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		<title>Immigrazionismo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ikzus</dc:creator>
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Riporto integralmente una relazione di Massimo Introvigne, che presenta una bella analisi delle pulsioni irrazionali della nostra società.
•   —   •   —   •
Immigrazione, xenofobia, immigrazionismo
Nella magna carta della  dottrina sociale della Chiesa per il XXI secolo, l’enciclica Caritas in veritate, Benedetto XVI fissa tre principi fondamentali relativi alla questione dell’immigrazione, che – sottolinea [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1427&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://www.iljester.it/wp-content/2009/05/immigrati_42206.jpg" alt="" width="458" height="377" /></p>
<p>Riporto integralmente <a href="http://www.cesnur.org/2009/mi_immigrazione.html" target="_blank">una relazione di Massimo Introvigne</a>, che presenta una bella analisi delle pulsioni irrazionali della nostra società.</p>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Immigrazione, xenofobia, immigrazionismo</strong></p>
<p>Nella magna carta della  dottrina sociale della Chiesa per il XXI secolo, l’enciclica <em>Caritas in veritate</em>, Benedetto XVI fissa tre principi fondamentali relativi alla questione dell’immigrazione, che – sottolinea – è «di gestione complessa», comporta «sfide drammatiche» (n. 62) e non tollera soluzioni sbrigative.</p>
<p><span id="more-1427"></span>1. Il primo principio è  l’affermazione dei «diritti delle persone e delle famiglie emigrate» (<em>ibid.</em>). Una volta che è arrivato nel Paese di destinazione, il migrante deve vedersi riconosciuti i «diritti fondamentali inalienabili» (<em>ibid.</em>) e  dev’essere sempre trattato come una persona, mai «come una merce» (<em>ibid.</em>).</p>
<p>2. Il secondo principio è che si devono ugualmente salvaguardare i diritti «delle società di approdo degli stessi emigrati» (<em>ibid.</em>): diritti non  solo alla sicurezza ma anche alla difesa della propria integrità nazionale e  della propria identità.</p>
<p>3. Il terzo principio riguarda i diritti delle società di partenza degli emigrati, che si deve porre attenzione a non svuotare di risorse e di energie, sottraendo loro con l’emigrazione persone che sarebbero utili e necessarie nel Paese di origine. Va sempre posta attenzione al «miglioramento delle situazioni di vita delle persone concrete di una certa regione, affinché possano assolvere a quei doveri che attualmente l’indigenza non consente loro di onorare» (n. 47): anzitutto dove sono nate, e senza essere costrette o indotte all’emigrazione. In occasione del viaggio del 2008 negli Stati Uniti Benedetto XVI aveva precisato: «La soluzione fondamentale è che non ci sia più bisogno di emigrare, perché ci sono in Patria posti di lavoro sufficienti, un tessuto sociale sufficiente, così che nessuno abbia più bisogno di emigrare. Quindi, dobbiamo lavorare tutti per questo obiettivo, per uno sviluppo sociale che consenta di offrire ai cittadini lavoro ed un futuro nella terra d’origine» (<em>Intervista concessa dal Santo Padre ai  giornalisti durante il volo diretto negli Stati Uniti d’America</em>, del 15  aprile 2008).</p>
<p>Questi principi sono violati da due distinti atteggiamenti e ideologie. Il primo principio è negato dalla xenofobia – descritta e denunciata da Papa Giovanni Paolo II nel <em>Messaggio per la 89a Giornata  mondiale del migrante e del rifugiato del 2003</em>, del 24 ottobre 2002 –, cioè dalla convinzione  che l’altro, lo straniero è per definizione inferiore a chi abita da sempre  il Paese di approdo dell’emigrazione e può essere quindi discriminato in quanto straniero. C’è una xenofobia rozza e talora semplicemente stupida, quella di chi scrive sui muri «Morte agli immigrati». E ce n’è una più scaltra e sottile, quella di chi sfrutta la diffusione di questi sentimenti per la manipolazione degli immigrati al servizio di strategie di potere economico – l’immigrato è considerato soltanto un lavoratore che costa meno –  quando non criminale. Un certo «turbocapitalismo» davvero considera l’immigrato «come una merce» e non come una persona.</p>
<p>Il secondo e il terzo principio sono violati dall’immigrazionismo – l’espressione è stata coniata dal politologo francese Pierre-André  Taguieff e ripresa dal giornalista statunitense Christopher Caldwell nel suo libro <em>Reflections on the Revolution  in Europe. Immigration, Islam and the West</em> (Penguin, Londra 2009: il titolo  è un omaggio alle <em>Riflessioni sulla  Rivoluzione in Francia</em>, il testo contro la Rivoluzione francese del 1789 di  Edmund Burke, 1729-1797; trad. it.: <em>L’ultima  rivoluzione dell’Europa</em>, Garzanti, Milano 2009) – cioè dall’ideologia secondo cui l’immigrazione è sempre e comunque un fenomeno eticamente e culturalmente buono ed economicamente vantaggioso, e negare che lo sia è di per sé manifestazione di xenofobia e di razzismo.<br />
Sarebbe sbagliato sostenere che la xenofobia sia  sempre «di destra» e l’immigrazionismo «di sinistra». C’è una sinistra – per esempio sindacale – che manifestando timori per la concorrenza degli immigrati sul mercato del lavoro assume toni xenofobi. E l’immigrazionismo ha una versione «di sinistra» e una «di destra». Nel suo libro Caldwell ricostruisce la genesi dell’immigrazionismo «di destra» in Europa, da Nicolas Sarkozy – peraltro più acceso sul tema da Ministro dell’Interno della Repubblica Francese e più moderato da presidente – a Gianfranco Fini.</p>
<p>C’è peraltro una differenza fra immigrazionisti di sinistra e di destra. I primi pensano che – per fare ammenda del passato coloniale e del presente neo-colonialista e imperialista – l’Occidente debba tollerare dagli immigrati comportamenti che non sopporterebbe mai dai suoi cittadini. La delinquenza e perfino il terrorismo degli immigrati sono visti dall’immigrazionista di sinistra con una certa indulgenza: dopo tutto, dirà, «li abbiamo sfruttati per anni», e se protestano in modo non precisamente compito «non è poi tutta colpa loro». L’immigrazionista di destra assicura che, se viola la legge, l’immigrato sarà trattato con la dovuta severità dalla polizia. «Tutti devono rispettare la legge», ripetono i Sarkozy e i Fini. Si può subito rispondere che questo è ovvio – solo l’ideologismo sfrenato dell’immigrazionista di sinistra suggerisce che qualcuno possa <em>non</em> rispettare la legge –: ma non è abbastanza. Un immigrato che non mette bombe nelle metropolitane, non brucia le automobili del quartiere e non picchia i poliziotti – ma nello stesso tempo vive e pensa secondo valori antitetici a quelli europei – è veramente una risorsa per l’Europa oppure rimane un problema?</p>
<p>Raramente la xenofobia è sostenuta da una elaborazione culturale, se non si vuole considerare tale il ritorno a vecchie teorie della razza da parte di qualche gruppuscolo neo-nazista. La xenofobia si combatte, come notava Papa Giovanni Paolo II nel documento citato, con il richiamo alla figura naturale e cristiana della persona creata, voluta e amata da Dio qualunque siano la sua etnia, la sua lingua e la sua nazionalità. Ci sono però dei «professionisti dell’anti-razzismo» che manipolano pericolosamente la lotta alla xenofobia sfruttandola per diffondere il relativismo culturale,cioè l’idea che tutte le culture sono uguali e che non esistono culture migliori o peggiori di altre. Questo «eclettismo culturale», che rischia di diffondersi anche a causa della globalizzazione che fa incontrare più spesso e più rapidamente le culture tra loro, sostiene – spiega la <em>Caritas in  veritate </em>– che le culture sono «sostanzialmente equivalenti» (n. 26). Questa è un’opinione molto diffusa, ma è pure il cuore stesso del relativismo, che la Chiesa non può accettare. Le culture non sono affatto tutte dello stesso valore. Vanno giudicate alla luce della loro capacità di servire il bene comune e i veri diritti della persona, che non tutte le culture rispettano nello stesso modo. Una cultura fondata sulla poligamia e una fondata sul matrimonio monogamico non sono «equivalenti». Alla luce non solo della religione ma anzitutto del diritto naturale, che s’impone a tutti sulla base della ragione, la poligamia è sbagliata e la monogamia è giusta. Sono affermazioni poco «politicamente corrette», ma che vanno assolutamente mantenute se si vogliono difendere i diritti della verità ed evitare di promuovere il relativismo.</p>
<p>A differenza della xenofobia, l’immigrazionismo è sostenuto da argomenti di notevole impegno intellettuale. Non sarebbe dunque giustificata nell’esame del problema una <em>par condicio</em> nel criticare le due deviazioni – xenofobia e immigrazionismo – dai principi  che la dottrina sociale fissa in tema d’immigrazione. <em>Dal punto di vista  intellettuale</em> l’immigrazionismo è più insidioso, rischia di essere più  persuasivo e dunque richiede una confutazione più articolata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Le cinque tesi dell’immigrazionismo</strong></p>
<ol></ol>
<p>La propaganda immigrazionista  si fonda su cinque tesi fondamentali, che è opportuno esaminare e confutare una  per una.</p>
<p>1. La prima tesi è di carattere <em>quantitativo</em>. Sostiene che in Europa, dopo tutto, gli immigrati sono ancora una minoranza e l’allarmismo è ingiustificato. Echi di questa tesi si trovano, per esempio, nel rapporto Caritas/Migrantes <em>Immigazione Dossier  Statistico 2009. XIX Rapporto </em>(IDOS, Roma 2009), che – se fornisce dati utili, che tutti utilizziamo e per cui siamo grati ai compilatori – è caratterizzato nei commenti da una buona dose d’immigrazionismo. Gli immigrati <em>regolari</em> (esclusi dunque i clandestini) secondo questo rapporto in Italia sono 4.330.000. La cifra – si dice – può essere considerata alta da chi vede il bicchiere mezzo vuoto. Ma per l’ottimista che lo vede mezzo pieno gli immigrati sono meno del dieci per cento dei circa sessanta milioni di residenti sul territorio italiano. E il dato è analogo per l’Unione Europea nel suo insieme: cinquecento milioni di cittadini, cinquanta milioni d’immigrati. Ci sarebbe dunque posto per tutti. Il problema, però, è che questo ragionamento guarda al dato sugli immigrati come a una fotografia. Ma l’immigrazione è un processo, e dunque è necessario guardare non alla fotografia o al singolo fotogramma ma al film. Ci sono delle bellissime e artistiche fotografie di un uomo che corre. Ma non ci dicono quando è partito, in che direzione corre e dove pensa di arrivare. Così – stando sempre ai dati Caritas relativi agli immigrati regolari – questi erano 2.670.514 nel 2005 e appunto 4.330.000 alla fine del 2008. Proiettando semplicemente il dato – e guardando appunto il decorso nel tempo, il film e non solo la fotografia – ci si accorge che saranno più che raddoppiati in cinque anni, dal 2005 al 2010. Ed erano già raddoppiati, da 1,3 a 2,6 milioni, dal 2003 al 2005. A questi ritmi nel 2030 ci sarebbero in Italia dodici milioni d’immigrati regolari, venti milioni nel 2050. Ed è un film già visto altrove: in Olanda, su tredici milioni di residenti, oltre tre milioni sono immigrati <em>extra-comunitari</em>,  e questi sono un milione e mezzo su nove milioni di residenti in Svezia.</p>
<p>Naturalmente, questi dati li conoscono anche gli immigrazionisti. Rispondono invitandoci a un duplice atto di fede: dovremmo credere che in futuro ci saranno meno immigrati, e meno figli di immigrati nati nei nostri Paesi. Sul primo punto, battono la grancassa su dati ampiamente pubblicizzati secondo cui il sovraffollamento demografico è un fenomeno che va sparendo in tutto il mondo. Ma dimenticano che il sovraffollamento demografico non è l’unica ragione che spinge a emigrare. Per limitarsi a un esempio semplice – che presento solo come una prima approssimazione, perché in realtà le concause in gioco sono molte – in molti Paesi dell’Europa dell’Est non c’è nessuna esplosione demografica, anzi ci sono problemi di denatalità. Tuttavia si continua a venire in Italia, non perché non ci sia spazio a casa propria ma perché si vede la televisione italiana e ci si convince, a torto, che il nostro è il Paese di Bengodi dove ci si può arricchire rapidamente.</p>
<p>Quanto al secondo punto, è vero che le seconde e le terze generazioni, per esempio, di marocchini venuti in Italia iniziano a essere influenzate dal clima culturale e morale italiano e a limitare il numero dei figli. Ma questo rimane comunque più alto di quello degli italiani «nativi», e del resto continuano ad arrivare immigranti di prima generazione le cui abitudini demografiche rimangono per un certo periodo di tempo quelle del Paese di origine. Non vi è dunque nessuna certezza che il tasso di crescita dell’immigrazione diminuirà in  futuro. E nessun Paese del mondo può permettersi le percentuali d’immigrati che si profilano all’orizzonte italiano ed europeo.</p>
<p>Gli esempi degli Stati Uniti o dell’Australia, invocati dagli immigrazionisti, non sono pertinenti, perché questi sono Paesi <em>composti quasi  interamente da immigrati</em>. A meno di non considerare «americani» solo gli indiani e «australiani» solo gli aborigeni. A quel punto avrebbe ragione quel manifesto, per molti versi geniale, della Lega che mostra l’immagine di un pellerossa con lo slogan: «Loro hanno subito l’immigrazione. Ora vivono nelle riserve. Pensaci!».</p>
<p>2. Secondo argomento: accogliere grandi quantità d’immigrati, si dice, è un imperativo morale. Lo affermano politici di sinistra e (talora) di destra, e anche ecclesiastici. Si afferma che questo è il contributo moralmente obbligatorio dell’Unione Europea – anche come penitenza per i peccati del colonialismo – per risolvere i problemi della fame del mondo e del sottosviluppo. Ma, a prescindere dal fatto che presentare il colonialismo come soltanto dannoso e malvagio è piuttosto unilaterale e storicamente discutibile, non c’è nessuna prova convincente che sia meno costoso per l’Europa e più proficuo per il Terzo Mondo trasferire da noi milioni d’immigrati extra-comunitari piuttosto che destinare le stesse risorse ad aiutarli nei loro Paesi d’origine. Ci sono anzi fondati indizi del contrario. Chi afferma che molti immigrati sono ottimi candidati alla cittadinanza ci racconta spesso quanti geni dell’informatica, ottime infermiere e bravi medici vengono dai Paesi del Terzo Mondo. Ma non riflette sul costo etico costituito dal fatto che così facendo si sottraggono ai Paesi d’origine proprio quelle <em>élite</em> che sarebbero loro indispensabili per uscire dal sottosviluppo. L’infermiera ugandese che viene in Italia è sottratta all’Uganda, dove servirebbe come il pane per combattere le epidemie.</p>
