ALEZEIA

La verità vi farà liberi

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Vota Maurizio Marrone

Posted by ikzus su 8 maggio 2011


Ho incontrato e conosciuto personalmente questo giovane candidato al Consiglio Comunale di Torino, e mi è piaciuto.

Alcuni punti del suo programma, che per me sono particolarmente significativi:

  • Il Comune di Torino, negli ultimi cinque anni, ha adottato provvedimenti ideologici e demagogici – come, per esempio, il registro sulle coppie di fatto – che sviliscono il Valore della famiglia ed il suo ruolo sociale. La nostra priorità, invece, è la tutela delle famiglie tradizionali, con particolare attenzione per quelle numerose
  • Credendo nel Valore della vita, riteniamo sia necessario prestare una particolare attenzione e sostenere anche economicamente le donne che devono affrontare da sole una gravidanza, le ragazze – madri, le giovani coppie per l’acquisto della prima casa. Bisogna incentivare la natalità
  • E’ necessario valorizzare quella gioventù alternativa e distante al modello proposto dalla sinistra dei centri sociali. Gli stabili comunali abusivamente occupati devono essere “liberati” e consegnati a quei giovani che s’impegnano nel sociale, che aiutano i propri coetanei, che fanno volontariato, che si appassionano ed esercitano le discipline artistiche in maniera non ideologica e non strumentale.
  • L’integrazione è possibile quando ha come presupposto il rispetto delle regole e della nostra identità.
  • Bisogna risolvere il problema dell’accesso alle graduatorie privilegiando i residenti italiani ed, in particolare, le famiglie.
  • Basta con le domeniche a piedi, le targhe alterne, le restrizioni del traffico perché sono assolutamente inutili per il miglioramento della qualità dell’aria. Non servono provvedimenti demagogici ma interventi strutturali.
  • E’ necessario affrontare al più presto l’emergenza nomadi.

Come dire? Finalmente qualcuno che non ha paura di dire cosa pensano in tantissimi!

Votate e fate votare, mi raccomando.

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Posted by ikzus su 5 febbraio 2011


Le armi a doppio taglio del Pd

di Luca Ricolfi

Da qualche giorno si torna a parlare di Walter Veltroni. C’è chi dice che la grande adunata di sabato scorso al Lingotto, con il tentativo di resuscitare lo spirito del «suo» Pd, sia il prologo di un’autocandidatura di Veltroni a guidare il centrosinistra, e forse un futuro governo in caso di vittoria elettorale. C’è chi dice che Veltroni stia per fare quello che Nenni fece nel 1976, allorché lanciò Craxi contro il segretario del Psi di allora, Francesco De Martino, spodestato nella «notte del Midas» (l’albergo nel quale i socialisti tenevano il loro Comitato centrale). Oggi la storia starebbe per ripetersi, con Veltroni che spodesta Bersani lanciando un giovane (Renzi, sindaco di Firenze) o un «non vecchio» (Zingaretti, presidente della Provincia di Roma).

C’è chi pensa che Veltroni sia semplicemente tornato a fare politica, riproponendo le sue idee di tre anni fa: riformismo radicale e vocazione maggioritaria. E c’è, infine, chi pensa che Veltroni sia l’unico leader riformista capace di far sognare il popolo di sinistra, sottraendolo all’attrazione fatale dell’altro sognatore, l’amatissimo ma assai poco riformista Nichi Vendola. Ho letto attentamente il lungo intervento di sabato al Lingotto e, confesso, mi sono ritrovato abbastanza nel commento di Pierluigi Bersani: «Nemmeno un Nobel riuscirebbe a trovare la differenza tra di noi». A dispetto di quanto affermano gli analisti più raffinati, che definiscono «introverso» il Pd di Bersani, e «estroverso» quello di Veltroni (così Roberto D’Alimonte sul «Sole 24 Ore»), a me i due Pd paiono molto simili. Il fatto stesso che, per cogliere le differenze, si debbano evocare categorie psicologiche, come l’estroversione e l’introversione, ma soprattutto il fatto che il destinatario della presunta critica (Bersani) si complimenti con chi la formula (Veltroni), ci rivela più di qualsiasi analisi politica: il Pd di Bersani e quello di Veltroni si somigliano come due gocce d’acqua, e si somigliano per la semplice ragione che sono entrambi vecchi. Due organismi vecchi e stanchi, appesantiti da un linguaggio che non se ne vuole andare, un linguaggio ormai logoro, fatto di formule generiche e messaggi in codice, così in codice che i due contendenti possono persino sembrare d’accordo su tutto. Lo sono davvero?

In un certo senso sì. Perché già solo il fatto di non darsi battaglia in campo aperto, dicendo in modo chiaro su che cosa non sono d’accordo, non fa che rafforzare nell’opinione pubblica l’impressione che il Pd non abbia nulla di veramente nuovo da dire.

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Posted by ikzus su 28 gennaio 2011


Se anche i sondaggi non contano più

Il Pdl, attorno al 30 per cento o appena più sotto, non ha risentito (o ha risentito pochissimo) del caso Ruby. Il Pd, che oscilla tra il 24 e il 26, di conseguenza non ne ha beneficiato. La Lega è sempre forte, 11-12. Il Terzo polo può arrivare al 13, ma mentre l’Udc è stabile attorno al 6, Fli si muove su una banda larga che va dal 3,5 all’8. Allo stesso modo Vendola e la sinistra radicale, attualmente fuori dal Parlamento, sono quotati, in caso di voto, fino al 15 per cento.

Con variazioni anche consistenti, ma con tendenze perfettamente concordanti, dati come questi sono stati esposti lunedì sera a «Porta a Porta» dai tre maggiori sondaggisti presenti sul mercato delle opinioni, Renato Mannheimer della Ispo, Alessandra Ghisleri di Euromedia e Roberto Weber di Swg, le cui divergenze semmai riguardano il tasso di fiducia su Berlusconi: ancora alto, oltre il 50 per cento, per la Ghisleri, che lavora per il centrodestra, e più basso, tra il 33 e il 35 per cento, per Weber che lavora per il centrosinistra, e per Mannheimer, che ha ricordato come i sistemi di misurazione dei tre istituti in questo caso siano diversi e non comparabili.

Sollecitati da Bruno Vespa, tutti i presenti in studio si sono esercitati ad analizzare i dati. Berlusconi è l’unico che può decidere senza riserve se andare o no a elezioni anticipate. La Lega ha un trend così favorevole che le conviene puntare sullo scioglimento delle Camere. Per tutti gli altri il voto è un’incognita, anche se per la sinistra radicale l’ora della rivincita sembra scoccata e il Pd non potrà non tenerne conto.

I sondaggisti accompagnavano queste opinioni con varie osservazioni, sul Fli ad esempio, simbolo ancora non troppo conosciuto e di conseguenza difficile da testare. O ancora sul caso Ruby, che al contrario essendo già noto da tempo, anche se adesso ne stanno uscendo i dettagli, non sposta consensi perché è già stato metabolizzato dagli elettori.

Ma a un certo punto Mannheimer Ghisleri e Weber hanno tirato fuori l’ultimo dato, relativo agli elettori che non si pronunciano, arrivati addirittura al 40 per cento. Se la metà ci ripensa, spiegavano – e non è affatto impossibile che accada, specie in caso di elezioni politiche -, dalle urne usciranno sorprese imprevedibili. Così, per la prima volta, davanti al record degli italiani nauseati dalla politica che sono diventati il primo partito, i sondaggisti hanno dovuto ammettere che anche i loro stessi sondaggi ormai non contano più.

26/1/2011 © LaStampa

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Posted by ikzus su 24 settembre 2010


L’Italia immaginaria della sinistra

di LUCA RICOLFI

Una settimana fa Walter Veltroni ha scritto un manifesto, firmato da 75 parlamentari del Partito democratico, in cui analizza la società italiana, solleva severe critiche alla gestione Bersani del partito, indica una via alternativa per il futuro. Il documento ha provocato una grave lacerazione nel partito, che ieri la Direzione del Pd è riuscita in qualche modo a ricucire con uno dei soliti riti della vita interna dei partiti (voto a favore della relazione del segretario, con astensione delle minoranze dissidenti).

I giornali non hanno riportato gran che dei contenuti del documento, quindi sono andato a leggermelo su Internet (l’ho trovato subito con Google, ma ho faticato molto a «ripescarlo» dal sito del Pd, dove si trova, per così dire, un po’ acquattato). Lì ho scoperto che tra i firmatari del manifesto ci sono parecchie persone di cui ho la massima stima, come Pietro Ichino, Maria Leddi, Nicola Rossi, Enrico Morando. Una ragione di più per leggerlo attentamente.

Però alla fine, letto il documento e il corredo di interviste che l’ha circondato, ne sono uscito perplesso. Credo di aver capito, e persino di condividere, le preoccupazioni strettamente politiche del documento.

