ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Wind of change

Posted by ikzus su 22 gennaio 2010


Quand’ero ragazzo ritagliavo giornali; lo faccio ancora.

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Grave disfatta per i democratici del presidente americano Barack Obama che hanno perso il seggio di senatore del Masshachusetts che fu di Ted Kennedy. Alle elezioni ha vinto infatti il repubblicano Scott Brown con il 52% dei voti, contro la democratica Martha Coakley con il 47%, secondo dati relativi al 90% degli scrutini.

Con la sconfitta del Massachusetts, i democratici si ritrovano con soltanto 59 voti su 100 al Senato, al di sotto della soglia di 60 seggi necessaria per fermare l’ostruzionismo repubblicano e portare avanti le riforme, in primo luogo quella per la sanità.

Erano 30 anni che in Massachusetts non veniva eletto un repubblicano. Ted Kennedy, che è morto l’anno scorso, era uno dei più decisi sostenitori della riforma sanitaria, che definiva «la causa della mia vita». Il voto appare in parte anche come un’indicazione di un calo dei consensi verso Obama, che si è insediato alla presidenza americana esattamente un anno fa.

Una delle roccaforti più solide del mondo liberal e democratico, che Obama aveva conquistato in novembre con ben 26 punti di margine su John McCain

Una debacle di portata storica per il partito democratico, uno vero e proprio tsunami che si abbatte, amara ironia della sorte, su Barack Obama proprio nel giorno del primo anniversario dal suo insediamento alla Casa Bianca.

A Boston è partita l’avventura politica di Barack Obama, quando nel corso della convention del Partito democratico del 2004 ha stupito il mondo giornalistico e politico americano con uno straordinario discorso che è diventato il canovaccio della sua campagna elettorale del 2008.

Qui, del resto, alle elezioni primarie del Partito democratico del 2008, nonostante il gran sostegno del senatore Ted e di tutto il clan, gli elettori del Massachusetts gli preferirono Hillary Clinton.

Criticare Bush non basta più.

L’effetto Obama non ha funzionato nemmeno questa volta, così come non era riuscito a cambiare la dinamica elettorale a novembre quando il presidente si era speso copiosamente per i candidati del suo partito alla carica di governatore della Virginia e del New Jersey

se l’aiuto elettorale di Obama è inutile perché mettere a repentaglio i loro seggi per seguire politiche che piacciono solo alla Casa Bianca?

che abbia fatto troppi compromessi, che non si sia distanziato troppo dal suo predecessore. In poche parole, avrebbe perso la base di sinistra. Altri spiegano, invece, che Obama abbia perso il tocco magico perché le sue politiche sono troppo di sinistra, spaventano quei conservatori che nel 2008 gli hanno dato fiducia e fanno scappare gli indipendenti.

la vera ragione del caos che regna nel campo Obama, evidenziato dalla sconfitta di martedì in Massachusetts, è che nel paese non si avvertono i segni di ripresa promessi

la vera ragione del caos che regna nel campo Obama, evidenziato dalla sconfitta di martedì in Massachusetts, è che nel paese non si avvertono i segni di ripresa promessi

due fattori: la crescente opposizione nazionale al piano di riforma sanitario faticosamente approvato dal Congresso e la protesta montante della popolazione nei confronti della politica economica della Casa Bianca,

una gara combattuta sul filo di lana. Un’eventualità, per il Massachusetts, semplicemente fantascientifica fino a un paio di settimane prima.

Scott Brown, che alla fine ha vinto con 5 punti percentuali e oltre 100mila voti di distacco.

“un Jfk repubblicano”, malgrado non sia il candidato dei loro sogni.

Ma è un’altra la ragione simbolica più importante che rende la sconfitta particolarmente cocente per il Presidente: il Massachusetts ha introdotto da alcuni anni un sistema di assicurazione sanitaria (quasi) universale simile a quello che Obama sta chiedendo e il Congresso sta votando per l’intero paese. Molti interpreteranno quindi la vittoria repubblicana come un plebiscito contro la riforma del sistema sanitario federale.

inizia a circolare la proposta di rinunciare del tutto alla riforma per evitare guai peggiori.

La disoccupazione oggi negli Stati Uniti è addirittura superiore a quella che gli economisti della Casa Bianca avevano previsto «nel caso non si fosse attuato alcuno stimolo fiscale».

Molti prevedono un ritorno di Obama alla vena populista che l’aveva trascinato alla vittoria nella campagna elettorale ma che si è persa per strada dopo l’avvento alla presidenza

Obama si trova di fronte a un ambiente politico estremamente ostile: il suo job approval è ormai stabilmente al di sotto della linea di galleggiamento del 50%; il suo partito perde regolarmente le sfide nel congressional generic ballot; la riforma sanitaria è a rischio; la sua politica ecomomica ha indici di approvazione che sfiorano il 30%; i potenziali candidati democratici alle elezioni di mid-term (incumbent compresi) fanno a gara nel ritirarsi dalla co, petizione; i repubblicani, che sembravano definitivamente usciti di gioco, sono più motivati e combattivi che mai; i Tea Party raccolgono libertarian, indipendenti e conservatori in un unico movimento di protesta anti-statalista, diffuso e sul piede di guerra. «La situazione, forse, è peggio di come ce le immaginavamo», ha ammesso ieri l’analista-blogger democratico Nate Silver, che fino all’ultimo minuto si rifiutava di credere all’eventualità di una vittoria repubblicana in Massachusetts. E il “peggio”, probabilmente, per Obama e i democratici deve ancora arrivare.

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Obama perde in Massachusetts Riforma della Sanita’ a rischio

Perché i democratici hanno perso un seggio giocando in casa

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Waterloo, Massachusetts

Fallite le esagerazioni, non ancora Obama

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