ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posts Tagged ‘libertà religiosa’

Stessa pagina, stessa crociata sulla Chiesa sì, sull’Islam no

Posted by alagna su 1 aprile 2012


Alcuni giorni fa una bizzarra pagina pubblicitaria appare sul New York Times. Una lettera aperta indirizzata ai cattolici moderati o non praticanti dal titolo che non lascia nulla all’immaginazione: «È tempo di abbandonare la Chiesa Cattolica».

Un invito a dire basta all’oscurantismo cattolico e abbandonare la Chiesa, incorniciato tra la vignetta di un vescovo furioso che strilla guardando una pillola anticoncezionale e il disegno di una donna accigliata che reclama la propria libertà sessuale. La lunga lettera rappresenta una sorta di manifesto semplificato del laicismo liberal della sinistra americana, in gran parte centrato sui temi dell’aborto e della politica cattolica sulla contraccezione. Partendo dai diritti delle donne, l’invettiva passa in rassegna tutti i mali del mondo, dalla miseria alla sovrappopolazione, e finisce per attribuirli tutti alle sacre scritture. Ovvia la conclusione: la modernità non è compatibile con la religione. Cari cattolici, è arrivato il tempo delle scelte: abbandonate la Chiesa. A firmare la pubblicità, la fondazione atea Freedom From Religion Foundation.

Fin qui nulla di particolarmente strano. I giornali, anche quelli stranieri, sono pieni di buffi annunci. E pochi li prendono realmente in considerazione. Se non fosse che, questa volta, la bislacca pagina pubblicitaria ha la sventura di catturare l’attenzione di Pamela Geller.

Blogger, giornalista, scrittrice e punta di diamante del movimento anti-Jihad cresciuto online dopo l’11 settembre 2001, Pamela Geller è stata definita come un mix tra una Ann Coulter simpatica e una Sarah Palin brillante.

Forse è un’esagerazione, ma resta il fatto che la Geller è una delle figure più in vista e più influenti della cyberdestra a stelle e strisce, oltre che una delle più odiate dalla sinistra. Insieme a Robert Spencer (FrontPage Magazine e Human Events), ha fondato due organizzazioni, Freedom Defense Initiative e Stop Islamization of America, che si propongono di combattere qualsiasi tendenza alla sharia negli States. E ha dato alle stampe, sempre insieme a Spencer, il bestseller The Post-American Presidency: The Obama Administration’s War on America. Il nome del blog che l’ha resa famosa, Atlas Shrugs è un chiaro omaggio all’opera di Ayn Rand (il cui romanzo più celebre, La rivolta di Atlante, in inglese è intitolato Atlas Shrugged), che la Geller definisce «il più grande filosofo della storia dell’umanità».

Descritto il tipo, il resto viene da sé. La Geller ha un’idea e senza perder tempo la mette in pratica. Prepara un’inserzione pubblicitaria identica: stessa grafica, stesso tratto nelle vignette. Al posto del vescovo, un imam. Al posto della pillola, un corano incendiato. Simile anche la donna che con sguardo fiero dice «no» alla barbarie. Diverso, ovviamente, il destinatario della missiva. Quella della Geller e della fondazione SIA (Stop Islamization of America), è ovviamente rivolta ai musulmani moderati. «È tempo di abbandonare l’Islam», titola la nuova lettera aperta. Un bel pacchetto con richiesta di pubblicazione finisce sulla scrivania dell’amministrazione del New York Times. Un discreto rischio per una provocazione: la tariffa è di 38mila dollari. Se l’accettano, tocca pagare.

E invece, come previsto dalla perfida Geller, puntuale arriva la telefonata imbarazzata di Bob Christie, niente meno che Senior Vice President of Corporate Communications per il New York Times. Per farla breve ecco il messaggio: bella la pubblicità, ma per il momento il quotidiano non ritiene opportuno pubblicarla. Troppo pericoloso, perché rischia di alzare la tensione con i fondamentalisti e ci sono ancora le truppe americane in Afghanistan che rischiano ritorsioni.

Per la Geller è la prova del nove: l’imbarazzo del New York Times era scontato. Chiamatelo politicamente corretto o, come lei preferisce, «vigliacco genuflettersi alla barbarie islamica». E la domanda diventa scontata: «Se avessero temuto un attacco cattolico al grattacielo del New York Times, avrebbero mai pubblicato quella prima pubblicità?». La morale? Scontata anche quella: se vuoi essere trattato con rispetto dal New York Times e dal resto dell’establishment politicamente corretto, il modo migliore è mettere ben in chiaro la tua volontà di ucciderli.

di Andrea Mancia e Cristina Missiroli
da Il Giornale del 23 Marzo 2012

Posted in politica, religione | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

«Libertà sotto attacco. Nel nome della libertà…»

