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Pubblicato da ikzus su Martedì 8 Dicembre 09

Dieci giorni fa gli svizzeri hanno approvato una modifica costituzionale che vieta di costruire altri minareti – ce ne sarebbero già cinque, pare, e quelli resteranno. Un mese fa, invece, la corte europea dei diritti dell’uomo (minuscolo voluto!) ha sentenziato che l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche (stabilito da un Regio Decreto del ’26 tuttora in vigore, mi dicono) è “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni“. Contro la follia di questo proclama laicista si è schierato, secondo un sondaggio pubblicato sul Corriere della Sera, ben l’84% degli italiani. Dunque, a prima vista, in Italia e in Svizzera (ma in effetti anche nel resto dell’Europa) c’è una consistente maggioranza popolare che si oppone all’islamizzazione della nostra civiltà, rivendicandone le radici cristiane.
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Pubblicato da ikzus su Mercoledì 2 Dicembre 09
A quanto pare, la Regione Emilia Romagna intende seguire le orme del mitico Zapatero, che in pochi anni ha fatto esplodere i divorzi, senza peraltro spostare di una virgola la condizione degli omosessuali (in 4 anni, i matrimoni gay sono stati meno di 15.000, su una popolazione stimata di qualche milione di omosessuali).
Nel silenzio penoso dei ‘cattolici adulti’, che proprio in quella regione hanno il loro radicamento maggiore, si è levata ancora una volta la voce della Chiesa, a difesa della ragione (ma verebbe da dire perfino del semplice buon senso) prima ancora che della famiglia: il Card. Caffarra ha inviato un appello ai politici locali, spiegando loro quali conseguenze avrebbe la legge in discussione. Di seguito, riporto il parere di Massimo Pandolfi, caporedattore del Resto del Carlino.
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Pubblicato da ikzus su Venerdì 20 Novembre 09
La prima quindicina di novembre ha visto un affastellarsi di anniversari, ricorrenze e curiose – ma significative – coincidenze.
Sui media l’enfasi maggiore è andata al primo anniversario dell’elezione presidenziale di Barack Obama, e per quanto la casta intellettuale sia ancora largamente schierata al suo fianco, bisogna dire che si è trattato di una celebrazione piuttosto melanconica. Tra i tantissimi commenti, ancora una volta mi piace segnalare quello di Barbara Spinelli, che rappresenta bene lo stato d’animo dell’intellighencia mondiale: le cosa vanno male, un anno è ormai passato e la realtà è assai diversa dal sogno di allora, ma la colpa non è di Obama bensì di tutti gli altri! “La coalizione di interessi che blocca il cambiamento è portentosa”, l’America è “un cumulo di immagini infrante”, “la profondità della crisi americana” ha le caratteristiche di un vero e proprio “disastro mentale, culturale”.
La delusione amorosa, si sa, causa incredibili strabismi: “Le guerre di Bush contro il terrore volgono al fallimento, non solo in Iraq da cui Obama s’è ritirato”: in realtà, la ’sporca guerra’ di Bush è stata vinta, e l’Iraq è oggi una democrazia sostanzialmente pacificata (da cui comunque Obama non si è affatto ritirato); mentre invece va malissimo l’Afghanistan – che tutti ormai considerano “la guerra di Obama” -, dove secondo Il Foglio “il neo premio Nobel per la pace ha raddoppiato il contingente militare rispetto agli anni di Bush e, in queste ore, sta valutando l’ipotesi di mandare altri 40 mila uomini”; al punto che la sinistra britannica si chiede ormai se al potere non ci sia uno strana creatura di nome “Barack W. Bush”!
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Pubblicato da alenu su Mercoledì 18 Novembre 09
Traduco il seguente articolo, tradotto dalla rivista cattolica americana “InsideCatholic”
Le scimmiette che tappano gli occhi, la bocca e gli orecchi**
di Mark P. Shea
11/10/09
Una cosa si può dire dei nostri organi di stampa: Sono assolutamente coerenti. Dopo che il Maggiore Nidal Malik Hasan aveva aperto il fuoco su una stanza piena di persone indifese a Fort Hood, c’era da aspettarselo che ci saremmo sentiti immediatamente dire che questo oltraggio non aveva niente a che fare con la fede islamica, che il terrorismo non c’entrava niente. Poi, col passare delle ore, mentre l’ovvio diventava ovvio, abbiamo finito per trascorrere l’intero weekend a sopportare i soloni della TV che, grattandosi le pettinature da $200 sulle loro teste da 88-centesimi, ponderavano il dilemma se ci potesse mai essere una qualche remotissima connessione fra la fede islamica e quel tizio che aveva elogiato i kamikaz musulmani come fossero eroi e martiri, aveva assistito all’insegnamento di un imam estremista che oggi elogia il suo massacro come eroico, aveva usato la sua autorità di psichiatra per fare proselitismo con pazienti vulnerabili facendo leva sulla propaganda islamica, andava vestito con abiti tradizionali musulmani e infine aveva gridato “Allahu akbar!” mentre atterrava a colpi di pistola le sue prede.
