ALEZEIA

La verità vi farà liberi

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Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi

Pubblicato da ikzus su Mercoledì 18 Novembre 09

EVOLUZIONISMO:
perché non possiamo non dirci anti-darwinisti

CR n.1117 del 14/11/2009

Lo scorso 23 febbraio, fuori dal grande coro di compiaciute celebrazioni dei 150 anni dell’Origine della specie (coincidenti con il bicentenario della nascita di Darwin), un gruppo di scienziati, filosofi ed accademici si è riunito a porte chiuse presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dagli atti del convegno è scaturito il volume Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi (Cantagalli, 2009), antologia curata e introdotta dal Vice-presidente del CNR, Roberto de Mattei e comprendente testi di Josef Seifert, Alma von Stockhausen, Guy Berthault, Jean de Pontcharra, Joseph Holtzschuh, Hugh Miller, Thomas Seiler, Pierre Rabischong, Maciej Giertych, Hugh Owen e Dominique Tassot. Il saggio è stato presentato lo scorso 6 novembre all’Hotel Columbus, nei pressi del Vaticano.

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Peppino, Erode e il destino del PD

Pubblicato da ikzus su Domenica 16 Agosto 09

A chi non avesse ancora scelto il libro da leggere sotto l’ombrellone, consiglio vivamente “Mondo Piccolo” di Guareschi. È un tuffo nel passato, quando i comunisti erano comunisti e sarebbero inorriditi a chiamarsi “democratici”, e i cattolici invece che ‘adulti’ si accontentavano di essere devoti (perlopiù alla Madonna). Allora gli onorevoli si chiamavano Peppone, oggi ci dobbiamo accontentare dei Peppino: come quell’Englaro di cui ho già scritto cosa penso, e del quale speravo di non dover più parlare per il resto dei miei giorni; ma lui ha deciso di candidarsi alla guida del PD lombardo, e questo qualcosa vuol dire, no?

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Almeno 30 donne sono MORTE di Ru486

Pubblicato da alenu su Venerdì 7 Agosto 09

La notizia di stamattina è che  la Rn486 è stata approvata anche in Italia. Che bello, così adesso siamo “al passo” con gli altri paesi occidentali. In realtà, l’atteggiamento cauto assunto con coraggio dal nostro paese, come sta succedendo sempre più spesso da alcuni anni a questa parte, era veramente quello più saggio e attento alla salute delle proprie cittadine. Perché la Ru486, da non confondersi con la “pillola del giorno dopo”, non è una passeggiata, e può anche uccidere.

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Eluana, Superman e lo tsunami dell’aborto

Pubblicato da ikzus su Mercoledì 11 Marzo 09

La morte è l’esperienza più personale che un uomo possa fare: nessun altro può condividere quel momento; al tempo stesso, è l’esperienza più universale, quella che ci parifica tutti quanti, azzerando ogni distinzione. Secondo Omero, essa è così fondamentale che addirittura ci definisce: nei suoi poemi, gli uomini sono semplicemente “i mortali”. Contro questo destino ineluttabile l’umanità da sempre combatte una guerra senza sosta, ed in fondo il tanto celebrato ‘progresso’ si riduce all’andamento di due o tre statistiche: speranza di vita alla nascita, mortalità infantile, e poco altro. In questo senso, la morte ci fornisce un modo privilegiato di leggere la nostra civiltà: ad esempio, se nelle società cosiddette evolute prevalgono patologie cardiovascolari e tumori, in quelle più povere è ancora la fame e la denutrizione a farla da padrone, insieme a malattie che da noi si curano con qualche pillola o con un buon vaccino. Ed in molte zone del mondo si muore ancora per guerre, conflitti e violenza.

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Omobufala + handystrage

Pubblicato da ikzus su Mercoledì 3 Dicembre 08

OnuNo

In questi giorni il mondo dei media è stato scosso da una bufera, che aveva il suo epicentro sulla cupola di San Pietro: il Vaticano è stato accusato prima di appoggiare le condanne a morte dei gay, e poi di rifiutare l’appoggio ai disabili. E’ proprio così? Ovviamente no, e ci voleva davvero poco per capirlo.

