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La verità vi farà liberi

Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi

Posted by ikzus su 18 novembre 2009


EVOLUZIONISMO:
perché non possiamo non dirci anti-darwinisti

CR n.1117 del 14/11/2009

Lo scorso 23 febbraio, fuori dal grande coro di compiaciute celebrazioni dei 150 anni dell’Origine della specie (coincidenti con il bicentenario della nascita di Darwin), un gruppo di scienziati, filosofi ed accademici si è riunito a porte chiuse presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dagli atti del convegno è scaturito il volume Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi (Cantagalli, 2009), antologia curata e introdotta dal Vice-presidente del CNR, Roberto de Mattei e comprendente testi di Josef Seifert, Alma von Stockhausen, Guy Berthault, Jean de Pontcharra, Joseph Holtzschuh, Hugh Miller, Thomas Seiler, Pierre Rabischong, Maciej Giertych, Hugh Owen e Dominique Tassot. Il saggio è stato presentato lo scorso 6 novembre all’Hotel Columbus, nei pressi del Vaticano.

La tavola rotonda è stata aperta dal giornalista Marco Respinti, collaboratore di “Libero” e già caporedattore de “Il Domenicale”. Respinti ha sottolineato che, per la sua evidente inconsistenza scientifica, l’evoluzionismo è da considerarsi «meno che un’ipotesi: esso è una semplice affermazione». Il serio problema costituito dalla teoria di Darwin è che essa «sfugge al metodo scientifico nel senso galileiano del termine. Ciò che manca, in primo luogo, è l’oggetto della teoria». «Inoltre – ha proseguito Respinti – l’evoluzionismo afferma che talune specie sono apparse sulla terra casualmente e che determinate specie sono discese da altre: tutte queste asserzioni non sono vagliabili scientificamente, né tantomeno sono sperimentabili in laboratorio».

Il biologo Pierre Rabischong, professore emerito alla facoltà di Medicina dell’Università di Montpellier, dopo aver fornito una sintesi storica della teoria evoluzionista, ha citato i suoi principali critici. A partire dal sedimentologo Guy Berthault, il quale ha dimostrato che i tempi di stratificazione delle rocce e dei fossili sono molto più rapidi di quelli indicati dagli evoluzionisti. Inoltre una componente fondamentale del pensiero di Darwin era il teorema della “mutazione”, tuttavia il genetista Maciej Giertych sostiene che «è impossibile trovare un solo esempio di mutazione positiva in tutta la storia dei sistemi viventi». Argomentazioni come queste dimostrano che «l’evoluzione del vivente non è scientificamente provata e l’evoluzionismo rimane un’ipotesi» ormai destinata ad essere «inclusa nella storia delle scienze naturali», ha aggiunto il professor Rabischong.

A conclusione della conferenza, il professor Roberto de Mattei ha esposto una critica all’evoluzionismo sul piano filosofico, etico e teologico. Secondo il Vice-presidente del CNR, a differenza di altre ideologie otto-novecentesche, l’evoluzionismo è rimasto in voga, in quanto perfettamente in linea con il “materialismo relativista”, discendente diretto del “materialismo dialettico” di Marx ed Engels. «Il socialismo reale – ha proseguito de Mattei – è crollato, con il Muro di Berlino, vent’anni fa, ma il suo nucleo dottrinale, il cuore ideologico del comunismo, il materialismo dialettico, è sopravvissuto e il suo nome oggi è evoluzionismo». Legati a doppio filo all’evoluzionismo darwiniano sono anche la “teofobia” e la “Cristofobia”, naturali conseguenze della «radicale negazione di ogni verità metafisica, a cominciare dall’esistenza di un Dio creatore dell’universo». Alla conferenza, particolarmente affollata, oltre al Presidente Marcello Pera, hanno partecipato numerosi prelati, ambasciatori e giornalisti.

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4 Risposte to “Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi”

  1. Giuseppe Bordone said

    Dunque è ragionevole affermare che tutto sia partito da Adamo e da Eva.
    Mi sento rinato. Scientificamente e intellettualmente appagato.
    Cordialità

  2. Pino Paone said

    In effetti la terra è piatta, il sole ruota intorno ad essa e la Chiesa è l’unica fonte del pensiero scientifico, economico, morale e sociale.
    Opterei per un bel rogo per chi non la pensa così.
    Un pensiero: se la discriminante è la dimostrabilità scientifica ( “per la sua evidente inconsistenza scientifica, l’evoluzionismo è da considerarsi «meno che un’ipotesi: esso è una semplice affermazione”), direi che il creazionismo pure non sta messo bene, o no?
    E sono pure un credente.

  3. ferdinando boero said

    Ognuno può dire tutto quel che vuole, è un diritto costituzionale. Ma il Consiglio Nazionale delle Ricerche è un Ente pubblico di ricerca. Nella ricerca scientifica è in opera il sistema di peer review, e quel che dicono gli scienziati viene vagliato da altri scienziati, che sottopongono a critica scientifica gli scritti dei loro colleghi. Non esiste rivista scientifica in campo biologico, e anche in campo generale, che abbia pubblicato articoli con queste argomentazioni. Semplicemente perché non corrispondono a quel che è attualmente ritenuto corretto dalla comunità scientifica. Gli autori di questo libro hanno il diritto di pubblicare quel che vogliono. Ma il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha il dovere di sottoporre a vaglio scientifico (attraverso la peer review) le affermazioni che vengono pubblicate utilizzando il suo nome. Nessuna rivista scientifica di livello internazionale accetterebbe contributi di questo tipo e li rigetterebbe. Non per limitare la libertà di espressione, ma per garantire i lettori che quel che viene pubblicato ha un valore scientifico, e non di mera opinione, supportata solo da convincimenti religiosi. Scienza e religione affrontano il problema della conoscenza in modo radicalmente differente. Le due cose non possono essere mescolate. Nessun scienziato dice che Dio non esiste perché non esistono prove sperimentali della sua esistenza, chi lo fa compie lo stesso errore degli autori di questo libro. Un piccolo particolare: le prove scientifiche dell’evoluzione ci sono eccome. Ci sono prove sperimentali e ci sono prove comparative. Si tratta di questioni che non sono neppure più dibattute. Che gli autori provino a mandare articoli con queste argomentazioni a riviste come Nature e Science, le più autorevoli riviste scientifiche del mondo. Ovviamente il loro pensiero è che tutta la comunità scientifica sia bacata da un pregiudizio e che ignori volontariamente le loro argomentazioni. Ma se la spiegazione alternativa è che quel che c’è è frutto dell’opera del Creatore, forse siamo nella religione, e con la scienza non c’entra nulla. Poche idee, molto confuse. In nome del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Queste cose non fanno bene alla scienza e non fanno bene alla religione. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche non merita un Vicepresidente con queste credenziali. Un Vicepresidente che adopera il suo titolo e il nome dell’Ente come pseudogaranzia della correttezza delle proprie affermazioni.

  4. samuele said

    Non esiste alcuna coincidenza tra la legge marxista del materialismo dialettico e quella (se si può definire “legge”, dato che molti tendono a essere più cauti, vedi ad esempio Ernst Mayr)dello sviluppo biologico secondo l’evoluzionismo. Ci sono in effetti molti punti in comune, ma il Marxismo dovrebbe operare alcune drastiche revisioni se volesse giovarsi dell’apporto della teoria evoluzionistica. C’è un aspetto teleologico nel Marxismo, ereditato dalla filosofia di Hegel, che va nettamente contro all’antifinalismo Darwiniano, tanto per fare un esempio, ed è un aspetto nodale. Dal mio punto di vista, sarebbe molto auspicabile una revisione del Marxismo e un nuovo programma politico, mentre le prove a favore dell’evoluzionismo sono così tante e comprovate da non richiedere revisioni, ma solo piccoli aggiustamenti di poco rilievo, che non intaccano il “centro” della teoria. De Mattei non solo non sa niente di marxismo ed evoluzionismo, ma parla per meri scopi politici. Oggigiorno basta avere una “poltrona” per poter affermare impunemente qualunque cosa. Aggiungo un’ultima cosa. La verità non è una questione politica, e il numero delle teste che credono o meno in qualcosa non ha influenza di fronte al metodo scientifico. Questo metodo non può essere esteso in tutti i campi della realtà, ma laddove si applica elimina appunto ogni democraticità. Non importa quante persone credono che l’evoluzionismo sia una matrice di influenze che essi ritengono nocive (dal loro punto di vista) verso determinati valori preesistenti. La moralità non può essere il tribunale della scienza, ma al contrario, deve adattarsi e trovare nuove espressioni di pace, convivenza e tolleranza alla luce di una maggiore verità acquisita sull’uomo e la natura.

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