ALEZEIA

La verità vi farà liberi

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La Grande Crisi e gli scheletri nell’armadio

Pubblicato da ikzus su Martedì 15 Settembre 09

Nel discorso alla Federal Hall di New York, Obama ha detto ancora una volta ciò che tutti vorrebbero sentire (pare sia la sua specialità): meno mercato, più politica! Occorre una riforma della finanza, e questa volta dev’essere nientemeno che mondiale! «Non torneremo ai giorni delle azioni sconsiderate e degli eccessi incontrollati alla base della crisi, dove troppi erano motivati solo dall’appetito per i bonus. […] Un anno fa abbiamo sperimentato come il mercato può sbagliare, come la mancanza di regole di buon senso possa portare eccessi e abusi. A un anno di distanza è essenziale approvare le riforme che impediranno a una crisi come quella attuale di ripetersi».

Ora, che il mercato abbia bisogno di regole, è una verità lapalissiana: senza regole non c’è mercato, ma jungla. Ad esempio, è essenziale tutelare il diritto di proprietà privata, che come spiegava il famoso economista Ricossa ai suoi fortunati studenti (tra cui io) è fondamentale anche per i ladri: infatti, essi lo violano, ma non lo contestano, diversamente sarebbe inutile appropriarsi di alcunché!

Ma la questione di cui stiamo parlando è assai più concreta delle speculazioni filosofiche degli studiosi: purtroppo, con la scusa dei ‘danni’ del mercato e della preminenza della politica, si sta cavalcando la crisi per impostare una specie di governo mondiale, un’Unione Sovietica all’acqua di rose. Allora può essere interessante riflettere sulle origini remote e sulle cause profonde di questa crisi, che guarda caso sono ben poco economiche e assai politiche, di quella politica ‘buonista’ che invece di far del bene produce danni devastanti.

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I RACCOLTI DIMINUISCONO INSIEME ALLE TEMPERATURE

Pubblicato da alenu su Martedì 14 Luglio 09

The Sunday Telegraph, 14 GIUGNO 2009

I nostri politici non hanno notato che il problema potrebbe essere che il mondo non si sta scaldando ma raffreddando

di Christopher Booker

Per la seconda volta in poco più di un anno sembra che il mondo si stia avviando a una pesante crisi alimentare, grazie al nostro vecchio amico “il cambiamento climatico”. In molte parti del mondo di recente il tempo non è stato brillante per gli agricoltori. Dopo un inverno paurosamente freddo, giugno ha portato pesanti nevicate in parti del Canada occidentale e negli stati settentrionali del Midwest americano. Nel Manitoba la settimana scorsa erano -4ºC. Il Nord Dakota ha avuto la sua prima neve in un mese di giugno da sessant’anni a questa parte.

Si sono registrate nevicate di mezz’estate non solo in Norvegia e nei Cairngorms, ma perfino in Arabia Saudita. Almeno nell’emisfero meridionale è inverno, ma le nevicate in Nuova Zelanda e Australia sono state anormali. Ci sono state gelate in Brasile e altre parti del Sud America hanno avuto siccità prolungata, mentre in Cina hanno dovuto affrontare piogge anormali e grandini improvvise, che in una provincia hanno provocato 20 vittime.

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CARITAS IN VERITATE

Pubblicato da ikzus su Martedì 7 Luglio 09

Difendere la verità, proporla con umiltà e convinzione e testimoniarla nella vita sono pertanto forme esigenti e insostituibili di carità.

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Sono consapevole degli sviamenti e degli svuotamenti di senso a cui la carità è andata e va incontro, con il conseguente rischio di fraintenderla, di estrometterla dal vissuto etico e, in ogni caso, di impedirne la corretta valorizzazione. In ambito sociale, giuridico, culturale, politico, economico, ossia nei contesti più esposti a tale pericolo, ne viene dichiarata facilmente l’irrilevanza a interpretare e a dirigere le responsabilità morali. Di qui il bisogno di coniugare la carità con la verità non solo nella direzione, segnata da san Paolo, della « veritas in caritate » (Ef 4,15), ma anche in quella, inversa e complementare, della « caritas in veritate ».