<p>Un argomento etico molto usato anche in Italia si riferisce al diritto d’asilo. Tuttavia questo diritto è di rado definito in modo rigoroso, e talora è ridotto a una semplice farsa.  Chiunque non si trovi bene in un Paese non democratico o sia vittima di gravi sperequazioni economiche avrebbe diritto a chiedere asilo politico – in una parola, la stragrande maggioranza degli abitanti del Terzo Mondo avrebbe questo diritto.</p>
<p>Al contrario, c’è un argomento etico per opporsi all’immigrazionismo, fondato sul rispetto dei diritti delle maggioranze, non meno importanti di quelli delle minoranze. La maggioranza dei cittadini dell’Unione Europea nei sondaggi e anche nelle elezioni si dichiara contraria ai progetti immigrazionisti. Nonostante l’opinione maggioritaria dei cittadini europei, questi progetti continuano a essere trasposti nelle leggi di molti Paesi. Il fatto che il parere della maggioranza degli elettori sia ignorato non crea forse un problema alla democrazia?</p>
<p>3.  Il terzo argomento degli immigrazionisti è di tipo economico. Questa tesi è talora ripetuta acriticamente anche da critici dell’immigrazione. Si dice che l’Europa, a causa della denatalità, ha bisogno d’immigrati – non importa provenienti da dove –: e in ogni caso ci sono «lavori che nessun europeo vuole più fare» e che possono essere svolti solo dagli immigrati. È vero, l’Europa ha un drammatico problema demografico e le cifre sono ormai quelle tipiche di civiltà moribonde. Ma non è certo che l’aumento indiscriminato degli immigrati sia la soluzione, per tre principali motivi.</p>
<p>In primo luogo, gli immigrati extra-comunitari, con i loro bassi salari, spesso tengono in vita temporaneamente posti di lavoro comunque destinati a sparire. Questo accanimento terapeutico non è necessariamente salutare per l’economia. L’industria tessile del Nord della Francia e una buona parte della siderurgia in Germania avrebbero perso comunque la grande maggioranza dei loro posti di lavoro alla fine del XX secolo per ragioni indipendenti dal calo demografico: a causa del progresso tecnologico e della disponibilità di prodotti a costi minori provenienti dalla Cina. Questi posti di lavoro – che non avrebbero potuto essere conservati al salario normale di un operaio francese o tedesco – sono sopravvissuti per qualche anno grazie all’impiego d’immigrati sottopagati. Ma alla fine le officine hanno comunque chiuso. Tenerle in vita artificialmente per qualche anno è stato possibile grazie agli immigrati. Ma i costi hanno superato i benefici. Sarebbe stato meglio chiuderle prima.</p>
<p>In secondo luogo, i «lavori che nessun europeo vuole» sono spesso «lavori che nessun europeo vuole se il salario non è attraente». Esistono pochissimi lavori che gli europei si rifiutano di fare «qualunque sia il salario». La verità è un’altra: ci sono datori di lavoro che preferiscono impiegare per certi lavori gli immigrati, i quali costano meno. Questo altera e distorce il mercato del lavoro, e viola i diritti dei cittadini disoccupati che si vedono passare davanti immigrati disposti a lavorare a basso costo. Si assiste al paradosso per cui in alcuni Paesi, mentre aumenta la disoccupazione, aumenta contemporaneamente anche l’immigrazione.</p>
<p>Per amore di equità, si deve peraltro riconoscere che non tutto in questo argomento degli immigrazionisti è falso. Ci sono settori dove effettivamente senza gli immigrati i problemi almeno a breve termine sembrano di difficile soluzione: il caso delle badanti in Italia sembra, qui, pertinente. Ma l’esempio può essere occasione di distinguere fra immigrati extra-comunitari e intra-comunitari. Su cinquecento milioni di residenti nell’Unione Europea, come accennato, cinquanta milioni sono immigrati. Ma di questi circa venti milioni sono abitanti di un Paese dell’Unione che si sono spostati in un altro. Benché, come sanno gli italiani, questi spostamenti non siano privi di problemi, l’immigrazione intra-comunitaria è di norma più facile da assorbire di quella extra-comunitaria per ragioni giuridiche e anche culturali. Dopo tutto, ci sono molte badanti romene e poche marocchine, cinesi o tunisine.</p>
<p>4. Il quarto argomento degli immigrazionisti è sociale. Sempre a causa della natalità (e naturalmente del fatto che grazie ai progressi della medicina si vive più a lungo), il <em>welfare</em> europeo è in profonda crisi. Per dirla semplicemente, ci sono troppi pochi giovani e troppi vecchi, troppi pochi lavoratori che sostengono con i loro contributi gli enti previdenziali e troppi pensionati. In alcune zone d’Europa in cinquant’anni si è passati da una situazione dove una media di quattro lavoratori sosteneva un pensionato a una dove per ogni pensionato ci sono solo due lavoratori. Di qui la presunta idea geniale dei teorici immigrazionisti: niente paura, ci penseranno gli immigrati extra-comunitari. I due lavoratori che mancano all’appello perché ogni pensionato sia di nuovo sostenuto da quattro pagatori di contributi li importiamo dal Marocco o dal Pakistan. Anche il citato rapporto Caritas/Migrantes 2009 insiste su questo punto: gli immigrati (regolari) sono un buon affare per il <em>welfare</em> perché  danno agli enti previdenziali più di quanto ricevono.</p>
<p>Ma le cose non stanno proprio così. Ancora una volta ci si propone una fotografia, mentre per capire abbiamo bisogno di un film.  Sarà forse una novità per qualche immigrazionista, ma dovrà farsene una ragione: anche gli immigrati invecchiano e un giorno diventeranno pensionati. In Italia l’immigrazione è un fenomeno relativamente recente e gli emigrati pensionati sono pochi. Ma sono destinati fatalmente ad aumentare. Gli immigrati inoltre di solito hanno lavori poco remunerati, dunque pagano contributi relativamente bassi. Uno studio dettagliato sulla Spagna citato da Caldwell nel suo libro mostra che in cinquant’anni, aumentando del 50% il numero degli immigrati extra-comunitari, le entrate degli enti previdenziali crescono solo dell’8%. Inoltre, fin da subito, sia loro sia i loro figli hanno come chiunque problemi di salute di cui la previdenza sociale si deve fare carico.</p>
<p>Una soluzione, per la verità, ci sarebbe, e qualcuno (non in Italia) l’ha anche seriamente sostenuta, senza neppure farsi dare del nazista: considerare gli immigrati «lavoratori ospiti» e rimandarli a casa quando hanno finito di lavorare, far pagare i contributi oggi ma non versare alcuna pensione domani. La soluzione provocherebbe tensioni tali da non potere essere presa davvero in considerazione da nessuno. E manderebbe anche alla rovina qualunque argomento etico degli immigrazionisti.</p>
<p>5. C’è un quinto argomento, che per la verità gli immigrazionisti esprimono raramente ad alta voce. Ma il loro discorso lo  presuppone. È la tesi che la religione degli immigrati sia indifferente. Ogni tanto qualcuno lo dice esplicitamente: siamo laici, e dobbiamo affrontare il problema immigrazione senza tenere conto della religione, di cui potrà occuparsi al massimo la Chiesa. Ma si tratta di una sciocchezza. Anche il più ateo degli osservatori non può non riconoscere che la religione esiste e ha delle conseguenze sociali. Se a Torino, come avviene periodicamente, migliaia di peruviani portano in processione le loro statue della Madonna la gente applaude e i giornalisti manifestano una benevola curiosità. Se migliaia di musulmani occupano il suolo pubblico con le loro stuoie e magari mescolano alla preghiera invettive contro gli Stati Uniti e l’Occidente la gente e i <em>media </em>si spaventano. Denunciare queste reazioni come xenofobe non risolve il problema. Certamente – anche tra gli immigrati – ci sono molti islam, e alcuni sono meno lontani dai valori prevalenti in Europa di altri. Ma se da questa premessa – corretta – si arriva alla conclusione che non esistono caratteristiche specifiche dell’islam si cade nel più completo relativismo, forse di moda in un contesto culturale postmoderno ma privo di senso. Esistono gli islam ma esiste anche l’islam. Che è difficile assimilare alla cultura europea su punti fondamentali che riguardano i rapporti fra fede e ragione, fra religione e violenza, fra maggioranze e minoranze religiose, fra uomini e donne.</p>
<p>Certo, processi di assimilazione d’immigrati islamici, singoli e gruppi, non sono impossibili. Ma in verità nessuna civiltà nella storia è riuscita a fronteggiare senza esserne distrutta l’arrivo in così poco tempo di così tante persone portatrici di una cultura e di una religione sia radicalmente diverse sia forti. Diverso era il caso dei barbari, che portavano in Europa una cultura debole; o degli irlandesi emigrati nel XIX secolo negli Stati Uniti il cui cattolicesimo era diverso dal protestantesimo maggioritario in America: ma non così radicalmente diverso com’è l’islam rispetto all’ethos europeo contemporaneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Leggi immigrazioniste: l’ora di  religione islamica e la cittadinanza breve</strong></p>
<p>Il 30 luglio 2009 gli onorevoli  Fabio Granata (PDL) e Andrea Sarubbi (PD) – al dire della stampa, <em>longa manus </em>rispettivamente degli onorevoli Gianfranco Fini e Massimo D’Alema – hanno presentato una proposta di legge (n. 2760) dal titolo <em>Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91,  recante nuove norme sulla cittadinanza. </em>Tra le diverse modifiche legislative proposte, tutte all’insegna di percorsi più facili perché gli immigrati possano ottenere la cittadinanza italiana, la norma saliente che si propone d’introdurre riduce da dieci a cinque anni il tempo di permanenza sul territorio nazionale che consentirebbe, previo un semplice esame di lingua e di educazione civica, di diventare cittadini italiani. Il 16-17 ottobre 2009 ad Asolo (Treviso) la Fondazione FareFuturo, che fa capo all’on. Fini, e la fondazione Italianieuropei, che fa capo all’on. D’Alema, hanno presentato un rapporto – firmato peraltro dalla sola Fondazione FareFuturo – dal titolo <em>Immigrazione integrata e cittadinanza di qualità. Un contributo alla  definizione delle politiche migratorie</em> (FareFuturo, Roma 2009). Vi si espongono argomenti a sostegno della proposta di legge Granata-Sarubbi e si lancia l’ulteriore proposta dell’introduzione di un insegnamento della religione islamica nelle scuole italiane, rilevando in via generale – non senza una frecciata anche in direzione delle scuole cattoliche – che «la strada dell’insegnamento facoltativo delle religioni nelle scuole pubbliche, statali e non statali, che garantiscono la qualità dell’interno percorso formativo, è certamente preferibile alle presenza di scuole specifiche a fondamento religioso, che nel nostro contesto rischiano di diventare alternative e contrastanti, fonte di esclusione e di contrasto» (p. 52). Esaminerò brevemente il tema dell’ora di religione islamica e quello della cittadinanza breve, non solo perché sono di attualità ma anche perché sono esempi particolarmente chiari di applicazione pratica dell’ideologia immigrazionista.</p>
<p>1. Ci sono due buoni motivi per respingere la proposta di un’ora di religione islamica nelle scuole italiane. Anzitutto, perché l’ora di religione islamica e non quella ortodossa o Testimone di Geova? E’ possibile che, se parliamo non di <em>origine</em> religiosa ma di contatto più o meno regolare con <em>istituzioni </em>religiose organizzate, queste comunità siano più numerose degli islamici in Italia. I Testimoni di Geova (contati come li contano i sociologi in analogia a ogni altra comunità religiosa, non come si contano loro stessi, che considerano «testimone» solo chi svolge opera di proselitismo suonando alle porte)  in Italia sono 400.000 e gli ortodossi – in maggioranza immigrati – almeno mezzo milione, mentre del milione e più d’immigrati di origine islamica è difficile dire quanti mantengano un contatto con la loro religione. Con la crescita della diversificazione religiosa tra un po’ non si potrebbe negare neppure l’ora di religione pentecostale (350.000 fedeli se si considerano gli immigrati), seguita da quella buddhista, sikh, induista e così via. A parte i problemi organizzativi – sarebbe interessante chiedere al ministro dell’Economia on. Giulio Tremonti che cosa pensa dell’idea di pagare con soldi dello Stato centinaia d’insegnanti d’islam, buddhismo e così via  – ne risulterebbe una Babele e un supermercato delle religioni. Costituzionalizzando con il Concordato l’ora di religione il legislatore ha voluto riconoscere il ruolo della tradizione cattolica – senza la quale è difficile capire in Italia l’arte, la cultura, la letteratura – nella nostra storia e nel nostro ethos nazionale, non dare a tutti i ragazzi che vivono in Italia la possibilità di trovare a scuola la «loro» religione. L’insegnamento di religioni diverse dalla cattolica è del resto liberamente impartito fuori della scuola.<strong> </strong></p>
<p>Secondo: chi gestirebbe l’ora di religione islamica?  Tutti i governi, di destra e di sinistra, in Italia ma anche in Francia, in Belgio e in Spagna hanno provato a trovare un interlocutore musulmano unico e rappresentativo. Nessuno ci è riuscito. L’islam (sunnita: quello sciita è un po’ diverso, ma in Italia è pressoché assente) è una religione orizzontale, non verticale: non ha un Papa, non ha vescovi, a rigore non ha neppure parroci. Gli imam sono scambiati per vescovi islamici solo in Italia, grazie ai <em>talk  show </em>televisivi. Non sono neppure l’equivalente dei parroci, e nei Paesi musulmani a nessuno verrebbe in mente di considerarli i «capi» dell’islam. Da noi sì, grazie a <em>Porta a porta</em>; ma si tratta di un equivoco. In Francia è viva la discussione su come lo stesso Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), costituito dall’allora Ministro dell’Interno Sarkozy per dare allo Stato un interlocutore islamico, nella sostanza non funzioni. Da una parte, per presentarsi come rappresentativo, ha dovuto includere le organizzazioni più fondamentaliste – che lentamente ne stanno prendendo il controllo, proprio quello che Sarkozy non voleva –, dall’altra le liti fra musulmani, e fra i governi che li finanziano (Algeria contro Marocco, Arabia Saudita contro Maghreb), ne paralizzano il funzionamento. Stabilita l’ora di religione islamica anche in Italia occorrerebbe trovare chi impartisca le lezioni. Se fosse l’organizzazione più grande, l’UCOII, l’Unione delle Comunità e Organizzazione Islamiche in Italia (che peraltro si è detta non interessata), che affonda le sue radici nel pensiero fondamentalista, avremmo la scuola di fondamentalismo islamico finanziata dallo Stato. Se non fosse l’UCOII questa – che, piaccia o no, controlla ancora la maggioranza delle moschee italiane (nonostante pregevoli sforzi per creare alternative) – avrebbe ragioni di dire che gli insegnanti non sono rappresentativi, sono «musulbuoni», «sindacalisti gialli dell’islam» o «zii Tom», come va già dicendo per qualunque iniziativa che non la ricomprenda.</p>
<p>Ora di religione islamica a  scuola in Italia? Per dirla con l’ispettore Clouseau nel film <em>La pantera rosa</em> «c’è una sola cosa che  non va in questa idea: è stupida».</p>