Posted by alagna su 24 marzo 2012


L’Unione Europea è pronta a legiferare contro le discriminazioni, ma nei fatti poi si va contro la libertà dei cristiani. È una delle contraddizioni europee sottolineate da Martin Kugler, uno dei responsabili dall’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione religiosa in Europa, con sede a Vienna.
Il Rapporto prende in considerazione l’Europa occidentale e non l’Est. Perché?
Siamo più preoccupati della situazione che esiste nei Paesi dell’area occidentale europea. Soprattutto verifichiamo una tendenza a forzare chi non è d’accordo, a mettere quasi sotto accusa chi professa i valori cristiani. Nel nome della libertà si limita la libertà dei credenti a professare i loro valori ed il loro credo. Abbiamo accertato problemi relativi all’esercizio del proprio credo, come cristiani, nel lavoro professionale: l’obiezione di coscienza dei medici viene impedita; ai farmacisti in Francia non è permesso obiettare nella vendita dei medicinali contraccettivi. In Spagna il precedente governo aveva limitato la libertà dei docenti nel presentare temi religiosi. L’intolleranza nei media, la propaganda attraverso la televisione, sono tutti eventi reali e accertati. Avanza un’interpretazione restrittiva della libertà di coscienza che, guarda caso, colpisce i valori cristiani. Il Rapporto lo certifica con accuratezza. Solo con un approccio diverso l’Europa potrà ritrovare quella nozione di libertà che è alla base della sua fondazione.
Per quale motivo?
Molti politici giovani e anche numerosi giornalisti conoscono assai poco il cristianesimo, la fede, i valori cristiani. Così è possibile ed è anche facile venire manipolati. Verifichiamo, quando accade, che dietro non si cela una vera e propria premeditazione piuttosto, semplicemente, l’ignoranza: ignoranza utilizzata e sfruttata dai gruppi di pressione. Questi attivano le molte lobbies che oramai agiscono a livello sociale e mediatico. Ad esempio sono molto attive le organizzazioni omosessuali e i gruppi lesbici. I loro valori si pongono su una linea diversa da quella cristiana e agiscono per fare in modo che la religione venga relegata ai margini; promuovono il sesso libero, il diritto all’aborto, il femminismo radicale, e chi non è d’accordo viene di fatto discriminato. Si tratta di un fenomeno crescente. Forse in Italia è diverso perché la tradizione religiosa e i valori restano ancora radicati nella società e nella cultura, ma in molti Paesi dell’Europa occidentale nasce una nuova intolleranza verso i cristiani basata su pregiudizi intellettuali, che riempie l’atmosfera sociale e culturale.
Cosa occorre fare?
Intendiamo aiutare le persone a capire che il fanatismo va contrastato. Per questo è importante la diffusione del nostro Rapporto, tra i politici e anche tra i giornalisti come primi destinatari dell’analisi della situazione.
E per la Chiesa cattolica?
I cristiani laici devono prendere sul serio la loro responsabilità nella società: non solo i vescovi devono intervenire pubblicamente ma anche i laici. C’è un secolarismo che dilaga, a Bruxelles e altrove, mette paura, impedisce di parlare delle proprie convinzioni religiose ed etiche, a volte anche i politici che si professano cristiani stentano a difendere i valori cristiani. Dunque c’è un dovere dei laici cattolici, e dei giovani in modo particolare, a impegnarsi di più, nei media e a livello sociale, e a valutare i politici per quello che dicono e che fanno. Solo così si potrà modificare la rotta di queste società. <+nero>(F.Mas.)
Fabrizio Mastrofini

Posted in religione | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Posted by ikzus su 19 maggio 2010


Come salvare la libertà religiosa in Europa

di Osvaldo Baldacci [Liberal, 18 maggio 2010]

.

Strasburgo, 3 novembre dello scorso anno: con una sentenza che suscitò clamore e critiche in tutta Europa la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo stabilì che l’Italia doveva rimuovere il Crocifisso dalle aule scolastiche, accogliendo il ricorso presentato da Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana di origine finlandese, «in nome del principio di laicità dello Stato». Sentenza miope sotto il profilo giuridico costituzionale e profondamente ipocrita sotto il profilo dei presupposti etici di libertà che ogni Stato democratico è chiamato a garantire e promuovere a favore dei propri cittadini.

Il 30 giugno prossimo, davanti alla Grande Chambre della Corte di Giustizia a Strasburgo si discuterà il ricorso presentato dal Governo italiano avverso quella pronuncia ispirata ad una visione ideologica e settaria della libertà religiosa. La ricevibilità del ricorso è un primo importantissimo passo nella giusta direzione per ribaltare il giudizio di primo grado. Si apre ora la seconda fase, e cioè quella di un nuovo giudizio da parte della Grande Chambre in ordine alla presunta violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo da parte dell’Italia a seguito dell’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. In tal senso, in occasione del deposito della memoria del ricorso alla Corte di Giustizia da parte del governo italiano, tramite il ministero degli Affari Esteri, il 29 aprile scorso, si è svolta una prima seduta di dibattito della sentenza presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo.

La sessione, promossa da una delle parti costituitasi nel processo, l’European Centre for Law and Justice (Eclj), ha visto la partecipazione delle Rappresentanze Diplomatiche di parecchi Paesi membri del Consiglio d’Europa, di magistrati della Corte di Giustizia dei Diritti dell’Uomo, di consulenti giuridici ed esperti dei vari Paesi coinvolti. La missione italiana, guidata dal vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il professore Roberto de Mattei, è stata tra i principali attori dell’assemblea. Facciamo alcune osservazioni generali sulla delicatissima questione oggetto del ricorso del governo italiano: in gioco è infatti, secondo tutti gli esperti di diritto coinvolti nella sentenza “Lautsi vs Italie” il diritto di libertà per eccellenza di ogni persona umana, ovvero la libertà di religione e le sue manifestazioni in luoghi pubblici.

Leggi il seguito di questo post »

Posted in cultura, ONU+UE, religione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: