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PATTO PER LA VITA: perché bisogna votare Cota

Posted by ikzus su 20 marzo 2010


È la prima volta che chi si candida a governatore di una Regione italiana sottoscrive impegni così precisi e dettagliati in materia di principi non negoziabili e lo fa non con una dichiarazione di buona volontà ma con un patto bilaterale controfirmato da quattro garanti, che a loro volta s’impegnano a vigilare sul rispetto degli impegni assunti

“Patto per la vita e per la famiglia”


Testo del patto sottoscritto da Roberto Cota, candidato alla presidenza della Regione Piemonte, il 24 febbraio 2010 a Torino, con quattro garanti – Massimo Introvigne (vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica), Marisa Orecchia (presidente di Federvita Piemonte), Mauro Ronco (docente di diritto penale, già componente del CSM) e Maria Paola Tripoli (fondatrice del Servizio Emergenza Anziani) – i quali daranno vita a un tavolo di lavoro sulle politiche della nuova amministrazione regionale in tema di vita e famiglia

Esprimo apprezzamento per il comunicato pubblicato da Federvita Piemonte, che riunisce settanta Movimenti per la Vita e Centri di Aiuto alla Vita, in occasione delle elezioni regionali e ho preso atto di appelli sugli stessi temi provenienti dal Forum delle Associazioni Familiari, da Due Minuti per la Vita e da altri.

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Con tutti sottoscrivo un patto per la vita e per la famiglia: non generico – perché è facile parlare di vita e di famiglia come concetti astratti, senza precisare in concreto che si tratta della vita dal concepimento alla morte naturale e della famiglia monogamica ed eterosessuale, fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna – ma specifico e articolato in impegni precisi.

1. Considerando che un aborto non è mai una vittoria per nessuno ma è sempre una sconfitta, m’impegno per quanto riguarda le competenze regionali di applicazione della legge 194 a proporre e sostenere percorsi di aiuto concreto e fattivo alle donne che, anziché banalizzare l’aborto come soluzione, cerchino sempre possibili alternative, aprendo le istituzioni regionali anche alla collaborazione con il volontariato pro-vita. In applicazione della stessa legge, se in Piemonte dovrà essere somministrata la pillola RU486, questo potrà avvenire solo con un protocollo che preveda il ricovero della donna dalla somministrazione della pillola fino al completamento del percorso abortivo, escludendo ogni ipotesi di aborto fai da te a casa propria.

2. La vita è veramente e pienamente vita fino alla morte naturale, come ho cercato di testimoniare con il mio impegno in Parlamento in occasione della tragica vicenda di Eluana Englaro e nella discussione di progetti di legge sul fine vita. Per essere ancora più chiaro, il modello virtuoso per me è quello umile, silenzioso ed eroico del quotidiano impegno delle Suore Misericordine che hanno assistito Eluana per farla vivere, non quello di chi – per citare il documento di Federvita – “ha offerto un ospedale piemontese per farla morire”. Respingendo nel modo più deciso ogni ipotesi di eutanasia, la Regione da me guidata sarà vicina con un sostegno non solo teorico alle famiglie di malati nella condizione oggi chiamata stato vegetativo persistente, e sosterrà per quanto di sua competenza le cure palliative.

3. Rifiuto con chiarezza ogni ipotesi di omologazione della famiglia fondata sul matrimonio, a norma dell’art.29 della Costituzione, a ogni altra forma di convivenza anche omosessuale. Sono contrario a cerimonie, registri e altre iniziative che introducano surrettiziamente un’equiparazione tra unioni omosessuali e matrimonio monogamico ed eterosessuale.

4. M’impegno a una politica regionale a favore della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna, che riconosco come cellula fondamentale della società, attraverso il sostegno alle giovani coppie che intendono contrarre matrimonio e una politica dei servizi che tenga conto del carico familiare e del numero dei figli.

5. Consapevole in particolare del ruolo unico svolto in Piemonte in oltre trecento anni di attività dalla scuola cattolica, che ha reso alla nostra regione servizi inestimabili, praticherò una politica che renda effettiva la libertà di educazione mediante erogazione di bonus o rimborsi che consentano alle famiglie la scelta della scuola libera, la quale andrà sostenuta anche quanto all’accoglienza di portatori di handicap e di figli di immigrati cui proporre percorsi autentici d’integrazione, prendendo in esame anche una politica di detrazioni fiscali nel quadro del federalismo fiscale.

6. La politica a favore della vita e della famiglia andrà a beneficio anche delle famiglie e in particolare delle donne e delle bambine immigrate. Prenderò misure regionali, e sosterrò quelle del governo nazionale, che vigilino contro gli abusi sulle donne e sui minori, non tollerino le mutilazioni genitali femminili, l’avviamento alla mendicità e alla prostituzione da parte di organizzazioni malavitose, la poligamia e i matrimoni forzati, e prevengano l’imposizione del burqa e di altre forme di velo integrale a donne e ragazze che non desiderano portarlo. Di concerto con il governo nazionale, farò il possibile per convincere anche chi insegue l’utopia di una società aperta all’immigrazione senza regole e senza limiti che si tutela davvero la vita e la famiglia degli immigrati onesti, venuti da noi per lavorare, e si pratica la virtù cristiana dell’accoglienza, solo tenendo conto che il numero d’immigrati che il Piemonte può accogliere non è infinito, e che le regole e la lotta contro l’immigrazione clandestina vanno a vantaggio anche degli immigrati regolari, oltre che della sicurezza di tutti.

Torino, 24 febbraio 2010
Roberto Cota

Massimo Introvigne
Marisa Orecchia
Mauro Ronco
Maria Paola    Tripoli

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5 Risposte to “PATTO PER LA VITA: perché bisogna votare Cota”

  1. Giuseppe Colace said

    Grazie per aver pubblicato e aver dato spazio ad una notizia che per noi cattolici è davvero importante.
    Io personalmente milito nella lista Democrazia Cristiana-Alleanza di Centro proprio perchè nel centrodestra non esiste più la rappresentanza dei cattolici: quest’impegno di Cota è stato per noi fondamentale per rimettere in piedi un progetto che deve vedere i cattolici democratici impegnati nella politica ma dalla parte giusta.
    E’ impensabile che chi si dichiara cattolico appoggi Bresso che non è solo laica ma addirittura laicista e non perde occasione per mortificare i cattolici dalle cliniche della morte alla pillola abortiva.

    • Luca said

      Religione e politica dovrebbero essere mantenute distinte. Non è il caso di utilizzare l’una per ottenere risultati nell’altra. Quello che possono essere rilevanti, al massimo, sono le linee guida morali dietro ad ogni esponente politico. Come ti puoi arrogare il giudizio di utilizzare una frase “E’ impensabile che chi si dichiara cattolico appoggi Bresso” ? Non pensi che di Dio ce ne sia già uno e che non abbia bisogno di assistenti morali? Ma, dalla storia del tuo partito, dalle cause che ne hanno portato la fondazione, dove puoi estrarre le motivazioni per indicare che “voi” siete dalla parte giusta? Che cosa vi stacca dalle solite scelte affaristiche e dal cavalcare l’opportunità?
      grazie.

      • ikzus said

        Sinceramente, non capisco cosa significa che “religione e politica dovrebbero essere mantenute distinte”: a seguire il tuo pensiero, un credente o non dovrebbe occuparsi di politica – e questa, se non sbaglio, si chiama “discriminazione” -, oppure quando si occupa di politica dovrebbe far finta di non essere credente – come ciò sia possibile, poi, dovresti spiegarmelo. Peraltro, non sei il solo in questa propaganda a favore della schizofrenia: notevoli esponenti dei cattodemocratici la pensano come te, e qualcuno non esita a dirlo pubblicamente, salvo per l’appunto prendersi della “schizofrenica”, come è successo a Rosy Bindi da parte della Bonino: http://wp.me/pb9yU-o
        Che poi la Bresso sia incompatibile con il cattolicesimo, non lo dico io ma lei: leggi tutto, e troverai che la Zarina ha publicamente affermato che se mai dovesse convertirsi, pur di non diventare cattolica si farebbe valdese! Comunque, anche questa è una cosa curiosa: perché quelli che si oppongono in ogni modo alla Chiesa Cattolica, si arrabbiano se qualcuno dice che i cattolici non possono votarli? Chi propone le leggi contro la caccia pensa di raccogliere i voti dei cacciatori?
        Infine, quanto al nostro partito, che dire … io ci credo.

      • Luca said

        ciao, Iesus Kristhos Zeod Uios Soter ( un pochino spocchiosetto come acronimo, non trovi?, vuoi fare la figura di “unto dal signore” del nano di Arcore o ti senti custode delle uniche verità possibili?), non capisci il significato della frase in termini grammaticali, semantici o sintattici?
        In che punto del mio commento precedente trovi un riferimento a credenti che si occupano di politica o politici che si dichiarano credenti? O hai la code di paglia e sei tu che stai vivendo questa dicotomia… ?
        La parte che , forse, ti è sfuggita, –colpa mia non l’avrò espressa bene–, è che non la religione , ma la morale, con i suoi valori, debba guidare le scelte di un uomo politico. Valori che possono essere condivisi o meno dalla maggioranza della popolazione (le elezioni servirebbero anche a questo…)
        Perciò, il voto popolare determina che chi fa suoi ( almeno a parole) i suddetti valori sulla famiglia, come anche i valori legati al razzismo e all’intolleranza, possa o meno governare una regione ( o una nazione intera)
        Dal canto mio, non avrei problemi ad essere governato da chi si dichiara cattolico, valdese, mussulmano o ateo.. ( non ho voglia di elencare tutte le forme religiose) se possiede principi base condivisi.
        Per quanto riguarda il tuo partito, puoi rispondere alle domande precedenti o l’affermazione “io ci credo” deve essere accolta come un “dogma di fede” incontestabile?
        grazie

  2. mario said

    condivido, da cattolico, tutti i dubbi su certe azioni prese dalla Bresso, certamente lontane dal mondo cattolico.
    vorrei sapere quanto si avvicina al nostro mondo lo spirito leghista. a tutti consiglio di dare un’occhiata a questo filmato molto istruttivo: http://www.youtube.com/watch?v=gK7DyKb88tQ (okkio al minuto 4).
    e poi sugli accordi preelettorali credo che siamo tutti vaccinati… saluti a tutti.

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