<p>2. Quanto alla cittadinanza breve, la proposta si basa su una confusione fondamentale. La cittadinanza è il cuore – delicatissimo – della nazione. Se per ipotesi paradossale si trasferisse in una nazione in qualche mese un numero di stranieri superiore a quello dei cittadini, e se questi stranieri fossero dichiarati cittadini mettendo in minoranza i «nativi», la nazione – che è ben più di un semplice spazio geografico – cesserebbe di esistere. Certo, è possibile cambiare nazionalità. Ma questa modifica non è <em>creata</em>:  è <em>riconosciuta</em> dalla legge. Lo Stato, cioè, prende atto che Tizio che vive in Italia da tanti anni, parla da italiano, pensa da italiano ormai <em>è </em>italiano. Perché il processo sia completo e non ambiguo Tizio dovrebbe, vedendosi riconosciuta la cittadinanza italiana, rinunciare alla sua cittadinanza di origine. L’idea che si potesse avere due cittadinanze era una facilitazione pensata anzitutto per gli italiani d’altri tempi emigrati all’estero. Non dovrebbe avere più ragione di esistere oggi: non c’è in Paesi come la Germania e l’Olanda, mentre c’è nella nostra legge vigente e c’è nella proposta Granata-Sarubbi. Se Tizio si sente italiano, lo dimostri anzitutto rinunciando a ogni altra cittadinanza.</p>
<p>Riconoscere la cittadinanza è  la <em>fine</em> di un processo d’integrazione  o assimilazione: non è il suo <em>inizio</em>. La proposta Granata-Sarubbi confonde appunto l’inizio e la fine del processo. Concede subito la cittadinanza nella speranza che questa concessione faciliti una successiva integrazione. Gli immigrati moderni – spesso estremamente mobili, pronti a scrutare le condizioni migliori e a studiare il mercato del lavoro per trasferirsi da un Paese all’altro o tornare a casa – raramente dopo cinque anni di soggiorno in Italia hanno cambiato così radicalmente mentalità da non sentirsi più né essere considerati dai loro vicini cinesi, marocchini o nigeriani ma soltanto e a tutti gli effetti italiani. La proposta di legge dunque nasce vecchia, perché pensa a un antico tipo d’immigrato, quello che partiva con il piroscafo per l’America e sapeva bene che non si sarebbe più spostato né sarebbe tornato. Ed è vecchia anche perché – mentre lo studio scientifico dell’immigrazione sempre di più sottolinea che l’integrazione è un fatto qualitativo – dichiara l’immigrato integrato fino al punto da farne un cittadino sulla base del dato puramente quantitativo dei cinque anni di soggiorno. Sugli esami di lingua ed educazione civica non è lecito farsi troppe illusioni in Italia – dove rischierebbero di essere… «all’italiana» –, e nella stessa Gran Bretagna persone poi protagoniste di episodi di terrorismo avevano agevolmente passato esami analoghi. O davvero ci s’immagina che alla domanda dell’esaminatore «Lei è d’accordo con la Costituzione?», qualcuno risponda: «No, io sono d’accordo con Osama bin Laden, viva Al Qa’ida»?</p>
<p>Su una materia così delicata e  cruciale come la cittadinanza, davvero è meglio <em>queta non movere</em>, andare con i piedi di piombo e semmai sbagliare per eccesso di prudenza. Del resto nel momento in cui l’Italia vuole allargare le maglie della cittadinanza la Gran Bretagna, che ha avuto le sue esperienze tragiche, nel luglio 2009 ha reso la legge in materia più restrittiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Che fare?</strong></p>
<p>Lo abbiamo sentito dal Papa all’inizio del nostro discorso: la questione dell’immigrazione è complessa, nessuno ha la bacchetta magica, non  ci sono soluzioni miracolistiche o <em>ad horas</em>.  Tuttavia, proprio seguendo Benedetto XVI, si possono indicare tre piste per  cominciare almeno ad affrontare il problema.</p>
<p>1. La prima è il governo dell’immigrazione. Nessuno Stato europeo oggi – a fronte delle cifre della denatalità – può pensare di «abolire» l’immigrazione, e nessuna forza politica può ragionevolmente chiederglielo, a meno che si tratti di pura demagogia elettorale. Tuttavia l’immigrazione può e deve essere governata. Il <em>Catechismo della Chiesa Cattolica </em>al n. 2241 insegna che «le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche». Le autorità che rinunciano a governare l’immigrazione non sono buone, ma buoniste, e vengono meno ai loro doveri verso il bene comune.</p>
<p>2. La seconda è la riaffermazione della propria identità culturale. L’immigrazione sgretola le società soprattutto quando non vi trova un’identità forte. L’Europa oggi, dopo avere rinunciato alle radici cristiane tante volte richiamate da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, è talmente immersa nel relativismo da non avere affatto le idee chiare su quale cultura voglia difendere e proporre agli immigrati. In Olanda qualcuno ha deciso di proporre ai nuovi immigrati i «valori olandesi» riassunti in un video che devono obbligatoriamente vedere. Vi si vedono, tra l’altro, due omosessuali che si scambiano effusioni in pubblico e una bagnante in <em>topless</em>. Non è certo che la maggioranza degli olandesi si riconosca in questi valori. Per contro, è certissimo che il video confermerà gl’immigrati musulmani nel loro sentimento di superiorità rispetto all’Occidente decadente. In altri Paesi i corsi sulla cittadinanza proposti agl’immigrati esaltano il presunto diritto all’aborto.  È evidente che non si tratta di temi intorno a cui una persona sensata può pensare di costruire un’immagine «forte» dell’Europa o delle sue radici, o di rabbonire immigrati musulmani già di per sé convinti della superiorità morale dell’islam. Vengono in mente le parole del poeta francese Charles Péguy (1873-1914) – che pure scriveva nel 1910 e non aveva conosciuto Antonio Di Pietro e le sue inchieste giudiziarie, dette appunto «Mani pulite» – secondo cui c’è una posizione diffusa che «ha le mani pulite ma non ha mani». Non ha mani chi non ha identità né radici. Ma chi non ha mani non può neppure stringere le mani altrui nel dialogo.</p>
<p>3. La terza pista è molto poco «politicamente corretta». Eppure non si può rinunciare a citarla. La differenza di religione, lo abbiamo visto, è un pericoloso fattore di disintegrazione sociale. Al contrario, la conversione religiosa è un fattore d’integrazione. Ci sono pregevoli studi sulle popolazioni romaní – la più nota delle quali è quella rom, e di cui sono note le difficoltà d’integrazione – secondo cui tra coloro che frequentano assiduamente le missioni cattoliche o protestanti – queste ultime in maggioranza pentecostali – il tasso di criminalità, purtroppo in questi gruppi piuttosto alto, scende rapidamente e in modo significativo. Una volta – e per la verità ancora oggi – eravamo tutti sollecitati a dare il nostro obolo perché i missionari potessero andare a convertire gli africani in Africa. Oggi che gli africani vengono da noi, e sembrerebbe che il missionario non debba più neppure scomodarsi ad andarli a cercare, c’è – purtroppo perfino fra il clero – chi curiosamente sostiene che non si deve cercare di convertire gli immigrati perché sarebbe irrispettoso, maleducato o etnocentrico. Pentecostali protestanti e Testimoni di Geova sul punto ci danno una lezione: fanno molta missione presso gli immigrati, anche musulmani, e ne convertono un certo numero. Libertà religiosa e dialogo da una parte e annuncio dall’altra non sono in contraddizione, anzi vanno insieme. Insegna Benedetto XVI ancora nella <em>Caritas  in veritate</em>: «La libertà religiosa non significa indifferentismo religioso e non comporta che tutte le religioni siano uguali» (n. 55). Se non sono uguali, annunciare la verità della religione cattolica all’immigrato significa volere il suo bene, e anche favorirne l’integrazione. Chi considera questa prospettiva inopportuna o di cattivo gusto è relativista. Ed è il relativismo il vero motore dell’immigrazionismo: un’ideologia arrogante, intollerante e pericolosa che irrita le maggioranze e prepara la strada precisamente a quella xenofobia che vorrebbe evitare.</p>
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		<title>Global warming o global cooling?</title>
		<link>http://alezeia.wordpress.com/2009/10/27/global-warming-o-global-cooling/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 09:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ikzus</dc:creator>
				<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[effetto serra]]></category>
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		<description><![CDATA[riprendo da un blog e ripubblico integralmente:
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Global warming o global cooling?

Nonostante le previsioni dell&#8217;Ipcc (The Intergovernmental Panel on Climate Change) trovino delle difficolta nell&#8217;essere messe in discussione, c&#8217;è qualcuno nel mondo che sta fremendo di raccontare alla comunità scientifica internazionale cosa ci sia di vero dietro il famigerato global [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1389&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;">riprendo da un blog e ripubblico integralmente:</p>
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<h3 style="text-align:center;"><a href="http://ilprofessorechos.blogspot.com/2009/10/global-warming-o-global-cooling.html"><br />
</a></h3>
<p style="text-align:center;"><a href="http://papundits.files.wordpress.com/2009/04/timeflipflop.jpg"><img class="aligncenter" src="http://papundits.files.wordpress.com/2009/04/timeflipflop.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
<h3 style="text-align:center;"><a href="http://ilprofessorechos.blogspot.com/2009/10/global-warming-o-global-cooling.html">Global warming o global cooling?</a></h3>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:justify;"><span id="more-1389"></span>Nonostante le previsioni dell&#8217;<a href="http://www.ipcc.ch/">Ipcc </a>(The Intergovernmental Panel on Climate Change) trovino delle difficolta nell&#8217;essere messe in discussione, c&#8217;è qualcuno nel mondo che sta fremendo di raccontare alla comunità scientifica internazionale cosa ci sia di vero dietro il famigerato global warming. Egli sosterrà le sue convinzioni  in una conferenza che si terrà a Londra alla fine del mese.</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Piers_Corbyn">Piers Corbyn</a><em>, </em> uno scienziato del<a href="http://www.weatheraction.com/"> Weatheraction</a>, una società specializzata in previsioni meteorologiche a lungo raggio, sostiene, invece, che l&#8217;impatto solare di particelle rilasciate dal sole è molto più consistente di quanto sia attualmente accettato, tanto che, secondo lui, <em> </em>sono quasi interamente responsabili di quanto  accade alle temperature globali.</p>
<p>Se rivelata corretta, questo potrebbe rivoluzionare l&#8217;intero argomento.<em> </em></p>
<p><em> </em>Quello che è veramente interessante in questo momento è ciò che sta accadendo ai nostri oceani. Essi sono  grandi accumulatori termici e secondo una ricerca condotta lo scorso novembre dal professor Don Easterbrook del <a href="http://www.wwu.edu/">Western Washington University</a>, gli oceani e le temperature globali sono correlati. Gli oceani, ha detto lo studioso, hanno un ciclo in cui scaldano e si raffreddano periodicamente. La più importante di queste oscillazioni è quella decennale del<a href="http://digitaldiatribes.wordpress.com/2008/12/04/pacific-decadal-oscillation-pdo-index-back-into-the-negative/"> PDO</a> (Pacific Decadal Oscillation), <a href="http://www.meteowebcam.it/index.php?page=analisi&amp;id=86">è un anomalia </a>che si riscontra sulle superfici oceaniche che toccano la costa ovest del nord America. Un fenomeno come El Niño e la Nina, solo che queste ultime due hanno durata stagionale o al massimo annuale, mentre la PDO che sia negativa (più fredda) o positiva (più calda), ha una durata variabile dai 20 -30 anni. Per gran parte degli anni 80 e degli anni 90, era in una fase positiva, e le osservazioni hanno rivelato che le temperature globali si erano riscaldate. Ma negli ultimi anni ha perso il suo calore e di recente ha iniziato a raffreddarsi.<br />
Questi cicli nel passato hanno avuto la durata di circa 30 anni.</p>
<p>Secondo il controverso meteorologo  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Piers_Corbyn"> </a><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Piers_Corbyn">Piers Corbyn,</a> il cambiamento climatico è un&#8217; <a href="http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/globalwarming/6300329/Sceptics-welcome-BBC-report-on-global-cooling.html">&#8220;arma di tassazione di massa&#8221;</a>. &#8220;Tutti i partiti politici desiderano utilizzare il cambiamento climatico come una scusa per aumentare le tasse&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Inoltre è una tattica per le potenze occidentali per controllare l&#8217;offerta mondiale di energia.&#8221;</p>
<p>Secondo molti scettici è improbabile che le temperature raggiungano altezze vertiginose, come quelle del 1998, l&#8217;anno più caldo mai registrato a livello mondiale. In effetti, per gli ultimi 11 anni nessun aumento delle temperature globali è stato osservato. È possibile invece, osservano, che a causa dell&#8217;oceano e dei cicli solari sarà più probabile un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Global_cooling">Global cooling. </a></p>
<p>Fonti: <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8299079.stm">news.bbc.co.uk</a> &#8211; <a href="http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/globalwarming/6300329/Sceptics-welcome-BBC-report-on-global-cooling.html">telegraph.co.uk</a>- <a href="http://scienceblogs.com/stoat/2009/10/what_happened_to_global_warmin.php?utm_source=sbhomepage&amp;utm_medium=link&amp;utm_content=channellink">scienceblogs.com </a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#000000;">•   —   •   —   •</span></p>
<p><span style="color:#000000;">Vedi anche: </span><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3651" target="_blank">Adesso il mondo inizia a chiedersi: che fine ha fatto il global warming?</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alezeia.wordpress.com/1389/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alezeia.wordpress.com/1389/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alezeia.wordpress.com/1389/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alezeia.wordpress.com/1389/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alezeia.wordpress.com/1389/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alezeia.wordpress.com/1389/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alezeia.wordpress.com/1389/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alezeia.wordpress.com/1389/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alezeia.wordpress.com/1389/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alezeia.wordpress.com/1389/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1389&subd=alezeia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>RU486: una battaglia per la vita?</title>
		<link>http://alezeia.wordpress.com/2009/10/22/ru486-una-battaglia-per-la-vita/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 08:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ikzus</dc:creator>
				<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[RU486]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ricevo, pubblico e sottoscrivo
•   —   •   —   •
Eugenia Roccella ha così commentato il via libera definitiva dell&#8217;AIFA all&#8217;utilizzo della pillola RU486:
&#8221;Sono pienamente soddisfatta della delibera dell&#8217;Aifa che conferma i pareri del Consiglio Superiore di Sanita&#8217;, e quindi la necessita&#8217; del ricovero in ospedale fino a quando l&#8217;aborto non sia stato completato. La delibera [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1380&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="RU486" src="http://www.blognow.com.au/uploads/Bloggerjohn_RU486.jpg" alt="" width="394" height="304" /></p>
<p style="text-align:center;">Ricevo, pubblico e sottoscrivo</p>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Eugenia Roccella ha così commentato il via libera definitiva dell&#8217;AIFA all&#8217;utilizzo della pillola RU486:</p>
<address>&#8221;Sono pienamente soddisfatta della delibera dell&#8217;Aifa che conferma i pareri del Consiglio Superiore di Sanita&#8217;, e quindi la necessita&#8217; del ricovero in ospedale fino a quando l&#8217;aborto non sia stato completato. La delibera sottolinea i maggiori rischi del metodo farmacologico rispetto a quelli tradizionali e la necessita&#8217; di particolari cautele. Un chiaro &#8221;no&#8221; quindi a protocolli che prevedono il day hospital e introducono in Italia l&#8217;aborto a domicilio. E&#8217; su questo che la sinistra, e in particolare l&#8217;on. Turco, dovrebbero esprimersi con chiarezza se davvero vogliono difendere la legge 194: sono contrari o favorevoli all&#8217;aborto a domicilio? Il governo da parte sua, sulla base della delibera dell&#8217;Aifa, vigilera&#8217; sul rispetto della legge attuando un preciso monitoraggio in questo senso, perche&#8217; la 194, tanto apprezzata a parole, non sia smontata nei fatti fino a diventare carta straccia&#8221;</address>
<address> </address>
<address> </address>
<p><span style="color:#ffffff;">.</span></p>
<p>Forse &#8220;la sinistra&#8221; dovrebbe rispondere alle domande dell&#8217;on. Roccella &#8230; ma gli elettori dell&#8217;on. Roccella dovrebbero rispondere ad altre domande:</p>
<p><span id="more-1380"></span>- l&#8217;on. Roccella è contraria o favorevole all&#8217;aborto &#8211; all&#8217;uccisione di bambini nel ventre materno &#8211; libero, gratuito e assistito?</p>
<p>- l&#8217;on. Rocccella è favorevole o contraria ad una riforma della legge 194 in senso restrittivo o addirittura a vietare l&#8217;aborto legale?</p>
<p>- l&#8217;on. Roccella aveva impostato una annosa battaglia contro l&#8217;introduzione della RU486 (la &#8220;kill-pill&#8221; &#8230;): ora che l&#8217;ha persa &#8211; perché, non nascondiamoci dietro un dito: quella battaglia è stata persa! &#8211; perché, invece di dimettersi, dichiara di essere integralmente soddisfatta?</p>
<p>Giacomo Rocchi</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/alezeia.wordpress.com/1380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/alezeia.wordpress.com/1380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/alezeia.wordpress.com/1380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/alezeia.wordpress.com/1380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/alezeia.wordpress.com/1380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/alezeia.wordpress.com/1380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/alezeia.wordpress.com/1380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/alezeia.wordpress.com/1380/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/alezeia.wordpress.com/1380/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/alezeia.wordpress.com/1380/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1380&subd=alezeia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Elvis e noi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ikzus</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Massimo Gramellini &#8211; I miserabili
A Napoli un bambino è morto a sei anni di povertà. Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1366&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41" target="_blank">Massimo Gramellini &#8211; I miserabili</a></p>
<p>A Napoli un bambino è morto a sei anni di povertà. Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per terra, in una stamberga di venti metri quadri, i polmoni intasati dalle esalazioni di un piccolo braciere. Da quando l’Enel aveva staccato la corrente che alimentava la stufetta elettrica, quel fuoco improvvisato e velenoso era diventato l’unica fonte di riscaldamento di tutta la famiglia. Non c’era altro calore, non c’era più cibo. Ed Elvis se n’è andato così, addosso alla madre agonizzante, la testa appoggiata al ventre da cui era uscito sei anni prima per la sua breve e infelice partecipazione alle vicende del pianeta Terra.</p>
<p>Mi sento totalmente inutile, come giornalista e come essere umano, perché mi tocca ancora raccontare storie del genere, nel mio evoluto Paese. Ci riempiamo la bocca, io per primo, di parole superflue. Ci appassioniamo ai problemi di minoranze potenti e arroganti. E accanto a noi, in un silenzio distratto, si consumano le disfatte degli umili e dei mansueti. Persone come la mamma di Elvis, che fino all’ultimo ha provato a raggranellare onestamente qualche soldo per la stufetta, andando in giro a fare le pulizie. Il Bene ieri ha perso di brutto. L’importante è rendersene conto, non distrarsi, non rassegnarsi, organizzare la riscossa. Anche per Elvis, che tornerà a trovarci ogni giorno, sulla faccia di tanti bambini uguali a lui.</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://alezeia.wordpress.com/2009/10/20/elvis-e-noi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/VMmlTeCIiE8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;">Will we simply turn our heads and look the other way?</span></h2>
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		<title>L&#8217;invenzione dell&#8217;omofobia</title>
		<link>http://alezeia.wordpress.com/2009/10/19/linvenzione-dellomofobia/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 07:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ikzus</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<category><![CDATA[differenza]]></category>
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		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
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		<category><![CDATA[relativismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e pubblico questa analisi lucidissima e assai penetrante (ooops: si può ancora dire?)
•   —   •   —   •
La proposta di legge sulla cosiddetta omofobia era prevista nel programma elettorale di PD + IdV e non era prevista nel programma di PdL + Lega. PdL e Lega però non l’hanno voluta fermare in sede [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1371&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ricevo e pubblico questa analisi lucidissima e assai penetrante (ooops: si può ancora dire?)</p>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>La proposta di legge sulla cosiddetta omofobia era prevista nel programma elettorale di PD + IdV e non era prevista nel programma di PdL + Lega. PdL e Lega però non l’hanno voluta fermare in sede di Commissione, e così il 12 ottobre la proposta di legge (relatrice la PD Anna Paola Concia) è andata in discussione in Parlamento. Stoppata grazie alla pregiudiziale di incostituzionalità proposta dall’UdC e approvata a maggioranza, la proposta di legge tornerà, stavolta con un disegno di legge presentato dal Governo.<br />
Tutto questo “volerla approvare a tutti i costi” è già una prima vittoria per la lobby gay, che ha inventato l’omofobia per zittire il dissenso.</p>
<p>Mia moglie e io nel 1980 formammo una famiglia, società naturale fondata sul matrimonio, i cui diritti sono riconosciuti dalla Costituzione. Desideravamo dei figli, e questo veniva incontro alle necessità della società, che ha bisogno di 2,1 figli per donna per sussistere. I figli nacquero attraverso rapporti sessuali matrimoniali. Vedete qualcosa di anormale in questo percorso? Niente di anormale, è un percorso normale.</p>
<p>Eppure la lobby gay ci ribattezzò “eterosessuali”, e nessuno ha reagito. Io rifiuto la neolingua gay e riaffermo che il mio percorso non è “eterosessuale”, è semplicemente un percorso “normale”, non avendo in sé niente di anormale.<br />
<span id="more-1371"></span>La distinzione da fare è tra rapporti sessuali e rapporti omosessuali: questi ultimi sono scelte personali (sottolineo “scelte”: una persona può avere tendenze omosessuali e scegliere di NON avere rapporti), sono infecondi e privi di rilevanza sociale. Ma la neolingua gay parlò di rapporti “eterosessuali e omosessuali”, come se fossero due opzioni sullo stesso piano. Io rifiuto la neolingua gay e continuo ad affermare la distinzione tra rapporti sessuali, potenzialmente fecondi e rilevanti per la società, e rapporti omosessuali, scelte personali infeconde e irrilevanti per la società.</p>
<p>Poi qualcuno cominciò a sostituire la parola “omosessuale” con la parola “gay”. Più spiccio, dicevano. Spiccio e falso: omosessuale e gay non sono sinonimi. Gli omosessuali non gay sono la maggioranza: sono persone riservate, che non amano il chiasso, che non vanno in TV e non sfilano in piazza, che non rivendicano diritti particolari. Ognuno di noi ne conosce qualcuno.</p>
<p>Nelle nostre menti però tutti gli omosessuali si sono trasformati in militanti gay, e questo falsa completamente il dibattito. Io rifiuto la neolingua gay e riaffermo che la maggioranza degli omosessuali sono “omosessuali non gay”.</p>
<p>Poi la lobby gay inventò il “genere”. Solo una parola elegante da usare al posto di “sesso”? No, un’invenzione ideologica che sostituisce i due sessi, reali e constatabili alla nascita di ognuno, con 5 o 7 opzioni di “genere”, di carattere culturale. Io rifiuto la neolingua gay e continuo ad affermare che i sessi sono due e sono un dato genetico constatabile da chiunque in natura; il resto sono opzioni personali, irrilevanti per la società.</p>
<p>Poi la lobby gay inventò l’omofobia. Ha un “suono” simile a una malattia (claustrofobia, aracnofobia,…), ma è una malattia inesistente, inventata dall’ideologia gay per i suoi scopi. Conoscete casi di persone rifiutate sul lavoro perché omosessuali? Conosco invece casi di ragazze rifiutate perché giovani spose a rischio di maternità.</p>
<p>Persone omosessuali siedono in Parlamento, sono ai vertici di diverse regioni, sono presenti nel mondo dell’arte, del teatro, della TV, del cinema, della letteratura, della moda, nelle università e nelle scuole di ogni ordine e grado, hanno una disponibilità di reddito ben superiore alla media, hanno organizzazioni nazionali a loro disposizione: la discriminazione non esiste, anzi qualche illustre personaggio afferma che l’essere gay l’ha aiutato nella carriera.</p>
<p>La finta malattia detta “omofobia” serve solo a zittire coloro che contestano l’ideologia gay (si dà dell’omofobo un po’ come un tempo si dava del fascista). Io rifiuto la neolingua gay e affermo che non esiste discriminazione basata “sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” (che sono libere opzioni personali modificabili nel tempo), mentre c’è una chiara discriminazione per la famiglia “costituzionale”, società naturale fondata sul matrimonio.</p>
<p>“Ma ci sono le aggressioni ai gay!”, dirà qualcuno. A parte che la fumosità delle statistiche su queste aggressioni è totale (ad esempio: nessuno ci comunica quante aggressioni a gay sono fatte da altri gay; nessuno fa una statistica sull’ambientazione di queste aggressioni), le aggressioni ai gay vanno perseguite e punite come ogni altra aggressione. Col passaggio di questa legge, accadrà che un’aggressione a me o a voi verrà punita con meno rigore rispetto all’aggressione a un gay. Io rifiuto l’ideologia gay e sostengo che un’aggressione alla mia persona debba essere punita con lo stesso rigore dell’aggressione a un gay.</p>
<p>Viene già usata la parola “omocrazia”? Prima o poi bisognerà usarla. In un’Italia in cui si può satireggiare chiunque fino all’insulto, con l’approvazione di questa proposta di legge un militante gay non potrà nemmeno essere contraddetto. Se passa la legge in Parlamento, nasce una nuova “casta” intoccabile.</p>
<p>Giovanni Lazzaretti &#8211; San Martino in Rio (RE)</p>
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		<title>Amnesty International critica il Nicaragua per aver vietato l&#8217;aborto</title>
		<link>http://alezeia.wordpress.com/2009/10/18/amnesty-international-critica-il-nicaragua-per-aver-vietato-laborto/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 11:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alenu</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una notizia del 20 agosto, ma l&#8217;ho tradotta solo ora,
alex


Amnesty International critica il Nicaragua per aver vietato l&#8217;aborto
di Samantha Singson  &#60;http://www.c-fam.org/about_us/id.1/author_detail.asp&#62;

(NEW YORK ˆ © C-FAM)  Amnesty International ha condannato un altro paese latino americano per le sue leggi pro-vita. In un recente rapporto &#60;http://www.amnesty.org/en/library/asset/AMR43/001/2009/en/ea2f24b4-648c-4389-91e0-fc584839a527/amr430012009en.pdf&#62; , l&#8217;organizzazione ha definito il divieto totale di aborto in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1363&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>E&#8217; una notizia del 20 agosto, ma l&#8217;ho tradotta solo ora,</p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;">alex<br />
</span></span><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span><span style="font-family:Arial;"></p>
<h3>Amnesty International critica il Nicaragua per aver vietato l&#8217;aborto</h3>
<p><span style="font-size:x-small;">di <strong>Samantha Singson  &lt;<span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;">http://www.c-fam.org/about_us/id.1/author_detail.asp</span></span>&gt;<br />
</strong><br />
(NEW YORK ˆ © C-FAM)  Amnesty International ha condannato un altro paese latino americano per le sue leggi pro-vita. In un recente rapporto &lt;<span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;">http://www.amnesty.org/en/library/asset/AMR43/001/2009/en/ea2f24b4-648c-4389-91e0-fc584839a527/amr430012009en.pdf</span></span>&gt; , l&#8217;organizzazione ha definito il divieto totale di aborto in Nicaragua &#8220;una vergogna crudele e disumana&#8221; e ha accusato la nuova legge di portare a un aumento delle morti materne. Come nei casi del Messico, della Repubblica dominicana e del Perù, l&#8217;ultimo rapporto di Amnesty sul Nicaragua sostiene incorrettamente che la legge internazionale impone a tutti i paesi di permettere l&#8217;aborto e, secondo i suoi critici, distorce i fatti che in realtà dimostrano una diminuzione nel tasso di morti materne.</p>
