ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Chi sono i critici del Papa

Posted by ikzus su 11 aprile 2010


NEUMAYR: Per i critici di Papa Benedetto l’importante non sono i ragazzini

Il vero scopo è demolire l’ortodossia cattolica

di George Neumayr**

Da quando i qua i secolaristi e i cattolici dissidenti sono diventati esperti di protezione dei bambini? Questi auto-designati riformatori della Chiesa presiedono a una cultura degradata che abortisce, corrompe e abusa dei bambini. Che una tale élite  scriteriata e depravata si erga a maestro di morale per Papa Benedetto XVI va al di là di ogni satira.

Così durante la Settimana Santa abbiamo assistito allo spettacolo di Barabba che dava lezioni di moralità al Vicario di Cristo. Domandiamoci un momento: ma chi è che consegna gli orfani alle coppie omosessuali tramite le agenzie che curano le adozioni? Chi è che invia nelle scuole i propagandisti di Planned Parenthood [la più grossa organizzazione per la pianificazione delle nascite del mondo, ndt]? Chi provvede a sgombrare le strade delle principali città per fare largo alle parate del “gay-pride” con al seguito [negli USA, ndt] la NAMBLA, North American Man/Boy Love Association [Associazione Nordamericana per l’Amore Uomo/Ragazzo]? Sono loro, è questa élite che protegge e sbandiera  queste pratiche corrompitrici di bambini. E non era appena l’anno scorso che questi illuminati protettori di bambini si sono dati appuntamento davanti alla bara d’oro di Michael Jackson per porgergli l’estremo saluto? Dov’era allora il loro sdegno per la corruzione dei bambini?

Il giornale National Catholic Reporter, l’ammiraglia del cattolicesimo dissidente di sinistra, si è unito alla masnada secolarista partita alla caccia di Benedetto, e reclama che si organizzi un’indagine severa e senza sconti reverenziali sul Pontefice. Si tratta dello stesso periodico che pubblica le omelie del vescovo Thomas Gumbleton, una delle quali nel 2002, all’apice dello scandalo degli abusi in America, proclamò che la politica della ‘tolleranza zero ‘ non andava applicata ai preti attratti da bambini al di sopra dell’età della pubertà. “Sono contrario a che si applichi la ‘tolleranza-zero’ a tutti i casi,” scrisse altezzoso.

Un altro articolo sul NCR del 2002 stabiliva che: “La tolleranza zero è un’arma di punizione spuntata. Ogni abuso è un’offesa alla dignità umana, ma non tutti gli abusi sono uguali, proprio come la gravità dei peccati è diversa nell’insegnamento cattolico tradizionale, e la gravità della punizione nella legge civile varia secondo molti fattori. Nel nostro ambiente surriscaldato, questa è una cosa che molti fanno fatica ad ammettere. Un sacerdote che abbia mostrato brevemente i genitali a un adolescente non ha commesso lo stesso atto di un prete che ha violentato un minore.”

Finiamola con le sciocchezze: l’attacco a Benedetto della settimana scorsa non aveva niente a che fare con la protezione dei bambini, ma aveva tutto a che fare con l’odio dell’élite della sinistra cattolica per la sua ortodossia. Se i tre buffoni – Maureen Dowd, Christopher Hitchens ed Andrew Sullivan – adesso stanno tirando a sorte la sua veste, non è perché le preoccupazioni per il permissivismo dei sacerdoti toglie loro il sonno la notte, ma perché odiano gli insegnamenti tradizionalisti della Chiesa cattolica incarnati da Benedetto. Essi sono ancora indispettiti che la chiesa abbia eletto Papa un cattolico, anziché un modernista sinistrorso. La Signorina Dowd sta usando lo scandalo degli abusi per promuovere il suo femminismo, il Sig.  Hitchens il suo ateismo e il Sig. Sullivan il suo attivismo omosessualista.

La verità è che Papa Benedetto ha fatto di più per affrontare lo scandalo degli abusi sessuali nella chiesa di quanto abbia fatto il suo predecessore, il quale in tutta la sua vita non ha mai lontanamente subito un tale livello di attacchi e inviti a dimettersi. L’ha ammesso perfino l’Associated Press: “Benedetto, quando è salito al soglio cinque anni fa, ha preso posizione sugli abusi sessuali in maniera molto più netta di Giovanni Paolo II, castigando un importante prelato  [Padre Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo] tenuto in gran conto dal Pontefice polacco, ed espellendone altri con la sua nuova pollitica di tolleranza zero.”

