ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posts Tagged ‘udc’

Posted by ikzus su 28 gennaio 2011


Se anche i sondaggi non contano più

Il Pdl, attorno al 30 per cento o appena più sotto, non ha risentito (o ha risentito pochissimo) del caso Ruby. Il Pd, che oscilla tra il 24 e il 26, di conseguenza non ne ha beneficiato. La Lega è sempre forte, 11-12. Il Terzo polo può arrivare al 13, ma mentre l’Udc è stabile attorno al 6, Fli si muove su una banda larga che va dal 3,5 all’8. Allo stesso modo Vendola e la sinistra radicale, attualmente fuori dal Parlamento, sono quotati, in caso di voto, fino al 15 per cento.

Con variazioni anche consistenti, ma con tendenze perfettamente concordanti, dati come questi sono stati esposti lunedì sera a «Porta a Porta» dai tre maggiori sondaggisti presenti sul mercato delle opinioni, Renato Mannheimer della Ispo, Alessandra Ghisleri di Euromedia e Roberto Weber di Swg, le cui divergenze semmai riguardano il tasso di fiducia su Berlusconi: ancora alto, oltre il 50 per cento, per la Ghisleri, che lavora per il centrodestra, e più basso, tra il 33 e il 35 per cento, per Weber che lavora per il centrosinistra, e per Mannheimer, che ha ricordato come i sistemi di misurazione dei tre istituti in questo caso siano diversi e non comparabili.

Sollecitati da Bruno Vespa, tutti i presenti in studio si sono esercitati ad analizzare i dati. Berlusconi è l’unico che può decidere senza riserve se andare o no a elezioni anticipate. La Lega ha un trend così favorevole che le conviene puntare sullo scioglimento delle Camere. Per tutti gli altri il voto è un’incognita, anche se per la sinistra radicale l’ora della rivincita sembra scoccata e il Pd non potrà non tenerne conto.

I sondaggisti accompagnavano queste opinioni con varie osservazioni, sul Fli ad esempio, simbolo ancora non troppo conosciuto e di conseguenza difficile da testare. O ancora sul caso Ruby, che al contrario essendo già noto da tempo, anche se adesso ne stanno uscendo i dettagli, non sposta consensi perché è già stato metabolizzato dagli elettori.

Ma a un certo punto Mannheimer Ghisleri e Weber hanno tirato fuori l’ultimo dato, relativo agli elettori che non si pronunciano, arrivati addirittura al 40 per cento. Se la metà ci ripensa, spiegavano – e non è affatto impossibile che accada, specie in caso di elezioni politiche -, dalle urne usciranno sorprese imprevedibili. Così, per la prima volta, davanti al record degli italiani nauseati dalla politica che sono diventati il primo partito, i sondaggisti hanno dovuto ammettere che anche i loro stessi sondaggi ormai non contano più.

26/1/2011 © LaStampa

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Posted by ikzus su 17 maggio 2010


Come in Europa il Pdl ha bloccato la legalizzazione delle famiglie trasversali

Giovedi 29 aprile a Strasburgo il Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione storica

di Renato Farina
Giovedi 29 aprile a Strasburgo il Consiglio d’Europa ha approvato una risoluzione storica contro la discriminazione e le violenze contro lesbiche, gay, bisex e transgender.

Condanna le violenze e il linguaggio d’odio. Nello stesso tempo, grazie alla decisiva opposizione del Partito popolare europeo, e soprattutto della sua componente italiana, si è deciso grazie a tre emendamenti passati con lievissimo scarto (41 contro 40 e simili): 1) non esiste il diritto alle adozioni da parte di gay single o coppie; 2) gli Stati non sono tenuti al riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali; 3) le organizzazioni religiose possono continuare a non accettare per certe funzioni gay o lesbiche o transgender senza guai giudiziari.

Per dirla con Bossi, il Pdl ha bloccato la legalizzazione delle famiglie trasversali. È stata una vittoria che ha legato italiani e russi. I sette italiani presenti sono stati: il capogruppo del Ppe, l’Udc Luca Volontè, proposto a questa carica dal capo delegazione Luigi Vitali, e sei parlamentari del Pdl (Deborah Bergamini, Gennaro Malgieri, Pasquale Nessa, Giacomo Santini, Oreste Tofani e il sottoscritto); non era presente nessun parlamentare di sinistra e centrosinistra.

