ALEZEIA

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L’invenzione dell’omofobia

Pubblicato da ikzus su Lunedì 19 Ottobre 09

Ricevo e pubblico questa analisi lucidissima e assai penetrante (ooops: si può ancora dire?)

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La proposta di legge sulla cosiddetta omofobia era prevista nel programma elettorale di PD + IdV e non era prevista nel programma di PdL + Lega. PdL e Lega però non l’hanno voluta fermare in sede di Commissione, e così il 12 ottobre la proposta di legge (relatrice la PD Anna Paola Concia) è andata in discussione in Parlamento. Stoppata grazie alla pregiudiziale di incostituzionalità proposta dall’UdC e approvata a maggioranza, la proposta di legge tornerà, stavolta con un disegno di legge presentato dal Governo.
Tutto questo “volerla approvare a tutti i costi” è già una prima vittoria per la lobby gay, che ha inventato l’omofobia per zittire il dissenso.

Mia moglie e io nel 1980 formammo una famiglia, società naturale fondata sul matrimonio, i cui diritti sono riconosciuti dalla Costituzione. Desideravamo dei figli, e questo veniva incontro alle necessità della società, che ha bisogno di 2,1 figli per donna per sussistere. I figli nacquero attraverso rapporti sessuali matrimoniali. Vedete qualcosa di anormale in questo percorso? Niente di anormale, è un percorso normale.

Eppure la lobby gay ci ribattezzò “eterosessuali”, e nessuno ha reagito. Io rifiuto la neolingua gay e riaffermo che il mio percorso non è “eterosessuale”, è semplicemente un percorso “normale”, non avendo in sé niente di anormale.
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Decreto ‘omofobia’ bocciato dalla Camera

Pubblicato da alenu su Mercoledì 14 Ottobre 09

Roma, 13 ottobre 2009 – Affossata dall’aula della Camera la legge contro l’omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l’assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità sollevata dall’Udc.

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Omofobia: Parole profetiche del Cardinale Ratzinger

Pubblicato da ikzus su Martedì 13 Ottobre 09

Parole profetiche del Cardinale Ratzinger
su un’ideologia ostile alla libertà religiosa


di Antonio Gaspari

ROMA, domenica, 11 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Un’eventuale legge italiana contro l’omofobia, in recepimento di una risoluzione del Parlamento Europeo, potrebbe limitare fortemente la libertà delle persone e la libertà religiosa.

E’ in discussione alla Camera dei Deputati la proposta di legge C-1658 contro l’omofobia, presentata dal Partito Democratico, a prima firma di Paola Concia. La proposta prevede l’inserimento nel Codice Penale di “reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

L’iniziativa recepisce una risoluzione del Parlamento Europeo del 18 gennaio 2006 in cui l’omofobia è definita “una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio”.

Come “pregiudizio” si intende ogni giudizio morale contrario all’omosessualità e alle deviazioni in campo sessuale. Quando esso si esprime in scritti o discorsi pubblici che non pongano su un piano di assoluta eguaglianza ogni tendenza e orientamento sessuale, può essere considerato come contrario al rispetto dei diritti dell’uomo ed essere oggetto di sanzioni penali. Lo stesso principio è enunciato dall’art. 21 della Carta fondamentale dei Diritti del cittadino di Nizza, resa giuridicamente vincolante dal Trattato europeo di Lisbona.

Nel commentare l’iniziativa, il professor Roberto De Mattei ha spiegato in un dettagliato articolo pubblicato su Radici Cristiane” (n. 48 – Ottobre 2009) che “se questa legge passasse e fosse applicata in modo coerente, sarebbe impossibile, o quanto meno rischioso, criticare l’omosessualità e presentare la famiglia naturale come ’superiore’ alle unioni omosessuali. Un’istituzione ecclesiastica non potrebbe rifiutarsi di designare come suo rappresentante una persona che non faccia mistero delle sue tendenze omosessuali. Nessuno Stato, ma anche nessuna Chiesa, potrebbe rifiutare di celebrare un matrimonio di coppie dello stesso sesso. Catechismi e libri sacri che condannano l’omosessualità come peccato ‘contro-natura’ potrebbero essere ritirati dal commercio”.

In merito alla possibilità di una legge europea che avrebbe impedito il rifiuto della pratica omosessuale, il 1° aprile 2005 l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, in occasione della consegna del “Premio San Benedetto per la promozione della vita e della famiglia in Europa”, conferitogli dalla Fondazione Sublacense Vita e Famiglia, ebbe a dire: “Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa. Ben presto non si potrà più affermare che l’omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell’esistenza umana”.

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La discriminazione al contrario

Pubblicato da ikzus su Martedì 13 Ottobre 09

Avete notato che da alcuni giorni i media continuano a sparare a raffica ‘notizie’ riguardanti gli omosessuali? Il massimo l’ha raggiunto ieri il GR1 delle ore 8, che come notizia fondamentale dall’estero dava (più o meno):”Le associazioni gay pretendono che Obama rispetti le sue promesse elettorali”; il che è veramente rassicurante, perché ciò vuol dire che il mondo finalmente non ha altri problemi più gravi ed urgenti del diritto dei gay americani ad entrare nelle forze armate (di questo, alla fine, si trattava). Al di là degli aspetti ridicoli, siccome niente succede per caso, come mai in questi giorni si ‘spinge’ la tematica omosessuale?

Ecco qua: alcuni parlamentari stanno cercando di introdurre una norma che promuove l’omosessualità, e discrimina gli eterosessauli a favore dei variosessuali (neologismo da me coniato sul momento, tanto per non perdere tempo in elenchi): è l’anticamera del folle “reato di omofobia”, cioè la limitazione della libertà di pensiero e di espressione quando ci sia in gioco la morale sessuale.

Ma anche restando alla lettera della proposta di legge, c’è da restare basiti: perché un reato dovrebbe essere più grave se commesso contro una certa categoria di persone, e meno se commesso contro altri? Questa non si chiama discriminazione? Perché i variosessuali dovrebbero essere privilegiati? La sicurezza non va garantita a chiunque? E’ la solita storia della sinistra, per cui la violenza è da condannare solo se colpisce gli amici; per cui (come diceva Orwel nel suo famosissimo libro) tutti gli animali suono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri!

A questo proposito, da famigliadomani.it ricevo e ripubblico un’analisi assai puntuale della proposta di legge in discussione al parlamento.

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Cari amici,
questa mattina, 12 ottobre, la Commissione Giustizia della Camera ha approvato il seguente testo modificato.

Disposizioni in materia di reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere
C. 1658 Concia e C. 1882 Di Pietro.

TESTO UNIFICATO APPROVATO DALLA COMMISSIONE
INTRODUZIONE NEL CODICE PENALE DELLA CIRCOSTANZA AGGRAVANTE INERENTE ALL’ORIENTAMENTO O ALLA DISCRIMINAZIONE SESSUALE
ART. 1.
1. All’articolo 61, comma 1, del codice penale, dopo il numero 11-ter), è aggiunto il seguente:
« 11-quater) l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».

Riportiamo qui di seguito un primo commento dell’on. Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del “Popolo della Libertà”.
“L’eventuale introduzione nel codice penale italiano dell’aggravante inerente l’orientamento sessuale oltre ad essere chiaramente incostituzionale rischia di provocare seri problemi e gravi discriminazioni. Incostituzionale perché questa invenzione, frutto del pensiero relativista imperante nel nostro Paese, produrrebbe una sostanziale diversità di trattamento per gli omosessuali e i transessuali di fronte alla legge. Infatti un atto di violenza verso una persona sarebbe giudicato più grave se il soggetto che lo subisce non fosse eterosessuale, per esempio nel caso di violenza sessuale. E ciò è incomprensibile, visto che la violenza deve essere sempre condannata e perseguita indipendentemente da chi la subisce. Se tale proposta diventasse legge sarebbe palesemente violato l’articolo 3 della Costituzione che recita:  “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

E’ evidente, poi, che una volta introdotto nel nostro ordinamento il concetto di “orientamento sessuale” non sarebbe più possibile esercitare il diritto di manifestare la propria opinione, anche critica, in materia, perche subito scatterebbe la sanzione. Sarebbe quindi fortemente limitata la libertà di espressione. Infine tale norma verrebbe utilizzata come porta di ingresso per rivoluzionare i concetti di matrimonio, famiglia, adozioni e per scardinare, quindi, i valori fondamentali che sono alla base della nostra società”.

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Diffondiamo un parere dell’avvocato Claudio Vitelli, consulente giuridico dell’Associazione Famiglia Domani, sulle gravissime conseguenze dell’introduzione nell’articolo 61 del nostro Codice penale dell’”aggravante inerente all’orientamento e alla discriminazione sessuale”, approvata il 12 ottobre dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

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Il cosiddetto “reato di omofobia”

Pubblicato da alenu su Giovedì 8 Ottobre 09

Discriminazione… vogliamo parlarne? Una mia amica, Charlotte S., scrittrice divorziata e agnostica, negli anni Ottanta abitava nel quartiere “Castro” di San Francisco, nota zona residenziale della comunità gay. Era felicissima della sua casa e del suo quartiere (anche perché era sicura di non correre rischi di aggressioni a scopo sessuale) ma ….. ha dovuto andarsene. I gay le rendevano la vita impossibile. Nella migliore delle ipotesi la ignoravano, era “trasparente”, nei negozi non veniva servita, se non con fatica, per ultima e sbattendogli gli acquisti sul banco con malagrazia; ma era anche oggetto di dispetti, ogni occasione era buona per umiliarla. Ha resistito a lungo ma alla fine ha dovuto cedere e mettere in vendita l’appartamento.

Se di casi come questi non si sente parlare è perché la gente ormai lo sa e sta alla larga, a inserirsi non ci prova neppure. Vogliamo istituire il reato di “eterofobia”?

Dall’email di ieri l’altro, a firma Giuseppe Biffi [da non confondersi con il vescovo emerito di Bologna Cardinal Giacomo Biffi], si poteva desumere che l’iniziativa di legge fosse dell’attuale governo. In realtà si tratta di una proposta di legge presentata dal Partito Democratico, a prima firma Paola Concia, che ha avuto l’appoggio di parte del Pdl. Il seguente pezzo spiega bene qual è stato l’iter finora del testo di legge in discussione alla Camera.

Le conseguenze del cosiddetto “reato di omofobia”

di Roberto de Mattei

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Omobufala + handystrage

Pubblicato da ikzus su Mercoledì 3 Dicembre 08

OnuNo

In questi giorni il mondo dei media è stato scosso da una bufera, che aveva il suo epicentro sulla cupola di San Pietro: il Vaticano è stato accusato prima di appoggiare le condanne a morte dei gay, e poi di rifiutare l’appoggio ai disabili. E’ proprio così? Ovviamente no, e ci voleva davvero poco per capirlo.

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Schizocattolici

Pubblicato da ikzus su Martedì 26 Febbraio 08

I cattocomunisti erano quelli che si trovavano d’accordo con Cristo su tutto ciò in cui Cristo era d’accordo con Marx. Ora i comunisti non ci sono più (a parte qualche residuo rosso-verde ai margini della scena), sono diventati “democratici”, e di conseguenza anche i cattocomunisti non ci possono più essere; forse intendeva questo Rosy Bindi, che sulla [Stampa] ha chiesto alla Binetti di “stare nel Pd da democratica e non da cattolica” – così come ha chiesto alla Bonino di “stare nelle nostre liste da ministro e non da radicale”. A questo punto la Bonino, che si può giudicare storta quanto si vuole, ma certo non scema, ha praticamente accusato la Bindi di schizofrenia. E’ difficile darle torto.

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DICO o Famiglia?

Pubblicato da ikzus su Martedì 15 Maggio 07

Alcuni meditabondi mi hanno chiesto come mai non avevo scritto nulla sul Family day, né prima né dopo: ecco qua.

  • dati di fatto:
    • la legge sui DICO è la più blanda rispetto a tutte le altre in Europa – infatti non piace agli omosessuali
    • non interessa le coppie di fatto: al massimo 10-15.000 secondo le stime degli esperti – quante leggi si fanno per così pochi?
    • non interessa ai gay: i matrimoni omosessuali sono falliti ovunque (poche centinaia in Spagna, qualche migliaio nei Paesi dove esistono leggi analoghe da più tempo)
    • quindi non è una priorità della società – ce ne sono ben altre
    • e allora, perché si vuol fare a tutti i costi?

Analizziamo in dettaglio la questione dei DICO: anche se confuse (ad arte) in un unico provvedimento legislativo, le problematiche sottostanti sono due, ben distinte: coppie di fatto, e unioni omosessuali:

  • COPPIE DI FATTO (CdF)
    • le cosiddette CdF sono tali proprio perché respingono l’ufficializzazione del loro legame di fronte alla società, e in particolare rifiutano esplicitamente di impegnarsi in una relazione duratura, legandosi l’un l’altro nel vincolo matrimoniale: l’idea di ‘regolarizzarle’ è quanto di più lontano si possa immaginare dalle loro vere aspirazioni
    • infatti, dove si è cercato di introdurre un riconoscimento ed una parificazione surrettizi (in alcune amministrazioni locai ed all’estero) i vari registri sono rimasti miseramente vuoti
    • in effetti, la regolarizzazione delle coppie di fatto c’è già, si chiama matrimonio; circa metà delle CdF dichiarano che la convivenza è in vista di un futuro matrimonio, mentre per molte altre è una situazione imposta dall’l’impossibilità (dovuta a vari motivi) di contrarre regolare matrimonio
    • per queste situazioni è giusto tutelare alcuni diritti individuali – e su questo tutti sono d’accordo; perché invece qualcuno si ostina a tentare di imporre un nuovo soggetto pubblico?
    • viceversa, la famiglia è la base della società perché:
      • assicura la sopravvivenza dell’umanità, non solo generando figli, ma anche prendendosene cura, allevandoli e educandoli; infatti la precarietà dei legami famigliari riduce la natalità
      • è il primo ambito e l’ultimo rifugio per la solidarietà – pensiamo solo alla cura degli anziani: se dovesse farsene carico lo Stato …
  • UNIONI OMOSESSUALI (UO)
    • l’omosessualità contraddice radicalmente la complementarietà fondamentale ed insuperabile uomo-donna, maschio-femmina (“Dio creò l’uomo a Sua immagina; a immagine di Dio lo creo; maschio e femmina lo creò”)
    • l’omosessualità, in quanto radicalmente (=”alla radice”) infeconda, è contro natura: se fossimo tutti omosessuali, l’umanità si estinguerebbe nel giro di una generazione
    • sul presupposto che ‘comunque gli omosessuali esistono’, si tenta di far passare lo stato di fatto come stato di natura, e quindi stato di diritto: assurdo:
      • infanticidio, pedofilia, incesto (omicidio, furto, evasione fiscale, sfruttamento ecc.): esistono, ma non sono ‘naturali’, né ci sogniamo di legalizzarli
      • comunque, la natura è malata: si tenta di negare il male (a partire dalla sua stessa esistenza, ideologicamente) perché non lo si sa spiegare e non lo si vuole affrontare; ma il male resta ugualmente, ed influenza le persone e la società
    • non è vero che UO sia uguale a famiglia: sono due cose totalmente diverse, e restano diverse anche se noi le parifichiamo per legge – contra factum non valet argumentum

A questo punto, possiamo chiederci: perché qualcuno vuole a tutti i costi questa legge? Qual’è il suo significato profondo, giuridico e politico?