Secondo un comunicato della Reuters del 28 marzo ” il Cardinale di Vienna, Christoph Schoenborn, in difesa del Papa ha dichiarato alla televisione austriaca ORF che quando nel 1995 l’ex-Cardinale di Vienna Hans Hermann Groer fu rimosso a causa delle accuse di aver abusato di un ragazzino, Benedetto, allora Cardinal Ratzinger, aveva premuto perché si tenesse un’inchiesta a tutto campo. Ma altri funzionari della Curia persuasero l’allora Papa Giovanni Paolo II che i media avevano esagerato il caso e che un’inchiesta avrebbe soltanto creato ulteriori pubblicità negative. ‘Egli, ha dichirato Schoenborn, mi disse, ‘ha vinto l’altra parte’.”

E allora perché si esige da Benedetto uno standard più alto che per Giovanni Paolo II? E’ forse perché l’élite contestatrice lo vede come più conservatore? Forse. Le loro obiezioni non dette e paradossali contro Benedetto, riguardo allo scandalo degli abusi, è che egli abbia intentato troppe riforme, non troppo poche. Ricordiamoci che il New York Times e altri giornali di sinistra lo denunciarono con alti lamenti per una delle sue prime grosse riforme da quando è Papa: la direttiva ai vescovi che vietava l’ordinazione di omosessuali. Non è questa l’idea di riforma che nutre l’élite di sinistra, anche se la maggior parte dei casi di abusi riguardano la pederastia omosessuale.

Danno dunque la colpa a Benedetto se esiste un sacerdozio lassista e disfuzonale, ma  allo stesso tempo lo tampinano perché non vuole permettere che vi entrino gli omosessuali. Essi danno la colpa dello scandalo al “celibato” (che si basa, fra tanti altri presupposti idioti, sull’idea che chi commetteva gli abusi si stesse mantenendo casto) piuttosto che riconoscere quanto vi abbiano influito gli standard aberranti e bassissimi applicati per le ammissioni ai seminari, abbassamento da loro richiesto a gran voce, nell’atmosfera relativistica degli anni Sessanta.

In barba  a tutti i lamenti opportunistici degli ultimi giorni, la loro vera speranza non è che la Chiesa ritorni alle sue tradizioni moralmente rigorose, ma che le abolisca. Ed è proprio perché Benedetto ostacola questa meta che adesso stanno alzando il tiro su di lui.

**George Neumayr  è il direttore del mensile Catholic World Report.

[traduzione di A.Nucci]

•   —   •   —   •

WALL STREET JOURNAL: PAPA BENEDETTO RIAPRI’ CASI GIA’ CHIUSI


‘L’uomo che ooggi e’ Papa riapri’ casi che erano stati chiusi; fece piu’ di chiunque altro per processare casi e per rendere responsabili i preti che abusarono; e fu il primo Papa ad incontrare le vittime. L’interpretazione piu’ ragionevole di tutti questi fatti e’ che casi come quello di Murphy lo aiutarono a promuovere riforme e dare alla Chiesa strumenti piu’ efficaci per gestire gli abusi commessi dai preti’. Lo afferma il Wall Street Journal che ‘smonta’ in un articolo la campagna di stampa iniziata dal New York Times, rilevando amaramente che oggi ‘a differenza del Papato romano, in alcuni circoli il NYT gode ancora della presunzione di autorevolezza’ .

(AGI) 07 aprile 2010 ore 14,17
© 1999-2010  Gruppo Editoriale L’Espresso Spa
Magari” scrive ironicamente il WSJ, “non guasterebbe neanche un pochino di scetticismo giornalistico rispetto ai racconti di un avvocato che sta guadagnando milioni di dollari dalle cause intentate contro la Chiesa“. Il riferimento è a Laurie Goodstein, la giornalista che ha scritto l’attacco sul New York Times, sulla base di documenti forniti e tradotti da Jeff Anderson e Mike Finnegan, che ella presenta semplicemente come “i legali di cinque uomini che hanno fatto causa contro l’arcidiocesi di Milwaukee.” Quello che la Goodstein non dice è che Anderson non è un legale qualunque, ma l’avvocato che più di tutti ha fatto soldi con queste cause. Nel 2002 egli dichiarò all’Associated Press che aveva vinto cause per oltre $60 milioni in danni dalla Chiesa e si vantò con un settimanale di Milwaukee dicendo che stava “dissanguando la Chiesa ovunque” con le sue cause. Né il NYT riferisce che attualmente Anderson sta cercando di portare le cause contro la Chiesa anche alla corte federale.


