ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posted by ikzus su 15 gennaio 2011


Ma quale clima impazzito, l’Australia è sott’acqua come 37 anni fa

di Piero Vietti

Le inondazioni che da giorni devastano il Queensland, nel nord ovest dell’Australia, hanno un mandante. Naturalmente si tratta del riscaldamento globale, declinato a seconda del momento in global warming, cambiamenti climatici, impazzimento climatico e via così. “Mai vista una cosa del genere”, si affrettano ad assicurare i commentatori. In realtà non è proprio così, dato che nel 1974 nella stessa zona ci fu esattamente la stessa emergenza (e all’incirca gli stessi danni e lo stesso numero di vittime). Eppure, stando a quanto dicono gli esperti, quelli non erano ancora gli anni del riscaldamento globale causato dalle nostre emissioni (a dir la verità all’epoca parecchi scienziati parlavano di era glaciale imminente, ma è un’altra storia), quindi o le cause dei due disastri sono diverse, anche se hanno portato a identici risultati, o forse c’è qualcosa di più.

Il giornalista inglese James Delingpole ha pubblicato sul suo blog (tra i più letti sul sito del Telegraph) la lettera di un australiano che racconta l’alluvione di oggi partendo da quella del 1974: “All’epoca non eravamo così intelligenti come voi pensate di essere oggi. All’epoca credevamo nell’idea stupida che il clima fosse ciclico, e che se non ci fossimo preparati alle sue conseguenze avremmo visto una ripetizione delle stesse tragedie in ‘una trentina di anni’. Questo era il pensiero degli scienziati di allora – che il clima procedesse in cicli di circa trenta anni. Furono iniziati allora programmi di mitigazione delle alluvioni, che includevano una serie di argini e dighe scolmatrici. La capitale Brisbane e tutto il sudest del Queensland non avrebbero mai più sofferto una tale devastazione”.

Cominciano così una serie di opere destinate a prevenire simili disastri, ma nel giro di due decenni gli scienziati spiegano che è tutto sbagliato: siamo in pieno riscaldamento globale, non ci sarà più acqua per nessuno. Continua la lettera: “E cosi’ abbiamo avuto menti postmoderne come Tim Flannery (noto scienziato australiano teorico del global warming antropico, per questo insignito del premio “Australiano dell’anno 2007”, ndr) consigliare il governo: ‘Dimenticate le dighe e i programmi di mitigazione delle alluvioni’, intonò il saggio dottor Tim, ‘costruite invece impianti di desalinizzazione’. Ed è quanto il nostro governo ha fatto. Ed è per questo che trentasette anni dopo siamo ancora una volta a soffrire esattamente lo stesso tragico ammontare di morti e distruzione, quasi esattamente dove, quando e come, avevano predetto quegli scienziati stupidi che stupidamente credevano che il clima fosse ciclico”. Ciclico o no, il clima sembra ancora una volta spiazzare chi pensa di poterlo prevedere con sicurezza. Nessuno vuole dire che le alluvioni nel Queensland siano colpa dei catastrofisti, ma forse certi governi dovrebbero chiedersi se valga la pena farsi dettare i programmi dai teorici dell’ineluttabilità del global warming.

Qui la traduzione della lettera dal sito Climate Monitor

13 gennaio 2011 © – FOGLIO QUOTIDIANO

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