Anche se non lo dicono in modo esplicito, i veltroniani hanno due timori grossi come una casa, che riassumerei così. Primo timore: Bersani «gna fa», per dirla alla Funari. E non ce la può fare, a battere Berlusconi, non solo per mancanza di carisma, ma perché quel che il leader del Pd sembra avere in mente – un’alleanza che va da Vendola e Di Pietro fino a Casini – non potrebbe non rievocare la fallimentare esperienza del governo Prodi, che Veltroni vede (giustamente, secondo me) come il macigno che alle elezioni politiche del 2008 sbarrò la strada al «suo» Partito democratico. Secondo timore: la fine del bipolarismo, attraverso la nascita di un «centro» del 15-20%, il cosiddetto Terzo polo, arbitro dei giochi politici.

Quel che non mi convince, invece, è l’analisi della società italiana che il documento delinea. Un’analisi che, in molti passaggi, non è diversa da quella che abbiamo sentito in tutti questi anni, o quantomeno non ne prende a sufficienza le distanze. Perché, a mio parere, il problema di fondo del Pd non è che non riesce a proporre soluzioni convincenti alla crisi italiana, ma che ha un’idea errata, ovvero distorta e tendenziosa, della società italiana. Il problema, in breve, è innanzitutto la diagnosi, prima ancora della terapia.

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Posted by ikzus su 17 maggio 2010


Come in Europa il Pdl ha bloccato la legalizzazione delle famiglie trasversali

Giovedi 29 aprile a Strasburgo il Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione storica

di Renato Farina
Giovedi 29 aprile a Strasburgo il Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione storica contro la discriminazione e le violenze contro lesbiche, gay, bisex e transgender.

Condanna le violenze e il linguaggio d’odio. Nello stesso tempo, grazie alla decisiva opposizione del Partito popolare europeo, e soprattutto della sua componente italiana, si è deciso grazie a tre emendamenti passati con lievissimo scarto (41 contro 40 e simili): 1) non esiste il diritto alle adozioni da parte di gay single o coppie; 2) gli Stati non sono tenuti al riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali; 3) le organizzazioni religiose possono continuare a non accettare per certe funzioni gay o lesbiche o transgender senza guai giudiziari.

Per dirla con Bossi, il Pdl ha bloccato la legalizzazione delle famiglie trasversali. È stata una vittoria che ha legato italiani e russi. I sette italiani presenti sono stati: il capogruppo del Ppe, l’Udc Luca Volontè, proposto a questa carica dal capo delegazione Luigi Vitali, e sei parlamentari del Pdl (Deborah Bergamini, Gennaro Malgieri, Pasquale Nessa, Giacomo Santini, Oreste Tofani e il sottoscritto); non era presente nessun parlamentare di sinistra e centrosinistra.

Questo dimostra come non sia affatto vero che a livello di Partito popolare europeo prevalgano le tesi zapateriste, come sostenuto da Benedetto Della Vedova e da altri finiani del Pdl. Ma dice anche che il posto dell’Udc non può essere a sinistra o in opportunistica equidistanza.

Tempi 4 Maggio 2010

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Posted by ikzus su 25 marzo 2010


“La Bresso ha sempre maltrattato la chiesa. Ha definito il cardinale Poletto un ayatollah, ha detto in modo sprezzante che i cattolici sono incapaci di avere una cultura politica. Inoltre le sue intransigenti posizioni sulla bioetica sono note a tutti: in teoria i credenti non dovrebbero votarla”

Come va la campagna elettorale in Piemonte

Lega Santa e diavolo Bresso

Pd in vantaggio ma disilluso, Cota piace agli operai. Cattolici divisi dall’aborto

A Torino l’atmosfera è concitata. La posta in gioco è la conquista del trono di Mercedes Bresso, la zarina, e tutti sanno che la presidentessa del Piemonte è avversata anche da molti suoi stessi correligionari: la considerano una governatrice molto temuta, ma poco amata. Molto simile, per usare un’allegoria fiabesca, alla regina di cuori di “Alice nel paese delle meraviglie”. Sempre pronta a tagliare la testa a chiunque la contrasti, senza esitazione, e per di più chiusa in una roccaforte che non le permette di sintonizzarsi sulle frequenze radio dei suoi cittadini.  Una sfida politica, e non solo amministrativa, quella al trono del Piemonte, diventata ancora più importante dopo l’appello del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, per un voto contro l’aborto e in difesa della vita, in cui è palese il riferimento alle posizioni di Emma Bonino nel Lazio e, appunto, di Mercedes Bresso.