Questo dimostra come non sia affatto vero che a livello di Partito popolare europeo prevalgano le tesi zapateriste, come sostenuto da Benedetto Della Vedova e da altri finiani del Pdl. Ma dice anche che il posto dell’Udc non può essere a sinistra o in opportunistica equidistanza.

Tempi 4 Maggio 2010

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Posted by ikzus su 25 marzo 2010


“La Bresso ha sempre maltrattato la chiesa. Ha definito il cardinale Poletto un ayatollah, ha detto in modo sprezzante che i cattolici sono incapaci di avere una cultura politica. Inoltre le sue intransigenti posizioni sulla bioetica sono note a tutti: in teoria i credenti non dovrebbero votarla”

Come va la campagna elettorale in Piemonte

Lega Santa e diavolo Bresso

Pd in vantaggio ma disilluso, Cota piace agli operai. Cattolici divisi dall’aborto

A Torino l’atmosfera è concitata. La posta in gioco è la conquista del trono di Mercedes Bresso, la zarina, e tutti sanno che la presidentessa del Piemonte è avversata anche da molti suoi stessi correligionari: la considerano una governatrice molto temuta, ma poco amata. Molto simile, per usare un’allegoria fiabesca, alla regina di cuori di “Alice nel paese delle meraviglie”. Sempre pronta a tagliare la testa a chiunque la contrasti, senza esitazione, e per di più chiusa in una roccaforte che non le permette di sintonizzarsi sulle frequenze radio dei suoi cittadini.  Una sfida politica, e non solo amministrativa, quella al trono del Piemonte, diventata ancora più importante dopo l’appello del presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, per un voto contro l’aborto e in difesa della vita, in cui è palese il riferimento alle posizioni di Emma Bonino nel Lazio e, appunto, di Mercedes Bresso.

E infatti ieri Silvio Berlusconi è tornato
nel capoluogo piemontese, mentre Umberto Bossi e Pier Luigi Bersani concluderanno a Torino la campagna elettorale venerdì prossimo. Bersani lo farà all’alba, di fronte ai cancelli della Fiat di Mirafiori, dove da mesi però i leghisti lo hanno preceduto con una presenza vigile e costante. L’aria che si respira a Torino, negli ultimi giorni di campagna elettorale, è anche molto incerta e nessuno qui osa fare previsioni. Tutti sono consapevoli che, in caso di vittoria della Lega in Piemonte, cambieranno gli equilibri politici nazionali all’interno del centrodestra, e il movimento di Bossi si trasformerà nel primo, insindacabile, protagonista del nord d’Italia. E nel Pd ci sarà un ulteriore resa dei conti. Se è vero – come dicono alcuni esponenti del Pd che ci hanno elencato tutte le fragilità del mandato Bresso – che la gara nel quartiere popolare della Barriera di Milano è già stata vinta dalla Lega.

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Dossier elezioni regionali

Posted by ikzus su 25 marzo 2010


Raccolta dei post pubblicati su ALEZEIA relativi alle elezioni regionali, in ordine cronologico (più recenti in fondo)

Vedi anche: DOSSIER BRESSO (elezioni regionali piemontesi)

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Bonino e i cattolici (adulti?) – Papa e antipapa. Lo strano caso delle elezioni amministrative a Roma e regione

La vera storia di Emma Bonino, l’abortista fai da te che vuole prendersi il Lazio

Il paradosso degli schizocattolici

Il Piemonte degli sprechi, fioccano consulenze d’oro, Spesi 200 milioni di euro

Le vane acrobazie di Casini per convincerci che Bresso è come Angela Merkel

La pillola abortiva in day hospital. Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te

Incompatibilità cattolica

Piemonte: Piano Bresso per l’immigrazione, un disastro annunciato

Emma Bonino: fuoriclasse… di che?

Attenti a votare UDC, con la Bresso c’è pure il fan di Fidel Castro

Le elezioni regionali secondo i vescovi emiliani

Le elezioni regionali secondo il vicariato di Roma

PATTO PER LA VITA: perchè bisogna votare Cota

CI FIDIAMO DI COTA, NON CI FIDIAMO DELL’UDC

Gli invotabili

Come va la campagna elettorale in Piemonte

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Dossier BRESSO

Posted by ikzus su 25 marzo 2010


Raccolta dei post pubblicati su ALEZEIA relativi alle elezioni regionali in Piemonte, in ordine cronologico (più recenti in fondo)

Vedi anche: DOSSIER ELEZIONI REGIONALI

Il Dossier Bresso si può anche scaricare (in formato DOC e PDF) da qui.

