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La verità vi farà liberi

Posts Tagged ‘immigrazione’

Bombe sì, profughi no

Posted by alagna su 13 aprile 2011


È possibile vergognarsi dell’Europa? Della civilissima Europa, della culla della tolleranza, dell’esprit des lois, del sogno carolingio di un’unica grande nazione con comuni radici culturali, di quel mosaico di Stati finalmente pacificati dopo due conflitti mondiali e milioni di morti il cui traguardo più nobile e insieme più esaltante è (ma forse dovremmo dire: era)lo spazio di Schengen, incommensurabile conquista etica in un continente candidato a non avere mai più frontiere interne?

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Posted by ikzus su 31 maggio 2010


Immigrazione, molte statistiche sono false

di Massimo Introvigne

Uno dei libri importanti del 2010 rischia di non essere letto da nessuno. Pubblicato da un editore che stampa libri per il grande pubblico e non solo per gli specialisti, Les Yeux grands fermés. L’immigration en France (A occhi ben chiusi. L’immigrazione in Francia, Denoël, Parigi 2010) di Michèle Tribalat è stato presentato da qualche recensore come la versione francese de L’ultima rivoluzione dell’Europa. L’immigrazione, l’islam e l’Occidente di Christopher Caldwell (trad. it., Garzanti, Milano 2009). Ma è qualcosa di più, e insieme di meno. Mentre Caldwell, brillante giornalista, riflette su dati altrui, la Tribalat – che è stata per un quarto di secolo nei piani alti dell’establishement statistico francese – presenta ricerche originali. Ma, a differenza di Caldwell, scrive un libro difficilmente leggibile per chi non abbia familiarità con un gergo specialistico, o non sia abituato a maneggiare statistiche e metodologie, e dunque destinato fatalmente ad avere pochi lettori.

È un peccato, perché i dati che la Tribalat presenta sono tali da indurre a ripensare l’intera questione dell’immigrazione. Per esprimersi in termini semplici – che non sono quelli del libro – la specialista francese sostiene che da almeno quindici anni molti dati offerti al pubblico francese sull’immigrazione sono falsi. La falsificazione non è il risultato di errori: è deliberata – talora perfino imposta per legge – e ha lo scopo di evitare che l’opinione pubblica francese si allarmi per il numero troppo alto degli immigrati e diventi «razzista». L’ossessione anti-razzista ha fatto sì che qualcuno si sia preso la libertà di mentire ai francesi: una menzogna sedicente pedagogica, che dovrebbe appunto evitare il diffondersi del razzismo e imporre «il dogma di una visione necessariamente positiva dell’immigrazione» (p. 17). «L’anti-razzismo ideologico struttura la presentazione scientifica e quotidiana dell’immigrazione. In un’epoca in cui si parla tanto di “spezzare i tabù” e si valorizza la trasgressione, su questo tema il posizionamento “morale” resta paradossalmente dominante. Restare dalla parte del bene richiede una vigilanza incessante. L’immigrazione è sacralizzata a un punto tale che il dissenso non può esistere, né può diventare oggetto di un dibattito ragionevole» (p. 10).

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Posted by ikzus su 31 maggio 2010


Una ricerca fatta con il ministro Amato dimostra che alcuni luoghi comuni sull’immigrazione vanno rivisti

Sondaggio, molti immigrati poi vogliono tornare in patria

(Carlo Panella, Il Foglio 18-11-2010)

Il 69 per cento afferma che l’obiettivo è tornare da dove è venuto, dopo aver accumulato risparmi. Anche l’esperienza tedesca lo dimostra. Al governo gli immigrati chiedono convivenza pacifica tra culture diverse, più che integrazione. E bisogna affrontare il problema dei contributi pensionistici

La maggioranza degli immigrati non intende rimanere in Italia, ha come obbiettivo un ritorno in patria e per di più dice di non volersi integrare nella cultura italiana preferendo mantenere la propria. Questa è la fotografia delle intenzioni degli immigrati che emerge da un sondaggio – l’unico sul tema – commissionato dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, alla Makno e da questa reso pubblico nel 2008. Non uno dei luoghi comuni integrazionisti sull’immigrazione regge al confronto con le cifre di questo sondaggio (meglio, inchiesta statistica, perché basata non su telefonate ma su ben 1.000 interviste ad altrettanti immigrati e da 52 colloqui approfonditi).

Tra quelli che rispondono su quale sia il proprio progetto per il futuro (il 23,3 per cento non risponde, perché non ha progetto), il 69 per cento degli immigrati afferma che l’obbiettivo è tornare in patria, vuoi quando sarà anziano, vuoi quando avrà guadagnato abbastanza, vuoi quando avrà imparato un lavoro, e possiamo includere in questo comparto anche chi si dice preoccupato perché non ritiene possibile tornare se in patria la situazione non migliora. Solo il 31 per cento ha un progetto per il futuro, pensa di vivere tutta la vita in Italia. Meno di un terzo. Tanto basterebbe per mandare a carte quarantotto tutte le analisi sociologiche e buona parte delle strategie politiche sull’integrazione degli immigrati.

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Immigrazione: numeri, equivoci e ideologie

Posted by ikzus su 31 gennaio 2010


Nei giorni scorsi il capo del governo ha sollevato un vespaio, dichiarando che la «diminuzione degli extracomunitari significa anche meno forze che vanno a ingrossare le fila delle organizzazioni criminali»; è arrivata una risposta addirittura dalla CEI, che per bocca del suo Segretario Generale monsignor Mariano Crociata ha affermato che «le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità di italiani e stranieri sono analoghe, se non identiche». Come stanno realmente le cose?

La vicenda nasce qualche mese fa, quando la Caritas italiana presente il proprio Dossier Statistico sull’Immigrazione; in quell’occasione viene lanciata la parola d’ordine per cui il tasso di delinquenza imputabile agli immigrati regolari è analogo a quello degli italiani: 1,3% contro 0,75%. A parte il fatto che si tratta comunque di un tasso doppio – che in percentuale neanche si vede, ma sui numeri assoluti vuol dire decine di migliaia di crimini -, ciò permette alla sinistra di proclamare a gran voce l’inesistenza del problema sicurezza.

Poco dopo esce un altro rapporto, quello sulla popolazione penitenziaria in Italia, dove si scopre che su 65.000 reclusi ben 24mila (il 37% del totale) sono stranieri! E poichè gli immigrati sono circa cinque milioni in tutto, mentre gli italiani sono circa 55 milioni, il tasso di incidenza reciproco è circa sestuplo – 0,48% contro 0,073%.

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Immigrazionismo

Posted by ikzus su 10 novembre 2009


Riporto integralmente una relazione di Massimo Introvigne, che presenta una bella analisi delle pulsioni irrazionali della nostra società.

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Immigrazione, xenofobia, immigrazionismo

Nella magna carta della dottrina sociale della Chiesa per il XXI secolo, l’enciclica Caritas in veritate, Benedetto XVI fissa tre principi fondamentali relativi alla questione dell’immigrazione, che – sottolinea – è «di gestione complessa», comporta «sfide drammatiche» (n. 62) e non tollera soluzioni sbrigative.

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