  • Legge e ideologia
    • ogni ordinamento giuridico (ed ogni civiltà, in senso più ampio) presuppone e allo stesso tempo estrinseca un paradigma etico, che a sua volta implica una specifica visione dell’uomo e della realtà: non per nulla i DICO sono in contrasto evidente con lo spirito della costituzione, che nacque imbevuta della concezione cristiana, e che tutela la famiglia, e non altre unioni
    • l’ideologia che si vorrebbe imporre alla nostra società (anche attraverso i DICO) nega proprio che esista una verità, e quindi che esista un justum, un bene ed un male; tutto viene rimandato alla sfera dell’individuo, che in quanto tale definisce per se stesso (ma automaticamente anche per gli altri, perché comunque siamo esseri che vivono in relazione) ciò che è vero buono e giusto, persino contro l’evidenza dei fatti (fino ad arrivare alle follie della teoria del gender, che vorrebbe addirittura negare la diversità sessuale a livello biologico!)
    • in questo senso (come giustamente ha affermato la Bonino dei radicali), i DICO sono la logica continuazione della legge sul divorzio (io vengo prima dell’altro, del noi come coppia, e dei nostri figli), e di quella sull’aborto (io vengo prima di mio figlio, a costo di ucciderlo), e si pongono sulla stessa linea della manipolazione degli embrioni (la vita degli altri vale meno della mia) e dell’eutanasia (la vita degli altri vale solo finché serve a me)
  • Politica e demografia
    • a livello politico, a fronte della perfetta (diabolica) coerenza dei radicali, veramente non si riesce a capire invece come possa la sinistra gettarsi a capofitto in questa visione totalmente individualista ed  anticomunitaria; forse prevale il laicismo, cioè l’odio originario e permanente verso il cristianesimo e la civiltà occidentale che ne è scaturita. Quanto poi ai cristiani che appoggiano e favoriscono simili visioni … mah !!!
    • in un Paese che ormai è al suicidio demografico (con un tasso medio di 1,2 figli per donna, la popolazione si dimezza quasi ogni generazione), la vera priorità è il sostegno ai 23.000.000 di famiglie, o un favore non richiesto ai 500.000 conviventi o agli omosessuali ?
    • si prendeva in giro l’assegno di 1.000 euro per neonato di Berlusconi; invece, cos’ha fatto in 1 anno il ministero per la famiglia e il governo Prodi? Più tasse per le famiglie numerose …

Alcuni hanno contestato l’intervento della Chiesa:

  • Chiesa e Stato
    • in primo luogo, occorre osservare che la legge sui DICO non riguarda i cattolici, per i quali esiste un unico matrimonio, che è addirittura un sacramento: fedele, fecondo, indissolubile
    • inoltre, il no ai DICO non è solo della Chiesa Cattolica, non è solo dei cristiani, ma anche di tutte le religioni (ebraica, islamica, buddista, ecc.) e di tutte le culture (anche se dovunque esistono CdF e UO) (doc allegato)
    • il motivo è semplice: a livello religioso, questa visione dell’uomo come supremo arbitro della propria esistenza (ma fatalmente anche di quelle degli altri, come abbiamo visto) è la quint’essenza del peccato di superbia, la perfetta realizzazione della colpa originale, e il compimento della promessa del tentatore: “Voi sarete come Dio, e stabilirete voi cosa è bene e cosa è male”; per questo tutte le religioni sono contrarie sia alla legalizzazione delle unioni omosessuali, sia al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Per questo, il resto del mondo osserva attonito ed incredulo la deriva morale (ma prima ancora mentale) dell’Occidente, e dell’Europa in particolare
    • i cattolici riconoscono ai vescovi e al Papa (successori degli apostoli e di Pietro) un diritto/dovere di definire i principi morali e guidare concretamente i credenti; i cristiani che antepongono al magistero la propria libera (?) coscienza, non si chiamano cattolici adulti ma protestanti, e in 5 secoli si sono dispersi in circa 60.000 tra chiese denominazioni e sette diverse, in perenne conflitto tra di loro
    • il senatore di RiFo che fece cadere Prodi (peraltro votando contro le indicazioni dei capi, ma in linea con la sensibilità dei suoi elettori) è stato espulso dal partito; cosa c’è di strano se la Chiesa afferma che i politici che sostengono i DICO non possono considerarsi cattolici (e quindi non possono presentarsi agli elettori come tali, ingannandoli)?
    • i cattolici e le loro organizzazioni, tra cui la Chiesa, hanno diritto tanto quanto gli altri di esprimere le proprie idee, argomentarle, sostenerle, difenderle ecc, nonché di organizzarsi per influenzare e ove possibile determinare le decisioni politiche, a tutti i livelli e con tutti i mezzi, purché legittimi e democratici
    • la cosiddetta laicità, cioè la distinzione tra il piano politico e quello religioso, non significa che i credenti non possano e non debbano fare politica – anche perché diversamente rimarrebbero ben pochi a farla, e non saremmo più in democrazie! Significa invece che, al contrario dell’Islam (ma anche differentemente dagli esiti storici della riforma protestante e dell’ortodossia), i precetti religiosi non possono avere direttamente un risvolto giuridico (perché la coscienza non è indagabile umanamente), mentre lo Stato non può interferire con la dimensione religiosa
    • la laicità è esattamente un ‘prodotto’ del cristianesimo, e in maniera piena del cattolicesimo, sia storicamente, sia concretamente (anche oggi non esiste al di fuori della civiltà cristiana): è alquanto buffo che i laicisti pensino di conservarla una volta eliminata la Chiesa – in altri termini, è la Chiesa che garantisce la laicità dello Stato, e non viceversa

Per quanto riguarda il FD nello specifico, osservo quanto segue:

  • i media sono stati vergognosi, e anche un po’ patetici nel loro accanito tentativo di parificare le due manifestazioni; peccato che quella sull’orgoglio laico praticamente non esisteva …
  • particolarmente incredibili La7, col giornalista che si aggirava tra le famiglie tentando di provocare con domande assurde, e il TG1 che vendeva l’idea che in P.zza San Giovanni erano tutti marziani, mentre dall’altra parte sì che c’era la gente a posto
  • incredibile anche la reazione dei grandi quotidiani: a parte Repubblica, che ovviamente vedeva rosso (come sempre, del resto), gli altri hanno cercato o di minimizzare come il Corriere (che ha negato il fondo, e nella pagina dedicata ai commenti in alto ha messo le critiche), o di contrattaccare come LaStampa (che ha sparato una Barbara Spinelli decisamente sottotono, tutta piagnucolosa per la violenza della famiglia e della Chiesa sui poveri laici)
  • peggio che mai la sinistra: a parte l’ormai famosa vignetta del Manifesto (rivelatrice di quanto rancore anticattolico si respiri da quella parte), basti citare il titolone di Liberazione: “FAMIGLIA ASSASSINA”; la rabbia rende pazzi, veramente!
  • gli unici che hanno dato un certo rilievo sono stati i giornali di destra, ben contenti del secondo autogol della sinistra (il primo fu il referendum sulla legge 40, ricordate?) e delle evidenti difficoltà del nascituro PD (ma da quelle parti si abortisce con una tale facilità …); però non si chiedevano cos’ha fatto il precedente governo

In definitiva, che dire? Dal peggior governo della nostra storia non ci si può aspettare nulla di buono; l’opposizione è divisa, e comunque non gli interessa veramente salvaguardare la nostra civiltà ed i principi cristiani che la fondano; la sinistra è ormai persa, la destra non esiste …

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