ALEZEIA

La verità vi farà liberi

In gestazione il governo mondiale dell’economia. E la tassa globale

Posted by alenu su 21 maggio 2010


In un discorso di fine aprile il presidente della Banca centrale europea Jean Claud Trichet ha dichiarato che dalla crisi economica discende la necessità di regole mondiali che andranno stabilite da istituzioni finanziarie e organismi «informali» quali il G-20. Nell’occasione ha bacchettato i paesi industrializzati che ha definito «particolarmente maldestri nel gestire la finanza globale prima della crisi, quando la loro responsabilità nella governance globale era ovviamente enorme» avvertendoli che d’ora in poi dovranno dimostrarsi «irreprensibili». Le democrazie d’Occidente sono dunque avvisate: al termine di questa crisi si profila una «governance globale» (leggi: governo mondiale) in cui primeggeranno le banche centrali e i paesi fino a ieri sottosviluppati, in parte ancora oggi sotto regimi autoritari. A questo governo mondiale, dotato di poteri giudiziari col Tribunale internazionale dell’Aia, e già investito di poteri legislativi ed esecutivi in campo finanziario, manca solo di poter tassare direttamente i cittadini bypassando i governi nazionali. Tasse mondiali potranno arrivare grazie a una qualche «emergenza» planetaria come quella della mancanza d’acqua, su cui sta insistendo la Commissione europea, che programma di risparmiarne addirittura il 40%, come se per riempire i rubinetti a Cipro fosse utile lavarsi di meno in Belgio (c’è da chiedersi se alle elementari si studi ancora il ciclo continuo condensazione/evaporazione e se le ore dedicate a insegnare a chiudere i rubinetti non distraggano l’attenzione dal vero problema, che consiste nel non inquinare le falde acquifere). L’emergenza principale naturalmente rimane ancora il dogma indiscutibile delle troppe emissioni di CO2 attribuite alle attività umane. Con questo si puntava a gettare le basi della governance mondiale già al vertice di Copenhagen del dicembre scorso, giustificando tasse globali e normative di controllo suscettibili di mettere in ginocchio le industrie occidentali e gonfiare le bollette energetiche di tutti noi. A Cancun, fra pochi mesi, ci riproveranno. Ma l’idea di una tassa mondiale non è nuova, risale alla Tobin tax proposta nel 1972, ed è stata rilanciata di recente dal Fondo monetario internazionale e dall’Organizzazione mondiale della sanità, desiderosi di accedere alle nostre tasche senza il fastidio dei governi nazionali, che il governo mondiale finirà per dissolvere. Diverso è il discorso della tassa europea proposta l’altro ieri dalla Merkel. Non pare un pretesto: l’emergenza la vediamo tutti e i governi «continentali» rispondono agli elettori.

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Una Risposta to “In gestazione il governo mondiale dell’economia. E la tassa globale”

  1. Nuovo Ordine Mondiale, sìììì! said

    Ecco la tassa globale per il neonato IMPERO NAZICOMUNISTA dell’Ordine degli Illuminati (nato mentre la gente è occupata a trombare e guardare reality e telenovele), che gestirà il vostro portafogli in una SOCIETA’ SENZA CONTANTI dalla quale giammai potrete fuggire.

    Pensionati, prendete nota: quando ritirerete la pensione (transazione finanziaria! ma lo scoprirete troppo tardi per opporvi) contribuirete a rinnovare il parco macchine di certe famiglie regnanti Illuminate.

    (Altro che poveri, ah ah ah – i poveri siete voi e lo sarete ancora di più, mentre loro saranno ancora più ricchi alla facciaccia di chi ignora tutto questo!).

    Facciamo attenzione al nostro portafogli: non sempre i ladri indossano la maschera!

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