E infatti ieri Silvio Berlusconi è tornato
nel capoluogo piemontese, mentre Umberto Bossi e Pier Luigi Bersani concluderanno a Torino la campagna elettorale venerdì prossimo. Bersani lo farà all’alba, di fronte ai cancelli della Fiat di Mirafiori, dove da mesi però i leghisti lo hanno preceduto con una presenza vigile e costante. L’aria che si respira a Torino, negli ultimi giorni di campagna elettorale, è anche molto incerta e nessuno qui osa fare previsioni. Tutti sono consapevoli che, in caso di vittoria della Lega in Piemonte, cambieranno gli equilibri politici nazionali all’interno del centrodestra, e il movimento di Bossi si trasformerà nel primo, insindacabile, protagonista del nord d’Italia. E nel Pd ci sarà un ulteriore resa dei conti. Se è vero – come dicono alcuni esponenti del Pd che ci hanno elencato tutte le fragilità del mandato Bresso – che la gara nel quartiere popolare della Barriera di Milano è già stata vinta dalla Lega.

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Nuove Onde, rapporto su i valori non negoziabili

Posted by ikzus su 21 marzo 2010


Dall’ottimo sito NUOVE ONDE, un’analisi accurata ed impietosa del comportamenteo delle varie forze politiche nei confronti dei valori non negoziabili; non c’è bisogno di commenti, direi.

•   —   •   —   •

Sabato 13 marzo è stata pubblicato – sul quotidiano Libero – un commento al nostro lavoro di osservazione della politica a firma del giornalista Andrea Morigi. Qui di seguito ve ne proponiamo il testo, ricordandovi che il nostro documento di analisi è disponibile cliccando qui.

Bocciato senza appello il centrosinistra – con la sola eccezione di Giuseppe Bortolussi in Veneto -, insieme a Udc e radicali. Promosso con un recupero in extremis per Renata Polverini il centrodestra, con la Lega Nord. È la sentenza del monitoraggio su famiglia, vita umana, bioetica ed educazione dell’Osservatorio politico di Nuove Onde.

Tornano a galla i princìpi non negoziabili, sui quali la Chiesa chiede di valutare la condotta della classe politica. Con molte Regioni in bilico, il voto cattolico rischia così di rivelarsi determinante nei testa a testa fra aspiranti governatori.

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L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Posted by ikzus su 27 gennaio 2010


La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali sta chiarificando in maniera considerevole lo scenario politico italiano.

Il PD sembra ormai allo sbando: all’offensiva che subisce da tempo da parte dei giudici, si sono aggiunti recentemente una serie di scandali, che hanno compromesso definitivamente la presunta “superiorità antropologica” della sinistra. Purtroppo, il peccato è nel cuore di ogni uomo: non basta appartenere a questo o a quello schieramento, o aderire ad un certo ideale piuttosto che ad un altro, per dichiararsi ‘puri’.

Sul piano propriamente politico il PD imbarca acqua senza sosta: già aveva alcune regioni (tipo la Campania di Bassolino) irrimediabilmente compromesse, ora dimostra di aver perso il controllo anche in quelle dove in teoria avrebbe concrete possibilità di vincere. A questo proposito, l’epilogo delle primarie in Puglia è quasi ridicolo!

Inoltre, la scelta suicida di Veltroni a favore di Di Pietro è stata riconfermata dall’attuale segretario. Ora, si capisce che il PD da solo non può pensare di vincere alcuna competizione, e quindi ha disperata necessità di alleanze pur che sia; tuttavia, è altrettanto evidente che l’abbraccio del magistrato furioso è mortale per le residue aspirazioni riformiste di quello che una volta si chiamava centrosinistra. A confermare l’implicito fallimento del sogno riformista, torna ad aleggiare – come un avvoltoio! – il nome di Romano Prodi, padre nobile del grande minestrone che portò al peggior governo della storia, e che difatti finì come sappiamo.

Dove il PD ha invece fatto finalmente un gran passo avanti, è nel campo dell’identità: tramontata la folle ideologia comunista, la sinistra è alla disperata ricerca di nuove utopie cui consacrare i propri sforzi e soprattutto il proprio cuore. Bene, le candidature fin’ora definite mostrano chiaramente che la nuova bandiera del PD è il laicismo: dal Piemonte alla Puglia passando per il Lazio, si configura un vero asse anticristiano.

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Decreto ‘omofobia’ bocciato dalla Camera

Posted by alenu su 14 ottobre 2009


Roma, 13 ottobre 2009 – Affossata dall’aula della Camera la legge contro l’omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l’assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità sollevata dall’Udc.

