Pubblicato da ikzus su Mercoledì 2 Dicembre 09
A quanto pare, la Regione Emilia Romagna intende seguire le orme del mitico Zapatero, che in pochi anni ha fatto esplodere i divorzi, senza peraltro spostare di una virgola la condizione degli omosessuali (in 4 anni, i matrimoni gay sono stati meno di 15.000, su una popolazione stimata di qualche milione di omosessuali).
Nel silenzio penoso dei ‘cattolici adulti’, che proprio in quella regione hanno il loro radicamento maggiore, si è levata ancora una volta la voce della Chiesa, a difesa della ragione (ma verebbe da dire perfino del semplice buon senso) prima ancora che della famiglia: il Card. Caffarra ha inviato un appello ai politici locali, spiegando loro quali conseguenze avrebbe la legge in discussione. Di seguito, riporto il parere di Massimo Pandolfi, caporedattore del Resto del Carlino.
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Pubblicato da alenu su Giovedì 8 Ottobre 09
Discriminazione… vogliamo parlarne? Una mia amica, Charlotte S., scrittrice divorziata e agnostica, negli anni Ottanta abitava nel quartiere “Castro” di San Francisco, nota zona residenziale della comunità gay. Era felicissima della sua casa e del suo quartiere (anche perché era sicura di non correre rischi di aggressioni a scopo sessuale) ma ….. ha dovuto andarsene. I gay le rendevano la vita impossibile. Nella migliore delle ipotesi la ignoravano, era “trasparente”, nei negozi non veniva servita, se non con fatica, per ultima e sbattendogli gli acquisti sul banco con malagrazia; ma era anche oggetto di dispetti, ogni occasione era buona per umiliarla. Ha resistito a lungo ma alla fine ha dovuto cedere e mettere in vendita l’appartamento.
Se di casi come questi non si sente parlare è perché la gente ormai lo sa e sta alla larga, a inserirsi non ci prova neppure. Vogliamo istituire il reato di “eterofobia”?
Dall’email di ieri l’altro, a firma Giuseppe Biffi [da non confondersi con il vescovo emerito di Bologna Cardinal Giacomo Biffi], si poteva desumere che l’iniziativa di legge fosse dell’attuale governo. In realtà si tratta di una proposta di legge presentata dal Partito Democratico, a prima firma Paola Concia, che ha avuto l’appoggio di parte del Pdl. Il seguente pezzo spiega bene qual è stato l’iter finora del testo di legge in discussione alla Camera.

Le conseguenze del cosiddetto “reato di omofobia”
di Roberto de Mattei
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Pubblicato da ikzus su Martedì 15 Maggio 07
Alcuni meditabondi mi hanno chiesto come mai non avevo scritto nulla sul Family day, né prima né dopo: ecco qua.
- dati di fatto:
- la legge sui DICO è la più blanda rispetto a tutte le altre in Europa – infatti non piace agli omosessuali
- non interessa le coppie di fatto: al massimo 10-15.000 secondo le stime degli esperti – quante leggi si fanno per così pochi?
- non interessa ai gay: i matrimoni omosessuali sono falliti ovunque (poche centinaia in Spagna, qualche migliaio nei Paesi dove esistono leggi analoghe da più tempo)
- quindi non è una priorità della società – ce ne sono ben altre
- e allora, perché si vuol fare a tutti i costi?
Analizziamo in dettaglio la questione dei DICO: anche se confuse (ad arte) in un unico provvedimento legislativo, le problematiche sottostanti sono due, ben distinte: coppie di fatto, e unioni omosessuali:
- COPPIE DI FATTO (CdF)
- le cosiddette CdF sono tali proprio perché respingono l’ufficializzazione del loro legame di fronte alla società, e in particolare rifiutano esplicitamente di impegnarsi in una relazione duratura, legandosi l’un l’altro nel vincolo matrimoniale: l’idea di ‘regolarizzarle’ è quanto di più lontano si possa immaginare dalle loro vere aspirazioni
- infatti, dove si è cercato di introdurre un riconoscimento ed una parificazione surrettizi (in alcune amministrazioni locai ed all’estero) i vari registri sono rimasti miseramente vuoti
- in effetti, la regolarizzazione delle coppie di fatto c’è già, si chiama matrimonio; circa metà delle CdF dichiarano che la convivenza è in vista di un futuro matrimonio, mentre per molte altre è una situazione imposta dall’l’impossibilità (dovuta a vari motivi) di contrarre regolare matrimonio
- per queste situazioni è giusto tutelare alcuni diritti individuali – e su questo tutti sono d’accordo; perché invece qualcuno si ostina a tentare di imporre un nuovo soggetto pubblico?
