ALEZEIA

La verità vi farà liberi

PD: il futuro che non c’è

Posted by ikzus su 17 dicembre 2008


Criticare il PD al giorno d’oggi è come sparare sulla Croce Rossa: tra inchieste giudiziarie e batoste elettorali, guerre intestine e figuracce varie, sembra davvero che questo partito sia avviato al suicido, come ha scritto il quotidiano Il Riformista commentandone le ultime vicende. Eppure di per sé il momento storico sembrerebbe molto favorevole: il liberismo è precipitato in una crisi profonda, che è di fiducia ancor più ed ancor prima che di sostanza; in America il nuovo presidente ha trionfalmente spezzato la supremazia repubblicana, ed ha portato una nuova speranza a tutti i partiti che nel mondo si richiamano ai democratici americani; la congiuntura economica negativa tende di per sé a colpire chi governa, favorendo l’opposizione; e per finire, a sinistra non ci sono più concorrenti, essendo la crisi da quelle parti ancora più drammatica. E allora, come si spiega il declino costante del PD?

Molti pensano che sia colpa di Veltroni, ma a me pare un giudizio ingeneroso: l’unico suo errore veramente grave è stato l’apparentamento elettorale con Di Pietro, che da solo probabilmente non avrebbe raggiunto il quorum necessario per superare lo sbarramento del 5%, e sarebbe rimasto per strada a protestare con Grillo e pochi altri. Ora è difficile rimediare, l’IdV ha preso stabilmente il posto della sinistra estrema, e resterà a lungo la spina nel fianco dei riformisti.

Altri giudicano sbagliate la strategia e la tattica del partito: troppo e troppo poco ‘di opposizione’, contemporaneamente. In effetti, non si può negare una certa inconsistenza nella linea politica: basti pensare agli imbarazzi su Alitalia, al parallelo conflitto col governo e con la CGIL, alla vicenda tragicomica della vigilanza RAI, o all’ondeggiamento sempre più impacciato di fronte alla deriva della magistratura. Poi ci sono la ‘questione morale’ e la ‘questione settentrionale’, che come minimo evidenziano un forte smarrimento, ed un grave scollamento rispetto al sentire comune e alle esigenze reali del Paese. Ed infine il governo ombra, che per la verità sembra piuttosto un governo fantasma: c’è qualcuno che conosce una sola proposta concreta avanzata dai suoi ministri?

Eppure, la sensazione è che il problema sia più profondo; infatti, risale all’origine stessa del PD, cioè alla ‘fusione fredda’ tra gli epigoni del cattolicesimo di sinistra e gli ultimi eredi del comunismo. Qualche giorno fa la questione è tornata agli onori delle cronache, con la diatriba tra Rutelli e gli ex popolari da una parte, e Fassino e gli ex DS dall’altra, a proposito del gruppo parlamentare europeo cui aderire. In soldoni, i DS vorrebbero confluire nel PSE, portabandiera del laicismo antioccidentale alla Zapatero; i Popolari, proprio per quello, non possono permetterselo. Si badi bene però che la cosa va molto al di là della semplice tattica elettorale – per cui Rutelli e i suoi non possono mettersi apertamente in rotta di collisione la gerarchia cattolica -, essa viceversa è l’ennesima riprova della profonda crisi d’identità che travaglia e blocca il PD.

Un grande partito deve avere una grande visione della vita: purtroppo il PD ne ha due, incompatibili tra di loro. Venerdì scorso la Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede ha emesso l’istruzione “Dignitas personae. Su alcune questioni di bioetica”; lunedì, quasi a rispondere per le rime, l’Unità ha pubblicato a tutta pagina una vignetta (pure bruttina) con il titolo: “Grazie Europa. In Italia la RU486”. E questo è solo un esempio: su tutte le grandi questioni ideali le due anime del PD sono su posizioni inconciliabili. Una volta c’era l’ideologia marxista a tenerle unite, l’utopia del mondo nuovo, l’epopea del sol dell’avvenir; ma la storia ha spazzato via da tempo questi sogni, ed è ora che i democrat aprano gli occhi, si sveglino, e decidano seriamente ‘cosa fare da grandi’. Non c’è più molto tempo: in estate si voterà per il parlamento europeo, e se per allora non si scioglierà questo nodo gordiano, quelle potrebbero essere le ultime elezioni del PD.

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