ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Ancora NoGlobal

Posted by ikzus su 5 aprile 2009


Nel 2001, dopo le grandi manifestazioni di Seattle, e soprattutto dopo la devastazione di Genova da parte dei NoGlobal in occasione del vertice del G8, scrissi questa riflessione per la mia mailing list MEDITO (precursore dell’attuale blog); mi pare opportuno riproporla, dopo il ritorno sulla scena di un movimento che si pensava morto per manifesta inutilità, e che invece ricompare seminando di nuovo violenza.

<Chi si permette al giorno d’oggi di criticare i no-global? Dal governo all’opposizione, dalla Chiesa alle istituzioni civili, da Berlusconi al Papa, più o meno tutti si sono variamente adeguati a quello che, in effetti, è un sentimento comune di simpatia molto diffuso. Da dove nasce questa simpatia istintiva?

Certamente, nasce dal fatto che sono giovani, anzi, sono proprio i giovani che ci piacciono: sono quei “quattro amici al bar che han voglia di cambiare il mondo“, come cantava Gino Paoli. Quelli che rifiutano, che obiettano, che lottano – e magari esagerano anche un po’, vedi Casarini e i suoi ragazzoni, ma come non capirli ? -; insomma, i classici adolescenti. E come a tutti gli adolescenti, siamo disposti a perdonar loro molto: l’incoerenza innanzitutto, la mancanza di concretezza, e poi la rabbia e magari anche un po’ di violenza. Oltretutto, nel silenzio assordante lasciato dal crollo delle ideologie pagane del secolo scorso, il constatare che ci sono dei giovani che si agitano e urlano ci rassicura almeno sul fatto che siano vivi !

Allora, tutto bene? No, mi sembra di no. Al di là della simpatia, mi pare che, specialmente come cristiani, siamo chiamati a leggere i “segni dei tempi”, e a domandarci se questo movimento è per il Regno dei Cieli, o se, come a me sembra, si pone fondamentalmente in contrasto con esso.

Iniziamo da un aspetto molto evidente, la fortissima tendenza all’utopia. Qualcuno potrebbe dire: il cristianesimo stesso è una grandiosa utopia, quindi su questo punto ci siamo. Ci sarebbe da dire già sulla prima parte di una tale affermazione: se il Regno dei Cieli fosse utopia, buona parte della predicazione e della vita stessa di Cristo sarebbero state ingenuamente inutili. Al contrario, il Verbo si è incarnato proprio per rendere possibile la più grande delle utopie, il sogno che ogni uomo porta nel cuore: diventare Dio ! Ma chi frequenta la Bibbia riconoscerà facilmente in questa aspirazione anche la radice di tutti i nostri mali, la tentazione primitiva e fondamentale: emancipatevi da Dio, prendete in mano la vostra vita, costruitevi  la vostra esistenza, e sarete come Dio.

I teologi spiegano che alla base della grande tentazione c’è il rifiuto viscerale per la nostra condizione di creature, quindi per la nostra finitezza, i nostri limiti; proprio da questo rifiuto della creaturalità – e del conseguente corretto rapporto col Creatore – originano tutte le utopie terrene, gli infiniti tentativi di costruirci un paradiso terrestre che sostituisca quello perduto.

Purtroppo, la storia ci insegna che l’inevitabile risultato di questi tentativi è sempre stato catastrofico, anche quando i principi animatori sembravano buoni: basti pensare all’ultima grande eresia cristiana, il comunismo, che ha dominato il secolo scorso, lasciando dietro di sé decine di milioni di cadaveri e due terzi del pianeta disastrati. E non è certo un caso che la componente di gran lunga prevalente nei no-global sia proprio l’estrema sinistra.

Ma allora, vien da domandarsi, perché vi ritroviamo così tanti cristiani ? Perché quasi tutti i movimenti sono in qualche modo coinvolti, e la stessa gerarchia mostra essenzialmente un atteggiamento compiacente ? Mi pare che ciò derivi da un equivoco di fondo.

Il tema dominante del vangelo di San Giovanni è lo scontro tra il Cristo e ‘il mondo’: “La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. […] Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.” (Gv 1, 5.11); “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia” (Gv 15, 18-19); solo per ricordare qualche passo. Analogamente, San Paolo presenterà la contrapposizione radicale tra lo ‘spirito’ e la ‘carne’, tra la dimensione divina e quella terrena, in pratica tra Dio e ‘il mondo’: “[…] egli ha condannato il peccato nella carne,  perché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace. Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero.  Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito” (Rm 8, 3-9).

Leggendo questa contrapposizione in maniera fondamentalista, già in passato la Chiesa è caduta nella tentazione dello spiritualismo, condannando il mondo senza appello; in questo modo, la religione può davvero diventare “l’oppio dei popoli” di marxiana memoria. Quando poi viene intesa in senso estremo, questa posizione porta alla fuga dalla realtà, che è proprio una delle caratteristiche del movimento no-global: basti vedere la sconsolante carenza di proposte concrete, surrogate da un mix di slogan, sogni ad occhi aperti e luoghi comuni. Si può leggere in questa chiave anche la convergenza delle sue innumerevoli ‘anime’ su uno dei pochi punti comuni, quel pacifismo ingenuo e – per l’appunto – utopico che era ben sintetizzato dal cartello di una dimostrante di Firenze: “Per fermare la guerra / basta non farla” … chissà cosa ne pensano i kosovari, per esempio? Un’altra conseguenza ‘estrema’ è la fuga dalle responsabilità: si marcia volentieri contro gli USA e la guerra – per ora inesistente – all’Iraq, ma non ci si ricorda e soprattutto non ci si impegna per le altre 30-40 guerre già in corso, molte delle quali combattute da governanti dispotici contro i loro stessi popoli – tra questi, guarda caso, Saddam Hussein, contro i Curdi al nord e gli islamici sciiti al sud.

