ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Posted by ikzus su 21 novembre 2009


La festa di Cristo Re dell’Universo (“PANTOCRATOR”, cioé il capo di tutto, secondo la tradizione ortodossa orientale) suona strana alle nostre orecchie postmodene, democratiche e largamente secolarizzate; può essere interessante allora tornare a rifletterci su. Vi propongo la traccia di un incontro di preghiera che animai alcuni anni or sono.

Per chi volesse ‘sentire altre campane’, consiglio l’ottimo sito lachiesa.it

CRISTO RE DELL’UNIVERSO: La festa del DIO-CON-NOI

Cosa diceva chi lo aspettava

In molte religioni, e in moltissimi miti pre-religiosi dell’antichità, si ritrova la divinità che si traveste da uomo o da donna, o che ne assume le sembianze – ma, naturalmente, resta sempre estranea all’umanità -; analogamente, quasi sempre c’è la figura dell’eroe o del superuomo che, dopo aver superato una serie di ‘prove’, raggiunge una dignità semi-divina. Il cristianesimo è l’unica religione che invece crede in un uomo, il Cristo appunto, che allo stesso tempo è realmente Dio.

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Quando l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria la nascita di Gesù, fa un’affermazione sconvolgente: “Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio” Lc. 1, 35. Per Maria, come tutti gli orientali, il figlio condivide la stessa natura del padre: il cagnolino è indubbiamente un cane, il bambino è un essere umano: quindi, il figlio di Dio non può che essere Dio egli stesso.

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Anche la cugina Elisabetta, quando le due donne si incontrano, dice una cosa incredibile: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?”. Il Signore, il CHIRIOS, per gli Israeliti era uno solo, ed era Dio. Lo stesso che al popolo ebraico appena uscito dall’Egitto aveva detto: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo” Dt. 6, 4. Elisabetta, oltre ad indovinare la gravidanza della cugina, capisce anche, per grazia, che il bambino che nascerà sarà più che straordinario, sarà addirittura Dio in persona.

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Anche Giovanni il battezzatore, che l’angelo aveva indicato come profeta grande quanto Elia – cioè grandissimo -, pur non conoscendo personalmente il Messia che andava annunciando, quando incontra Gesù capisce che quell’uomo non è solo il liberatore che Israele aspettava da secoli, ma qualcosa di inaudito fino ad allora: “E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio” Gv. 1, 34

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Per la preghiera: Vangelo di Luca, capitolo 1; Vangelo di Giovanni, capitolo 1; lettera agli Ebrei capitolo 1

 

 

Cosa diceva chi lo incontrava

Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!” Mc. 15, 39 E’ la fine della vita terrena di Gesù, tutto è perduto: lui è morto, i suoi amici più cari l’hanno abbandonato e rinnegato, i suoi discepoli si sono dispersi, e le folle che lo osannavano ne hanno chiesto la crocifissione… ed ecco, nasce la Chiesa! Nasce da un pagano che probabilmente non aveva mai visto prima Gesù, e che difficilmente avrebbe saputo dire perché le autorità volevano a tutti i costi ucciderlo; un militare di carriera, abituato a vedere gente morire, che però davanti a questa morte – solo per il modo con cui Gesù era morto – capisce improvvisamente che c’è qualcosa di troppo grande in quel relitto d’uomo appeso alla croce, c’è qualcosa di sovrumano, di ultraterreno: davvero, quell’uomo era figlio di Dio!

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Per la verità, era capitato molte volte durante la vita di Gesù, che qualcuno riconoscesse   la sua divinità; erano specialmente i demoni che invariabilmente lo riconoscevano, e non riuscivano a trattenersi dal proclamarlo a gran voce: “Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse: “Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo?” Mc 5, 6-7. “Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!”” Mc 3, 11

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Anche chi viveva con lui tutti i giorni nella quotidianità, aveva la certezza che ci fosse qualcosa di straordinario in Gesù, e moltissimi pensavano che il messia, l’inviato di Dio a riscatto del suo popolo, fosse proprio lui; tuttavia, nessuno avrebbe osato infrangere il tabù della trascendenza divina, e soprattutto della sua inscindibile unicità; nessuno, tranne il futuro capo della Chiesa, cui lo Spirito Santo fin da allora garantiva un’assistenza particolare: “Disse loro: “Voi chi dite che io sia?” Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” Mt 16, 15-16

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Comunque, il testimone più eccezionale della divinità del Cristo doveva essere proprio il Padre, che durante la Trasfigurazione avrebbe rivelato chiaramente a tre apostoli (tra cui Pietro) la vera natura di Gesù, e che già all’inizio della sua vita pubblica, in occasione del battisemo nel Giordano, davanti a tutti i presenti aveva proclamato in prima persona: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” Lc 3, 22

Per la preghiera: Vangelo di Matteo, capitolo 17, vers. 1-9

 


Cosa diceva Lui

Ma di tutta questa faccenda, cosa ne pensava lui, il diretto interessato? A rischio della vita – e in effetti proprio per questo la perderà -, anche lui sosteneva di essere Dio: “Allora il sommo sacerdote gli disse: « Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio ». [64] « Tu l’hai detto, gli rispose Gesù […]». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: « Ha bestemmiato!” Mt. 26, 63-65

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In effetti, tutta la sua vita era stata dedicata a svelare la vera natura sua e del Padre (“Chi ha visto me, ha visto il Padre” Gv 14, 9), ed anche i miracoli che compiva non erano solo diretti  al sollievo dei sofferenti, ma soprattutto a rendere manifesta la sua missione e la sua identità. Così, in molte occasioni, Cristo provocava i suoi avversari con gesti e parole che erano riservati a Dio, e poi, per confermare la sua potestà divina, compiva il miracolo: ad esempio, solo Dio poteva perdonare i peccati, e quando Gesù si arroga questo potere … “alcuni scribi cominciarono a pensare: « Costui bestemmia ». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: « […] Che cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora il paralitico, prendi il tuo letto e và a casa tua ». Ed egli si alzò e andò a casa sua.” Mt. 9, 3-7

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“[…] se infatti non credete che IO SONO, morirete nei vostri peccati ». Gli dissero allora: « Tu chi sei? ». Gesù disse loro: « Proprio ciò che vi dico. […] Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che IO SONO […] Gli dissero allora i Giudei: « Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo? ». Rispose loro Gesù: « In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, IO SONO ». Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui” Gv. 8, 24-25, 27, 57-59

Nel capitolo ottavo del vangelo di Giovanni, più volte Gesù utilizza un’espressione che per noi è strana, ma che invece per gli ebrei era assolutamente chiara – tanto che, alla fine, volevano lapidarlo! Cosa significava IO SONO? Per capirlo bisogna rileggere nel libro dell’Esodo la vocazione di Mosé: “Mosè disse a Dio: «Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: IO-SONO mi ha mandato a voi».” Es. 3, 13-14 Dunque, IO-SONO era addirittura il nome di Dio, o meglio, la sua stessa sostanza (l’essere, appunto), secondo la mentalità orientale per cui il nome non era una convenzione civile, ma indicava sempre la natura profonda. Quando Gesù si definisce IO-SONO, automaticamente si identifica con Dio; e questa identificazione, per quanto mascherata dalla natura umana del Cristo, prenderà il sopravvento per un attimo, nell’orto di Getzemani, come un lampo di luce: “Gesù allora […] si fece innanzi e disse loro: « Chi cercate? ». Gli risposero: « Gesù, il Nazareno ». Disse loro Gesù: « Sono io! ». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse « IO SONO », indietreggiarono e caddero a terra.” Gv. 18, 4-6

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Tu credi veramente che Gesù era Dio in persona? Se è così, come ti poni davanti a Lui?


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Una Risposta to “Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo”

  1. Francesco said

    Gesù, non poteva altrimenti essere (ed è)che il Figlio di Dio Padre; se il concetto di Figlio e di Padre(in alcune invocazioni)si mischiano fra loro, questo, è per il volere di Dio, che non ci è detto di conoscere. Sappiamo quale sia stata la Missione di Gesù sulla Terra; è stata per volontà del Padre che, per mezzo del corpo di Gesù, è giunto tra noi per mondarci dal peccato originale. Gesù, mortale al momento della passione e della morte, è divenuto immortale per volontà del Padre e per essere stato il primo ad usufrire della Resurrezione del Corpo, e del Regno dei Cieli, che Egli stesso durante la predicazione – per grazia e volontà di Dio – aveva da poco istituito a tutti i credenti, fedeli alla Sua Chiesa.
    Porsi davanti a Dio…è inimmaginabile.Bisogna solo sperare nel poter giungere a tanto.
    La futilità di tutto quello che ci circonda giornalmente, con esclusione della natura che è espressione del Dio creatore, è proprio il segnale che dovremmo tutti avvertire per avvicinarci sempre di più alla fonte di Luce, che Cristo ci ha lasciato, per guidarci nel buio di questa vita; fatta di corruzione, di odio, di blasfemia, di guerre, di tentazioni…di niente e di nulla, che possa accrescere l’anima, lo spirito, l’amore per il prossimo.
    La “Luce” che Cristo ci ha indicato di seguire, è quella che compendia:la Via, la Verità e la Vita, nel più alto significato dello scopo dell’esistenza umana su questa terra. Se, solo per un attimo, pensassimo alle sciocchezze ed alle tentazioni che ci propone; ogni giorno, ogni ora ed ogni momento, il Male, attraverso il peccato, per allontanarci, pian piano dalla sacralità, dalla verità e dalla funzione di questa nostra temporanea esistenza, ebbene,ci renderemmo conto che potremmo impiegare meglio il nostro tempo,nel percorrere la giusta Via da seguire, ad ascoltare le Verità tramite la lettura del Vangelo, e seguire l’unica ragione che possa giustificare la nostra breve Vita, su questa terra: Chi crede in me – dice Gesù – anche se è morto nel corpo, vivrà nell’anima, finché anche il corpo risorgerà per non più morire.

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