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Il paradosso degli schizocattolici

Il Piemonte degli sprechi, fioccano consulenze d’oro. Spesi 200 milioni di euro

Le vane acrobazie di Casini per convincerci che Bresso è come Angela Merkel

La pillola abortiva in day hospital. Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te

Piemonte: Piano Bresso per l’immigrazione, un disastro annunciato

Attenti a votare UDC, con la Bresso c’è pure il fan di Fidel Castro

PATTO PER LA VITA: perchè bisogna votare Cota

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Come va la campagna elettorale in Piemonte

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Nuove Onde, rapporto su i valori non negoziabili

Posted by ikzus su 21 marzo 2010


Dall’ottimo sito NUOVE ONDE, un’analisi accurata ed impietosa del comportamenteo delle varie forze politiche nei confronti dei valori non negoziabili; non c’è bisogno di commenti, direi.

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Sabato 13 marzo è stata pubblicato – sul quotidiano Libero – un commento al nostro lavoro di osservazione della politica a firma del giornalista Andrea Morigi. Qui di seguito ve ne proponiamo il testo, ricordandovi che il nostro documento di analisi è disponibile cliccando qui.

Bocciato senza appello il centrosinistra – con la sola eccezione di Giuseppe Bortolussi in Veneto -, insieme a Udc e radicali. Promosso con un recupero in extremis per Renata Polverini il centrodestra, con la Lega Nord. È la sentenza del monitoraggio su famiglia, vita umana, bioetica ed educazione dell’Osservatorio politico di Nuove Onde.

Tornano a galla i princìpi non negoziabili, sui quali la Chiesa chiede di valutare la condotta della classe politica. Con molte Regioni in bilico, il voto cattolico rischia così di rivelarsi determinante nei testa a testa fra aspiranti governatori.

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NoBresso 4

Posted by ikzus su 3 marzo 2010


Attenti a votare UDC, con la Bresso c’è pure il fan di Fidel Castro

«Noi siamo nani sulle spalle di giganti e uno di questi giganti è Fidel Castro. Qué viva Fidel! Qué viva Cuba! Hasta la victoria siempre!». Parole e musica del sito Internet della sezione Dolores Ibarruri dei Comunisti Italiani torinesi, partito di cui è segretario Vincenzo Chieppa, che di quel sito è collaboratore. La notizia è ufficiale: Chieppa fa parte del listino della candidata di centro-sinistra Mercedes Bresso. Dunque in Piemonte chi vota – per esempio – Udc vota anche per Fidel Castro. A meno di ricorrere al voto disgiunto, la croce sull’Udc è infatti una croce per la Bresso e per il suo listino. Il pacchetto si può comprare solo tutto insieme, Chieppa compreso.

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NoBresso2

Posted by ikzus su 18 febbraio 2010


La pillola abortiva in day hospital.
Piemonte: la Bresso sdogana l’aborto fai da te


Nota di Massimo Introvigne: Pubblico un importante contributo della dottoressa Chiara Mantovani, di Alleanza Cattolica, membro della Direzione Nazionale di Scienza & Vita, per capire perché è importante la questione se l’itinerario che inizia con la somministrazione della “pillola che uccide”, la sinistra pillola abortiva RU486, debba svolgersi interamente in ospedale – come secondo il governo nazionale vuole la legge – ovvero la pillola possa essere somministrata in “day hospital”, consentendo poi alla donna di abortire a casa sua. Dopo la “rossa” Emilia Romagna ora anche la presidente Bresso della Regione Piemonte ha scelto di offrire la possibilità del “day hospital”, sostenendo che così facendo applica la legge, mentre il governo nazionale italiano sostiene il contrario (“Repubblica”, 5.2.2009). Premesso che (a) siamo contrari all’aborto, che è sempre come afferma Benedetto XVI nella “Caritas in veritate” una “ingiustizia inaudita”; e (b) siamo ancora più contrari alla RU486, che banalizza ulteriormente l’aborto; è però anche vero che (c) stabilire che chi vuole usare la RU486 deve farlo in ospedale, fino al completamento della procedura abortiva, costituisce almeno una piccola remora e una piccola limitazione, e quindi i politici che sostengono la possibilità del “day hospital” vanno segnalati per lo speciale contributo che danno a quella che il Papa chiama la “cultura della morte”.
La Bresso in Piemonte è sostenuta dall’UDC e ha sottoscritto con l’UDC un accordo che cita i valori della “vita”. Ma siccome non li precisa è evidente che ognuno firma dando alla parola “vita” un significato diverso. Per la Bresso quella dei bambini non nati uccisi con l’aborto non è veramente “vita” come – lo ha detto lei – era solo “vita artificiale” (“L’Unità”, 23.1.2009) quella di Eluana Englaro. D’altro canto insieme all’accordo con l’UDC la Bresso ne ha sottoscritto un altro con la Lista Bonino-Pannella, definendo quella della Bonino nel Lazio “la migliore candidatura possibile” in un incontro in cui si è inneggiato alle “battaglie civili” dei radicali (video: http://www.radioradicale.it/scheda/295971). Quale sia l'”impegno per la vita” della Bresso è ora definitivamente chiarito dalla scelta di offrire la RU486 in “day hospital”.