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Il cosiddetto “reato di omofobia”

Posted by alenu su 8 ottobre 2009


Discriminazione… vogliamo parlarne? Una mia amica, Charlotte S., scrittrice divorziata e agnostica, negli anni Ottanta abitava nel quartiere “Castro” di San Francisco, nota zona residenziale della comunità gay. Era felicissima della sua casa e del suo quartiere (anche perché era sicura di non correre rischi di aggressioni a scopo sessuale) ma ….. ha dovuto andarsene. I gay le rendevano la vita impossibile. Nella migliore delle ipotesi la ignoravano, era “trasparente”, nei negozi non veniva servita, se non con fatica, per ultima e sbattendogli gli acquisti sul banco con malagrazia; ma era anche oggetto di dispetti, ogni occasione era buona per umiliarla. Ha resistito a lungo ma alla fine ha dovuto cedere e mettere in vendita l’appartamento.

Se di casi come questi non si sente parlare è perché la gente ormai lo sa e sta alla larga, a inserirsi non ci prova neppure. Vogliamo istituire il reato di “eterofobia”?

Dall’email di ieri l’altro, a firma Giuseppe Biffi [da non confondersi con il vescovo emerito di Bologna Cardinal Giacomo Biffi], si poteva desumere che l’iniziativa di legge fosse dell’attuale governo. In realtà si tratta di una proposta di legge presentata dal Partito Democratico, a prima firma Paola Concia, che ha avuto l’appoggio di parte del Pdl. Il seguente pezzo spiega bene qual è stato l’iter finora del testo di legge in discussione alla Camera.

Le conseguenze del cosiddetto “reato di omofobia”

di Roberto de Mattei

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Amorali moralisti matrimoniali

Posted by ikzus su 2 giugno 2009


“Italiani, non dovete votare Berlusconi, perché non è un buon marito e padre di famiglia”: questo, in sintesi, il messaggio portante della campagna elettorale della sinistra per le prossime elezioni amministrative ed europee. Che tristezza!

Ve li immaginate Stalin, Lenin, MaoTseTung, Pol Pot, Castro, Marx, Egel – insomma, i grandi, quelli del Mondo Nuovo, della Rivoluzione (e dei milioni di morti tranquillamente ammucchiati per raggiungere il purissimo ideale) – ve li immaginate, dicevo, a brandire contro gli odiati avversari l’arma della fedeltà coniugale e dei sacri doveri del pater familias? D’accordo, non ci sono più i sinistri di una volta, e per tutti questo è un gran sollievo; però … Voglio dire: e la crisi economica? La FIAT? I disoccupati? I poveri? Il terzo mondo? La bomba atomica coreana, e quella imminente iraniana? Possibile che l’unico problema che pare appassionare l’opposizione sia “Berlusconi brutto e cattivo”? Tutto ciò, come dicevo prima, è molto triste, oltreché un po’ squallido. Tuttavia, andando al di là della meschinità elettorale, possiamo fare alcune considerazioni di un certo interesse.

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Flussi elettorali

Posted by ikzus su 22 aprile 2008


Due articoli che illustrano l’andamento dei flussi elettorali: in pratica, come si è spostato il voto da un partito all’altro.

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Cattopolitici, specie in via d’estinzione?

Posted by ikzus su 17 aprile 2008


Che roba le ultime elezioni! Botte da orbi! Io ne ho prese più di tutti: alla Camera ho votato la Lista Pazza di Ferrara, insieme ad altri 135.000 pellegrini (uno per ogni aborto che si fa annualmente in Italia, curioso, vero?), e al Senato nessuno.

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La questione cattolica e la questione etica

Posted by ikzus su 9 aprile 2008


Rispetto alle precedenti, le prossime elezioni si caratterizzano per un certo tasso di novità, più o meno apparente a secondo dei giudizi; comunque uno degli elementi innovativi è sicuramente la lista pro-life di Giuliano Ferrara, con le ripercussioni conseguenti; ed un altro, parzialmente collegato, è la scomposizione e ricomposizione della rappresentanza politica dei cattolici.

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Schizocattolici

Posted by ikzus su 26 febbraio 2008


I cattocomunisti erano quelli che si trovavano d’accordo con Cristo su tutto ciò in cui Cristo era d’accordo con Marx. Ora i comunisti non ci sono più (a parte qualche residuo rosso-verde ai margini della scena), sono diventati “democratici”, e di conseguenza anche i cattocomunisti non ci possono più essere; forse intendeva questo Rosy Bindi, che sulla Stampa ha chiesto alla Binetti di “stare nel Pd da democratica e non da cattolica” – così come ha chiesto alla Bonino di “stare nelle nostre liste da ministro e non da radicale”. A questo punto la Bonino, che si può giudicare storta quanto si vuole, ma certo non scema, ha praticamente accusato la Bindi di schizofrenia. E’ difficile darle torto.

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