alex

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9 Risposte to “Chi sono i critici del Papa”

  1. Normanno Malaguti said

    Se si pensa che il Washington Posta, ha chiesto le dimissioni del Papa e che gli atei militanti inglesi hanno chiesto di arrestarlo per crimini contro l’umanità, se non ci fosse da piangere,ci sarebbere da sbellicarsi dalle risa….Normanno Malaguti

  2. Borongo Amedeo said

    Gent.mo Sig. Ikzus,
    conosce la vicenda dei Legionari di Cristo? Se sì, ritiene possibile che a fomentare la campagna mediatica contro il papa ci siano loro amici?

    • ikzus said

      Carissimo Borongo, Le confesso che non capisco se sta facendo dell’ironia o se la sua domanda è sincera. In ogni caso, conosco la triste vicenda del fondatore dei Legionari di Cristo, ma credo non c’entri nulla. In generale sono piuttosto scettico su tutte le ipotesi di complottismo: di solito, la realtà è semplice in maniera sconfortante!
      Lei ha qualche motivo per pensare ciò? So che è persona molto documentata …

  3. Borongo Amedeo said

    Gent.mo Sig. Ikzus,
    innanzi tutto La ringrazio della rapidità estrema con cui mi ha risposto.
    In secondo luogo, desidero rassicurarLa che la mia domanda non intendeva in alcun modo essere ironica ed è anzi del tutto sincera.
    In generale, mi trovo assolutamente d’accordo con il Suo scetticismo sulle ipotesi di complottismo. In questo caso, però, ci sono alcuni fatti documentati e innegabili, la cui cronologia induce per lo meno a riflettere. Per esempio:
    – i Legionari di Cristo sono, o forse sarebbe meglio dire “erano”, un’organizzazione molto ricca e con molti amici e protettori nella gerarchia cattolica mondiale;
    – uno dei primi atti di Papa Benedetto XVI, subito dopo la sua elezione, è stato quello di ordinare il fondatore dei L. di C. di ritirarsi a vita privata, evitandogli il processo canonico solo per la sua avanzata età;
    – a questo atto, il Papa ha poi fatto seguito ordinando una “Visita Apostolica” che si è conclusa da poco e che potrebbe portare anche allo scioglimento dei L. di C.;
    – il Cardinal Bertone è stato al fianco del Papa in tutte queste decisioni;
    – in un sito cattolico (sottolineo: cattolico), che le segnalo, si riporta il contenuto di un recente articolo pubblicato da “National Catholic Reporter” in cui si afferma che il fondatore dei L. di C. era solito inviare doni e denaro a funzionari della curia (http://www.regainnetwork.org/article.php?a=47246081); nella stessa pagina, il sito “regainnetwork” afferma “Regain recognizes and applauds the Holy Father Pope Benedict XVI in his personal honesty, solid leadership and the actions he has taken to initiate the 2005 Maciel investigation even while under considerable pressure to avoid this, and later to conduct an investigation into the Legion after he became pope” (Ne converrà che “regainnetwork” tutto è, meno che nemico del Papa!);
    – i documenti pubblicati dal NYT e altri media provengono da ambienti ecclesiastici: dalla curia romana e/o da curie vescovili.
    La mia domanda, alla luce di questi fatti – e di molti altri che non sono stato a elencarLe per evitare di scrivere “Guerra e Pace” – è, quindi: “Siamo sicuri che i L. di C., il cui potere anche temporale è stato ridotto a zero grazie soprattutto alle azioni di Papa Benedetto XVI, sono del tutto estranei a questa campagna di denigrazione contro di lui e contro il Cardinale Bertone?”