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NoBresso1

Posted by ikzus su 17 febbraio 2010


La mosca cocchiera e la sua Mercedes

Le vane acrobazie di Casini per convincerci che Bresso è come Angela Merkel

Per difendere la sua scelta piuttosto controversa di appoggiare in Piemonte la candidatura di Mercedes Bresso, nota anche per le sue posizioni ultra laiciste, Pier Ferdinando Casini l’ha paragonata a Angela Merkel. Quali siano i punti di contatto tra la “zarina” piemontese e la cancelliera tedesca non si capisce proprio. Le rispettive orgini – la seconda è nata nella Germania comunista e formatasi nell’opposizione al regime; la prima ha percorso i vari gradi della carriera interna al Pci, poi Pds e infine Partito democratico – descrivono traiettorie non solo diverse ma, in sostanza, opposte.

Prescindendo dalle radici culturali, la concreta politica delle alleanze praticata dalle due esponenti politiche è assai istruttiva: la governatrice piemontese ha ottenuto il primo mandato con una coalizione comprendente tutte le formazioni dell’estrema sinistra e mantiene eccellenti rapporti con la maggior parte di queste, oltre a un legame di ferro con i radicali, noti a Torino per le loro convinzioni e pratiche abortiste “d’avanguardia”. La cancelliera ha sempre puntato a un’intesa moderata con i liberali, e solo un esito elettorale di sostanziale pareggio l’ha indotta a una alleanza obbligata e conflittuale con una socialdemocrazia (ma separata dalla Linke) la cui sconfitta è sempre stato il suo obiettivo di fondo.

Tutto ciò Casini lo sa benissimo, anche perché il suo partito, all’opposizione in Piemonte nell’ultimo quinquennio, lo ha sottolineato anche con campagne propagandistiche nettamente ostili alla Bresso. Ora, invece, la presenta come una specie di De Gasperi in gonnella. Un atteggiamento di questo genere, da parte di una forza politica minore che pretende di esercitare la guida dall’esterno su quelle più grandi e radicate illudendosi persino di modificarne l’orientamento di fondo e la natura, una volta si chiamava da mosca cocchiera. Mercedes Bresso incassa le lodi, anche infondate, dell’Udc e poi, se confermata, continuerà la sua politica, non certo quella del povero Casini.

Leggi Così Bresso elude la 194 e prepara l’aborto fai da teLeggi I casiniani dalla parte sbagliataLeggi Fede e Regione

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L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Posted by ikzus su 27 gennaio 2010


La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali sta chiarificando in maniera considerevole lo scenario politico italiano.

Il PD sembra ormai allo sbando: all’offensiva che subisce da tempo da parte dei giudici, si sono aggiunti recentemente una serie di scandali, che hanno compromesso definitivamente la presunta “superiorità antropologica” della sinistra. Purtroppo, il peccato è nel cuore di ogni uomo: non basta appartenere a questo o a quello schieramento, o aderire ad un certo ideale piuttosto che ad un altro, per dichiararsi ‘puri’.

Sul piano propriamente politico il PD imbarca acqua senza sosta: già aveva alcune regioni (tipo la Campania di Bassolino) irrimediabilmente compromesse, ora dimostra di aver perso il controllo anche in quelle dove in teoria avrebbe concrete possibilità di vincere. A questo proposito, l’epilogo delle primarie in Puglia è quasi ridicolo!

Inoltre, la scelta suicida di Veltroni a favore di Di Pietro è stata riconfermata dall’attuale segretario. Ora, si capisce che il PD da solo non può pensare di vincere alcuna competizione, e quindi ha disperata necessità di alleanze pur che sia; tuttavia, è altrettanto evidente che l’abbraccio del magistrato furioso è mortale per le residue aspirazioni riformiste di quello che una volta si chiamava centrosinistra. A confermare l’implicito fallimento del sogno riformista, torna ad aleggiare – come un avvoltoio! – il nome di Romano Prodi, padre nobile del grande minestrone che portò al peggior governo della storia, e che difatti finì come sappiamo.