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Quella disperata fame di morte

Pubblicato da ikzus su Venerdì 14 Novembre 08

Quasi sempre il male si basa sulla menzogna, come se avesse terrore della verità. Così oggi nei primi 3 quotidiani italiani – Corriere, Repubblica e Stampa – troviamo già nel titolo di prima pagina la medesima dolce sfumatura ingannatrice: «Ora Eluana può morire»; no, prego: DEVE morire. Leggi il seguito di questo post »

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Eugenetica 2000: Peter Singer

Pubblicato da ikzus su Venerdì 25 Luglio 08

“Se si vuole un altro figlio, è giusto eliminare quello Down”

“I feti, i neonati e i menomati cerebrali non hanno diritto alla vita”

“Il neonato disabile deve essere ucciso prima possibile, perché poi si sviluppa un legame troppo forte tra la madre e suo figlio”

“I feti, i bambini appena nati e i disabili sono non-persone, meno coscienti e razionali di certi animali non umani. E’ legittimo ucciderli”

“Perché limitare l’uccisione dentro il corpo della donna? E’ ipocrita far abortire all’ottavo mese e non consentire l’eutanasia neonatale”

“Non dobbiamo essere contro l’eutanasia solo perché la praticarono i nazisti. Io voglio ridurre la sofferenza”

DUE PAGINE DI INTERVISTA A PETER SINGER dal Foglio dell’11-3-2008 (qui in PDF)

Questo è il futuro che stiamo costruendo per noi e per i nostri figli.

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Eutanasia all’italiana

Pubblicato da ikzus su Giovedì 10 Luglio 08

Anche in Italia si può uccidere una donna malata facendola morire di fame, come Terry Schiavo negli USA?

Non ho ancora avuto tempo e modo di approfondire la notizia, comunque mi colpisce il fatto che se questa sentenza venisse applicata – ma sarebbe pazzesco – avremmo saltato tutti i passaggi intermedi della truffa-eutanasia, saremmo già all’omicidio del non-consenziente: pazzesco!

Per quanto mi riguarda, avevo già scritto qualche riflessione all’epoca del povero Welbi:

LA LUNGA MARCIA DELLA MORTE

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Un altro mio commento:

Il volto demoniaco della nostra società

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Pagine correlate su questo Blog (articoli e commenti):

EUTANASIA

ELUANA

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Abortismo

Pubblicato da ikzus su Mercoledì 13 Febbraio 08

La vicenda è nota: una poveretta è andata in ospedale ad abortire al quinto/sesto mese di gravidanza, e all’uscita dalla sala operatoria si è trovata davanti gli agenti della polizia. Pare che, in seguito ad una denuncia anonima, un giudice abbia deciso di verificare se c’era materia di reato.
Apriti cielo! I principali quotidiani hanno sparato a zero: [Repubblica], per citare il peggio, si permette prodezze di questo livello, direttamente in prima pagina: “Cosa avrebbero fatto i sette agenti di polizia se in quell’ospedale di Napoli fossero arrivati durante l’operazione e non subito dopo? Avrebbero rimesso il feto dentro la donna? “Fermi tutti, in nome della legge: controabortisca o sparo!”. […] quali rei stava cercando? La mamma? Il papà? I medici e gli anestesisti? Cosa voleva mettere sotto sequestro preventivo: l’utero di quella donna?
Non so, forse Francesco Merlo pensa di essere divertente, magari sogna di andare a Zelig; di sicuro, lui ne sa più del giudice, dal momento che ha già pronta la sentenza: “È difficile anche ragionare dinanzi a questa violenza che è stata commessa a Napoli. Una violenza contro la legge, innanzitutto, perché l’aborto era terapeutico e quindi legittimo, nel pieno rispetto della 194
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Il cancro dell’Occidente

Pubblicato da ikzus su Lunedì 10 Settembre 07

Scusate se per una volta parto da un fatto personale, ma mi pare significativo: un po’ di anni fa Paola accettava di sposarmi, e insieme decidevamo di rinunciare ai consueti regali di nozze, chiedendo invece agli amici di sostenere persone bisognose ed associazioni meritevoli, tra le quali Amnesty International. Oggi – per la parte che riguarda AI – non lo rifarei.

AI nasce quasi mezzo secolo fa da un inglese cattolico, e si caratterizza fin dall’inizio per la sua difesa dei condannati a morte e dei prigionieri politici (non tutti, per la verità: solo quelli che non abbiano esercitato violenza). In poco tempo cresce fino a diventare la più grande associazione umanitaria al mondo, ottiene riconoscimenti prestigiosi come il premio Nobel per la pace – prestigioso prima che lo regalassero a terroristi e dittatori, beninteso! -, e soprattutto diventa un punto di riferimento importantissimo per quei diritti umani che, a quasi 60 anni dalla famosa Dichiarazione Universale, vengono apertamente negati dall’Islam e bellamente ignorati dal continente cinese, ma anche da noi sono sempre più evanescenti.

E’ per questo che sconcerta la notizia di questi giorni: AI – o meglio, il suo vertice internazionale – ha ufficialmente deciso di appoggiare in tutto il mondo la legalizzazione dell’aborto.

Certo, l’intenzione è apparentemente ottima: la difesa delle donne stuprate; e chi potrebbe opporsi? Anche in America tutto iniziò così: nel 1973 una ragazza si rivolse alla Corte Suprema statunitense per ottenere l’autorizzazione ad abortire, dichiarando di essere stata violentata da un branco; vinse la causa, e l’aborto venne legalizzato, prima negli USA (ma era già legale nell’URSS comunista e nella Germania nazista), e poi nel resto del mondo.

Peccato che fosse una balla, come ha ammesso recentemente la protagonista di quello show truffaldino. Peccato che, partendo da considerazioni facilmente condivisibili sull’onda dell’emozione – “come si fa a costringere una poveretta a partorire il figlio del suo violentatore?” – si è arrivati alla ‘libertà’ di uccidere i propri figli prima che nascano: perché non le vogliamo femmine, come in Cina e in India; o perché non li vogliamo handicappati – e così finiamo per ammazzare anche i figli sani:

http://www.segnideitempi.net/2006/modules.php?name=News&file=article&sid=6190&mode=&order=0&thold=0

http://www.segnideitempi.net/2006/modules.php?name=News&file=article&sid=6207&mode=&order=0&thold=0

Peccato che l’aborto, secondo i dati ufficiali dell’OMS, uccida circa 50.000.000 DI PERSONE OGNI ANNOUN MILIARDO in vent’anni !!!

Ma ciò che veramente stupisce, non è tanto l’ingenuità (sarà vera ingenuità?) di chi si appella a casi pietosi e non si accorge che così spalanca la porta all’omicidio di massa e all’eugenetica fai-da-te. Piuttosto, a lasciare esterrefatti è la deriva ideale e morale sottostante, la teoria per cui chi ha subito violenza ha diritto di infliggere la morte, e non al suo persecutore, ma al proprio figlio! Ora questo teorema diabolico viene riproposto dall’associazione che ha fatto una bandiera dell’abolizione della pena di morte, anche quando i condannati si sono macchiati di colpe certe e di delitti spaventosi. Come si può (giustamente) difendere la vita di migliaia di colpevoli, e contemporaneamente condannare a morte decine di milioni di assoluti innocenti? Come ripetere il monito divino “nessuno tocchi Caino!”, se poi si propugna il massacro di Abele?

A meno di nascondersi dietro un dito, come i bambini, sostenendo che non di essere umano si tratta, o perlomeno non individuo, non persona; insomma, ci sono uomini di seria A e uomini di serie B. A parte l’insostenibilità sia scientifica sia filosofica di tale teoria, è evidente che per questa via si arriva in fretta a giustificare qualsiasi omicidio: se l’uomo non è uomo in sé, se il valore della vita umana non è assoluto ma dipende dalle contingenze (quasi sempre precarie e dolorose), l’esistenza stessa perde di significato.

Curiosamente, questa svalutazione radicale della vita umana impastata con un finto idealismo umanitario – che si manifesta nella decisione di AI, ma anche nella corsa all’eutanasia o nella sperimentazione sugli embrioni – si sposa con l’anelito animalista, anche qui fondato su emozioni empatiche – è giusto maltrattare cani e scimmie, così vicini all’uomo per certi versi ?-, ma anche qui con un’ideologia sottostante che mira esplicitamente all’annullamento della distinzione tra uomo e bestia.

E poi c’è la nuova religione relativista, cioè il diritto per ciascuno di dire qualunque scemenza, purché (ad esempio) la Chiesa non osi sostenere che due gay non sono una famiglia. E poi ci sono le femministe, che difendono a spada tratta i diritti delle donne, a patto che non siano musulmane. E poi ci sono i pacifisti, che tra poco marceranno di nuovo ad Assisi per l’Iraq, e non si sono mai accorti del genocidio in Darfur. E poi c’è ‘Rombo Rosso‘, ovvero il suicidio ideale della Croce Rossa in nome di un chimerico rispetto assoluto per tutto e per tutti, che in realtà mette a nudo la nostra incapacità di affermare ideali veri in sé, e quindi assoluti e universali.

Allora, ancora più profonda dell’indignazione, emerge la spaventosa sensazione di un avvitamento mentale prima che morale, un offuscamento della stessa capacità di ragionare coerentemente. Forse ha ragione il Santo Padre, che ha accusato l’Europa di una “singolare forma di apostasia da se stessa, prima ancora che da Dio”. Forse aveva ragione la Vergine di Nazareth, quando cantò: “ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore”. Forse davvero è questo l’esito finale di una società che ha cancellato Dio dal proprio orizzonte, e vuole decidere orgogliosamente cos’è bene e cos’è male: una specie di follia collettiva, che mina dall’interno ciò che fu l’Occidente; come un cancro al cervello, che lascia intatto l’apparato muscolare e lo scheletro, ma progressivamente annienta la funzionalità e l’identità stessa dell’intero organismo.
p.s. in diretta dalla Gran Bretagna, sta per arrivare la CHIMERA, ibrido mitologico mezzo uomo e mezzo animale: per ora servirà da cavia (visto che gli animali bisogna rispettarli…), ma col tempo vedremo di sfruttarlo fino in fondo !!!

PietroPaolaAmnesty

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