ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posted by alenu su 3 maggio 2011


Le omissioni del presidente americano

OBAMA CELEBRA LE FESTE ISLAMICHE, TRASCURA QUELLE CRISTIANE

di Alessandra Nucci

Il presidente americano Barack Obama, da quando è in carica, ha fatto dichiarazioni in onore di tutte le principali festività musulmane e ha trovato il tempo di celebrare la Giornata della Terra, ma nulla ha detto quest’anno in onore della Pasqua, la giornata più importante per milioni di cristiani.

Puntualmente onorati dal presidente sono stati il Ramadan, i giorni detti Eid-ul-Fitr, il pellegrinaggio alla Mecca (Hajj) e la sua conclusione (Eid-ul-Adha), festività che la maggior parte degli americani non sa nemmeno pronunciare.

La necessità di preservare «il patrimonio naturale» della nazione è stato l’oggetto di un discorso dedicato alla Madre Terra, oggetto di culto di folti gruppi neo-pagani, coinciso quest’anno con il Venerdì Santo. Logico aspettarsi quindi che dedicasse parole solenni anche alla Pasqua, se non altro durante il discorso che rivolge alla nazione ogni sabato. Macché.

La clamorosa omissione si va ad aggiungere ad altri fatti di cui blogger e associazioni cristiane tengono traccia. Si rileva, ad esempio, che in almeno tre occasioni Obama ha omesso la parola «Creatore» nel citare il famoso brano della Dichiarazione di Indipendenza, secondo il quale tutti gli uomini «sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili».

Altro esempio: l’anno scorso a Pasqua ha letto una storica omelia risalente alla Pasqua del 1945. Peccato soltanto che abbia «tagliato» ogni riferimento a Cristo e alla Risurrezione. Di converso, si fa notare la sua ingerenza a favore della moschea a Ground Zero e la rapidità con cui è stata dimenticata la strage di Fort Hood di fine 2009, opera di uno psichiatra militare musulmano.

La reattività dei cristiani è stata acutizzata anche da altri episodi di apparente insensibilità nei loro confronti. È il caso del discorso del 2009 al Cairo, che portò scompiglio fra i cristiani copti d’America. «Si rende conto, il Presidente», chiese allora Monir Dawoud, cardiologo nativo dell’Egitto, «che definire l’Egitto un paese ‘musulmano’ autorizza i Fratelli musulmani e altri gruppi radicali a premere per l’instaurazione della Sharia?»

Si rinverdisce così la polemica legata all’atto di nascita, di cui proprio ieri Obama ha deciso finalmente di rendere pubblico l’estratto, dopo una lunga partita legale costata migliaia di dollari al Partito Democratico. Nella controversia si era inserito di recente il miliardario Donald Trump, sostenendo che sul documento ci doveva essere «qualcosa che il Presidente non vuole si sappia». Da questa premessa, si è detto, Trump potrebbe far partire la sua corsa alle presidenziali del 2012.

[pubblicato con il titolo “Per Obama la Pasqua non esiste. C’è solo l’Islam”]

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