ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Verdi di paura

Posted by ikzus su 25 febbraio 2009


Provate a fare questo giochino: chiedetevi (e chiedete a chi avete vicino) quante persone sono morte nel disastro di Chenobyl di 23 anni fa (26 aprile 1986). Naturalmente, parliamo di cifre approssimative, nessuno lo sa con certezza. Prima di proseguire nella lettura, prendete un foglietto, e scrivete il numero che avete in mente (o fatelo scrivere ai vostri amici); fatto?

Bene: a tutto il 2003 i morti accertati (da una quantità di commissioni internazionali, ONU, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Organizzazione Mondiale della Sanità ecc. ecc) sono esattamente 56 !!! Si, avete letto bene: cinquantasei in tutto, compresi i malati per tumori sviluppatisi in seguito.

L’ultima volta che ho fatto questo giochetto, il mio interlocutore era un giornalista, quindi uno che di notizie ci vive, e sa come manovrarle: eppure, colto a bruciapelo mi sparò “alcune centinaia di migliaia“; scommetto che anche voi avete avuto risultati analoghi. Questo è dovuto al bombardamento mediatico degli ambientalisti catastrofisti che, non potendo appoggiarsi su dati oggettivi, se ne inventano a loro piacere, dai 30-60.000 dei Verdi del Parlamento Europeo, fino alla follia di 6 milioni di morti (!) di Greenpeace. Non conta nulla che la realtà sia totalmente diversa, l’importante è esagerare, perché in questo modo si induce una distorsione nelle mappe cognitive della gente, manipolando non solo le loro emozioni (come venne fatto con i referendum del 1987) ma addirittura la loro lettura della realtà.

Purtroppo anche la maggior parte degli ecologisti e della sinistra italiana sono su quella linea, e nei prossimi giorni ne sentiremo delle belle: l’intenzione del governo di installare nuove centrali nucleari ha già avviato le polemiche, come dimostrano i titoli dei giornali odierni. Io non so se il nucleare sia conveniente, ma so che nonostante quello che si crede comunemente – come nel caso dell’aereo rispetto all’automobile -, l’atomo è di sicuro e di gran lunga la tecnologia più sicura che abbiamo per produrre energia.

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5 Risposte to “Verdi di paura”

  1. Guido Luciano Fuscà said

    Caro Pietro.

    E’ un piacere risentirti e ogni tanto scambiare due idee..

    Nulla contro il nucleare, non appartengo alla categoria di chi è contro “a prescindere”.
    Ma proviamo a stimolare il dibattito.
    a) 56 morti sono a mio avviso molti (comunque in testa avevo pensato a 50, quindi ho sbagliato per difetto..).
    Non sono tra quelli che crede a tutto quel che legge e credo di avere un po’ di equilibrio nel valutare le cose. Un ordine di grandezza come 6 milioni mi ricorda un’altra tragedia accaduta molti decenni prima e non per causa di un reattore nucleare..
    b) comunque si deve anche considerare che simili eventi come Cernobyl non sono definiti catastrofici solo per le conseguenze “letali”, ma anche per quelle c.d. “invalidanti” che condizionano la vita delle persone.
    Cernobyl ha fatto solamente morti?
    c) Pensiamo a quanto sono efficienti in Giappone. Siamo certi che la stessa efficienza ci sarebbe anche in Italia? In altre parole, tu ti fidi, non delle Centrali nucleari, ma degli italiani?
    In pratica riprendo il concetto già espresso ieri sera da Crozza a “Ballarò” che mi sembra abbia esposto le cose in modo efficace, anche se con la sua verve comica..
    d) Infine un pensiero (e una preghiera) lo volevo dedicare a quei 50 tecnici che -pare volontariamente- hanno deciso di restare a Fukushima per cercare di salvare la situazione.
    Credo che sappiano anche cosa rischiano..
    Mi chiedo se queste forme di eroismo e senso civico ci siano ancora da noi.
    A te la risposta..

    e) Ultima notazione. Il referendum.
    Credo che il responso del Popolo Italiano su questa importante scelta debba esserci. Quorum o non quorum.
    Può anche succedere che vincano i “NO”, amen, si accetta il verdetto della maggioranza.
    Se vincono i “SI” non mi sognerei di chiedere le dimissioni di un governo per simili ragioni.
    Per cui mi verrebbe da dire, votiamo senza paura..

    Un caro saluto a te e ai tuoi familiari.

    Guido Luciano Fuscà

  2. mdc said

    Mi sembri Don Ferrante che dimostrava la non esistenza della peste !!

    come ti permetti di scrivere “so che nonostante quello che si crede comunemente, l’atomo è di sicuro e di gran lunga la tecnologia più sicura che abbiamo per produrre energia.” ?

    “so” ? a limite puoi dire “suppongo” , “immagino”, ….

    sarai contento di avere una centrale nelle campagne vicino casa?
    sarai contento dei vapori radioattivi rilasciati nel normale funzionamento? (nei limiti di legge ovviamente, basta correggere la legge opportunemtente come per l’atrazina nell’acqua)
    sarai contento dello smaltimento delle scorie affidato alla camorra?
    cosa dirai alle persone introno a te che avranno aborti “naturali” nei pressi della centrale?
    e le leucemie ? (tutte comuniste, si sa!)

    Questo per quanto riguarda la tua personale e non condivisa opinione sulla sicurezza.