<p><span id="more-1363"></span>La legge nicaraguense che vieta l&#8217;aborto in qualunque caso è stato approvato nel 2006 dall&#8217;Assemblea nazionale nicaraguense e da allora è diventata un parafulmine per le critiche dei promotori dell&#8217;aborto in giro per il mondo. Il nuovo rapporto di Amnesty intitolato „Il divieto totale di abortire in Nicaragua: le vite e la salute delle donne messe a repentaglio, i professionisti medici criminalizzati‰ &lt;<span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;">http://www.amnesty.org/en/library/asset/AMR43/001/2009/en/ea2f24b4-648c-4389-91e0-fc584839a527/amr430012009en.pdf</span></span>&gt;  accusa il governo del Nicaragua di applicare una legge &#8220;discriminatoria&#8221; che essi sostengono aumenterà la mortalità materna. Amnesty critica anche le conseguenze penali del divieto perché ritiene che metteranno gli operatori sanitari a &#8220;rischio legale&#8221;.</p>
<p>Amnesty accusa il Nicaragua di violare la legge internazionale, sulla base delle raccomandazioni non-vincolanti degli organismi delle Nazioni Unite deputati a monitorare i trattati &#8211; il Comitato CEDAW (Convenzione sull&#8217;eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne), il Comitato sui Diritti economici sociali e culturali e il Comitato contro la tortura &#8211; che Amnesty cita a sostegno del preteso obbligo del Nicaragua di permettere l&#8217;aborto.</p>
<p>Chi critica l&#8217;ONU fa notare al riguardo che nessun trattato ONU ha mai nemmeno MENZIONATO l&#8217;aborto e che si tratta di un&#8217;iniziativa autonoma dei componenti dei comitati incaricati di monitorare l&#8217;osservazione dei trattati da parte degli stati membri. Essi si sono presi la briga di aggiungere all&#8217;elenco dei diritti riconosciuti da lungo tempo, come il diritto al grado più alto di salute, il diritto alla privacy e il diritto a non essere discriminati, anche il &#8220;diritto all&#8217;aborto&#8221;.</p>
<p>Secondo Amnesty il divieto posto dal Nicaragua all&#8217;aborto è discriminatorio perché impatta negativamente le donne e le ragazzine in quanto SOLO &#8220;le donne e le ragazzine vengono costrette a continuare una gravidanza clinicamente pericolosa o indesiderata, pena il carcere&#8221; o a &#8220;soffrire l&#8217;angoscia mentale e il dolore fisico di un aborto insicuro, rischiando la salute e la pelle.&#8221;</p>
<p>Una delle principali critiche di Amnesty è che il divieto impedirà in alcuni casi ai professionisti medici di curare le donne per timore di incorrere in guai giudiziari, se scambiati per qualcuno che assiste una donna a mettere fine a una gravidanza. Secondo altre fonti il governo nicaraguense ha ripetutamente chiarito che sarà rispettato il codice medico attuale, che permette le cure salva-vita che potrebbero causare indirettamente un aborto. Anche se Amnesty ammette che il divieto non ha portato ad acuna incriminazione giudiziaria, il gruppo ha attaccato lo stesso il governo del Nicaragua, prevedendo &#8220;ritardi nelle diagnosi e nei trattamenti, a scapito delle donne e delle ragazze nicaraguensi in cerca di cure mediche.&#8221;</p>
<p>Da quando Amnesty ha pubblicato il suo rapporto sul Nicaragua, gli è stato richiesto di suffragare le affermazioni ivi contenute. Un giornalista di LifeSiteNews, Matthew Hoffman, ha verificato che Amnesty aveva alterato la data in cui è cambiato il codice penale &#8220;nell&#8217;evidente tentativo di nascondere il fatto che la mortalità mortale era diminuita nel 2007, l&#8217;anno dopo l&#8217;abolizione delle eccezioni per gli &#8220;aborti terapeutici&#8221; nel codice penale.</p>
<p>Volume 12, Number 36</p>
<p>August 20, 2009<br />
</span></p>
<h3>Amnesty International Slams Nicaragua for Abortion Ban</h3>
<p><span style="font-size:x-small;">By <strong>Samantha Singson  &lt;<span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;">http://www.c-fam.org/about_us/id.1/author_detail.asp</span></span>&gt;<br />
</strong><br />
(NEW YORK ˆ © C-FAM)  Amnesty International is slamming yet another Latin American country for its pro-life laws. In a recently released report &lt;<span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;">http://www.amnesty.org/en/library/asset/AMR43/001/2009/en/ea2f24b4-648c-4389-91e0-fc584839a527/amr430012009en.pdf</span></span>&gt;  , Amnesty has called Nicaragua&#8217;s total ban on abortions a &#8220;cruel, inhuman disgrace&#8221; and charged that the new law has led to an increase in maternal deaths.  As in the cases of Mexico, the Dominican Republic and Peru, Amnesty&#8217;s latest report on Nicaragua incorrectly argues that international law requires countries to permit abortion, and, according to critics, it misrepresents the facts which actually show a decrease in the maternal death rate.</p>
<p>The Nicaraguan law restricting abortion under any circumstances passed the National Assembly unanimously in 2006 and has been a lightning rod for criticism from abortion advocates around the globe.  The new Amnesty report „The total abortion ban in Nicaragua: Women‚s lives and health endangered, medical professionals criminalized‰ &lt;<span style="color:#0000ff;"><span style="text-decoration:underline;">http://www.amnesty.org/en/library/asset/AMR43/001/2009/en/ea2f24b4-648c-4389-91e0-fc584839a527/amr430012009en.pdf</span></span>&gt;  accuses the Nicaraguan government of implementing a &#8220;discriminatory&#8221; law that they charge will increase maternal mortality. Amnesty also blasts the ban&#8217;s criminal penalties asserting they will force health care professionals into &#8220;legal jeopardy.&#8221;</p>
<p>Claiming that Nicaragua is violating international law, Amnesty cites the non-binding recommendations of United Nations treaty monitoring bodies ˆ the committee on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women, the Committee on the Economic, Social and Cultural Rights and the Committee Against Torture ˆ as evidence of the country&#8217;s international law obligations to permit abortion.</p>
<p>UN critics point out, however, that no UN treaty even mentions abortion and that members of the committees charged with overseeing state compliance to the treaties have taken it upon themselves to attach a &#8220;right to abortion&#8221; under long-established rights like the right to the highest attainable standard of health, the right to privacy and the right to be free from discrimination.</p>
<p>Amnesty claims that Nicaragua&#8217;s prohibition on abortion is discriminatory because of its negative consequences for women and girls as only &#8220;women and girls are compelled to continue a medically dangerous or unwanted pregnancy or face imprisonment&#8221; or &#8220;suffer the mental anguish and physical pain of an unsafe abortion, risking their health and life in the process.&#8221;</p>
<p>One of Amnesty‚s chief assertions is that the ban will prevent medical professionals from treating women in some cases because they fear criminal prosecution as their actions could be seen as helping a woman terminate a pregnancy.  According to other news reports, the Nicaraguan government has repeatedly made clear that the existing medical code will be respected, which allows lifesaving treatments that could indirectly cause an abortion.  Even though Amnesty admits that the ban has not led to any criminal prosecutions, the group blasts the Nicaraguan government speculating that the ban will result in &#8220;delays in diagnosis and treatment, to the detriment of Nicaraguan women and girls seeking medical care.&#8221;</p>
<p>Since Amnesty released its Nicaragua report, the organization is being asked to account for their findings. Matthew Hoffman, a reporter for LifeSiteNews.com investigating Amnesty‚s claims about the Nicaraguan ban, found that the organization had actually falsified the date the criminal code was changed in &#8220;an apparent attempt to cover up the fact that maternal mortality actually fell in 2007, the year after exceptions in the penal code for &#8216;therapeutic abortions&#8217; were abolished.&#8221;<br />
</span></span><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>A flash in the night</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ikzus</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre a proposito di legge sull&#8217;omofobia, ieri ricevo questa mail da uno degli iscritti:
&#8220;senti un po&#8217;
cristo non aveva niente contro i gay
mentre aveva molto da dire contro gente come te
puoi pensarla come vuoi sui gay
e su qualunque altro argomento
ma non puoi scrivermi sul lavoro e rompermi le scatole
e sopratuttto non puoi pretendere che le tue [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=334&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sempre a proposito di legge sull&#8217;omofobia, ieri ricevo questa mail da uno degli iscritti:</p>
<p><em>&#8220;senti un po&#8217;<br />
cristo non aveva niente contro i gay<br />
mentre aveva molto da dire contro gente come te<br />
puoi pensarla come vuoi sui gay<br />
e su qualunque altro argomento<br />
ma non puoi scrivermi sul lavoro e rompermi le scatole<br />
e sopratuttto non puoi pretendere che le tue opinioni su ciò che possono o non possono fare i gay<br />
diventino regole su ciò che effettivamente possono o non possono fare i gay &#8220;tra le cose che sono consentite a tutte le altre persone&#8221; (naturalmente)<br />
quindi scusati e non farti più sentire!!</em></p>
<p><em>cordialità&#8221;</em></p>
<p>Che splendida lezione di tolleranza ! Abbiamo davvero molto da imparare &#8230;</p>
<pre>15-10-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Telefonata tra amici ieri, quando si pensava che la legge sull&#8217;omofobia sarebbe passata:</p>
<p><em>&#8220;Caro Pietro, ce l&#8217;abbiamo nel c..o&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Ce l&#8217;avevamo già nel c..o, d&#8217;ora in poi dovremo anche dire che è piacevole&#8221;<br />
</em></p>
<pre>14-10-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Ragazzi, qualcuno di GR Parlamento legge Alezeia! Difatti, da alcuni giorni la loro rassegna stampa si ampliata notevolmente: non solo hanno prontamente inserito  <a href="http://altronline.it/" target="_blank">l&#8217;Altro</a>, come avevo profetizzato, ma hanno subito aggiunto anche <a href="http://www.affaritaliani.it/mediatech/ecco_fatto_di_travaglio230909.html" target="_blank">Il Fatto</a> (che si dichiara apertamente antiberlusconiano) e cominciato a citare <a href="http://www.rinascita.info/" target="_blank">Rinascita</a>, autodefinitasi &#8220;Quotidiano di Sinistra Nazionale&#8221;.</p>
<p>La Padania? Beh, non si può avere tutto nella vita &#8230;</p>
<pre>2-10-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>In Italia l&#8217;informazione è manipolata dalla politica? Non c&#8217;è dubbio!</p>
<p>Spesso alla mattina seguo per radio la rassegna stampa di GR Parlamento, che quotidianamente dà conto delle sparate di Repubblica, delle opinioni <em>politically correct</em> del Corriere e della Stampa, e del parere del PD tramite i suoi due quotidiani l&#8217;Unità e Europa. Oggi si è prontamente aggiunta la segnalazione dell&#8217;ultimo giornale di ultrasinistra, <a href="http://altronline.it/" target="_blank">l&#8217;Altro</a>, che con Manifesto e Liberazione garantiscono il diritto di tribuna di quel 3-5% di elettori che ancora vede rosso. Avvenire si legge solo quando critica il governo o il PdL.</p>
<p>La Padania, organo ufficiale del terzo partito italiano che ha ormai superato il 10%, non si è mai vista &#8230;</p>
<pre>16-9-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •<span id="more-334"></span></p>
<p>Continua la caccia ai record del Presidentissimo: Obama riesce a <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/agosto/29/americano_due_non_crede_piu_co_9_090829021.shtml" target="_blank">perdere popolarità</a> come pochi prima di lui. E pensare che la sua <a href="http://www.informazione.it/z/D442DD51-083B-421B-A1C9-F5378DED210A/Sanita-crolla-la-popolarita-di-Obama" target="_blank">riforma della sanità</a> &#8230; non è ancora completamente fallita !!! Tuttavia, il consenso che riscuote <a href="http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=1241" target="_blank">in Europa</a> resta altissimo. A saperlo, se fossi in lui, io mi preoccuperei veramente &#8230;</p>
<pre>3-9-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>C’è niente da fare: Barack Obama supera il suo predecessore in tutto, anche nelle <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200908articoli/46128girata.asp" target="_blank">minacce di morte</a> che riceve quotidianamente &#8211; il 400% in più! I media si stanno affannando a spiegarci per quali inconfessabili motivi questi pervertiti (razzisti, terroristi, capitalisti, ecc. ecc.) possano incredibilmente nutrire un’opinione negativa del <a href="http://alezeia.wordpress.com/2009/01/20/il-messia-nero-e-la-sindrome-di-cenerentola/" target="_blank">Messia Nero</a>. Certo, con Bush era tutto molto più semplice: ovviamente, era colpa sua!</p>
<pre>13-8-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Finalmente anche in Italia è legale la RU-486, viatico all&#8217;aborto fai-da-te.</p>
<p>Gli abortisti esultano: aborto sempre più facile e diffuso, anche quando implica <a href="http://www.zenit.org/article-19128?l=italian" target="_blank">la morte della donna</a>. I cristiani invece si disperano: per loro, l&#8217;aborto è sempre un abominio, tranne quando sia in pericolo la vita della donna.</p>
<p>Domandina facile per femministe stupide: chi sta davvero dalla parte della donna?</p>
<pre>7-8-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>NOTIZIONA: oggi, addì 15 luglio dell&#8217;Anno Domini 2009, FA CALDO !</p>
<p><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/2881" target="_blank">Qui</a> trovate la spiegazione &#8211; non del caldo a luglio, ma del perché secondo lorsignori dovrebbe essere una notiziona &#8230;</p>
<pre>15-7-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>«<em>La parola “fede adulta” negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede “fai da te”, quindi. E lo si presenta come “coraggio” di esprimersi contro il magistero della Chiesa. In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo “schema” del mondo contemporaneo.</em></p>
<p><em>È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una “fede adulta”. Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo.</em></p>