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Solo nella verità la carità risplende e può essere autenticamente vissuta. La verità è luce che dà senso e valore alla carità.

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Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell’amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario. La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. Nella verità la carità riflette la dimensione personale e nello stesso tempo pubblica della fede nel Dio biblico, che è insieme « Agápe » e « Lógos »: Carità e Verità, Amore e Parola.

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La verità, infatti, è “lógos” che crea “diá-logos” e quindi comunicazione e comunione. La verità, facendo uscire gli uomini dalle opinioni e dalle sensazioni soggettive, consente loro di portarsi al di là delle determinazioni culturali e storiche e di incontrarsi nella valutazione del valore e della sostanza delle cose. La verità apre e unisce le intelligenze nel lógos dell’amore: è, questo, l’annuncio e la testimonianza cristiana della carità.

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Tale dottrina è servizio della carità, ma nella verità. La verità preserva ed esprime la forza di liberazione della carità nelle vicende sempre nuove della storia. È, a un tempo, verità della fede e della ragione, nella distinzione e insieme nella sinergia dei due ambiti cognitivi. Lo sviluppo, il benessere sociale, un’adeguata soluzione dei gravi problemi socio-economici che affliggono l’umanità, hanno bisogno di questa verità. Ancor più hanno bisogno che tale verità sia amata e testimoniata. Senza verità, senza fiducia e amore per il vero, non c’è coscienza e responsabilità sociale, e l’agire sociale cade in balia di privati interessi e di logiche di potere, con effetti disgregatori sulla società

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La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire e non pretende « minimamente d’intromettersi nella politica degli Stati ». Ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione. Senza verità si cade in una visione empiristica e scettica della vita, incapace di elevarsi sulla prassi, perché non interessata a cogliere i valori — talora nemmeno i significati — con cui giudicarla e orientarla. La fedeltà all’uomo esige la fedeltà alla verità che, sola, è garanzia di libertà (cfr Gv 8,32) e della possibilità di uno sviluppo umano integrale. Per questo la Chiesa la ricerca, l’annunzia instancabilmente e la riconosce ovunque essa si palesi. Questa missione di verità è per la Chiesa irrinunciabile. La sua dottrina sociale è momento singolare di questo annuncio: essa è servizio alla verità che libera. Aperta alla verità, da qualsiasi sapere provenga, la dottrina sociale della Chiesa l’accoglie, compone in unità i frammenti in cui spesso la ritrova, e la media nel vissuto sempre nuovo della società degli uomini e dei popoli

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La verità, che al pari della carità è dono, è più grande di noi, come insegna sant’Agostino. Anche la verità di noi stessi, della nostra coscienza personale, ci è prima di tutto “data”. In ogni processo conoscitivo, in effetti, la verità non è prodotta da noi, ma sempre trovata o, meglio, ricevuta. Essa, come l’amore, « non nasce dal pensare e dal volere ma in certo qual modo si impone all’essere umano »

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Sintesi dell’enciclica

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Il testo ufficiale dell’enciclica

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L’enciclica in PDF

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Rassegna stampa e commenti

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Chi  desidera acquistarla, può trovarla allegata a Famiglia Cristiana di questa domenica (già presente nelle edicole e nelle parrocchie).

Posso dire che l’avevo detto (più di un anno fa) ?

http://alezeia.wordpress.com

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L’eterna illusione del comunismo

Pubblicato da ikzus su Lunedì 13 Ottobre 08

Diciamolo: è un gran bel periodo per i sinistri! Dopo tante mazzate – la disfatta elettorale ed il correlato trionfo berlusconiano, il terrificante governo Prodi, la ‘conversione’ di Russia e Cina all’economia di mercato, il crollo del Muro ecc. ecc – pare proprio che sia finalmente arrivata l’ora della riscossa: un giorno sì e l’altro anche, il Manifesto spara in prima pagina la fine del capitalismo! Per non essere da meno, Liberazione l’altra settimana ha addirittura richiamato in servizio permanente effettivo il vecchio fossile di Marx, con un nostalgico “aveva proprio ragione LUI”.

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