ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posted by ikzus su 9 agosto 2011


Il declino di Obama… dalla A alla Z

Oggi il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama compie 50 anni. Per l’occasione, proponiamo a voi lettori uno sfizioso quanto tagliente articolo di Bret Stephens sul Wall Street Journal, che ripercorre, lettera per lettera, i 923 giorni trascorsi finora dal giorno del suo insediamento alla Casa Bianca. Insomma, il nostro “regalo” di compleanno a Mr. Obama…

obama_verizon_wireless1.jpg

A come mondo Arabo, e la nostra posizione al suo interno: quest’anno, Zogby International ha riscontrato come il 5% degli egiziani abbia una visione favorevole degli Stati Uniti. Nel 2008, quando era presidente George W. Bush, la percentuale era il 9%.

B come Bilancio federale e il suo deficit: secondo le stime, toccherà circa l’11% del Pil nel 2011, in crescita rispetto al 3% circa del 2008.

C come Cina e il suo bilancio federale. Per il 2012, Pechino prevede di aumentare le spese per la difesa del 12,7%. L’amministrazione Obama, al contrario, ha proposto lo scorso aprile dei tagli al Pentagono per una media di 40 miliardi di dollari all’anno per il prossimo decennio, e il Congresso potrebbe prestodare l’ok a maggiori tagli.

D come – e non poteva essere altrimenti – Debito federale, cresciuto questo mese a 14,3 trilioni di dollari, dai 10,7 trilioni di dollari della fine del 2008. D anche come Dollaro, che ha perso quasi metà del suo valore nei confronti dell’oro a partire dall’agosto 2008.

E come Energia. Il prezzo medio al dettaglio di un gallone di benzina aleggiava intorno a 1,80 dollari al momento dell’insediamento di Obama. Da allora è più che raddoppiato. Ciò vale anche per l’etanolo, il carburante delle (non) meraviglie che gli Usa continuano a sovvenzionare per una somma di 5 bilioni all’anno.

F come Free trade. Bill Clinton nel 1994 sottoscrisse il Nafta, l’accordo che rende facilita lo scambio di 1,6 trilioni di dollari nel commercio di beni e servizi tra Usa, Messico e Canada. L’amministrazione Bush ha dato il via a più di una decina di accordi di libero scambio, dall’Australia a Singapore, passando per il Marocco e il Bahrain. Numero di accordi di libero scambio firmati dall’attuale presidenza: zero.

G come Guantanamo – che rimane aperta – come Gheddafi – che rimane al potere – e come Grecia – che offre una visione di come sarà l’America nel futuro se non riformiamo il nostro stato di diritto.

H come Hillary Clinton, che non riesco a credere a ciò che sto per scrivere – sarebbe stata un presidente migliore rispetto a Obama.

I come Israele, un paese del Medio Oriente che il presidente dichiara di sostenere persino quando sparla abitualmente del suo primo ministro, quando cerca di ridurre i suoi confini e – perché no – quando prova a dividere la sua capitale.

J come Job. Nel novembre del 2008, il presidente eletto Obama promise la creazione di 2 milioni e mezzo di posti di lavoro entro il 2011. A ottobre 2010 l’economia aveva tagliato 3,3 milioni di posti.

K come Karzai, l’incapace leader dell’Afghanistan. Eppure, l’amministrazione Obama probabilmente non ha agito a proprio favore nello scaricarlo, spingendolo così a cercare nuovi migliori amici a Teheran.

L come Laden, Osam bin. Il più grande successo del presidente, che lo farà stare per sempre un gradino – magari uno solo – sopra Jimmy Carter.

M come Messico, un paese che gestisce un tasso di disoccupazione al 5,4% e un tasso di crescita annuale del 4,2%, anche quando è impegnato nella guerra contro i cartelli della droga.

N come NATO – una volta, un pilastro della sicurezza occidentale – che Obama è in procinto di distruggere con la sua decisione di ritirarsi dall’Afghanistan e il suo rifiuto di dare alla NATO la spinta necessaria per vincere in Libia.

O come ObamaCare, che va oltre nello spiegare le lettere B, D, J e la parte relativa alla Grecia della lettera G.

P come Pyongyang, il cui governo sta ancora una volta cercando di impegnarsi in una serie di colloqui a sei. Questo dopo che il regime di Kim ha accolto l’appello di Obama per un mondo libero dal nucleare testando una bomba nucleare, silurando una nave e bombardando un villaggio Sud-coreani e svelando l’esistenza di un impianto all’avanguardia nell’arricchimento dell’uranio.

Q come QE2, il più disastroso esperimento di politica monetaria da quando, nel 1978, la politica del basso tasso d’interesse, attuata dal Presidente della Banca Federale William Miller, mandò il dollaro a picco.

R come Reset con la Russia, il cui principale risultato è un trattato sul controllo degli armamenti, che ci porta alla pari per quanto riguarda le armi nucleari strategiche, ci lascia indietro a livello tattico e ci mal equipaggia nell’affrontare la sfida posta da un mondo, al contrario, proliferante.

S come Shovel-ready (provvedimenti a implementazione immediata NdT). Non serve aggiungere altro.

T come Tasse, che Obama vorrebbe vedere aumentate per “milionari e miliardari”, termini con cui definisce curiosamente chi guadagna dai 200 mila dollari in su.

U come l’arricchimento dell’Uranio da parte dell’Iran. Quando Obama assunse la carica di presidente facendo la promessa di tendere la mano ai mullah, l’Iran aveva nel frattempo arricchito 1.000 chili di uranio. Oggi ha prodotto più di 4.000 chili.

V come Venezuela, un paese che intrattiene vaste connessioni sotterranee con l’Iran, su cui l’amministrazione Obama ha sempre minimizzato.

W come W (George W. Bush NdT), la cui presidenza appare ora come un modello di contenimento della spesa.

X come Liu Xiaobo, un esempio di ciò a cui dovrebbe assomigliare un vincitore meritevole del Nobel per la Pace. X anche come Xanax, che potrebbe essere ricordato come il farmaco di scelta degli anni obamiani.

Y come “Yes, we can!”. Purtroppo Y anche per Yemen.

Z come Zero, cioè la probabilità che uno degli attuali candidati del Partito Repubblicano riesca a sconfiggere Obama nel 2012.

Tratto dal Wall Street Journal – Traduzione di Stefano Fiori

© L’Occidentale del 4/8/11

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: