ALEZEIA

La verità vi farà liberi

Le (false) notizie, la (vera) notizia

Posted by ikzus su 20 marzo 2008


Si dice che la nostra sia l’era dell’informazione; e se si guarda alla quantità, è certamente vero: Internet da sola raccoglie più materiale di quanto non ne abbiano mai avuto tutte le generazioni passate messe insieme. Ma in Internet c’è di tutto, e il contrario di tutto; è difficile cercare, è ancor più difficile trovare. Se si sposta l’attenzione alla TV e alla carta stampata, il panorama cambia, ma non migliora: a parte una stucchevole omogeneità che ha l’odore delle fotocopie, ciò che più colpisce è il distacco tra la realtà e la sua rappresentazione. Le notizie sono a volte semplicemente inventate, più spesso esagerate, quasi sempre distorte. Per questo il Santo Padre dedicherà la prossima enciclica non alla fede – com’era facile aspettarsi, dopo le due precedenti su speranza e carità – bensì alla verità. Quella verità che, negata in linea teorica dai fautori del pensiero debole e del relativismo assoluto, nella pratica degli operatori dell’informazione diventa una semplice variabile tra tante, certo meno importane dell’ossequio al potere o dell’allineamento all’opinione dominante. Ed è difficile dire dove finisca il wishful thinking, e dove inizi la manipolazione intenzionale: ad esempio, come classificare i (finti?) sondaggi che davano il SI al referendum sulla legge 40 vicini al 50%, quando non raggiunsero il 25%? O analogamente, quelli entusiastici che nel 2006 ci raccontavano la trionfale vittoria di Prodi, che ottenne a stento la parità?

Naturalmente, il peggio emerge quando entra in gioco l’ideologia: ricordate il tristissimo episodio di Napoli? I titoloni dei giornali e dei TG parlarono di un bliz delle forze dell’ordine che manco all’epoca delle BR, contro un’indifesa signora che esercitava il suo legittimo diritto all’aborto, e con il diabolico obiettivo di abbattere la meravigliosa legge 194. La realtà era assai diversa: un bambino con una disfunzione di poco conto, una madre che a norma di legge non avrebbe potuto abortire, e soprattutto un ospedale in cui la morte di stato è diventata routine burocratica, dove l’ultima cosa che conta è la donna e il suo dramma, e con punte di orrore tali che un infermiere ad un certo punto non vede altra possibilità che chiamare i carabinieri. Declinando le generalità, come si suol dire, e non nascondendosi dietro l’anonimato, come invece avevano inventato i giornalisti.

Con uno scatto d’orgoglio, le principali testate nazionali riconoscono la cantonata, ma ripartono per la guerra: da quel giorno cominciano le ‘rivelazioni’ quasi quotidiane sul dramma dell’aborto clandestino, cui segue immancabilmente la deprecazione per quei reazionari che insistono a minacciare il baluardo di civiltà legislativa che ben conosciamo; fino all’apoteosi: il martire genovese, stroncato dalla campagna terroristica dei manigoldi pro-life. La realtà dei fatti? Per quel che si è saputo, un distinto professionista che eseguiva aborti illegali su distinte signore della Genova-bene e simpatiche signorine rampanti in carriera: niente immigrate clandestine, niente drammi morali, solo la squallida banalità dell’aborto come sanguinario contraccettivo. Difficile non trarre la logica conclusione: la 194 a una cosa doveva servire, cancellare gli aborti clandestini; a trent’anni dall’emanazione, obiettivo miseramente fallito. Resta la banalizzazione dell’aborto diventato mezzo di controllo delle nascite e di selezione eugenetica della specie; e resta una montagna di cadaveri: milioni in Italia, centinaia di milioni nel mondo.

En passant, una parola sulla menzogna più ripetuta, quella per cui la legge ha fatto diminuire gli aborti. Falso in assoluto: la legalizzazione ha moltiplicato gli aborti, com’era facilmente prevedibile, e come si può altrettanto facilmente dimostrare: http://www.corrispondenzaromana.it/articoli/84/1/Aborto/Con-quale-balla-propagandistica-si-ottenne-la-legalizzazione-dell-aborto-in-Italia.html . E falso anche in senso relativo: da lungo tempo gli aborto si sono fermati a 1 ogni 4 nati (pensateci quando passate davanti a un asilo o a una scuola), quella che è scesa è la natalità; sarebbe come esaltarsi perché negli ospizi non si fanno aborti, facendo finta di non sapere che in realtà (per ovvie ragioni …) non si fanno bambini!

Si potrebbe pensare: in problematiche di questo genere, è veramente difficile dare una valutazione oggettiva. Ma la deformazione della verità si estende molto al di là delle cosiddette “questioni eticamente sensibili”. Per dire: questa settimana cade il 5° anniversario dell’invasione americana dell’Iraq; ora, si possono giudicare diversamente sia le motivazioni sia i risultati; ma 5 anni fa, ciò che venne stravolto dai media italiani in generale fu la semplice cronaca. Per dimostralo è sufficiente fare un giochetto: provate a domandare ai vostri amici quanto durò l’azione militare, dal primo bombardamento missilistico alla presa di Bagdad. La risposta esatta, che constaterete largamente sottostimata, è: 21 giorni; probabilmente il più brillante successo militare di tutta la storia degli Stati Uniti! Ricordo che all’epoca mio suocero leggeva ancora Repubblica; quando gli americani abbatterono la statua del Raiss e l’esercito iracheno si arrese, venne da me e mi disse: “Ma gli americani non stavano perdendo?” No, non proprio.

E che dire della “zapabufala”? Se avete seguito le news della settimana scorsa, vi sarete convinti che Zapatero ha vinto alla grande le elezioni spagnole, anzi, secondo i titoli di alcuni giornali ha addirittura “trionfato”; inoltre, vi hanno spiegato che questa è stata una clamorosa sconfitta della Chiesa Cattolica che appoggiava il partito avversario, e una grande affermazione della sinistra in generale. I fatti sono un po’ diversi, quasi opposti. Vediamo i numeri: il partito socialista ha ottenuto il 43,64 per cento dei voti (un punto in più del 2004) e 169 seggi in Parlamento (cinque in più del 2004). Il partito popolare ha ottenuto il 40,11 per cento dei voti (due punti in più del 2004) e 153 seggi (cinque in più del 2004). Dunque, i conservatori non sono arretrati, anzi, sono avanzati più degli avversari in termini di voti; in realtà, a crollare sono stati i partitini dell’estrema sinistra, alleati di Zapatero, che hanno perso complessivamente 8 seggi su 13; difatti Liberazione e la sinistra Arcobaleno non erano per nulla allegre! In definitiva, la Spagna si è spostata a destra e non a sinistra, e Zapatero, cannibalizzando i suoi alleati, ha guadagnato qualche seggio in più come partito, ma contemporaneamente ha perso la maggioranza assoluta come governo, e faticherà molto più di prima a imporre la sua revolucion: per questo parla (magnanimamente …) di dialogo e rappacificazione nazionale! Un po’ diverso da come ce l’hanno raccontato, vero? Rimane la questione della Chiesa Cattolica, che sicuramente sognava una debacle socialista, ma che non avrebbe avuto alcun vantaggio da un successo del partito avversario: il suo leader in campagna elettorale aveva promesso che in caso di vittoria non avrebbe toccato le disastrose riforme laiciste di Zapatero, sottomettendosi in questo modo alla sua linea culturale e valoriale; secondo molti commentatori, proprio questa presa di distanza dalla Chiesa e dai valori tradizionali avrebbe minato alla radice una possibile vittoria dei popolari.

Letta in chiave domestica, tutta questa vicenda dice una serie di cose, tutte spiacevoli per l’ intelligencija dominante: la sinistra antagonista è destinata ad un sicuro tramonto, il laicismo non paga, e se i conservatori si alleano con la Chiesa le prospettive sono tristi anche per la sinistra riformista. Sui giornali, abbiamo letto l’esatto contrario.

Potremmo andare avanti per ore (dall’Ordine dei medici che appoggia l’eutanasia, alle fonti rinnovabili, dal protocollo di Kyoto a Israele, dall’Alitalia alla bomba atomica iraniana, ecc. ecc. ecc.), per arrivare alla stessa sconfortante conclusione: siamo subissati di notizie, perlopiù variamente false. Quella che i media non ci daranno mai, invece, è LA notizia, una buona notizia finalmente (eu-anghelo in greco, vangelo per noi). Non è proprio una news, in effetti, risale a duemila anni fa. Da allora un numero sempre più grande di persone di ogni popolo e nazione va dicendo una cosa stupefacente: c’è stato un uomo, vissuto in maniera straordinaria, condannato senza colpa, ucciso atrocemente; ebbene, quell’uomo ha vinto la morte, proprio come aveva detto, e in questo modo ha trasformato la vita di miliardi di persone, e la stessa prospettiva dell’esistere.

E, come scriveva il grande Romano Amerio, per quanto parlasse d’amore risulta che di sé non disse mai “Io sono l’Amore”; disse invece, per ben due volte: “Io sono la Verità”.

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