ALEZEIA

La verità vi farà liberi

L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici

Posted by ikzus su 27 gennaio 2010


La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali sta chiarificando in maniera considerevole lo scenario politico italiano.

Il PD sembra ormai allo sbando: all’offensiva che subisce da tempo da parte dei giudici, si sono aggiunti recentemente una serie di scandali, che hanno compromesso definitivamente la presunta “superiorità antropologica” della sinistra. Purtroppo, il peccato è nel cuore di ogni uomo: non basta appartenere a questo o a quello schieramento, o aderire ad un certo ideale piuttosto che ad un altro, per dichiararsi ‘puri’.

Sul piano propriamente politico il PD imbarca acqua senza sosta: già aveva alcune regioni (tipo la Campania di Bassolino) irrimediabilmente compromesse, ora dimostra di aver perso il controllo anche in quelle dove in teoria avrebbe concrete possibilità di vincere. A questo proposito, l’epilogo delle primarie in Puglia è quasi ridicolo!

Inoltre, la scelta suicida di Veltroni a favore di Di Pietro è stata riconfermata dall’attuale segretario. Ora, si capisce che il PD da solo non può pensare di vincere alcuna competizione, e quindi ha disperata necessità di alleanze pur che sia; tuttavia, è altrettanto evidente che l’abbraccio del magistrato furioso è mortale per le residue aspirazioni riformiste di quello che una volta si chiamava centrosinistra. A confermare l’implicito fallimento del sogno riformista, torna ad aleggiare – come un avvoltoio! – il nome di Romano Prodi, padre nobile del grande minestrone che portò al peggior governo della storia, e che difatti finì come sappiamo.

Dove il PD ha invece fatto finalmente un gran passo avanti, è nel campo dell’identità: tramontata la folle ideologia comunista, la sinistra è alla disperata ricerca di nuove utopie cui consacrare i propri sforzi e soprattutto il proprio cuore. Bene, le candidature fin’ora definite mostrano chiaramente che la nuova bandiera del PD è il laicismo: dal Piemonte alla Puglia passando per il Lazio, si configura un vero asse anticristiano.

Nichi Vendola, unico leader rimasto della sinistra estrema, senza abbandonare lo statalismo becero dei suoi avi, ha da tempo abbracciato con entusiasmo la nuova ideologia verde, ed è per antonomasia (oltreché per storia personale) il paladino del matrimonio gay e dei cosiddetti “nuovi diritti”.

A Roma Bersani ha accettato il ricatto dei Radicali, e si è appiattito sulla candidatura della Benino, politica tanto abile quanto spregiudicata; sulle sue idee in tema di valori cristiani, credo non occorra spiegare nulla, tanto è violenta e palese la sua avversione alla Chiesa ed alla religione in generale.

A Torino poi troviamo la pessima governatrice uscente, che aveva offerto al padre di Eluana le strutture sanitarie pubbliche piemontesi per portare a termine il suo macabro disegno; sostiene aborto ed eutanasia, è entusiasta della RU486, ha paragonato il Gay Pride ad una processione religiosa, e afferma che se dovesse convertirsi si farebbe valdese (confessione protestante i cui principali esponenti si distinguono per la virulenza dei loro ricorrenti attacchi alla Chiesa Cattolica)!

Insomma, l’antica questione di come possano convivere ex comunisti e post democristiani, si è finalmente risolta – nell’unico modo in cui poteva risolversi, peraltro – : a sinistra non c’è più posto per i cattolici, quelli che Togliatti (pare) definiva “utili idioti” sono diventati inutili, o quantomeno del tutto ininfluenti.

In realtà, anche a destra non esiste uno spazio politico per i cattolici, anzi: da tempo il vicecomandante Fini si è progressivamente spostato su posizioni assai più vicine ai radicali che alla grande tradizione conservatrice europea, mentre per un altro verso Formigoni – l’unica figura di spicco in grado di prendere la guida del PdL dopo la (forse ancora lontana, ma inevitabile) uscita di campo di Berlusconi – viene sistematicamente depotenziato. E qui esplode il paradosso di una Nazione in cui l’80% dei cittadini si dichiara cattolico, ma le loro idee vengono meticolosamente rimosse dallo spazio politico!

In effetti ci sarebbe un partito che dovrebbe tener alta la bandiera dei valori non negoziabili – l’UdC, naturalmente -; peccato che proprio in Piemonte abbia deciso di allearsi con la Bresso, i radicali e la sinistra estrema! Ed anche la scelta di correre da soli in Puglia, se confermata, non avrebbe altro significato che un appoggio esterno all’elezione di Vendola. Spiace dirlo, ma se alle insistenti chiacchiere sulle vicende personali di tanti suoi esponenti, l’UdC non riesce neanche a contrapporre un minimo di coerenza almeno sui valori dichiarati … allora vale tanto quanto la Bindi, che sarà anche più intelligente che bella (o viceversa, secondo i gusti), ma nessuno ha ancora capito da che parte sta veramente.

E allora non può essere casuale il ‘sogno’ del Cardinal Bagnasco – cioè dell’alta gerarchia ecclesiale italiana -, di una “generazione nuova” di politici cattolici, “italiani e credenti che avvertono la responsabilità davanti a Dio come decisiva per l’agire politico.” Una nuova generazione, perché quella passata si è ormai dissolta, fagocitata dalla storia. Ha scommesso sull’appeasement con ideologie opposte e radicalmente inconciliabili, ha sperato sul contenimento dei danni, ha puntato sul compromesso come strategia e sul depotenziamento dei propri valori come tattica politica: forse non poteva fare diversamente; sta di fatto che ha perso.

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2 Risposte to “L’asse anticristiano e i nuovi politici cattolici”

  1. Viva il cattolicesimo. Ma in Italia non siamo tutti cattolici e, soprattutto, noi cattolici non siamo in politica conto-clero… Cerchiamo di ricordarci cosa disse Gesù a Pietro quando quest’ultimo tentò di difenderlo da chi Lo voleva arrestare.

  2. Basilewsky said

    Ottima analisi, perfettamente condivisibile non solo dai cattolici!

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