- viceversa, la famiglia è la base della società perché:
- assicura la sopravvivenza dell’umanità, non solo generando figli, ma anche prendendosene cura, allevandoli e educandoli; infatti la precarietà dei legami famigliari riduce la natalità
- è il primo ambito e l’ultimo rifugio per la solidarietà – pensiamo solo alla cura degli anziani: se dovesse farsene carico lo Stato …
- UNIONI OMOSESSUALI (UO)
- l’omosessualità contraddice radicalmente la complementarietà fondamentale ed insuperabile uomo-donna, maschio-femmina (“Dio creò l’uomo a Sua immagina; a immagine di Dio lo creo; maschio e femmina lo creò”)
- l’omosessualità, in quanto radicalmente (=”alla radice”) infeconda, è contro natura: se fossimo tutti omosessuali, l’umanità si estinguerebbe nel giro di una generazione
- sul presupposto che ‘comunque gli omosessuali esistono’, si tenta di far passare lo stato di fatto come stato di natura, e quindi stato di diritto: assurdo:
- infanticidio, pedofilia, incesto (omicidio, furto, evasione fiscale, sfruttamento ecc.): esistono, ma non sono ‘naturali’, né ci sogniamo di legalizzarli
- comunque, la natura è malata: si tenta di negare il male (a partire dalla sua stessa esistenza, ideologicamente) perché non lo si sa spiegare e non lo si vuole affrontare; ma il male resta ugualmente, ed influenza le persone e la società
- non è vero che UO sia uguale a famiglia: sono due cose totalmente diverse, e restano diverse anche se noi le parifichiamo per legge – contra factum non valet argumentum
A questo punto, possiamo chiederci: perché qualcuno vuole a tutti i costi questa legge? Qual’è il suo significato profondo, giuridico e politico?
- Legge e ideologia
- ogni ordinamento giuridico (ed ogni civiltà, in senso più ampio) presuppone e allo stesso tempo estrinseca un paradigma etico, che a sua volta implica una specifica visione dell’uomo e della realtà: non per nulla i DICO sono in contrasto evidente con lo spirito della costituzione, che nacque imbevuta della concezione cristiana, e che tutela la famiglia, e non altre unioni
- l’ideologia che si vorrebbe imporre alla nostra società (anche attraverso i DICO) nega proprio che esista una verità, e quindi che esista un justum, un bene ed un male; tutto viene rimandato alla sfera dell’individuo, che in quanto tale definisce per se stesso (ma automaticamente anche per gli altri, perché comunque siamo esseri che vivono in relazione) ciò che è vero buono e giusto, persino contro l’evidenza dei fatti (fino ad arrivare alle follie della teoria del gender, che vorrebbe addirittura negare la diversità sessuale a livello biologico!)
- in questo senso (come giustamente ha affermato la Bonino dei radicali), i DICO sono la logica continuazione della legge sul divorzio (io vengo prima dell’altro, del noi come coppia, e dei nostri figli), e di quella sull’aborto (io vengo prima di mio figlio, a costo di ucciderlo), e si pongono sulla stessa linea della manipolazione degli embrioni (la vita degli altri vale meno della mia) e dell’eutanasia (la vita degli altri vale solo finché serve a me)
- Politica e demografia
- a livello politico, a fronte della perfetta (diabolica) coerenza dei radicali, veramente non si riesce a capire invece come possa la sinistra gettarsi a capofitto in questa visione totalmente individualista ed anticomunitaria; forse prevale il laicismo, cioè l’odio originario e permanente verso il cristianesimo e la civiltà occidentale che ne è scaturita. Quanto poi ai cristiani che appoggiano e favoriscono simili visioni … mah !!!
- in un Paese che ormai è al suicidio demografico (con un tasso medio di 1,2 figli per donna, la popolazione si dimezza quasi ogni generazione), la vera priorità è il sostegno ai 23.000.000 di famiglie, o un favore non richiesto ai 500.000 conviventi o agli omosessuali ?
