ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posted by ikzus su 8 aprile 2011


Il futuro energetico dell’Italia?

Ecco come lo vede il Prof. Franco Battaglia
dell’Università degli Studi di Modena

F  Battaglia 2Ci sono molti ‘falsi miti’ a proposito dell’energia che secondo il Prof. Battaglia, docente di chimica ambientale presso l’Università di Modena, bisognerebbe scardinare con decisione perché ci impediscono di guardare in faccia alla realtà. E la realtà è che i combustibili fossili, che oggi costituiscono la fonte per oltre l’85% del fabbisogno energetico dell’umanità, si stanno esaurendo e che il ritorno all’opzione nucleare è la strada migliore per garantire un’ampia disponibilità di energia a basso costo, necessaria allo sviluppo umano.

È quanto emerge dall’ultimo libro “Energia nucleare? Sì, per favore …” (21mo Secolo editore, 2010) che offre spunti di riflessione di sicuro interesse per avviare un dibattito sulla questione, non senza provocazioni.

Innanzitutto bisogna chiarire che per “esaurimento” si intende non necessariamente l’effettiva scomparsa delle risorse in questione ma il fatto che, per una ragione o per un’altra, l’estrazione e la lavorazione possa risultare non conveniente, a causa di costi energetici ed economici maggiori rispetto al beneficio di ottenere il prodotto.

La previsione del geofisico Marion King Hubbert, comprovata pienamente da successive analisi, ha confermato che il mondo è oggi seduto sulla cima del picco di massima produzione del petrolio, caratterizzato da una domanda superiore alla produzione.

Ma come è possibile operare una sostituzione “indolore” dei fossili, minimizzando gli effetti di un cambiamento radicale degli scenari energetici?

Per quanto attiene alla produzione elettrica, la risposta sta nella re-introduzione nel nostro mix elettrico della fonte nucleare per soddisfare la domanda di base. Gli impianti nucleari hanno una tecnologia più costosa, ma producendo in continuo – e gli impianti nucleari, per ragioni tecniche, devono produrre in continuo – ammortizzerebbero il loro costo rapidamente, soprattutto tenendo conto del fatto che impiegano il più economico dei combustibili, l’uranio (nel caso del nucleare il costo del combustibile incide solo per il 15 % sul costo di produzione di 1 kWh elettrico, contro il 75 % del gas).

Un mix equilibrato dovrebbe, inoltre, prevedere l’utilizzo del carbone per soddisfare la domanda superiore a quella di base, ma pur sempre nella norma, e del gas naturale (insieme all’idroelettrico) per soddisfare la domanda di picco essendo i turbogas e gli impianti idroelettrici più versatili in termini di rapidità di avviamento. Le centrali a gas, inoltre, bruciando un combustibile costoso, è bene che restino riservate alle sole domande di picco.

Per soddisfare la richiesta di base col nucleare, l’Italia dovrebbe installare almeno 20 reattori nucleari, che soddisferebbero 20 GW di consumi (pari a circa il 50% del nostro fabbisogno). Attualmente non produciamo nulla dal nucleare, ma copriamo con esso il 15% del nostro fabbisogno elettrico, visto che importiamo oltre 6 GW elettrici, per i quali paghiamo alla Francia, ogni anno e da molti anni, l’equivalente del costo di un reattore nucleare: come dire che un quarto del parco nucleare francese è stato pagato con denaro dei contribuenti italiani, prelevato direttamente con le bollette elettriche. Una situazione davvero paradossale!

I motivi per cui dovremmo dare al nostro mix di fonti energetiche un assetto più razionale sono molteplici:

  • Posizionarci in linea con l’Unione Europea dove la prima fonte d’energia elettrica è il nucleare (33%), seguito dal carbone (30%) e dal gas (quasi 20%). Non dimentichiamo che, considerata (a torto o a ragione) tra i Paesi “più virtuosi” dal punto di vista ambientale, la Germania produce la propria energia elettrica per il 90% da combustibili fossili (principalmente carbone), nucleare, e rifiuti solidi urbani, e solo per il 10% dalle rinnovabili, incluso l’idroelettrico.
  • Ridurre il consumo di petrolio ai fini di generazione elettrica e riservarlo per l’industria petrolchimica.
  • Ridurre il consumo di gas naturale e riservarlo per scopi di autotrazione. Motivazione non meno importante sarebbe la necessità di limitare la dipendenza dall’estero, aumentando la sicurezza dei nostri approvvigionamenti d’energia elettrica.
  • Sfruttare ulteriormente il potenziale della fonte idroelettrica

Sicuramente ai lettori più attenti non sarà sfuggito che in questa ‘costruzione’ del mix energetico, quanto meno auspicabile per il nostro Paese, manchino le fonti rinnovabili.

Al di là di ogni ideologia ambientalista, che spesso trascura aspetti scientifici ed economici rilevanti, il Prof. Battaglia ritiene che pensare di poter affrontare, anche solo minimamente, il problema energetico dell’umanità (che oggi conta circa 6.5 miliardi di individui) facendo ricorso alle rinnovabili sia un’illusione.

Le tecnologie fotovoltaica ed eolica hanno limiti intrinseci che è sostanzialmente impossibile superare (oltre che costi decisamente non competitivi, si veda Tabella 1).

Gli impianti eolici e FV erogano energia quando c’è disponibilità di vento e di sole. Ma questo è incompatibile con le reali modalità con ci noi ci serviamo dell’energia, che deve essere disponibile quando richiesta, dove richiesta e con la potenza richiesta.

Eolico e fotovoltaico, erogano sì energia, ma quando soffia il vento o quando il sole illumina i pannelli; e, cosa importantissima, non garantiscono potenza. Ed è per questo che 1 gigawatt eolico o fotovoltaico installato non consente la chiusura di neanche 1 watt convenzionale.

Anche i costi rappresentano un problema irrisolto per le rinnovabili dal momento che, a parità d’energia annua erogata, rispetto agli impianti nucleari, richiedono un impegno economico doppio (nel caso degli impianti eolici ) e 20 volte maggiore (nel caso del FV). Né ci si può illudere nella speranza che i costi diminuiscano: queste tecnologie non sarebbero convenienti anche se fossero gratis. Ma gratis non sono.

Tabella 1 – Costo tipico degli impianti di generazione elettrica
(i valori sono riferiti a impianti in grado di generare, in un anno, 1 GW-anno di energia elettrica)Tabella 1 - F.Battaglia

La riprova che la strada verso le rinnovabili è ancora molto lunga da seguire sta nel fatto che la Germania, citata spesso come esempio di Paese ‘green’, che ha investito notevoli risorse nelle rinnovabili, produca il 5% della produzione elettrica con l’eolico e meno dello 0.5% con il FV, nonostante abbia installato 20.000 turbine eoliche e circa la metà della potenza FV installata del mondo.

Insomma, la sfida che l’umanità è chiamata ad affrontare nei prossimi decenni è molto impegnativa, ma la buona notizia secondo il Prof. Battaglia è che la via d’uscita esiste ed è il nucleare.

01/03/2011

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: