ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posted by ikzus su 7 settembre 2014


Dalla rinoplastica all’infibulazione, le madri inglesi che “decapitano cristiani”

di Giulio Meotti

 

Loro che non avevano Dio, sono partite per quella parte di pianeta dove la fede reclama le sue vittime. E’ questo il più grande orrore dello Stato Islamico. Che è una storia di occidentali che uccidono altri occidentali. Steven Sotloff e James Foley, due giornalisti occidentali, decapitati da un islamista inglese, in un video realizzato da un altro cittadino britannico, mentre ad assistere c’era una donna inglese. Nella stessa settimana in cui l’intelligence kenyota diceva di aver perso le tracce di Samantha Lewthwaite, la donna inglese “mente” della strage al centro commerciale di Westgate, a Nairobi, l’Inghilterra faceva la scoperta di un’altra mamma britannica salita ai vertici del jihad. Si tratta di Sally Jones, madre di due bambini di Chatham, nel Kent, già chitarrista della rock band Krunch, che oggi posta messaggi del tipo: “Voi cristiani avete tutti bisogno di una decapitazione con un bel coltello smussato. Venite qui, lo farò per voi”.

Mentre la moglie dell’ostaggio David Haines sta nascondendo alla figlia di quattro anni il terribile destino che potrebbe attendere il padre, mentre si leggono le storie di ragazze yazide che si sono suicidate dopo essere state convertite all’islam e stuprate in gruppo, spuntano queste madri e ragazze inglesi, con tutti gli elementi iconici di una simbologia accattivante, la bellezza del viso, gli occhi bassi, il velo poggiato negligentemente sul ciuffo di capelli neri. Sally era persa. L’islam l’ha “salvata”. In una clip della sua vecchia vita, Sally ha un ciuffo di capelli ossigenati e la minigonna di pelle. Tranne che per il doppio cognome, in un certo senso le “Madame Jihad” del califfo sono come le donne delle Brigate rosse: quest’ultimo inveravano nella lotta di classe l’odio per il proprio mondo borghese, le convertite celebrano nel jihad l’odio per il multiculturalismo.

Viene da Glasgow Aqsa Mahmood. La sua famiglia era un esempio di perfetta integrazione. Il padre Muzaffar arriva dal Pakistan negli anni Settanta. Diviene il primo pachistano a giocare cricket in Scozia. Manda i figli alla scuola privata d’eccellenza Craigholme. Nei giorni scorsi, Aqsa telefona al padre dalla Siria. Gli dice che si rivedranno “il giorno del Giudizio”. Ci sono le ragazzacce delle periferie come Sally, la moglie di Junaid Hussain, anche lui educato all’islamismo sulle rive del Tamigi, che oggi guida il dipartimento media e hacker dello Stato islamico. Come lei un’altra ragazza inglese, Khadijah Dare, che ha abbandonato il Regno Unito per sposarsi a uno svedese anche lui in Siria per combattere la guerra santa. “Voglio essere la prima donna a uccidere un occidentale”, ha scritto Dare. C’è Umm Talib, che scrive: “Questo è il prezzo del Paradiso”. Ha lasciato una vita comoda al sud di Londra. C’è Umm Layth, che ha studiato alla prestigiosa Glasgow Caledonian University e scrive: “Non posso fare giustizia con le parole”. Seghiamo teste.

Queste donne bianche rigettando le lusinghe dell’ugualitarismo occidentale. Scrive la blogger islamista “Bird of Jannah”: “Le donne non sono come gli uomini. Mai. Gli uomini guidano, le donne sono speciali e Allah ha dedicato a loro un capitolo intero nel Corano”. Per questo queste amazzoni islamiche più di tutto odiano Ayaan Hirsi Ali, la musulmana che si è fatta uguale. Umm Layth ha scritto un “diario” destinato alle europee che vogliono unirsi alla guerra santa, in cui spiega che nello Stato Islamico mancano le “comodità materiali dell’occidente”, ma c’è tanto altro e di meglio. Lo Stato islamico ha aperto un “ufficio matrimoni” nella città siriana di al Bab. Lì le donne bianche, le “empie” salvate dal califfo, possono trovare marito. Molte vorrebbero partire ma non possono. Per loro, Umm Layth ha un consiglio: “Se non potete raggiungere il campo di battaglia, allora portatelo da voi”. Attaccate l’occidente.

Dalla rinoplastica all’infibulazione. Dai top succinti alle palandrane nere. Dal nichilismo al fanatismo. E’ questo il segreto del successo dello Stato islamico. L’espiazione dei peccati nel sangue e col sangue.

© FOGLIO QUOTIDIANO, 07 Settembre 2014 ore 06:39

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