<p><em>Così fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento, opponendosi con ciò radicalmente al principio della violenza, proprio anche nella difesa delle creature umane più inermi. Fa parte della fede adulta riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore, ristabilito nuovamente da Cristo.</em>»</p>
<p>Mi sa che ai vari <a href="http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/29/capitani-non-coraggiosi-benedetto-xvi-mette-a-nudo-i-cattolici-adulti/" target="_blank">cattolici adulti</a> alla Prodi gli son fischiate le orecchie alla grande!</p>
<pre>13-7-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>«<em>Per troppi anni abbiamo accettato le scuse per la corruzione e la cattiva governance in Africa: erano conseguenze del neocolonialismo, o dell&#8217;oppressioné dell&#8217;Occidente, o del razzismo. Io non credo nelle scuse. Credo di conoscere l&#8217;Africa almeno quanto i miei predecessori. Ma siamo nel 2009. L&#8217;America o l&#8217;Occidente non sono responsabili per quel è accaduto in Zimbabwe negli ultimi 15 o 20 anni. Né per le politiche disastrose che abbiamo visto in altre parti dell&#8217;Africa subsahariana. E dunque credo sia molto importante che la leadership africana si assuma le sue responsabilità</em>»</p>
<p>L&#8217;avessi detto io, tutti mi sarebbero saltati addosso; ma l&#8217;ha detto <a href="http://rassegna.rapportiparlamento.it/View.aspx?ID=2009070913209282" target="_blank">LUI</a>! E non è il solo a <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=365349" target="_blank">pensarla così</a>.</p>
<pre>9-7-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>In Svezia pare (ancora non riesco a crederci &#8230;) che un tribunale abbia autorizzato un aborto perché la donna, già madre di due bambine ed incinta di un&#8217;altra femmina, <a href="http://www.segnideitempi.biz/cultura-e-societa/svezia-libero-aborto-per-chi-vuole-un-figlio-di-sesso-diverso/" target="_blank">voleva tanto un bel maschietto</a>.</p>
<p>Sono perfettamente daccordo con Lei, eccellentissimo Signor Giudice: lo sanno tutti che non c&#8217;è handicap peggiore che essere donna!</p>
<p>A questo proposito, andando sul personale, io di figlie ne ho tre, e anch&#8217;io volevo solo maschi, lo giuro;  potrei avere la Sua autorizzazione a farle fuori? Così ricomincio &#8230;</p>
<p>(se poi, già che c&#8217;è, Lei che è così comprensivo mi autorizzasse gentilmente anche l&#8217;eutanasia di mia moglie, che poverina da tempo soffre di mal di denti &#8230;)</p>
<pre>23-6-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Stanotte ho fatto un sogno: tutti gli ex comunisti si convertivano in massa al cattolicesimo! Una cosa da non credere: <a href="http://www.cosediscienza.it/varie/17_principio%20di%20precauzione.htm" target="_blank">principio di precauzione</a> applicato agli embrioni umani, invece che ai semi OGM; pillola del giorno dopo vietata; castità al posto dell&#8217;amore libero; e alla fine, il PD che (pur di buttar giù Berlusconi) proponeva di reintrodurre il reato di adulterio &#8230;</p>
<pre>19-6-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Secondo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muammar_Gheddafi" target="_blank">Geddafi</a>, gli USA sono sullo stesso piano di AlQueda: tutti terroristi!</p>
<p>Se lo dice lui, che <a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_11/scheda_attentato_gheddafi_6c942dca-567b-11de-82c8-00144f02aabc.shtml" target="_blank">di terrorsimo se ne intende</a> &#8230;</p>
<pre>11-6-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Questa non è mia, ma è insuperabile: <em>ubi maior</em> &#8230;</p>
<p>&#8220;Franceschini sprona il Pd: «Adesso coraggio, prepariamoci alle prossime elezioni e cerchiamo di perderle meglio»&#8221;</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=44" target="_blank">Jena, La Stampa</a></p>
<p>Da leggere anche <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=639&amp;ID_sezione=56&amp;sezione=" target="_blank">Gramellini</a>.</p>
<pre>9-6-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>La NordCorea (come anche l&#8217;Iran, del resto) continua a <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/nord-corea-nucleare/lancio-27maggio/lancio-27maggio.html" target="_blank">preparare una guerra nucleare</a>; l&#8217;ONU e l&#8217;UE, da poco in buona compagnia  degli USA, continuano sull&#8217;inconcludente  strada del &#8216;dialogo a tutti i costi&#8217;, meglio conosciuta come &#8220;<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2004/giugno/19/Pera_elezioni_Sulla_soffia_spirito_co_8_040619004.shtml" target="_blank">spirito di Monaco</a>&#8221; (in memoria di quando la stessa grandiosa strategia nei confronti di Hitler portò alla seconda guerra mondiale).</p>
<p>Mi viene in mente una battuta che correva sotto il fascismo, l&#8217;epoca degli slogan urlati: «E sulla curva c&#8217;era scritto: &#8220;NOI TIREREMO DRITTI !&#8221;».</p>
<pre>27-05-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>I Gran Sacerdoti della Sacra Madre Terra l&#8217;avevano detto: l&#8217;Uomo è il cancro del pianeta, ma Gaia un giorno reagirà e spazzerà via questa peste immonda. La devastazione verrà dalle povere vittime di cotanto mostro: <a href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2009/04/25/influenza-suina-una-psicosi-molto-sospetta/" target="_blank">mucche, polli, maiali</a> porteranno l&#8217;apocalisse!</p>
<p>Gli asini saranno sterminati per ultimi. Purtroppo.</p>
<pre>28-04-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>L&#8217;ex capo supremo della CGIL, Sergio Cofferati, è stato condannato da un giudice bolognese per <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=346991" target="_blank">comportamento antisindacale</a>.</p>
<p>Non ci sono più i sindacalisti di una volta!</p>
<p>(I giudici invece son sempre quelli)</p>
<pre>28-04-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Lo Stato del Vaticano ha promulgato una legge che obbliga le donne cattoliche a &#8220;concedersi&#8221; al marito senza opporre resistenza, vieta loro di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal dottore senza il permesso del consorte, e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni.</p>
<p>E&#8217; successo il finimondo: enormi cortei di femministe furibonde hanno invaso le principali metropoli; 253 associazioni non governative guidate da Amnesty International ed Emergency hanno lanciato una campagna internazionale per lo sbattezzo; all&#8217;ONU 182 Paesi hanno votato l&#8217;espulsione della Santa Sede; il Parlamento Europeo sta dibattendo una direttiva che tolga la cittadinanza ad ogni cattolico praticante sul territorio dell&#8217;UE; al G20 di Londra i NoGlobal marceranno insieme alle delegazioni governative per protestare contro il Papa; tutti i radicali hanno iniziato simultaneamente uno sciopero della fame, della sete e della pipì (per forza &#8230;)</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="pesce strano" src="http://ubuntrucchi.files.wordpress.com/2008/04/pesce.gif?w=97&#038;h=73" alt="" width="97" height="73" /></p>
<p style="text-align:center;">MA DAI !!! Ci sei cascato? NON CI POSSO CREDERE !</p>
<p>E&#8217; tutto falso: <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/afghanistan-12/stupri-mogli/stupri-mogli.html" target="_blank">la legge l&#8217;ha fatta un Paese islamico</a>, non il Vaticano; e naturalmente nel resto del mondo <a href="http://www.corriere.it/editoriali/09_aprile_02/pierluigi_battista_lo_sfregio_dei_diritti_7e32376c-1f43-11de-956a-00144f02aabc.shtml" target="_blank">non è successo proprio nulla</a>.</p>
<pre>01-04-09</pre>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>L&#8217;Imperator Silvio, sbaragliati gli avversari, dichiara che <a href="http://news.google.it/news?q=berlusconi+nazionalizzare+banche&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;hl=it&amp;ei=0n6eSbCbNpPi0AW146msDQ&amp;sa=X&amp;oi=news_group&amp;resnum=1&amp;ct=title" target="_blank">nazionalizzerà tutte le banche</a> del pianeta meno quelle italiane.</p>
<p>Non sai mai se ci è o ci fa; in questo caso, non sai neanche se preferisci la prima o la seconda.</p>
<pre>20-02-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Stasera al festival di Sanremo, Povia sfida la dittatura culturale omosessista, e <a href="http://www.haisentito.it/articolo/festival-sanremo-2009-il-testo-di-luca-era-gay-di-povia/13682/" target="_blank">canta</a> di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6G-nB4-XBGY" target="_blank">Luca</a> che <a href="http://www.totustuus.it/modules.php?name=AvantGo&amp;file=print&amp;sid=2581" target="_blank">era gay</a>, adesso non lo è più, e finalmente è felice.</p>
<p>Dall&#8217;omosessualità, volendo, si guarisce: non lo si può dire, ma è così.</p>
<pre>17-02-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Leggo sui giornali di oggi, a proposito della <a href="http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_17/alessandro_trocino_e_il_pd_in_frantumi_litiga_sulla_leadership_bca18ea8-fcc5-11dd-b299-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><em>debacle</em></a> in Sardegna: il PD è ormai uno <em>zombie</em>, un morto-vivente; Soru doveva rivitalizzarlo, ma è defunto anche lui; Veltroni viene dipinto come un <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FDead_Man_Walking_-_Condannato_a_morte&amp;ei=c3maSaipNorC0AX_qYi_Ag&amp;usg=AFQjCNExWtSIP6qPb3g1gyZHPcqOJtwYXw&amp;sig2=T5HfTklCQaSo_uVZCeSJEw" target="_blank">Dead Man Walking</a>, un condannato a morte in attesa di esecuzione; pare che l&#8217;unica salvezza sia riportare in vita il cadavere di Prodi, sepolto dopo che aveva massacrato l&#8217;Italia (e in particolare la sinistra).</p>
<p>Sembra un film dell&#8217;orrore!</p>
<pre>17-02-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Santoro, martire televisivo noto per la sua professionalità e imparzialità, continua a suscitare polemiche per il recente show a favore dei terroristi di Hamas. Io non lo guardo mai (causa allergia), così ho interpellato una mia amica &#8211; una a posto: centri sociali, okkupazioni e via così; lei mi ha garantito: &#8220;Tutto reggolare, gggrande, come sempre. Solo, non ho capito: perché ha fatto parlare quell&#8217;ebbrea dimmerda?&#8221;</p>
<pre>17-01-09</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Un anno fa i giudici hanno  abbattuto il governo Prodi (non che ci volesse molto, però &#8230;); ora stanno smantellando il PD.</p>
<p>Com&#8217;era già quel proverbio? Chi di magistratura ferisce &#8230;</p>
<pre>17-12-08</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Se uno muore per una disgrazia sul posto di lavoro, è <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_18/tiraboschi_manager_criminali_13ce6b54-b53d-11dd-8bdc-00144f02aabc.shtml" target="_blank">omicidio volontario</a>. Se una muore perché il padre gli toglie cibo ed acqua, è <a href="http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=8762" target="_blank">tutto legale</a>.</p>
<p>Certo che quando lo studiavo all&#8217;università, il diritto sembrava diverso!</p>
<pre>18-11-08</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Nella puntata del 14-11 scorso (su Radio1), <a href="http://www.radio.rai.it/radio1/zapping/view.cfm?Q_EV_ID=267665&amp;Q_PROG_ID=107" target="_blank">Forbice</a> ha riportatole le parole di Angeletti (UIL), secondo cui Epifani si muove per <a href="http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&amp;CodArt=28346" target="_blank">ragioni politiche e non sindacali</a>. Durante la trasmissione, un sindacalista della stessa CGIL (da 35 anni!) ha confermato.</p>
<p>Quindi, veramente la CGIL non è più un sindacato, ma un partito politico? MA DAI ?!?!?</p>
<pre>17-11-08</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/Dossier/elezioniusa08/elezioniusa_girata.asp?ID_blog=202&amp;ID_articolo=798&amp;ID_sezione=425&amp;sezione" target="_blank">Gasparri</a> ha detto che &#8220;con Obama alla Casa Bianca forse al Qaeda sarà piu&#8217; contenta&#8221;. <a href="http://www.liberal.it/dettaglio.asp?id=1047" target="_blank">L&#8217;aveva detto anche Al Qaeda</a>.</p>
<pre>7-11-08</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Pedofilia uguale omosessualità? Paola Binetti ha detto all&#8217;incirca questo al <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/31/Binetti_rimedio_contro_pedofili_co_9_081031051.shtml" target="_blank">Corriere</a>, in un&#8217;intervista sul <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccatheduc/documents/rc_con_ccatheduc_doc_20051104_istruzione_it.html" target="_blank">documento della Santa Sede</a> che esclude i gay dal sacerdozio. <a href="http://www.informazione.it/newsitem.aspx?ni=966ac298-b62e-4895-8237-e854a9306540&amp;ai=d0981023-5a26-4fc1-aa68-5fd1ebc570b3" target="_blank">La sinistra e i media</a>, al solito, sono insorti. Peccato che <a href="http://www.cesnur.org/2007/mi_preti.htm" target="_blank">le statistiche</a> parlino chiaro: negli USA l&#8217;81% dei sacerdoti accusati di rapporti con minori nel periodo 1950-2002 avevano un orientamento omosessuale.</p>
<p>Dunque: pedofilia uguale omosessualità? Quasi sempre, si direbbe; ma non si deve dire.</p>
<pre>4-11-08</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p style="text-align:center;">
<p>Sulla Stampa del 27-10 l&#8217;ecoestremista Mario Tozzi, reduce dal festival neopagano di &#8220;Terra Madre&#8221;, ha dichiarato entusiasta che dovremmo imparare dai contadini indiani di un secolo fa, i quali non usavano tecniche agricole industriali né concimi chimici. E crepavano di fame a milioni.</p>
<pre>28-10-08</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p style="text-align:center;">
<p>I regimi totalitari si reggono sulle scuole private, parola di <a href="http://alezeia.wordpress.com/2008/10/24/disokkupazione/#comment-55" target="_blank">Calamandrei</a>. Difatti: dalla Germania nazista all&#8217;Unione Sovietica, da Cuba alla Cina, dal NordCorea all&#8217;Iran &#8230; tutto pieno di scuole private!</p>
<pre>28-10-08</pre>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p style="text-align:center;">
<p>Duecentocinquantamila persone sono un sacco di gente; due milioni e mezzo sono una barzelletta.</p>
<pre>27-10-08</pre>
<p style="text-align:center;">
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		<title>Decreto &#8216;omofobia&#8217; bocciato dalla Camera</title>
		<link>http://alezeia.wordpress.com/2009/10/14/decreto-omofobia-bocciato-dalla-camera/</link>
		<comments>http://alezeia.wordpress.com/2009/10/14/decreto-omofobia-bocciato-dalla-camera/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alenu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, 13 ottobre 2009 &#8211; Affossata dall’aula della Camera la legge contro l’omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l’assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità sollevata dall’Udc.

