ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posts Tagged ‘giustizia’

Zapateri de nojaltri

Posted by ikzus su 2 dicembre 2009


A quanto pare, la Regione Emilia Romagna intende seguire le orme del mitico Zapatero, che in pochi anni ha fatto esplodere i  divorzi, senza peraltro spostare di una virgola la condizione degli omosessuali (in 4 anni, i matrimoni gay sono stati meno di 15.000, su una popolazione stimata di qualche milione di omosessuali).

Nel silenzio penoso dei ‘cattolici adulti’, che proprio in quella regione hanno il loro radicamento maggiore, si è levata ancora una volta la voce della Chiesa, a difesa della ragione (ma verebbe da dire perfino del semplice buon senso) prima ancora che della famiglia: il Card. Caffarra ha inviato un appello ai politici locali, spiegando loro quali conseguenze avrebbe la legge in discussione. Di seguito, riporto il parere di Massimo Pandolfi, caporedattore del Resto del Carlino.

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Ecco perchè Caffarra ha ragione


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CARITAS IN VERITATE

Posted by ikzus su 7 luglio 2009


Difendere la verità, proporla con umiltà e convinzione e testimoniarla nella vita sono pertanto forme esigenti e insostituibili di carità.

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Sono consapevole degli sviamenti e degli svuotamenti di senso a cui la carità è andata e va incontro, con il conseguente rischio di fraintenderla, di estrometterla dal vissuto etico e, in ogni caso, di impedirne la corretta valorizzazione. In ambito sociale, giuridico, culturale, politico, economico, ossia nei contesti più esposti a tale pericolo, ne viene dichiarata facilmente l’irrilevanza a interpretare e a dirigere le responsabilità morali. Di qui il bisogno di coniugare la carità con la verità non solo nella direzione, segnata da san Paolo, della « veritas in caritate » (Ef 4,15), ma anche in quella, inversa e complementare, della « caritas in veritate ».

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Solo nella verità la carità risplende e può essere autenticamente vissuta. La verità è luce che dà senso e valore alla carità.

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Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell’amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario. La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. Nella verità la carità riflette la dimensione personale e nello stesso tempo pubblica della fede nel Dio biblico, che è insieme « Agápe » e « Lógos »: Carità e Verità, Amore e Parola.

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La verità, infatti, è “lógos” che crea “diá-logos” e quindi comunicazione e comunione. La verità, facendo uscire gli uomini dalle opinioni e dalle sensazioni soggettive, consente loro di portarsi al di là delle determinazioni culturali e storiche e di incontrarsi nella valutazione del valore e della sostanza delle cose. La verità apre e unisce le intelligenze nel lógos dell’amore: è, questo, l’annuncio e la testimonianza cristiana della carità.

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Tale dottrina è servizio della carità, ma nella verità. La verità preserva ed esprime la forza di liberazione della carità nelle vicende sempre nuove della storia. È, a un tempo, verità della fede e della ragione, nella distinzione e insieme nella sinergia dei due ambiti cognitivi. Lo sviluppo, il benessere sociale, un’adeguata soluzione dei gravi problemi socio-economici che affliggono l’umanità, hanno bisogno di questa verità. Ancor più hanno bisogno che tale verità sia amata e testimoniata. Senza verità, senza fiducia e amore per il vero, non c’è coscienza e responsabilità sociale, e l’agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società

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La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire e non pretende « minimamente d’intromettersi nella politica degli Stati ». Ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione. Senza verità si cade in una visione empiristica e scettica della vita, incapace di elevarsi sulla prassi, perché non interessata a cogliere i valori — talora nemmeno i significati — con cui giudicarla e orientarla. La fedeltà all’uomo esige la fedeltà alla verità che, sola, è garanzia di libertà (cfr Gv 8,32) e della possibilità di uno sviluppo umano integrale. Per questo la Chiesa la ricerca, l’annunzia instancabilmente e la riconosce ovunque essa si palesi. Questa missione di verità è per la Chiesa irrinunciabile. La sua dottrina sociale è momento singolare di questo annuncio: essa è servizio alla verità che libera. Aperta alla verità, da qualsiasi sapere provenga, la dottrina sociale della Chiesa l’accoglie, compone in unità i frammenti in cui spesso la ritrova, e la media nel vissuto sempre nuovo della società degli uomini e dei popoli

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La verità, che al pari della carità è dono, è più grande di noi, come insegna sant’Agostino. Anche la verità di noi stessi, della nostra coscienza personale, ci è prima di tutto “data”. In ogni processo conoscitivo, in effetti, la verità non è prodotta da noi, ma sempre trovata o, meglio, ricevuta. Essa, come l’amore, « non nasce dal pensare e dal volere ma in certo qual modo si impone all’essere umano »

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Sintesi dell’enciclica

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Il testo ufficiale dell’enciclica

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L’enciclica in PDF

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Rassegna stampa e commenti

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Chi  desidera acquistarla, può trovarla allegata a Famiglia Cristiana di questa domenica (già presente nelle edicole e nelle parrocchie).

Posso dire che l’avevo detto (più di un anno fa) ?

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Politica ed etica nel Cristianesimo e nell’Islam

Posted by ikzus su 20 giugno 2009


Questo testo nasce dalla provocazione di due  meditabondi, che commentando un mio precedente articolo sulla crisi iraniana, in realtà hanno sollevato un problema notevolissimo: il rapporto tra la politica e l’etica, ed in particolare l’etica religiosa. Si tratta di un tema cruciale, sia per la nostra società – che già in passato e ancor più oggi ha largamente sovrapposto l’ambito giuridico a quello morale – sia per il necessario rapporto che dovremo instaurare con culture e sistemi socio-politici differenti dal nostro.

Per partire dal tema originale, chiariamo subito che per il Cristianesimo la teocrazia (“il governo di Dio”, letteralmente) è impossibile; per l’Islam è inevitabile.

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La paura della differenza

Posted by ikzus su 17 ottobre 2008


Perché la differenza fa tanto paura, specie a sinistra?

Sono mesi ormai che i media ci bombardano con l’allarme razzismo, almeno da quando il governo ha tentato di affrontare l’emergenza criminalità, mettendo a fuoco tra l’altro la situazione totalmente assurda degli zingari. Sappiamo tutti come stanno le cose: a parte rare eccezioni, si tratta di gente che vive spesso di espedienti, e molto più spesso di reati, ponendosi sistematicamente al di fuori della legalità anche su questioni banali quali l’abitazione e la responsabilità verso i figli. Fa ridere confrontare un sistema giuridico sempre più arzigogolato ed utopistico (vedi le sentenze che obbligano i genitori a mantenere i figli adulti, o le ultime normative sull’ambiente) con queste centinaia di migliaia di persone che vivono in condizioni animalesche, e spediscono i figli non a scuola ma sulle strade. Ma per la sinistra dire queste cose, e cercare di affrontarle, è discriminazione, anzi, razzismo.

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