- si prendeva in giro l’assegno di 1.000 euro per neonato di Berlusconi; invece, cos’ha fatto in 1 anno il ministero per la famiglia e il governo Prodi? Più tasse per le famiglie numerose …
Alcuni hanno contestato l’intervento della Chiesa:
- Chiesa e Stato
- in primo luogo, occorre osservare che la legge sui DICO non riguarda i cattolici, per i quali esiste un unico matrimonio, che è addirittura un sacramento: fedele, fecondo, indissolubile
- inoltre, il no ai DICO non è solo della Chiesa Cattolica, non è solo dei cristiani, ma anche di tutte le religioni (ebraica, islamica, buddista, ecc.) e di tutte le culture (anche se dovunque esistono CdF e UO) (doc allegato)
- il motivo è semplice: a livello religioso, questa visione dell’uomo come supremo arbitro della propria esistenza (ma fatalmente anche di quelle degli altri, come abbiamo visto) è la quint’essenza del peccato di superbia, la perfetta realizzazione della colpa originale, e il compimento della promessa del tentatore: “Voi sarete come Dio, e stabilirete voi cosa è bene e cosa è male”; per questo tutte le religioni sono contrarie sia alla legalizzazione delle unioni omosessuali, sia al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Per questo, il resto del mondo osserva attonito ed incredulo la deriva morale (ma prima ancora mentale) dell’Occidente, e dell’Europa in particolare
- i cattolici riconoscono ai vescovi e al Papa (successori degli apostoli e di Pietro) un diritto/dovere di definire i principi morali e guidare concretamente i credenti; i cristiani che antepongono al magistero la propria libera (?) coscienza, non si chiamano cattolici adulti ma protestanti, e in 5 secoli si sono dispersi in circa 60.000 tra chiese denominazioni e sette diverse, in perenne conflitto tra di loro
- il senatore di RiFo che fece cadere Prodi (peraltro votando contro le indicazioni dei capi, ma in linea con la sensibilità dei suoi elettori) è stato espulso dal partito; cosa c’è di strano se la Chiesa afferma che i politici che sostengono i DICO non possono considerarsi cattolici (e quindi non possono presentarsi agli elettori come tali, ingannandoli)?
- i cattolici e le loro organizzazioni, tra cui la Chiesa, hanno diritto tanto quanto gli altri di esprimere le proprie idee, argomentarle, sostenerle, difenderle ecc, nonché di organizzarsi per influenzare e ove possibile determinare le decisioni politiche, a tutti i livelli e con tutti i mezzi, purché legittimi e democratici
- la cosiddetta laicità, cioè la distinzione tra il piano politico e quello religioso, non significa che i credenti non possano e non debbano fare politica – anche perché diversamente rimarrebbero ben pochi a farla, e non saremmo più in democrazie! Significa invece che, al contrario dell’Islam (ma anche differentemente dagli esiti storici della riforma protestante e dell’ortodossia), i precetti religiosi non possono avere direttamente un risvolto giuridico (perché la coscienza non è indagabile umanamente), mentre lo Stato non può interferire con la dimensione religiosa
- la laicità è esattamente un ‘prodotto’ del cristianesimo, e in maniera piena del cattolicesimo, sia storicamente, sia concretamente (anche oggi non esiste al di fuori della civiltà cristiana): è alquanto buffo che i laicisti pensino di conservarla una volta eliminata la Chiesa – in altri termini, è la Chiesa che garantisce la laicità dello Stato, e non viceversa
Per quanto riguarda il FD nello specifico, osservo quanto segue:
- i media sono stati vergognosi, e anche un po’ patetici nel loro accanito tentativo di parificare le due manifestazioni; peccato che quella sull’orgoglio laico praticamente non esisteva …
- particolarmente incredibili La7, col giornalista che si aggirava tra le famiglie tentando di provocare con domande assurde, e il TG1 che vendeva l’idea che in P.zza San Giovanni erano tutti marziani, mentre dall’altra parte sì che c’era la gente a posto
- incredibile anche la reazione dei grandi quotidiani: a parte Repubblica, che ovviamente vedeva rosso (come sempre, del resto), gli altri hanno cercato o di minimizzare come il Corriere (che ha negato il fondo, e nella pagina dedicata ai commenti in alto ha messo le critiche), o di contrattaccare come LaStampa (che ha sparato una Barbara Spinelli decisamente sottotono, tutta piagnucolosa per la violenza della famiglia e della Chiesa sui poveri laici)
- peggio che mai la sinistra: a parte l’ormai famosa vignetta del Manifesto (rivelatrice di quanto rancore anticattolico si respiri da quella parte), basti citare il titolone di Liberazione: “FAMIGLIA ASSASSINA”; la rabbia rende pazzi, veramente!
- gli unici che hanno dato un certo rilievo sono stati i giornali di destra, ben contenti del secondo autogol della sinistra (il primo fu il referendum sulla legge 40, ricordate?) e delle evidenti difficoltà del nascituro PD (ma da quelle parti si abortisce con una tale facilità …); però non si chiedevano cos’ha fatto il precedente governo
In definitiva, che dire? Dal peggior governo della nostra storia non ci si può aspettare nulla di buono; l’opposizione è divisa, e comunque non gli interessa veramente salvaguardare la nostra civiltà ed i principi cristiani che la fondano; la sinistra è ormai persa, la destra non esiste …
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