&#8220;Mi vergogno di far parte di questo Parlamento&#8221;. Anna Paola Concia esce furibonda dall’aula della Camera, che ha appena bocciato per incostituzionalità la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1352&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Roma, 13 ottobre 2009 &#8211; Affossata dall’aula della Camera la legge contro l’omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l’assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità sollevata dall’Udc.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wp-content/uploads/2009/01/dc.jpg" alt="" width="267" height="389" /></p>
<p><span id="more-1352"></span>&#8220;Mi vergogno di far parte di questo Parlamento&#8221;. Anna Paola Concia esce furibonda dall’aula della Camera, che ha appena bocciato per incostituzionalità la proposta di legge sull’omofobia di cui la deputata Pd era relatrice. Concia ne ha per tutti: il Pdl, che &#8220;ha detto bugie&#8221;; ma anche per il suo gruppo, che &#8220;senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in commissione&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Camera ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Udc sul disegno di legge Concia che intendeva introdurre nei casi di violenza l’aggravante penale legata all’orientamento sessuale&#8221;. Lo afferma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione.</p>
<p>&#8220;Prendiamo atto con soddisfazione &#8211; spiega &#8211; che la battaglia dell’Udc portata avanti coerentemente in commissione e all’inizio forse non compresa dalla Lega e del Popolo della Libertà ha invece trionfato nell’aula parlamentare. Ringraziamo le forze politiche e i singoli parlamentari che l’hanno appoggiata. Noi siamo contrari alla discriminazione degli omosessuali e condanniamo ogni atto di violenza, ma si parla oggi anche nell’aula parlamentare come se non esistesse nessuna protezione giuridica per gli omosessuali in Italia, mentre la protezione giuridica esiste ed è la stessa che la legge accorda a tutti gli altri cittadini. Nessuno può dire che in Italia esiste una discriminazione contro gli omosessuali. Prima di istituire un regime di privilegio per gli omosessuali dobbiamo riflettere molto bene e molto a fondo sulle ragioni che possono giustificare una tale misura. Onestamente a noi sembra che il principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il principio costituzionale, debba essere prevalente&#8221;.<br />
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/10/13/246252-camera_boccia.shtml</p>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Vi giro qui di seguito un&#8217;utile ricostruzione del tentativo, per ora fallito, di introdurre il reato di omofobia nell&#8217;ordinamento italiano<em>. </em>E&#8217; importante prendere atto del <em>metodo</em> dichiarato dall&#8217;on. Paola Concia per, si direbbe, <em>carpire </em>l&#8217;approvazione del provvedimento senza destare allarmismi: una strategia che in questo caso noi abbiamo contribuito a neutralizzare diffondendone la notizia tramite il nostro tam tam, su Internet &#8211; e soprattutto, credo, tramite le nostre preghiere.</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;"><em><br />
</em>Con l&#8217;occasione vale la pena di ricordare che, fra le leggi assolutamente minoritarie che il Pd (ex-Pds, ex-Ds) continua imperterrito a riproporre con ogni nuovo governo c&#8217;è anche quella insidiosissima intitolata alla &#8220;libertà religiosa&#8221;, che in realtà mira a <em>limitare </em>la libertà religiosa. Le leggi intitolate alla &#8220;libertà religiosa&#8221; si trovano infatti in tutti i regimi totalitari, da Cuba alla Cina, passando per il Vietnam.</span></span></p>
<blockquote>
<p align="CENTER"><span style="font-family:Verdana;"><br />
<span style="font-size:medium;"> </span></span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>Sbarrata la strada al reato di omofobia.<br />
Una vittoria dell’ordine naturale e cristiano</strong></span><span style="font-family:Verdana;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span><span style="font-family:Times New Roman;">Il tentativo di introdurre il reato di omofobia nel nostro ordinamento è per il momento fallito, grazie alla mobilitazione, principalmente su Internet, delle associazioni cattoliche e all’impegno profuso da alcuni parlamentari del Pdl e dell’Udc.<br />
</span><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span><span style="font-family:Times New Roman;">Vale la pena ricostruire la vicenda nei suoi passaggi essenziali. Alla fine del 1999, su proposta dell’allora presidente del Consiglio Massimo D’Alema, venne per la prima volta proposta l’introduzione nel nostro Paese del reato di omofobia. Il Governo D’Alema cadde e ci si avviò verso le elezioni anticipate che portarono al primo Governo Berlusconi. La sinistra non desistette dal suo obiettivo che reiterò nel corso del secondo Governo Prodi (2006-2008). Anche Prodi cadde anticipatamente e di fronte a un nuovo Governo Berlusconi, gli omosessualisti vollero procedere in maniera più cauta assicurandosi, se possibile, l’appoggio della maggioranza, o di una parte di essa. L’on. Anna Paola Concia (Pd), unica omosessuale dichiarata del nostro Parlamento e relatore del progetto di legge sull’omofobia presentato all’inizio della legislatura, ha spiegato nel suo <a href="http://www.paolaconcia.it/b/" target="_blank">sito</a> di voler arrivare all’obiettivo “<em>senza megafoni, senza frasi ad effetto, senza propaganda politica</em>”, ovvero senza creare allarmismi, ma anzi “tessendo tele” e “convincendo” gli avversari. È quanto è accaduto il 12 ottobre con l’approvazione del testo unico sull’omofobia da parte della Commissione Giustizia della Camera.<br />
</span><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span><span style="font-family:Times New Roman;">La manovra è quella di introdurre il reato di omofobia nel nostro codice penale attraverso la “<em>circostanza aggravante inerente all’orientamento e alla discriminazione sessuale</em>”. E’ questo il titolo della proposta di legge Concia,  che inserisce nell’art. 61 del codice le seguenti parole: “11-quater)<em> l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato</em>”.<br />
</span><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span><span style="font-family:Times New Roman;">Queste tre righe sono devastanti. Per la prima volta nel nostro ordinamento, <strong>gli omosessuali vengono riconosciuti come categoria giuridica meritevole di speciale tutela</strong>, con tutte le conseguenze che da questo derivano. Qualcuno potrebbe pensare che “l’aggravante sessuale” prevista dal testo per alcuni reati  non abbia nulla a che fare col diritto di critica alle unioni omosessuali. Questa interpretazione trascura il carattere processuale della Rivoluzione anticristiana, che procede attraverso passaggi non solo storici, ma innanzitutto logici e concettuali, ognuno dei quali contiene in germe quello successivo.  Quali sono infatti  i delitti contro la “libertà morale” a cui si riferisce il testo? Si tratta di “violenze” non solo fisiche, ma morali, come ingiurie, diffamazioni, aspre critiche rivolte non solo verso la persona omosessuale in quanto tale, ma verso tutta la categoria omosessuale. <strong>La condizione omosessuale del soggetto viene protetta dal testo di legge prima ancora della sua integrità fisica e morale. </strong><br />
</span><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span><span style="font-family:Times New Roman;">In coerenza con la proposta di legge, <strong>l’omosessualità non potrebbe essere pubblicamente criticata o “discriminata” in quanto tale</strong>, perché ciò implica una indiretta lesione morale di tutti gli appartenenti alla categoria. <strong>Criticare l’omosessualità potrebbe essere considerato dal giudice più grave della violenza fisica contro un singolo omosessuale, </strong>perché la critica colpisce alla radice proprio quell’orientamento sessuale, che è giuridicamente tutelato dalla legge. <strong>La norma,</strong> come viene osservato, non solo penalizza coloro che considerano l’omosessualità un disvalore, ma <strong>promuove l’omosessualità come un valore positivo, nel diritto e nel costume.</strong> Per interpretare la legge, la magistratura si appellerebbe al famigerato articolo 21 sulla discriminazione della Carta dei diritti di Nizza, annessa al Trattato di Lisbona, e alle analoghe indicazioni in materia del Parlamento europeo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><br />
</span><span style="font-family:Verdana;"> </span><span style="font-family:Times New Roman;">Esiste inoltre un evidente aspetto di incostituzionalità del progetto, che è stato messo in luce  da otto parlamentari del Pdl e dall’avvocato Claudio Vitelli, di “Famiglia Domani”, in due documenti ai quali rimandiamo e che in aula, il 13 ottobre, è stato sollevato come questione pregiudiziale dall’Udc. L’assemblea di Montecitorio, con i voti di Pdl, Lega e Udc, ha clamorosamente bocciato il testo approvato in Commissione. Occorre tuttavia tenere alta la guardia, per evitare che il reato di omofobia divenga una sinistra realtà. (Roberto de Mattei)</span><span style="font-family:Verdana;"><br />
</span></p></blockquote>
<p><!--EndFragment--></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Omofobia: Parole profetiche del Cardinale Ratzinger</title>
		<link>http://alezeia.wordpress.com/2009/10/13/omofobia-parole-profetiche-del-cardinale-ratzinger/</link>
		<comments>http://alezeia.wordpress.com/2009/10/13/omofobia-parole-profetiche-del-cardinale-ratzinger/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ikzus</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parole profetiche del Cardinale Ratzinger
su un&#8217;ideologia ostile alla libertà religiosa
 
di Antonio Gaspari

ROMA, domenica, 11 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Un&#8217;eventuale legge italiana contro l&#8217;omofobia, in recepimento di una risoluzione del Parlamento Europeo, potrebbe limitare fortemente la libertà delle persone e la libertà religiosa.

E&#8217; in discussione alla Camera dei Deputati la proposta di legge C-1658 contro l&#8217;omofobia, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1377&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h3 style="text-align:center;">Parole profetiche del Cardinale Ratzinger<br />
su un&#8217;ideologia ostile alla libertà religiosa</h3>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"> </span><span style="font-family:Verdana;"><br />
<span style="font-size:xx-small;"><em>di Antonio Gaspari<br />
</em></span><br />
<span style="font-size:xx-small;">ROMA, domenica, 11 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Un&#8217;eventuale legge italiana contro l&#8217;omofobia, in recepimento di una risoluzione del Parlamento Europeo, potrebbe limitare fortemente la libertà delle persone e la libertà religiosa.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">E&#8217; in discussione alla Camera dei Deputati la proposta di legge C-1658 contro l&#8217;omofobia, presentata dal Partito Democratico, a prima firma di Paola Concia. La proposta prevede l&#8217;inserimento nel Codice Penale di &#8220;reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull&#8217;orientamento sessuale o sull&#8217;identità di genere&#8221;.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">L&#8217;iniziativa recepisce una risoluzione del Parlamento Europeo del 18 gennaio 2006 in cui l&#8217;omofobia è definita &#8220;una paura e un&#8217;avversione irrazionale nei confronti dell&#8217;omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio&#8221;.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">Come &#8220;pregiudizio&#8221; si intende ogni giudizio morale contrario all&#8217;omosessualità e alle deviazioni in campo sessuale. Quando esso si esprime in scritti o discorsi pubblici che non pongano su un piano di assoluta eguaglianza ogni tendenza e orientamento sessuale, può essere considerato come contrario al rispetto dei diritti dell&#8217;uomo ed essere oggetto di sanzioni penali. Lo stesso principio è enunciato dall&#8217;art. 21 della Carta fondamentale dei Diritti del cittadino di Nizza, resa giuridicamente vincolante dal Trattato europeo di Lisbona.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">Nel commentare l&#8217;iniziativa, il professor Roberto De Mattei ha spiegato in un dettagliato articolo pubblicato su <a href="http://www.radicicristiane.it/" target="_blank">&#8220;<span style="color:#011287;">Radici Cristiane&#8221;</span></a> (n. 48 &#8211; Ottobre 2009) che &#8220;se questa legge passasse e fosse applicata in modo coerente, sarebbe impossibile, o quanto meno rischioso, criticare l&#8217;omosessualità e presentare la famiglia naturale come &#8217;superiore&#8217; alle unioni omosessuali. Un&#8217;istituzione ecclesiastica non potrebbe rifiutarsi di designare come suo rappresentante una persona che non faccia mistero delle sue tendenze omosessuali. Nessuno Stato, ma anche nessuna Chiesa, potrebbe rifiutare di celebrare un matrimonio di coppie dello stesso sesso. Catechismi e libri sacri che condannano l&#8217;omosessualità come peccato &#8216;contro-natura&#8217; potrebbero essere ritirati dal commercio&#8221;.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">In merito alla possibilità di una legge europea che avrebbe impedito il rifiuto della pratica omosessuale, il 1° aprile 2005 l&#8217;allora Cardinale Joseph Ratzinger, in occasione della consegna del &#8220;Premio San Benedetto per la promozione della vita e della famiglia in Europa&#8221;, conferitogli dalla Fondazione Sublacense Vita e Famiglia, ebbe a dire: &#8220;Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa. Ben presto non si potrà più affermare che l&#8217;omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell&#8217;esistenza umana&#8221;.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;"><span id="more-1377"></span>&#8220;È evidente &#8211; spiegava il Cardinale &#8211; che questo canone della cultura illuminista, tutt&#8217;altro che definitivo, contiene valori importanti dei quali noi, proprio come cristiani, non vogliamo e non possiamo fare a meno; ma è altrettanto evidente che la concezione mal definita o non definita affatto di libertà, che sta alla base di questa cultura, inevitabilmente comporta contraddizioni; ed è evidente che proprio per via del suo uso (un uso che sembra radicale) comporta limitazioni della libertà che una generazione fa non riuscivamo neanche ad immaginarci. Una confusa ideologia della libertà conduce ad un dogmatismo che si sta rivelando sempre più ostile verso la libertà&#8221;.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">Il prof. De Mattei ha ricordato che nelle parole del Catechismo di San Pio X l&#8217;omosessualità è un peccato che &#8220;grida vendetta al cospetto di Dio&#8221; e la Sacra Scrittura e i Padri della Chiesa hanno bollato l&#8217;omosessualità come un &#8220;abominio&#8221; (Levitico, 20,13).<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">Secondo il prof. De Mattei, la moda, la televisione, il cinema e la politica stanno diventando ambiti sociali privilegiati della lobby omosessuale.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">All&#8217;ultimo Festival di Venezia, conclusosi lo scorso 12 settembre, il tema ricorrente dei film in rassegna è stato l&#8217;omosessualità. Prima della proiezione del film <em>A single man </em>di Tom Ford, che si è aggiudicato il Queer Lion attribuito dalla comunità gay alla migliore opera omo, lesbica o trans, il presidente onorario dell&#8217;Arcigay Franco Grillini e alcuni esponenti politici di sinistra hanno tenuto un sit-in contro l&#8217;omofobia.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">Il 29 giugno 2009 il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ricevuto alla Casa Bianca circa 250 leader e attivisti delle principali organizzazioni gay, lesbiche e transgender in occasione dei 40 anni della nascita del movimento per la difesa dei diritti omosessuali.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">Lo stesso Obama, in un&#8217;intervista pubblicata il 3 luglio da &#8220;Avvenire&#8221;, ha affermato che la comunità gay-lesbica degli Stati Uniti viene &#8220;ferita da alcuni insegnamenti della Chiesa cattolica e della dottrina cristiana in generale&#8221;.<br />
