ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Ali pa mulendo ie! Siamo in viaggio

Posted by alagna su 18 aprile 2014


Carissimi tutti,

Stavolta non vi scrivo dal bus in andata o ritorno da Accra: l’avrei fatto volentieri ieri, quando siamo andati col trattore a caricare 10000 piantini di Ananas a Chira e con tre ore di viaggio ce n’era di tempo per una chiacchierata con tutti voi …ma ero al volante: no chance.

Vorrei tuttavia raccontarvi di un viaggio che ho  sentito descrivere la settimana scorsa da Jesús María, un esperto di Sacra Scrittura spagnolo che ha vissuto 7 anni in Zambia, 7 in Etiopia, 7 a Gerusalemme, 7 a Londra, 7 in Messico… e adesso é al suo primo anno qui in Ghana. Mi raccontava un’esperienza che ha avuto quando era in Zambia e andava per la formazione dei catechisti in villaggi remoti, fermandosi con la gente per qualche giorno prima di migrare alla prossima stazione missionaria.

Una volta ha notato all’arrivo sotto un grande albero vicino alla strada principale una giovane mamma, in cinta e con un bimbo ancora piccolo al fianco. Dal momento che era lí anche il giorno dopo, e il terzo giorno ancora l’ha rivista seduta sotto lo stesso albero, si é incuriosito e ha chiesto ai catechisti a cui spiegava il vangelo di Marco (vangelo dei catecumeni) se la conoscevano.

E come capita in tutti i villaggi le catechiste erano ben informate: la mamma veniva da un paese abbastanza lontano nell’interno ed era diretta alla ‘copper  belt’ (la ‘cintura del rame’), zona mineraria al nord, dove lo Zambia confina col Congo, piú di mille chilometri di distanza da dove si trovavano.

Jesús María non nascose il suo stupore:

Com’ é che si trova da tre giorni sotto quell’albero?

Sta aspettando il bus che dal sud viaggia verso il nord…

Ho visto il bus rotto ai bordi della strada  una cinquantina di chilometri a sud… prima he lo riparino possono passare altri 3 o 4 giorni! Cé qualcuno che la aiuta?

Le catechiste rispondono:

Gli diamo qualcosa da mangiare per lei e il bambino…

Ma il viaggio é lunghissimo e lei é in cinta… Come potrá mai farcela?

Eh sí, é un viaggio molto lungo…

E poi il bus si ferma molto prima della destinazione dove lei vuole arrivare…  Come fará da lí in poi?

Eh sí. C ’e’ ancora un bel pezzo tra l’ultimo villaggio dove il bus si ferma e  dove lei vuole andare…

Bisognerá attraversare il fiume e un tratto di foresta che é controllato dalle milizie congolesi, molto pericoloso…

Eh sí, quella zona é molto pericolosa.

Rispondono stavolta dgli uomini…

E quando sará arrivata a destinazione ci sará qualcuno che si prende cura di lei?

Va lá a cercare lavoro… non conosce nessuno lassú…

Risponde la catechista che é solita portargli un pó di ugali (il cugino africano della nostra polenta).

Ma questo é troppo rischioso! In cinta e con un bambino piccolo: non si puó lasciare che una donna in queste condizioni si esponga a tutti questi rischi…

Jesús María da incuriosito diventa preoccupato e nervoso: gli sembra che i suoi catechisti non si rendano conto della gravitá della situazione o siano insenibili a una emergenza che richiede di intervenire con fermezza per salvare tre vite in pericolo. Tanti pensieri nella sua mente: a cosa serve parlare del Vangelo se non siamo capaci di metterlo in pratica quando l’occasione di farlo é cosí chiara, lí accanto all’uscio di casa?  Il volume della sue parole si fa piú forte e il tono é di sfida…

I catechisti rimangono  in silenzio per un tempo che per noi europei sembra sempre troppo lungo…

Finché la piú anziana si alza con solennitá e guardando dritto negli occhi Jesús María gli stampa in fronte l’ultima parola di tutta quella discussione:

Ali pa mulendo ie!

Sei tu che non hai capito nulla non noi: é in viaggio!

Non so che effetto fa a voi al 45° parallelo questo ali pa mulendo ie, ma qui sotto il Sahara ha una intensitá di saggezza che rimette tutto il resto nella giusta prospettiva. Qui si sa che quando si é in viaggio si é pronti ad affrontare mille imprevisti, non si calcola il tempo, non si firmano polizze assicurative… Il viaggio é  una condizione di vita che richiede sacrificio, pazienza, con il punto d’arrivo che fa da calamita, che motiva – muove, fa da motore a tutto il resto.

Ali pa mulendo ie!  Siamo in viaggio. Non é questa la parabola piú fedele di quel che é la vita?

I vangeli sono nati come un racconto di viaggio da Nazareth a Gerusalemme, o se si vuole esser piú fedeli ai dettagli, dal legno della greppia al legno della croce.

In questa ultima tratta del percorso le asperitá si fanno fortissime: sono acute come spine e trafiggono come chiodi; i miliziani di tutti i tempi, guidei o romani, congolesi o di qualunque altra provenienza sanno come distruggere ogni briciolo di dignitá e ridurti a ‘un verme, non un uomo’ (lo sapeva giá Isaia secoli prima).  Ali pa mulendo ie!  Fa parte del viaggio. Paolo, da quando Lo ha incontrato cadendo da cavallo mentre viaggiava tra Gerusalemme e Damasco, non ha piú smesso di camminare: la sua vita é diventata un viaggio senza sosta, con ogni tipo di pericolo mortale sempre in agguato, ma con una forza irresistibile al traguardo che ha dato senso e energia ad ogni passo:

2 Corinzi 4,16-18

Per questo non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno.  Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria,  perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne.

 

Ali pa mulendo ie!  Questo é  il mio augurio di Pasqua. Non dimentichiamoci mai che siamo in viaggio e che la destinazione, il punto d’arrivo, l’ora per cui continuiamo a pregare prima di dire amen alla fine di ogni Ave Maria, é quanto da valore, muove, motiva tutti i nostri passi, i piú semplici e i piú difficli,  i passi di danza e anche quelli pesantissimi,  schiacciati da sofferenze indicibili. Ali pa mulendo ie! Con lui non c’é via Crucis che si fermi al Golgota! Anche il calvario é un segmento del percorso verso il monte dell’ascensione: verso la risurrezione della carne, che é il cuore e la meta di tutto.

 

Ali pa mulendo ie!   Tra i tanti giri che devo fare qui in Africa con bus, trotro o trattore ce n’é uno un pizzico piú lungo ai primi di maggio, che mi riporterá in Italia… Speriamo che i nostri sentieri si incrocino da qualche parte per poterci augurare ali pa mulendo ie:  buon viaggio verso casa. Ogni passo in piú é un passo in meno che si separa dall’arrivo.

Ciao  don Silvio

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