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Pubblicato da ikzus su Mercoledì 18 Novembre 09
CR n.1117 del 14/11/2009
Lo scorso 23 febbraio, fuori dal grande coro di compiaciute celebrazioni dei 150 anni dell’Origine della specie (coincidenti con il bicentenario della nascita di Darwin), un gruppo di scienziati, filosofi ed accademici si è riunito a porte chiuse presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dagli atti del convegno è scaturito il volume Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi (Cantagalli, 2009), antologia curata e introdotta dal Vice-presidente del CNR, Roberto de Mattei e comprendente testi di Josef Seifert, Alma von Stockhausen, Guy Berthault, Jean de Pontcharra, Joseph Holtzschuh, Hugh Miller, Thomas Seiler, Pierre Rabischong, Maciej Giertych, Hugh Owen e Dominique Tassot. Il saggio è stato presentato lo scorso 6 novembre all’Hotel Columbus, nei pressi del Vaticano.
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Pubblicato da ikzus su Martedì 10 Novembre 09

Riporto integralmente una relazione di Massimo Introvigne, che presenta una bella analisi delle pulsioni irrazionali della nostra società.
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Immigrazione, xenofobia, immigrazionismo
Nella magna carta della dottrina sociale della Chiesa per il XXI secolo, l’enciclica Caritas in veritate, Benedetto XVI fissa tre principi fondamentali relativi alla questione dell’immigrazione, che – sottolinea – è «di gestione complessa», comporta «sfide drammatiche» (n. 62) e non tollera soluzioni sbrigative.
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Pubblicato da ikzus su Lunedì 19 Ottobre 09
Ricevo e pubblico questa analisi lucidissima e assai penetrante (ooops: si può ancora dire?)
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La proposta di legge sulla cosiddetta omofobia era prevista nel programma elettorale di PD + IdV e non era prevista nel programma di PdL + Lega. PdL e Lega però non l’hanno voluta fermare in sede di Commissione, e così il 12 ottobre la proposta di legge (relatrice la PD Anna Paola Concia) è andata in discussione in Parlamento. Stoppata grazie alla pregiudiziale di incostituzionalità proposta dall’UdC e approvata a maggioranza, la proposta di legge tornerà, stavolta con un disegno di legge presentato dal Governo.
Tutto questo “volerla approvare a tutti i costi” è già una prima vittoria per la lobby gay, che ha inventato l’omofobia per zittire il dissenso.
Mia moglie e io nel 1980 formammo una famiglia, società naturale fondata sul matrimonio, i cui diritti sono riconosciuti dalla Costituzione. Desideravamo dei figli, e questo veniva incontro alle necessità della società, che ha bisogno di 2,1 figli per donna per sussistere. I figli nacquero attraverso rapporti sessuali matrimoniali. Vedete qualcosa di anormale in questo percorso? Niente di anormale, è un percorso normale.
Eppure la lobby gay ci ribattezzò “eterosessuali”, e nessuno ha reagito. Io rifiuto la neolingua gay e riaffermo che il mio percorso non è “eterosessuale”, è semplicemente un percorso “normale”, non avendo in sé niente di anormale.
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Pubblicato da alenu su Mercoledì 14 Ottobre 09
Roma, 13 ottobre 2009 – Affossata dall’aula della Camera la legge contro l’omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l’assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità sollevata dall’Udc.

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Pubblicato da ikzus su Martedì 13 Ottobre 09
Parole profetiche del Cardinale Ratzinger
su un’ideologia ostile alla libertà religiosa
di Antonio Gaspari
ROMA, domenica, 11 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Un’eventuale legge italiana contro l’omofobia, in recepimento di una risoluzione del Parlamento Europeo, potrebbe limitare fortemente la libertà delle persone e la libertà religiosa.
E’ in discussione alla Camera dei Deputati la proposta di legge C-1658 contro l’omofobia, presentata dal Partito Democratico, a prima firma di Paola Concia. La proposta prevede l’inserimento nel Codice Penale di “reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.
L’iniziativa recepisce una risoluzione del Parlamento Europeo del 18 gennaio 2006 in cui l’omofobia è definita “una paura e un’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio”.
Come “pregiudizio” si intende ogni giudizio morale contrario all’omosessualità e alle deviazioni in campo sessuale. Quando esso si esprime in scritti o discorsi pubblici che non pongano su un piano di assoluta eguaglianza ogni tendenza e orientamento sessuale, può essere considerato come contrario al rispetto dei diritti dell’uomo ed essere oggetto di sanzioni penali. Lo stesso principio è enunciato dall’art. 21 della Carta fondamentale dei Diritti del cittadino di Nizza, resa giuridicamente vincolante dal Trattato europeo di Lisbona.
Nel commentare l’iniziativa, il professor Roberto De Mattei ha spiegato in un dettagliato articolo pubblicato su “Radici Cristiane” (n. 48 – Ottobre 2009) che “se questa legge passasse e fosse applicata in modo coerente, sarebbe impossibile, o quanto meno rischioso, criticare l’omosessualità e presentare la famiglia naturale come ’superiore’ alle unioni omosessuali. Un’istituzione ecclesiastica non potrebbe rifiutarsi di designare come suo rappresentante una persona che non faccia mistero delle sue tendenze omosessuali. Nessuno Stato, ma anche nessuna Chiesa, potrebbe rifiutare di celebrare un matrimonio di coppie dello stesso sesso. Catechismi e libri sacri che condannano l’omosessualità come peccato ‘contro-natura’ potrebbero essere ritirati dal commercio”.
In merito alla possibilità di una legge europea che avrebbe impedito il rifiuto della pratica omosessuale, il 1° aprile 2005 l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, in occasione della consegna del “Premio San Benedetto per la promozione della vita e della famiglia in Europa”, conferitogli dalla Fondazione Sublacense Vita e Famiglia, ebbe a dire: “Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa. Ben presto non si potrà più affermare che l’omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell’esistenza umana”.
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Pubblicato da ikzus su Martedì 13 Ottobre 09

Avete notato che da alcuni giorni i media continuano a sparare a raffica ‘notizie’ riguardanti gli omosessuali? Il massimo l’ha raggiunto ieri il GR1 delle ore 8, che come notizia fondamentale dall’estero dava (più o meno):”Le associazioni gay pretendono che Obama rispetti le sue promesse elettorali”; il che è veramente rassicurante, perché ciò vuol dire che il mondo finalmente non ha altri problemi più gravi ed urgenti del diritto dei gay americani ad entrare nelle forze armate (di questo, alla fine, si trattava). Al di là degli aspetti ridicoli, siccome niente succede per caso, come mai in questi giorni si ‘spinge’ la tematica omosessuale?
Ecco qua: alcuni parlamentari stanno cercando di introdurre una norma che promuove l’omosessualità, e discrimina gli eterosessauli a favore dei variosessuali (neologismo da me coniato sul momento, tanto per non perdere tempo in elenchi): è l’anticamera del folle “reato di omofobia”, cioè la limitazione della libertà di pensiero e di espressione quando ci sia in gioco la morale sessuale.
Ma anche restando alla lettera della proposta di legge, c’è da restare basiti: perché un reato dovrebbe essere più grave se commesso contro una certa categoria di persone, e meno se commesso contro altri? Questa non si chiama discriminazione? Perché i variosessuali dovrebbero essere privilegiati? La sicurezza non va garantita a chiunque? E’ la solita storia della sinistra, per cui la violenza è da condannare solo se colpisce gli amici; per cui (come diceva Orwel nel suo famosissimo libro) tutti gli animali suono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri!
A questo proposito, da famigliadomani.it ricevo e ripubblico un’analisi assai puntuale della proposta di legge in discussione al parlamento.
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Cari amici,
questa mattina, 12 ottobre, la Commissione Giustizia della Camera ha approvato il seguente testo modificato.
Disposizioni in materia di reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere
C. 1658 Concia e C. 1882 Di Pietro.
TESTO UNIFICATO APPROVATO DALLA COMMISSIONE
INTRODUZIONE NEL CODICE PENALE DELLA CIRCOSTANZA AGGRAVANTE INERENTE ALL’ORIENTAMENTO O ALLA DISCRIMINAZIONE SESSUALE
ART. 1.
1. All’articolo 61, comma 1, del codice penale, dopo il numero 11-ter), è aggiunto il seguente:
« 11-quater) l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».
Riportiamo qui di seguito un primo commento dell’on. Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del “Popolo della Libertà”.
“L’eventuale introduzione nel codice penale italiano dell’aggravante inerente l’orientamento sessuale oltre ad essere chiaramente incostituzionale rischia di provocare seri problemi e gravi discriminazioni. Incostituzionale perché questa invenzione, frutto del pensiero relativista imperante nel nostro Paese, produrrebbe una sostanziale diversità di trattamento per gli omosessuali e i transessuali di fronte alla legge. Infatti un atto di violenza verso una persona sarebbe giudicato più grave se il soggetto che lo subisce non fosse eterosessuale, per esempio nel caso di violenza sessuale. E ciò è incomprensibile, visto che la violenza deve essere sempre condannata e perseguita indipendentemente da chi la subisce. Se tale proposta diventasse legge sarebbe palesemente violato l’articolo 3 della Costituzione che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
E’ evidente, poi, che una volta introdotto nel nostro ordinamento il concetto di “orientamento sessuale” non sarebbe più possibile esercitare il diritto di manifestare la propria opinione, anche critica, in materia, perche subito scatterebbe la sanzione. Sarebbe quindi fortemente limitata la libertà di espressione. Infine tale norma verrebbe utilizzata come porta di ingresso per rivoluzionare i concetti di matrimonio, famiglia, adozioni e per scardinare, quindi, i valori fondamentali che sono alla base della nostra società”.
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Diffondiamo un parere dell’avvocato Claudio Vitelli, consulente giuridico dell’Associazione Famiglia Domani, sulle gravissime conseguenze dell’introduzione nell’articolo 61 del nostro Codice penale dell’”aggravante inerente all’orientamento e alla discriminazione sessuale”, approvata il 12 ottobre dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
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