</span><br />
<span style="font-size:xx-small;">Per questi motivi, il prof. De Mattei ha concluso ha affermato che &#8220;se il reato contro l&#8217;omofobia fosse varato così com&#8217;è, sarebbe uno scandalo e un&#8217;occasione di profonda riflessione per l&#8217;elettorato cattolico, continuamente tradito dai propri rappresentanti in nome dell&#8217;aberrante principio del &#8220;politicamente corretto&#8221;.<br />
</span></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>La discriminazione al contrario</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ikzus</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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Avete notato che da alcuni giorni i media continuano a sparare a raffica ‘notizie’ riguardanti gli omosessuali? Il massimo l’ha raggiunto ieri il GR1 delle ore 8, che come notizia fondamentale dall’estero dava (più o meno):”Le associazioni gay pretendono che Obama rispetti le sue promesse elettorali”; il che è veramente rassicurante, perché ciò vuol dire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=alezeia.wordpress.com&blog=2658368&post=1334&subd=alezeia&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://miamiherald.typepad.com/gaysouthflorida/WindowsLiveWriter/APTOPIX_Brazil_Gay_Pride_Pa.jpg" alt="" width="452" height="304" /></p>
<p>Avete notato che da alcuni giorni i media continuano a sparare a raffica ‘notizie’ riguardanti gli omosessuali? Il massimo l’ha raggiunto ieri il GR1 delle ore 8, che come notizia fondamentale dall’estero dava (più o meno):”Le associazioni gay pretendono che Obama rispetti le sue promesse elettorali”; il che è veramente rassicurante, perché ciò vuol dire che il mondo finalmente non ha altri problemi più gravi ed urgenti del diritto dei gay americani ad entrare nelle forze armate (di questo, alla fine, si trattava). Al di là degli aspetti ridicoli, siccome niente succede per caso, come mai in questi giorni si ‘spinge’ la tematica omosessuale?</p>
<p>Ecco qua: alcuni parlamentari stanno cercando di introdurre una norma che promuove l’omosessualità, e discrimina gli eterosessauli a favore dei variosessuali (neologismo da me coniato sul momento, tanto per non perdere tempo in elenchi): è l’anticamera del folle “reato di omofobia”, cioè la limitazione della libertà di pensiero e di espressione quando ci sia in gioco la morale sessuale.</p>
<p>Ma anche restando alla lettera della proposta di legge, c&#8217;è da restare basiti: perché un reato dovrebbe essere più grave se commesso contro una certa categoria di persone, e meno se commesso contro altri? Questa non si chiama discriminazione? Perché i variosessuali dovrebbero essere privilegiati? La sicurezza non va garantita a chiunque? E&#8217; la solita storia della sinistra, per cui la violenza è da condannare solo se colpisce gli amici; per cui (come diceva Orwel nel suo <a href="http://web.tiscalinet.it/appuntiericerche/Relaz.librinoti/Fattoria.HTML" target="_blank">famosissimo libro</a>) tutti gli animali suono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri!</p>
<p>A questo proposito, da <a href="http://famigliadomani.it/bollettino.php" target="_blank">famigliadomani.it</a> ricevo e ripubblico un&#8217;analisi assai puntuale della proposta di legge in discussione al parlamento.</p>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Cari amici,<br />
questa mattina, 12 ottobre, la Commissione Giustizia della Camera ha approvato il seguente testo modificato.</p>
<p><strong>Disposizioni in materia di reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere<br />
C. 1658 Concia e C. 1882 Di Pietro.<br />
</strong><br />
<em>TESTO UNIFICATO APPROVATO DALLA COMMISSIONE<br />
INTRODUZIONE NEL CODICE PENALE DELLA CIRCOSTANZA AGGRAVANTE INERENTE ALL’ORIENTAMENTO O ALLA DISCRIMINAZIONE SESSUALE<br />
ART. 1.<br />
1. All’articolo 61, comma 1, del codice penale, dopo il numero 11-ter), è aggiunto il seguente:<br />
« 11-quater) l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato».<br />
</em><br />
Riportiamo qui di seguito un primo commento dell’on. Isabella Bertolini, della Direzione Nazionale del “Popolo della Libertà”.<br />
“L’eventuale introduzione nel codice penale italiano dell’aggravante inerente l’orientamento sessuale oltre ad essere chiaramente incostituzionale rischia di provocare seri problemi e gravi discriminazioni. Incostituzionale perché questa invenzione, frutto del pensiero relativista imperante nel nostro Paese, produrrebbe una sostanziale diversità di trattamento per gli omosessuali e i transessuali di fronte alla legge. Infatti un atto di violenza verso una persona sarebbe giudicato più grave se il soggetto che lo subisce non fosse eterosessuale, per esempio nel caso di violenza sessuale. E ciò è incomprensibile, visto che la violenza deve essere sempre condannata e perseguita indipendentemente da chi la subisce. Se tale proposta diventasse legge sarebbe palesemente violato l’articolo 3 della Costituzione che recita:  “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.</p>
<p>E’ evidente, poi, che una volta introdotto nel nostro ordinamento il concetto di &#8220;orientamento sessuale&#8221; non sarebbe più possibile esercitare il diritto di manifestare la propria opinione, anche critica, in materia, perche subito scatterebbe la sanzione. Sarebbe quindi fortemente limitata la libertà di espressione. Infine tale norma verrebbe utilizzata come porta di ingresso per rivoluzionare i concetti di matrimonio, famiglia, adozioni e per scardinare, quindi, i valori fondamentali che sono alla base della nostra società”.</p>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p>Diffondiamo un parere dell&#8217;avvocato Claudio Vitelli, consulente giuridico dell&#8217;Associazione Famiglia Domani, sulle gravissime conseguenze dell&#8217;introduzione nell&#8217;articolo 61 del nostro Codice penale dell&#8217;&#8221;aggravante inerente all&#8217;orientamento e alla discriminazione sessuale&#8221;, approvata il 12 ottobre dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.</p>
<p><span id="more-1334"></span><span style="color:#0000ff;">&#8220;L’eventuale introduzione nell’art. 61 cpc (che enumera le circostanze aggravanti generiche atte a determinare un incremento della pena da infliggere al reo per la sua condotta illegittima) di un ulteriore comma,  che identifica come fattispecie atta a determinare il suddetto aggravamento di pena “l’avere nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”, determinerebbe l’inserimento, nel nostro ordinamento, di un rafforzamento della tutela specifica di una categoria di soggetti (nel caso di specie gli omosessuali, ma anche di coloro che intrattengono rapporti sessuali con animali, ovvero amano praticare il sesso con qualsivoglia modalità: sadici con partner consenziente, masochisti  , etc) in base alla scelta morale da essi compiuta in relazione alla propria sessualità.  Se infatti eventuali discriminazioni per motivi di sesso sono tutelati da norme di legge già inserite nel ns ordinamento (fra tutte la c.d. legge Mancino), fino ad oggi nessuna norma specifica penale tutela  in modo particolare, genericamente, l’orientamento sessuale.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">E’ pertanto evidente che la norma de quo, nella parte in cui fa riferimento a detto orientamento sessuale, non è rivolta alla tutela degli eterosessuali “normali” (il cui orientamento, per quanto se ne sa, non è mai stato messo in discussione da nessuno), perché, se così non fosse, l’aggravante de quo dovrebbe applicarsi ad ogni reato di violenza sessuale che abbia come soggetti un uomo ed una donna, cosa che evidentemente non avverrà perché altrimenti non si sarebbe inserito tale aggravamento nell’enumerazione dell’art. 61, ma nella stessa norma incriminatrice  della violenza sessuale (art.609 bis cp).  Ciò chiarito, ne consegue logicamente che, applicando la norma in senso letterale (e non mancherà di certo, nel variegato panorama della Giustizia Italiana che tutti conosciamo, qualche giudice  che interpreterà la norma nel senso ermeneuticamente più corretto, vale a dire in senso letterale), il reato di violenza sessuale contro omosessuali potrebbe essere sanzionato con una pena maggiore di quello che abbia ad oggetto un eterosessuale.   Ed ancora in una diffamazione a mezzo stampa, la rivelazione illegittima di particolari relativi alla vita erotica di un soggetto potrebbero essere sanzionati differentemente a secondo che si tratti di un eterosessuale o di un omosessuale.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Un secondo problema nascente dalla norma in esame riguarda la circostanza che il legislatore ricollega l’aggravamento della pena, alle finalità inerenti l’orientamento sessuale che hanno mosso il soggetto agente.   Abbiamo già chiarito che la norma non può trovare applicazione agli atti contro eterosessuali “normali” (se non nei casi di discriminazione su base sessuale), ma di fatto attribuisce alla omosessualità, libera scelta &#8211; per quanto la scienza ci ha insegnato almeno fino ad ora -, uno status privilegiato, in quanto la conseguenza di una norma, come quella di cui si discute, sarebbe senza dubbio anche quella di tutelare la categoria di riferimento con la minaccia di sanzioni più elevate per i trasgressori.   Orbene, per quale motivo l’ordinamento dovrebbe accordare una tutela rafforzata per soggetti che ad esempio liberamente scelgono di condurre una vita sessuale diversa da quella cui il loro fisico è preordinato ?   In altre parole se qualcuno odia gli avvocati e ne percuote uno perché li disprezza dovrà essere punito in maniera più lieve di chi picchia un uomo che vede congiungersi con un cane in aperta campagna perché disprezza tale scelta ?   E’ evidente che il danno per la parte lesa è il medesimo e dunque non si capisce per quale motivo giuridicamente apprezzabile sarebbe meno grave sfogare la propria ignobile violenza contro gli avvocati, o gli orefici o i professori severi, piuttosto che contro gli amanti di un qualsiasi tipo di soddisfacimento del proprio orientamento sessuale.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Ma  oltre a ciò la norma crea una ingiusta discriminazione fra cittadini non solo nel  caso di condotte violente (quali quelle dell’esempio di cui sopra),  punendo diversamente atti commessi in danno delle parti lese a seconda della loro scelta sessuale, ma addirittura prevede che l’aggravante si applichi anche in caso di lesione della loro “libertà morale”.  Orbene come è evidente, il concetto di libertà morale, collegato all’orientamento sessuale è quanto di più vago si possa immaginare (e di volta in volta può essere tirato in ballo, nei reati contro la libertà morale di cui agli artt. art.610-612 cp, ma anche ad esempio in quelli di ingiuria e diffamazione), con la conseguenza che tutte o quasi le condotte dei soggetti tutelati, ove impedite o rese più difficoltose, possono rientrare nell’applicazione dell’aggravante de quo ad insindacabile giudizio del Magistrato di turno.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Dalle argomentazioni di cui sopra riteniamo emerga con chiarezza che l’introduzione di tale aggravante nel nostro sistema penale pone di fatto fin d’ora le basi per la possibile introduzione surrettizia nel nostro ordinamento del reato di omofobia.  Facciamo un esempio: se qualcuno sostenesse con una campagna di stampa la necessità che, per un sano sviluppo della persona umana, sia opportuno che fra gli insegnati delle scuole materne ed elementari non vi siano soggetti omosessuali, o che comunque costoro, nell’esercizio del loro mandato dovrebbero quanto meno tenere nascosta la propria scelta sessuale,. ciò non potrebbe violare la libertà morale di qualcuno di questi ultimi, costringendoli di fatto a celare il proprio orientamento sessuale, configurando così addirittura il reato di violenza privata ex art. 610 cp ?  La giurisprudenza ha infatti chiarito che “Integra gli estremi del delitto di violenza privata (art. 610) la minaccia, ancorché non esplicita, che si concreti in un qualsiasi comportamento o atteggiamento idoneo ad incutere timore ed a suscitare la preoccupazione di un danno ingiusto al fine di ottenere che, mediante la detta intimidazione, il soggetto passivo sia indotto a fare, tollerare o ad omettere qualcosa”(Cass. pen., Sez. V, 26/01/2006, n.7214).  Si tratta forse di una ipotesi azzardata nel panorama giudiziario italiano ?</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">Ma la conseguenza dell’introduzione nel codice penale dell’aggravante de quo è anche un’altra: con essa l’ordinamento giuridico riconoscerebbe un valore specifico da tutelare, con tutela rafforzata, all’orientamento sessuale (qualsiasi orientamento sessuale, ovviamente, per quanto sopra esposto, diverso da quello naturale).   Non è ancora il reato di omofobia, ma ne ha la medesima ratio: punire in maniera maggiore anche solo chi incita a discriminare in qualsiasi modo un soggetto a causa del suo orientamento sessuale.  Si potrebbe obiettare che, allo stato la norma, fermo quanto sopra esposto in merito a possibili interpretazioni di norme preesistenti a seguito dell’introduzione dell’aggravante de quo, non pare proibire la libertà di espressione e di critica nei confronti dei vari orientamenti sessuali, ma occorre considerare che se la scelta sessuale diversa da quella “normale” costituisce un valore tale da dovere essere tutelato in modo diverso e maggiore, il passo logico successivo non potrà non essere costituito dall’istituzione di detto reato.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">In conclusione l’aggravante in questione senza dubbio viola l’art. 3 della Costituzione, che garantisce la parità dei cittadini davanti alla legge, penalizzando di fatto coloro che hanno un atteggiamento sessuale (gli eterosessuali) invece di un altro (tutti gli altri orientamenti).   Orbene se è vero che la nostra Carta Costituzionale prevede la possibilità di una diversa regolamentazione di situazioni diverse, è altrettanto vero che essa non  giustifica un diverso trattamento dei cittadini in base a caratteristiche volontariamente e liberamente scelte.  Paradossalmente altrimenti si potrebbe sostenere che potrebbero essere molte le categorie da tutelare ad es. quella degli orefici che, a cagione della loro attività, sono sottoposti molto più degli altri soggetti all’azione di possibili malintenzionati.</span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">In diritto si è discusso per lungo sempre intorno al quesito se la norma debba “formare”il costume o “assecondarlo”.  In questo caso le due cose si fondono a formare un insieme che potremo definire abnorme: a fronte di una società in cui ormai ad esempio l’omosessualità è normalmente accettata e riconosciuta al punto che da più parti si sostenuta addirittura l’esistenza di una vera e propria lobby omosessuale, il legislatore non solo riconosce come legittima tale scelta sessuale, ma, di fatto, arriva a  promuoverla con una legislazione di favore alimentata da una ratio che non potrà che condurre secondo un prevedibile sviluppo logico-giuridico, alla piena equiparazione giuridica delle unioni più diverse (uomo-uomo, donna-donna, essere umano-animale,etc).  E’ pertanto necessario che i nostri rappresentanti politici comprendano che l’introduzione dell’aggravante di cui abbiamo fin ora trattato costituirebbe un  vulnus gravissimo per quei valori immutabile del diritto naturale e cristiano che hanno costituito e costituiscono le radici della nostra civiltà giuridica. &#8220;</span></p>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p><span style="color:#000000;">Diffondete questa notizia, e fate pressione sui parlamentari che avete votato: stiamo rischiando di ritrovarci in uno Stato assoluto anticristiano (avete presente la ‘dittatura del relativismo’ di cui parla Papa Benedetto XVI?) !!!</span></p>
<p style="text-align:center;">•   —   •   —   •</p>
<p><span style="color:#000000;">Leggi anche su questo blog: </span><a title="Link permanente a DICO o Famiglia?" rel="bookmark" href="../2007/05/15/dico-o-famiglia/">DICO o Famiglia?</a></p>
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