ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Olocausto prossimo venturo

Posted by ikzus su 6 agosto 2008


6 agosto 1945: la prima bomba atomica della storia distrugge Hiroshima (e di lì a 3 giorni segue Nagasaki); si chiude così, con un ecatombe mai vista, la guerra scatenata dal regime nazionalsocialista tedesco contro (quasi tutto) il resto del mondo.

A distanza di 63 anni, probabilmente ci stiamo avviando verso la seconda guerra nucleare, e forse la terza guerra mondiale (qualcuno dice la quinta, dopo la ‘guerra fredda’ e la lotta contro il terrorismo islamico, ma non cambia).

L’Iran, impermeabile alle minacce (poche) come alle lusinghe (molte), prosegue indisturbata il suo cammino verso gli armamenti atomici, e si prepara a mettere in pratica la distruzione di Israele tante volte e tanto apertamente proclamata dai suoi leaders. Israele lo sa, e a sua volta si prepara a rispondere (con il successivo annientamento nucleare delle principali nazioni islamiche), oppure a prevenire il colpo fatale attaccando per primo. Nonostante la potenza e la determinazione delle sue forze armate, difficilmente Gerusalemme riuscirà a fermare definitivamente il riarmo atomico iraniano con un blitz di tipo convenzionale: tutti ricordano lo strike micidiale con cui gli aerei con la stella di Davide azzerarono le ambizioni irachene, e Teheran si è attrezzata da tempo per un’eventualità del genere. Così, rimangono due possibilità: un attacco convenzionale americano in grande stile – ma non pare che gli USA siano disponibili, almeno per ora -, o un bombardamento atomico preventivo da parte di Israele. In questo secondo caso, gli altri regimi islamici sarebbero ben contenti per l’eliminazione di quello che anche loro considerano un pericolosissimo avversario, ma le masse si solleverebbero, e gli estremisti avrebbero buon gioco a denunciare e forse a rovesciare i governi che si schierassero implicitamente con l’odiato nemico ebraico. Da quel punto in poi gli scenari che si aprono sono inimmaginabili, ma facilmente coinvolgerebbero il mondo intero.

Ciò che trovo sconcertante, ancora una volta, è la totale assurdità della posizione europea: dialogo a tutti i costi, ‘senza se e senza ma’ dicono loro, fine a se stesso pensano tutti gli altri. La seconda guerra mondiale fu causata direttamente da Hitler, ma le nazioni europee avrebbero potuto impedirla: non lo fecero, per indolenza, e soprattutto per paura. Si comportarono allo steso modo con il totalitarismo comunista – ricordate i pacifinti che manifestavano contro gli euromissili invece che contro gli SS20 sovietici? -. Anche nella guerra al terrorismo islamico l’Europa ha preferito sostanzialmente piegare la testa, con l’unica parziale eccezione della Gran Bretagna (che difatti tanto europea non lo è mai stata). Persino quando poteva fermare la seconda guerra del Golfo, la burocrazia europea ha dimostrato di condividere l’opinione dell’ineffabile Vattimo, che sulle colonne della Stampa sosteneva senza indugi che tra Bush e Saddam Hussein fosse senz’altro da preferire il secondo. E così l’America nel corso di un secolo ha combattuto il nazismo (ed è andata alla grande), il comunismo (è andata bene anche lì), il terrorismo globale (speriamo …), il regime tirannico iracheno (ma qui non è andata tanto bene), ed ora il governo nichilista-apocalittico dei mullah iraniani; noi, nel nostro piccolo, ci prepariamo per la prossima marcia della pace di Assisi, naturalmente contro gli USA e contro Israele! Intanto, mentre noi dialoghiamo e marciamo, il mondo va verso l’olocausto nucleare.

Corriere – L’ammiraglio Usa: «Teheran lancerà un attacco contro Israele»

Corriere – Attacco all’Iran, la prova generale

Corriere – Solo un attacco (riuscito) può fermare la guerra

Manifesto – Che ne facciamo dell’Iran? Israele, gli Usa, e la prossima guerra

Occidentale – Gli Usa attaccheranno l’Iran alla metà di settembre? Ci siamo quasi…

Attacco all’Iran, prova generale

Anche pubblicato qui:

IL FROMBOLIERE

SGUARDO LEALE

NATANAELE

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5 Risposte to “Olocausto prossimo venturo”

  1. anna bono said

    lo so, non ci sono più parole, le abbiamo dette tutte, per commentare, spiegare, interpretare e soprattutto contrastare la demoralizzazione dell’Occidente e tutto ciò che ne deriva; riconosciamo diritti umani ai gorilla e non abbiamo abbastanza dignità, voglia di essere felici e ardimento per difendere la nostra vita, e la vita umana in generale, contro la morte, ovunque e comunque essa minacci l’esistenza.
    per fortuna c’è un “noi” traditore, ma anche un “noi” fedele:…sta andando meglio persino in Iraq…
    Anna

  2. Aleks said

    Gli Stati Uniti (non ‘l’America’) negli ultimi sessant’anni hanno portato l’esercito ovunque fossero minacciati i propri interessi economici e politici. Le guerre combattute dai governi statunitensi hanno portato spesso (non sempre) come decorazione una facciata ‘democratica’, ma la verità è un’altra.

    I regimi dittatoriali abbattuti dall’occidente sono nettamente in minoranza rispetto a quelli apertamente sostenuti, se non imposti, specie in America centrale e meridionale.

    Detto questo, non vedo cosa ci sia di sbagliato nel perseguire la linea del dialogo in un confronto tutto diplomatico tra Iran e Stati Uniti.
    Guerra nucleare? Non esiste nessuna prova della preparazione di ordigni nucleari in Iran, come confermato dagl’ispettori inviati. E comunque non esistono vincoli internazionali che possano impedire all’Iran di armarsi.
    Fa ridere la pretesa degli USA di minacciare l’intervento armato per far rispettare eventuali risoluzioni ONU: i marines non sono un corpo di polizia internazionale, né la stessa amministrazione Bush ha mai rispettato le risoluzioni contrarie all’invasione di Afghanistan ed Iraq. D’altra parte nessuno è mai intervenuto per costringere Israele a rispettare le numerose decisioni dell’ONU ritirandosi dai territori occupati da quarant’anni in conclamata illegalità.

    E’ peraltro assurdo credere a gente che ha già mentito allo stesso modo per giustificare una guerra insensata.
    La guerra in Iraq, ormai lo sanno anche i sassi, non ha avuto alla base alcuna motivazione ‘democratica’ od umanitaria. Si è trattato dell’eliminazione di un ex alleato politico che minacciava il controllo americano sulla alcuni dei maggiori giacimenti di petrolio.

    Nessun politico americano aveva sollevato un ciglio quando Saddam Hussein era l’alleato, nonostante l’uso di armi chimiche sulla popolazione civile.

    Oggi il governo iraniano si rifiuta di sottostare ai diktat statunitensi, per questo è diventato il nemico da eliminare. Poco importa se questo dovesse provocare un conflitto in tutta l’area.

    No, come sempre è stato, l’unica posizione accettabile è la mediazione diplomatica. Ed una manifesazione per la pace, oggi, non può non indicare, tra gli altri, gli Stati Uniti per i conflitti innescati in modo illegale ed ancora in corso ed Israele, per la situazione intollerabile in cui da quasi mezzo secolo costringe a vivere l’intero popolo palestinese.

  3. Berlicche said

    Il problema è un pochino più complicato di così. La diplomazia serve quando l’interloocutore è ragionevole, o comunque il suo obbiettivo minimo è qualcosa di accettabile. quando l’obbiettivo minimo, quello per cui è disposto a qualsiasi sacrificio, è qualcosa di inaccettabile, alora la diplomazia serve ad un tubo.
    Vorrei invitare a leggere in proposito il discorso che Solzenicyn fece ad Harvard 30 anni fa, http://www.sandrodiremigio.com/blog/1978_un_mondo_in_frantumi_solcenicyn.htm?a veramente profetico in tale senso, e questo mio post http://berlicche.splinder.com/post/7036801/Bomba+o+non+Bomba di un paio d’anni fa.

  4. Aleks said

    La diplomazia è la strada principale, sempre ed in ogni caso. La violenza della guerra non è una opzione finché ci sono altre soluzioni. L’obbiettivo minimo deve sempre essere l’evitare il ricorso alle armi. Ogni trattativa civile non può avere tra le opzioni l’intervento militare.
    La scelta è tra civiltà e guerra.

  5. michele said

    Non sarà certo Israele a sparire per un attacco nucleare.

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