    Poi c’è il buonsenso:
    1- il buonsenso dice che c’è bisogno di energia oggi, quindi immobilizzare tutti i soldi per 15 anni (lo so, la propaganda del tuo amico al governo dice 10 anni, ma permettimi di avere qualche dubbio)non è di buonsenso: meglio sarebbe spenderli per avere risultati subito e perduranti.
    2- il buonsenso dice che, se hai una vasca bucata e vuoi fare il bagno, non è logico spendere per aumentare i rubinetti, ma per tappare i buchi: risparmiare si puo’ e anche tanto.
    3- il buonsenso dice che le centrali atomiche inducono ad un uso scriteriato dell’energia (es in germania tutte le cucine sono elettriche: la resistenza è per definizione quanto di più inefficiente da un punto di vista energetico, sarebbe come scaldare l’bitacolo dell’auto col calore dei freni!)
    4- il buonsenso dice che l’energia nucleare non è conveniente, (ovviamente chi ha degli interessi in gioco asserisce il contrario!!): infatti chi asserisce in contrario non considera per esempio:
    – i soldi per mantenere il presidio dell’esercito ai cantieri (probabilemtne sarà necessario e il governo è già pronto a metterlo in campo),
    – l’aumento del costo dell’uranionegli anni
    – l’aumento del costo del petrolio nei prossimi 10 anni (petrolio necessario a “mantenerci” fino all’arrivo della centrale)
    – i costi dello smaltimento delle scorie
    – i costi dell’aumento della sicurezza via via richiesto per le centrali (vedi quella scandinava in costruzione il cui varo continua ad essere rinviata)
    – o costi indotti sulla salute pubblica (ma qui se tu dici che Chernobil ha causato solo qualche leucuemia saranno pochi spiccioli …)

    5- il buonsenso dice che sarebbe bello smarcarsi dalla dipendenza dei produttori: il nucleare invece aggiunge la dipendenza dai produttori di materia prima anche quella dai trasformatori (Francia in particolare) e aggiungerà ancora quella verso gli smaltitori delle scorie (grmania?)

    6- il buonsenso dice che comunque sia è meglio una produzione di energia “diffusa”, (dove ogni tetto ne faccia quella che gli serve e un po’ di più, ogni canale di irrigazione abbia una vite di archimede, ecc.) piuttosto che essere dipendenti da un superpotenza energetica che decide autonomamente i prezzi e i modi dell’erogazione.

    7- il buonsenso (e l’informazione, scusa se te lo dico) dicono che in tutti i paesi al mondo l’energia atomica vive di propaganda, di omertà, di corruzione, di numeri taroccati e di informazioni “scientifiche” chieste a chi ha le mani in pasta fino al gomito

    In internet trovi quantità di materiale, dati esempi e numeri, che dimostrano queste cose. Trovi altrettanti siti che ti dicono il contrario: a questo punto per scegliere cosa fare il 12 giugno non resta che il buonsenso.

    auguri

  3. Rinaldo Sorgenti said

    Colgo l’occasione di questo commento di Guido Luciano Fuscà per offrire una mia risposta:

    Io mi fido degli italiani e mi piacerebbe che molti (se non proprio tutti) cominciassero a modificare quella barbara abitudine di denigrarci da soli e non credere invece alle nostre tante ed insospettate virtù.

    Certo che se di un argomento così importante, come è appunto quello dell’energia (volano fondamentale per il benessere e lo sviluppo, ovunque) lasciamo parlare (anzi invadere i più frequentati mezzi di comunicazione di massa: vedi Crozza a Ballarò ma ancor più – e peggio – Celentano e Grillo per 10 minuti ciascuno – senza alcun contraddittorio – su: “Anno (sotto) zero”, davvero siamo fritti.

    E’ come quel famoso detto che chi ragiona con il “cervello” degli altri, il suo è meglio lo faccia friggere !

    Un minimo senso del pudore, oltre che dell’etica e di un sano pragmatismo, dovrebbe suggerire a questi … “grandi comunicatori” (ed ai loro sponsor conduttori/padroni della ns. Rai) di occuparsi di canzonette e di satira, non di cose serie e così importanti per tutti noi.

  4. Paola DC said

    mi vergogno a dire che sono un’insegnante e che anch’io ero tra i 2000 e i 3000, hai sempre notizie interessanti…
    mi puoi citare una fonte come un testo o un documento ufficiale? mi fido di te, ma voglio provocare discussioni su questo argomento e non vorrei dire che l’ho letto solo in internet…
    grazie, ciao

    • ikzus said

      Rapporto delle Nazioni Unite
      Disastro di Chernobyl «Soltanto 56 morti a causa delle radiazioni»

      È stato il più grave incidente atomico mai avvenuto sulla Terra: l’ esplosione della centrale nucleare sovietica di Chernobyl, in Ucraina, il 26 aprile 1986. A vent’ anni di distanza il bilancio reale di quell’ incidente, in termini umani e ambientali, sembra inferiore alle previsioni. Lo rivela un sorprendente studio dell’ Onu pubblicato ieri a Vienna.Il rapporto è stato preparato da un gruppo di oltre cento scienziati di tutto il mondo, compresi esperti di otto agenzie delle Nazioni Unite, in vista del convegno su Chernobyl che si terrà oggi e domani, a Vienna, con la partecipazione di esperti e rappresentanti dei governi di Ucraina, Bielorussia e Russia, che sono gli Stati più vicini al luogo della catastrofe. Un dato per tutti: lo studio in 600 pagine sull’ «eredità di Cernobyl» calcola che sarà di quattromila (e non decine di migliaia come stimato nell’ 86) la cifra finale dei morti legati al caso Chernobyl. Di questi, però, soltanto 56 sono «direttamente attribuibili» alle radiazioni: quasi tutti operai che quel giorno lavoravano all’ impianto.

      Corriere della Sera del 6 settembre 2005 – Pagina 22
      http://archiviostorico.corriere.it/2005/settembre/06/Disastro_Chernobyl_Soltanto_morti_causa_co_8_050906004.shtml

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