ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Posted by ikzus su 20 marzo 2010


Non e’ vero che siccita’ e incendi ridurranno la foresta amazzonica del 40%

Previsioni catastrofiste: la NASA sbugiarda il WWF

Il pronostico dell’organizzazione, avallato dall’IPCC, e’ completamente sbagliato. Le immagini dal satellite mostrano che l’ecosistema e’ indifferente al variare delle precipitazioni

Boston (USA) – L’International Panel on Climate Change (IPCC) è ancora una volta nell’occio del ciclone insieme al WWF. L’organizzazione e il foro governativo hanno formulato e difeso una previsione catastrofista sui destini della foresta amazzonica che da più parti è stata smentita. Adesso è addirittura la NASA ad esprimersi sull’argomento, liquidando il pronostico come una vera e propria bufala.

La storia è molto lunga e affonda le proprie radici nel lontano 2000, anno in cui in seno al WWF fu prodotto il papello dal titolo “Global Review of Forest Fires”. Secondo il documento, il 40% del polmone verde del pianeta avrebbe dovuto scomparire nel giro di pochi anni. La teoria è la seguente: il riscaldamento globale porta con se una riduzione delle precipitazioni, la siccità produce una serie di giganteschi incendi che finiscono col depauperare boschi e foreste.

Tale ricostruzione è non soltanto a dir poco allarmistica, ma anche pseudoscientifica. Basti sapere che non ottenne mai la cosiddetta “revisione dei pari”, ossia la certificazione di attendibilità fornita da un collegio di specialisti. Ciononostante, l’IPCC decise di fare propri gli argomenti del WWF, includendoli all’interno del Fourth Assessment Report del 2007. Nonostante fosse chiara a tutti l’infondatezza della teoria, il foro non l’ha mai più rigettata, nè si è scusato di averla avallata.

Oggi la smentita si fa clamorosa, perchè l’argomento portato dalla NASA è inconfutabile. Gli scienziati dell’agenzia spaziale hanno analizzato le immagini della foresta amazzonica dal satellite nel corso degli ultimi decenni. Ne è emerso che quell’ecosistema specifico presenta una notevole resilienza alla siccità, è cioè capace di organizzarsi per ricostruire se stesso dopo aver fatto fronte a quel genere di stress.

C’è anche di più. Nel corso del 2005, l’anno più secco del secolo, si sono verificate esattamente le condizioni prospettate dal WWF e le conseguenze previste non ci sono state. La prima smentita proviene dunque dai fatti. Le parole di Arindam Samanta, dell’università di Boston, che ha analizzato a fondo i dati forniti dalla NASA, sono in ogni caso trancianti. “Non abbiamo riscontrato differenze sostanziali tra anni secchi e non secchi”, sintetizza lo scienziato.

E’ addirittura un membro dell’IPCC, Jose Marengo, ad ammettere il clamoroso errore, sebbene soltanto ufficiosamente. “Il modo in cui il WWF ha calcolato questa riduzione del 40% è completamente sbagliato”, ha commentato Marengo. Ora non resta che aspettare una presa di posizione ufficiale.

Francesco Carante

UN climate change claims on rainforests were wrong, study suggests

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Una Risposta to “”

  1. Rinaldo Sorgenti said

    L’ennesima smentita della “politica catastrofista” dei soliti “ambientalisti”.
    Per fortuna che gli esperti delle varie discipline non sono tutti piegati in questa strategia opportunista e così progressivamente è aumentata l’attenzione degli stessi e la reazione alle tante “bufale” ed esagerazioni perpetrate e disseminate negli anni trascorsi.

    Peraltro, oltre all’evidenza “solare” delle osservazioni satellitari che, meglio di qualcunque altra teoria sono utilissime per valutare tali argomenti, anche una semplice riflessione che tenga in considerazione le teorie “ambientaliste” (vale a dire quelle del “riscaldamento globale”) indurrebbero a porre in dubbio quanto ipotizzato dal WWF:

    Se vi fosse un “riscaldamento dell’atmosfera, aumenterebbe l’evaporazione del “vapor acqueo”, soprattutto dagli oceani, e questo comporterebbe un aumento delle precipitazioni piovose e non la loro diminuzione.

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