Dove il PD ha invece fatto finalmente un gran passo avanti, è nel campo dell’identità: tramontata la folle ideologia comunista, la sinistra è alla disperata ricerca di nuove utopie cui consacrare i propri sforzi e soprattutto il proprio cuore. Bene, le candidature fin’ora definite mostrano chiaramente che la nuova bandiera del PD è il laicismo: dal Piemonte alla Puglia passando per il Lazio, si configura un vero asse anticristiano.

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

Posted by ikzus su 19 gennaio 2010


Massimo Introvigne ci spiega, con la sua solita chiarezza, perché i cattolici NON POSSONO votare per la pessima ex governatrice del Piemonte.

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Piemonte: i cattolici non salgono in Mercedes. La Bresso: una vita per la Rivoluzione

di Massimo Introvigne

Nota: Una versione lievemente diversa di questo articolo appare su “Libero” del l’8 gennaio. Raccomando la lettura anche per chi non è piemontese: l’attuale presidentessa della Regione Piemonte, candidata alla riconferma, offre il raro esempio di una vita tutta consacrata al servizio di quel processo di negazione teorica e pratica delle verità naturali e cristiane che la scuola cattolica contro-rivoluzionaria chiama Rivoluzione. Da questo punto di vista, l’esempio è da manuale e il rilievo del personaggio è nazionale.

“Non sono interessata a partecipare a questa corsa per accreditarsi verso il mondo cattolico. Non sono credente e non ho cambiato idea. Se mai decidessi di convertirmi, ma lo escludo, non abbraccerei certo la religione cattolica. Diventerei valdese, Perché i Valdesi hanno il senso della differenza tra fede e morale religiosa e il ruolo dello Stato. Fede e morale religiosa sono un fatto privato”. Sono affermazioni di Mercedes Bresso, candidata alla riconferma alla presidenza della Regione Piemonte, in una famosa intervista a La Stampa del 30 settembre 2005. “Ero seria, non era una provocazione”, ha confermato la Bresso – con riferimento alla battuta sui Valdesi – confessandosi al Corriere della Sera del 24 febbraio 2009.

L’anticlericalismo della “zarina”, come la chiamano a Torino per il piglio autoritario, viene da lontano. Da un’antica militanza radicale e dalla collaborazione con Emma Bonino quando quest’ultima – racconta la Bresso – “era vicepresidente del CISA, l’associazione che assicurava alle donne diritto all’aborto”: “con Franca Rame facemmo una dichiarazione di aborto. Fummo incriminate per autocalunnia” (intervista a Gay TV, 5.6.2009). Scelte confermate da una vita privata francamente rivelata nelle interviste: “Mi sono sposata due volte. Entrambe con rito civile” (ibid.). “Non ho figli perché non ne ho voluti. Sensi di colpa? Pas du tout” (Corriere della Sera, 16.4.2008).

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Decreto ‘omofobia’ bocciato dalla Camera

Posted by alenu su 14 ottobre 2009


Roma, 13 ottobre 2009 – Affossata dall’aula della Camera la legge contro l’omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l’assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità sollevata dall’Udc.

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Flussi elettorali

Posted by ikzus su 22 aprile 2008


Due articoli che illustrano l’andamento dei flussi elettorali: in pratica, come si è spostato il voto da un partito all’altro.

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Cattopolitici, specie in via d’estinzione?

Posted by ikzus su 17 aprile 2008


Che roba le ultime elezioni! Botte da orbi! Io ne ho prese più di tutti: alla Camera ho votato la Lista Pazza di Ferrara, insieme ad altri 135.000 pellegrini (uno per ogni aborto che si fa annualmente in Italia, curioso, vero?), e al Senato nessuno.

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La questione cattolica e la questione etica

Posted by ikzus su 9 aprile 2008


Rispetto alle precedenti, le prossime elezioni si caratterizzano per un certo tasso di novità, più o meno apparente a secondo dei giudizi; comunque uno degli elementi innovativi è sicuramente la lista pro-life di Giuliano Ferrara, con le ripercussioni conseguenti; ed un altro, parzialmente collegato, è la scomposizione e ricomposizione della rappresentanza politica dei cattolici.

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