ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posted by ikzus su 26 maggio 2010


” L’INGANNO – VITTIME DEL MULTICULTURALISMO”, DI SOUAD SBAI

La deputata Souad Sbai presenta il suo ultimo libro: storie di maltrattamenti e violenze sulle donne che nascono dal vuoto su cui ha attecchito il lato peggiore dell’Islam. “L’Inganno – Vittime del multiculturalismo” (editore Cantagalli) è il titolo del libro della coraggiosa deputata del Pdl Souad Sbai, marocchina di nascita, italiana di adozione, che affronta il tema cruciale dell’integrazione e del cosiddetto “multiculturalismo”, cioè la formula di comodo di integrazione per gli immigrati.

In un’Italia sempre più popolata da cittadini stranieri delle più diverse provenienze, il processo di integrazione apre una stagione di cambiamenti che la politica sinora non ha saputo, potuto e voluto decifrare, governare e indirizzare. Di questo e di molto altro si è parlato durante la presentazione del libro avvenuta martedì 9 marzo alle 9.30 a palazzo Marini, sede distaccata della Camera dei Deputati. Ad oggi l’Europa sta facendo i conti con un modello di integrazione che ha dimostrato solo fallimenti e tragedie: si va dalle spose bambine alle donne picchiate in casa in nome dell’Islam, ai matrimoni combinati e alla poligamia che maschera la prostituzione casalinga. Sappiamo già tutto.

Come sappiamo (a differenza di tanti altri che vanno in tv a pontificare sul nulla) che queste cose non le ha inventate l’Islam, anzi quello delle origini le ha combattute ferocemente. Erano infatti usi tribali, arabi, berberi, persiani o di popolazioni vicine, che sono rimaste tenacemente dentro il monoteismo islamico che per sopravvivere le ha dovute sopportare. Come ha dovuto sopportare l’idolatria verso la pietra nera che c’era anche nell’epoca della cosiddetta “jahilia”, così come il cattolicesimo ha dovuto sopportare il culto dei tanti finti santi e patroni che in pratica si sono sovrapposti ai “lari e penati” di città e paesi d’Italia e di altri posti d’Europa.

E’ un po’ anche il discorso del “cuius regio eius religio” che ci trasciniamo dall’epoca del politeismo. Detto ciò oggi gli imam “fai da te” e i predicatori di odio che infestano la Penisola e l’Europa spacciano queste credenze politeistiche e tribali che sono rimaste innestate nel corpo dell’islam adesso ce le rivende come“ salafismo”, cioè attaccamento alle vere e pure tradizioni islamiche. Nulla di più falso. L’Islam all’inizio neanche aveva il “velo”, che infatti è stato portato come uso dei bizantini dopo il loro annientamento militare da parte degli arabi della conquista. E in questo spazio di fraintendimento, spesso incoraggiato anche dalla paura dell’altro con cui si è reagito all’ondata migratoria, ha trovato posto nel mondo il fanatismo islamico, il terrorismo e quant’altro. Compresa la percezione distorta degli occidentali del tutto.

E l’approccio è stato orientato ad una pericolosa forma di laissez faire che ha prodotto non un’integrazione, ma una marginalizzazione pericolosa che rischia di minare la coesione sociale e la tenuta di diverse società. Si è chiamato ciò “multiculturalismo”, sebbene il termine sia ambiguo e presenti anche connotazioni da “unsuria”, o razzismo, che dir si voglia. Questo atteggiamento, ben descritto nel libro della Sbai, legittima di fatto il primato del raggruppamento umano rispetto alla dignità dell’individuo, si fonda sul presupposto che non esiste un diritto naturale finalizzato a determinare principi basilari validi per tutti e per sempre. Ogni cultura, perciò, giustificherebbe i propri usi e costumi all’interno di se stessa. Con la logica conseguenza che bisognerebbe permettere anche ai cannibali di vivere da tali.

Come si diceva prima, il problema dell’Islam e della evoluzione dei paesi arabo islamici è un problema di regressione alla tribù. Un ritorno paradossale alla “jahilia”, al problema dell’ignoranza che l’Islam aveva infranto, insieme ai patti di sangue e al prezzo del sangue.

Questo però oggi nessuno a livello religioso (non di certo i sauditi che usano la tattica di affamare le moschee, anche all’estero, in Europa o Italia, che vanno in direzione del dialogo interreligioso) lo dice.

Si sono create così le premesse per un dialogo tra sordi: da una parte “daje all’infedele” e dall’altra “mamma li turchi”. O “li islamici”. I casi delle donne islamiche maltrattate, che sono quelli trattati nel libro della Sbai e che ormai conosciamo tutti benissimo, almeno da quello di Hina Salem in poi, sono parte di un preoccupante e più ampio “contesto di miopia, di vuoto culturale, dentro i quali attecchisce il lato deteriore dell’Islam divenuto, purtroppo, orfano noncurante della grande tradizione culturale e della vocazione umanistica della quale si fecero interpreti filosofi del calibro di Averroè”.

Il problema della percezione politically correct oggi consegna l’Islam al paradosso che la gente lo creda la religione di Bin Laden invece di quella di Avicenna, di “Averroe” cioè coloro che “il gran commento” ( si intende di Aristotele) fecero. Ricordate il canto secondo della Divina Commedia?

(Fonte: Arabiyya )

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: