ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Una società in decomposizione

Posted by ikzus su 11 giugno 2010


La pubblicità è probabilmente l’osservatorio migliore, il punto di vista più significativo sulla nostra società.

Io non guardo la televisione, ma ascolto molto la radio, e naturalmente faccio attenzione alla strada quando guido, e quindi capita che mi cada l’occhio sui manifesti che vivacizzano il panorama – specialmente se contengono immagini sessuali, è ovvio! Quello che vedete sopra è l’ultimo della serie, riprodotto in alcune varianti. Intendiamoci, come diceva Faletti all’epoca di DriveIn, io sono uno di quelli che gli piacciono le donne nude: anzi, per dirla tutta, penso che il corpo femminile sia la cosa più bella che ha creato nostro Signore – non per nulla era l’ultima, no? – e sostengo che non ci sia opera d’arte che regga il confronto con una bella ragazza nuda! Eppure questi poster mi hanno fatto veramente una brutta impressione.

Quello che ho visto per strada mostrava una ragazza in primo piano, ed un ragazzo dietro. Dapprima ho notato il seno – è notoriamente la parte anatomica che attira maggiormente gli sguardi maschili – e ne ho avuto subito una sensazione sgradevole: mi sembrava piccolo, poco sviluppato, quasi da bambina. Subito dopo ho colto la maschera che copriva il volto: un muso animalesco, forse felino, vagamente inquietante. L’uomo, nudo anche lui, stava dietro. Mi sono chiesto se fosse un manifesto che invitava alla pedofilia, o alla zoofilia. Solo avvicinandomi, sono riuscito a leggere la scritta: “Amore”; etteppareva … Infine, cercando sulla rete, ho scoperto qual’era il prodotto pubblicizzato: cibo per bestie!

Qualche tempo fa, invece, mi sono arrivate alcune segnalazioni su uno spot che viene trasmesso in Gran Bretagna: “Are you late?”,Sei in ritardo?”, attenta, potrebbe essere grave, ma tu non ti preoccupare, ci pensiamo noi a risolvere il problema. È un attimo, adesso c’è anche la pillola, il figlio se ne va, torna il sorriso … basta pagare! Si, è proprio la prima pubblicità per l’aborto pret-a-porter, che scavalca in un colpo solo tutte le ipocrisie e i luoghi comuni (“tragedia inevitabile”, “tutela della salute della donna”, ecc.) e svela senza vergogna il business schifoso che c’è sotto. Per chi volesse approfondire, qui c’è anche la storia della committente, un’organizzazione ‘umanitaria’ (in inglese “Charity”, ‘caritatevole’, per somma e diabolica ironia) ovviamente no-profit (bilancio da centinaia di milioni di sterline), e della sua fondatrice, una profetessa dell’eugenetica che arrivò a diseredare il proprio figlio Harry perché aveva sposato una donna miope, ovvero un «essere geneticamente difettoso».

Infine, stamattina ho risentito alla radio la pubblicità di un nuovo circuito di franchising, che vende non case o panini, ma servizi di consulenza; niente di male, se non fosse per l’oggetto del servizio: richieste di danni. “Se incidenti, infortuni o errori sanitari hanno fatto di te una parte lesa, parti subito col piede giusto: rivolgiti ad un centro ParteLesa, la rete italiana di professionisti specializzati nel farti ottenere rapidamente e senza spese anticipate il giusto risarcimento dei danni subiti.” Secondo me sono dei geni, faranno soldi a palate: dalle sale operatorie degli ospedali alle camere da letto, dalle aziende ai villaggi turistici, dalle strade alle assemblee di condominio, “chi non è mai stato parte lesa?”, come dice la loro pubblicità (con voce femminile adeguatamente suadente)? Come dire: litigate, litigate, qualcuno ne guadagnerà!

Più che lesi, siamo tutti un po’ lesionati, cerebralmente intendo. Viviamo in una società marcia, in progressiva decomposizione, e siamo talmente assuefatti che non ne sentiamo neanche più il fetore.

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Una Risposta to “Una società in decomposizione”

  1. Basilewsky said

    Interessante l ´articolo e motivato lo sconforto ma non mi piace generalizzare quand´anche ad essere diversi dai lesionati, dagli assuefatti ecc. fossimo rimasti tu ed io….

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