolazioni civili di Paesi invasi dal comunismo e chi nega gli stermini etnici, qual è la differenza? È ideologica, signori, puramente ideologica. Come ideologica è la negazione delle tradizioni cristiane più popolari. Non parliamo infatti del dogma trinitario o di altri quesiti teologici, qui parliamo di Natale e Pasqua, avete presente? Alla base dell’Europa c’è un negazionismo vigliacco e bugiardo, che non è solo quello di negare alcuni colossali orrori per riconoscere e perseguirne degli altri; ma negare l’Europa stessa, la sua vita, il calendario che scandisce i suoi giorni, la sua realtà e la sua verità, la sua tradizione e la sua storia. Il negazionismo dell’Unione europea è ancora più grave del negazionismo elevato a reato: perché non nega solo alcuni orrori, ma nega anche in positivo la storia, la provenienza, la vita europea. Del suo passato l’Unione resetta tutto, difende solo la memoria della Shoah, e poi cancella millenni di civiltà cristiana, millenni di natali e pasque, orrori del comunismo e di altre tirannidi. Che schifo.

Io non ho ancora capito a che serve l’Unione europea fuori dall’ambito economico. Non è un soggetto politico che esprime posizioni unitarie, non ha un governo passato dal consenso del popolo europeo, la sua stessa unione non fu voluta o almeno ratificata da un referendum costitutivo del popolo sovrano. Non è un soggetto culturale e civile perché non fa nulla per affermare, difendere o valorizzare l’identità europea, anzi fa di tutto per negarla. Non ha una sua carta costituzionale dove declina le sue generalità storiche, le sue affinità ideali, i suoi principi, le sue provenienze civili e religiose. Non ha una sua politica estera unitaria o una strategia internazionale, e non si occupa di stragi dei cristiani, semmai si agita solo se c’è una donna condannata a morte per aver ucciso il marito in Iran. Insomma, l’Europa non è mai nata e ha paura pure della sua ombra. Esiste solo un sistema monetario unico, un sistema di dazi e di regole, di banche e di finanziamenti. È un ente economico, un istituto per il commercio. Per questo l’Unione europea non esiste, abbiamo ancora la Cee, la Comunità economica europea. Anzi non sprechiamo la parola comunità per un consorzio economico, torniamo al Mec, Mercato europeo comune.

L’Europa è un morto che cammina.

Tratto da Il Giornale del 27 dicembre 2010

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BUON NATALE !

Posted by ikzus su 21 dicembre 2010


Se il nostro bisogno più grande fosse stata la cultura,
Dio avrebbe mandato a noi un maestro.

Se il nostro bisogno più grande fosse stata la tecnologia,
Dio avrebbe mandato a noi uno scienziato.

Se il nostro bisogno più grande fosse stato il denaro,
Dio avrebbe mandato a noi un economista.

Se il nostro bisogno più grande fosse stato il divertimento,
Dio avrebbe mandato a noi un comico.

Ma il nostro bisogno più grande era il perdono, e così
Dio ha mandato a noi un Salvatore.

(J. Johan)


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Chiara una voce dal cielo

Posted by ikzus su 13 dicembre 2010


Chiara una voce dal cielo
si diffonde nella notte:
fuggono i sogni e le angosce,
splende la luce di Cristo.

Si desti il cuore dal sonno,
non più turbato dal male;
un astro nuovo rifulge,
fra le tenebre del mondo.

Ecco l’agnello di Dio,
prezzo del nostro riscatto:
con fede viva imploriamo
il suo perdono e la pace.

Quando alla fine dei tempi
Cristo verrà nella gloria,
dal suo tremendo giudizio
ci liberi la sua grazia.

Sia lode a Cristo Signore,
al Padre e al Santo Spirito,
com’era nel principio
ora e nei secoli eterni. Amen.

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Novena di Natale

Posted by ikzus su 16 dicembre 2009


Oggi inizia la novena di Natale; una volta si cantavano le profezie e l’inno di novena, che non so a voi ma a me fanno ancora una grande tenerezza; visto che sono passate di moda, è molto difficile che riusciate a trovarle, tanto in chiesa quanto in rete. Se vi fa piacere, eccole qui.

Vi ricordo anche che potete scaricare ed ascoltare molte catechesi in MP3 di Ravasi, Cantalamessa, Biffi e Forte sul Natale da questo indirizzo: http://ikzus.4shared.com/

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