  4. Borongo Amedeo said

    Certamente! (“Comunque adesso ho un po’ paura”, diceva anche, no?)
    Nel frattempo, per aiutarLa nella Sua personale ricerca della verità, mi permetto di suggerirLe queste tre pagine web, TUTTE rigorosamente “cattoliche”:
    1. Qui troverà un editoriale che indica nel Card. Angelo Sodano un potente (e interessato) alleato di Marcial Maciel Degollado, il fondatore dei legionari di Cristo. La pagina è pubblicata dal settimanale statunitense “America – The National Catholic Weekly” (mi permetto di sottolineare la parola “Catholic”):
    http://www.americamagazine.org/blog/entry.cfm?blog_id=2&entry_id=2749
    2. Qui troverà la prima parte del resoconto delle manovre politico-economiche con cui Maciel riuscì a farsi molti potenti amici nella gerarchia ecclesiastica. La pagina è del “National Catholic Reporter” (sarei pedante e noioso se sottolineassi nuovamente la seconda parola). Il titolo, significativo, è “Money paved way for Maciel’s influence in the Vatican”.
    http://ncronline.org/news/accountability/money-paved-way-maciels-influence-vatican
    3. Qui c’è la seconda parte del resoconto, con il titolo “How Fr. Maciel built his empire”: http://ncronline.org/news/accountability/how-fr-maciel-built-his-empire
    Nel ringraziarLa vivamente per la Sua disponibilità a concedermi questo Suo spazio per la pubblicazione delle mie riflessioni, auguro a Lei e ai molti frequentatori del Suo blog di trovare qualche spunto interessante per trarre le conclusioni che riterrà, e riterranno, opportune.
    Cordialità,
    borongo

    • ikzus said

      E’ un piacere ospitarLa: mi pare che le Sue opinioni discordino quasi sempre dalle mie, ma la Sua preparazione, la Sua umiltà e disponibilità a mettersi in gioco, e la Sua cordialità veramente esemplare, sono tra le poche ragioni che mi spingono a continuare questo faticoso ed apparentemente inutile sforzo di far ragionare la gente.

      Vorrei veramente che tanti altri seguissero il Suo esempio, invece di spedirmi insulti gratuiti, o più comodamente ancora starsene a guardare senza mai coinvolgersi.

  5. Borongo Amedeo said

    La ringrazio delle Sue gentili parole.
    Trovo lusinghiero – ma anche molto scoraggiante, ahimè – che il mio modo di interagire con Lei e con il Suo blog sia “tra le poche ragioni” che La spingono a proseguire nel Suo lodevole – e, spero, mai inutile – sforzo di “far ragionare la gente”.
    A me sembra che se si desidera “far ragionare” gli altri, sia assolutamente necessario cercare in primis di far ragionare se stessi: insultare chi ha l’ardire di presentare un punto di vista diverso dal nostro mi appare del tutto controproducente, oltre che stupido e abbrutente.
    La prego quindi di proseguire nel Suo lodevole lavoro con questo blog, e lo faccio nella piena consapevolezza che, come giustamente ha notato Lei, le mie opinioni discordano quasi sempre dalle Sue.
    Detto questo, La esorto caldamente a esaminare i link che Le ho inviato, perchè confido che La potrebbero aiutare a esaminare questa terribile questione da altri punti di vista.
    Cordialità,
    borongo

  6. Borongo Amedeo said

    In questo articolo, pubblicato dal National Catholic Register,
    Padre Owen Kearns dei Legionari di Cristo chiede scusa per aver difeso il fondatore dei Legionari in passato.
    http://www.ncregister.com/register_exclusives/setting_the_record_straight/
    Alcuni fatti, a questo punto, non si possono più negare.
    1) Marcial Maciel, il fondatore dei LC, era un criminale pervertito tossicodipendente;
    2) per decenni, Maciel ha ingannato molti uomini ai vertici della gerarchia cattolica di tutto il mondo (sicuramente li ha ingannati, perchè non voglio credere nemmeno per un secondo che fossero suoi complici);
    3) per decenni, i LC e i loro fiancheggiatori all’interno della gerarchia cattolica hanno denigrato e calunniato, in modo spesso anche brutale, chi osava accusare Maciel di quegli atti che oggi sono noti a tutti.
    Stabiliti questi fatti, spero che il Sig. Ikzus non me ne vorrà se, da indegno agnostico quale sono, affermo che a me sembra – da agnostico che cerca disperatamente di far funzionare la propria ragione, per obnubilata che sia – che il clamoroso errore della difesa di Maciel, in cui la gerarchia cattolica ha perseverato almeno dal 1956 al 2005, ne mini alle fondamenta l’autorità morale e la credibilità.
    Ripeto, parlo da agnostico, quindi non posso accettare l’eventuale risposta che la Chiesa è Corpo Mistico di Cristo e quindi resta sempre senza macchia. Desidererei invece una risposta che possa in qualche modo risultare convincente a prescindere dalla fede.
    Ringrazio ancora una volta il Sig. Ikzus per la Sua squisita cortesia nell’ospitare i miei deliri.
    Cordialità
    borongo

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