Comunque, a ben vedere, non è il pacifismo l’aspetto più diffuso nel movimento (c’è una larga componente di violenti, ideologici e pratici, come si è visto a Genova); in realtà, c’è un unico punto che accomuna tutti, ecologisti e centri sociali, neocomunisti e neofascisti, cattolici e anarchici: è il rifiuto per l’occidente, i suoi valori, la sua civiltà. Questo rigetto si nutre di svariate leggende sull’età dell’oro, cioè su quel passato meraviglioso che noi avremmo inquinato e compromesso – e che, ovviamente, non è mai esistito -, e dall’altro di una velata ma palpabile paura del futuro. Ma alla base, almeno per parte cristiana, c’è sicuramente la stessa malintesa opposizione al mondo. Ci ritroviamo sulle stesse posizioni degli estremisti islamici, tragicamente allineati con il buon Komeini o col simpatico Bin Laden, che definiscono l’occidente “il Grande Satana”.

Ora, è evidente che la nostra società va sempre più distaccandosi dalle sue radici cristiane – basta vedere la guerra sistematica contro la vita ed il suo ambito intrinseco, la famiglia -, è chiaro che ci sono storture e difetti; ma le alternative finora comparse sulla faccia del pianeta non sono certo migliori. La libertà di coscienza – e di conseguenza la laicità dello Stato -; l’affermazione dei diritti dell’uomo in quanto tale – e dunque la loro fattiva promozione e difesa -; la predilezione per gli ultimi – e quindi la lotta alla miseria e ad ogni emarginazione -; la supremazia dell’amore – e perciò la difesa della libertà, suo necessario presupposto -; l’uguaglianza di tutti gli uomini in quanto figli dello stesso Padre – e da questo la lotta contro ogni discriminazione, ma anche lo Stato di diritto -,  sono elementi di civiltà derivanti dal cristianesimo, che noi diamo per scontati, ma che invece non lo sono. Oltre i confini della cristianità l’adulterio è punito con la lapidazione e il furto con l’amputazione della mano, le bambine vengono uccise alla nascita perché non rendono, le donne sono umani di serie B, il diritto lo fanno i (pre)potenti e le prove in tribunale le fornisce la tortura, l’istruzione è un privilegio raro, la violenza è la normalità a partire dalla famiglia, e così via.

Ma non è ancora questo il punto fondamentale: il fatto è che la guerra al ‘mondo’, la lotta contro la ‘carne’, non può essere intesa come scontro tra civiltà, gruppi o persone, perché il confine del bene e del male attraversa il cuore di ogni uomo. È troppo facile urlare che tutti i mali del mondo derivano dalle multinazionali, dagli Stati Uniti, dal colonialismo, dal liberismo, o da qualsiasi altro “-ismo” si prediliga. È troppo facile, oltre che ingiusto e fondamentalmente sbagliato; ma soprattutto, è inutile. Anzi, è controproducente, perché ci assolve falsamente, e ci distoglie da quella “guerra santa” che se correttamente intesa ha nel mirino il mio peccato, non quello degli altri.

I discepoli di Gesù si aspettavano proprio questo: la ‘rivoluzione’, la sconfitta del Grande Satana (era Roma, allora, e prima ancora Babilonia: nihil sub sole novum), un regno terreno senza più ingiustizia o sofferenza, pace e abbondanza per tutti … una cosa veramente da Dio, insomma! Ma Lui spiegò che sradicare la zizzania prima del tempo era rischioso per le piantine immature, e che era impossibile per gli uomini togliere le pagliuzze dagli occhi degli altri, avendo le travi nei propri.

Lui aveva in mente un’altra rivoluzione, molto più impegnativa: il Regno che era venuto a portare, era come seme sparso in un campo , come un piccolo chicco di grano che, per amore, cade nella terra, e muore …  >

(Mt 13, 24-30;  Lc 6, 41-42;  Mc 4, 26-32;  Gv 12, 24-26)

Liberal

Annunci

2 Risposte to “Ancora NoGlobal”

  1. Dino said

    NON mi pare proprio che Berlusconi e tantomeno il Santo Padre abbiano mai espresso “simpatia” o tolleranza nei confronti dei “no global”,gente violenta, imbecille, senza ideali !
    A Napoli e a Genova poi….si scatenarono proprio contro Berlusconi!

  2. C’è, credo, come scrivi, una grande miscela di tensioni e di proposte in questo movimento. E la tua analisi è molto interessante.
    Negli ultimi tempi, ho iniziato a sospettare che la tutela dei deboli sia – almeno a volte – una scusa, anche quando hanno quasi ragione, perché il motivo vero è una rabbia profonda ed intollerante.
    Credo che ci sia un equivoco sul senso dell’essere giovani. E’vero i giovani devono andare oltre i confini, ma credo che, con il crollo della figura del Padre, questa esplorazione non abbia più una valenza positiva, ma diventi frustrata e distruttiva in molti casi.
    Ciao
    S&P

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: